SCOPRIAMO L’ARTISTA… CON NOI OGGI MARIA CATERINA PREZIOSO

Foto per intervista Maria Caterina Prezioso

Salve a tutti voi!

Questa sera abbiamo il piacere di ospitare su questo nostro palcoscenico virtuale una mia carissima amica, colei che è una delle voci più fresche e innovative del panorama delle Lettere Italiane. Vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto alla bravissima Maria Caterina Prezioso!

 

Salve carissima Maria Caterina e benvenuta! Innanzitutto raccontati un po’ così in modo che i nostri amici possano conoscerti…

Buongiorno a tutti e a tutte coloro che sono in ascolto e grazie a Riccardo Mainetti che mi apre questo spazio. Raccontarsi non è facile, ma posso provare. Classe 1961, nata a Roma, cresciuta nella città di Macondo (Cent’anni di solitudine dello scrittore colombiano Gabriel García Márquez), ho viaggiato con la scrittura per molti anni della mia vita. La scrittura intesa come artefice di comunicazione e del comune sentire delle parole trasformate in parole scritte. Ho pubblicato poesie e racconti brevi, ho incontrato il teatro e la danza e ho scritto per loro, mi sono scoperta felice e capace di recensire altri scrittori, ho provato a dare voce alla nuova drammaturgia, infine nel 2008 sono tornata a scrivere narrativa. Sono nati il Colpo (peQuod), nel 2011 Cronache binarie e nel 2013 Blu cavolfiore. Due elementi mi hanno sempre accompagnata: la scrittura e la storia (la storia con la S maiuscola) e l’idea di narrare storie attraverso diverse cornici temporali e di fidarmi anzi di affidarmi a quel “realismo magico” che vive dentro di me e con me.

Quando è nata in te la passione per la scrittura?

A volte penso il contrario. Cioè che un giorno la scrittura mi ha visto e ha deciso che le piacevo. Io mi sono sempre sentita privilegiata di questo innamoramento e ho cercato subito di corrispondere. Crescendo ho notato che per me era una maniera naturale di essere e di quante forme di espressione esistessero. Per questo ho scritto poesie, ma ho scritto di teatro e poi mi sono cimentata nel racconto ed infine nel romanzo. Non mi sono mai sentita tradita dalla scrittura e ho cercato di essere anche un megafono per le storie, le piccole storie in un mondo dove a predominare sono sempre le vite famose o il vissuto di una società che si sta ripiegando su se stessa.

 

Da dove prendi ispirazione per i tuoi libri?

Dal realismo magico che tanto amo e dalla idea di raccontare la storia, la grande storia attraverso le piccole storie e le storie che ci uniscono e ci separano. L’Italia è una strana nazione. Ha tanto da farsi perdonare e tanto da ricordare. Pare che nessuno abbia voglia di ricordare e di capire. Io sto provando a raccontare una parte della nostra Storia attraverso anche le voci di tutti i giorni, voci per lo più inascoltate, ma anche voci che risalgono a 30, 40 anni fa che fanno parte della mia memoria personale. Amo molto farmi raccontare e poi cercare una trama, una cornice temporale diversa dove incastonare quella storia, come la tela di un quadro che si arricchisce di giochi e sfumature di colore diverse.

 

Veniamo ora a “Blu cavolfiore” che io ho particolarmente amato. Da dove ti è venuta l’idea per un romanzo tanto originale e fuori dal comune?

Foto per intervista Maria Caterina Prezioso

Blu cavolfiore di Maria Caterina PreziosoBlu cavolfiore è il tentativo di raccontare un altro pezzo di Italia attraverso la storia di un giovane insegnante che da Roma si trova scaraventato nel Nord, nel profondo Nord-Est in quel di Treviso e poi nel Nord-Ovest a Novi Ligure. La storia personale di giovane romano negli anni 80, scrivere della sua crescita personale, delle sue occasioni mancate e delle sue speranze. Soprattutto Blu cavolfiore è il tentativo di raccontare cosa sta accadendo a livello mondiale, come le multinazionali e potenze come gli Stati Uniti d’America ci stanno costringendo in target multidimensionali, come possiamo sembrare tutti polli d’allevamento.

Esiste una realtà che nessuno vuole vedere veramente. Volevo che la gente cominciasse a capire, ma a volte la gente si spaventa preferisce non sapere soprattutto se non succede sotto casa propria. Inoltre la gente si annoia, soprattutto i ragazzi. Se parli con loro di ogm, di transgenico, di mucca pazza, di brevetti, di soia … vedi i loro sguardi appannarsi e puntare dritto, chinando la testa sul cellulare. Volevo provare a raccontare di queste cose senza annoiare, ma anzi stimolare a saperne di più. Così mi sono detta che poteva essere un tentativo riuscito quello di mettere insieme un romanzo e un romanzo di controinformazione.

E poi volevo parlare del nord, di un certo tipo di nord. Della sua gente, della sua nebbia e di quel modo di guardarci un po’ così e di come noi e loro, voi e noi in fondo siamo diversi e non ci sarebbe nulla di male nell’ammettere questa strana ipotesi. Possiamo essere diversi ed essere comunque una nazione. L’Italia deve capire che ha bisogno di una identità nazionale nella diversità. Questo Paese deve capire che ha in comune la diversità e la capacità di accoglienza. Solo in questo modo possiamo non vergognarci e sentirci capaci di un progetto comune.

Per concludere svelaci se hai altri libri in incubazione e se sì e se vuoi parlacene…

Si, nella mia testa c’è un progetto che si sviluppa sul territorio. Cronache binarie attraversa gli ultimi sessanta anni della società italiana, dal 1949 ai giorni nostri. I protagonisti, Lorenzo, Basilio e Valentino, che devono i loro nomi, per un motivo o un altro, ai rispettivi santi, sono nati a venti anni di distanza l’uno dall’altro e rappresentano il risultato dei tempi in cui vivono. Tre storie ambientate a Roma che si intrecciano e svelano nella trama delle generazioni. Blu cavolfiore invece parte da Roma per raccontare il Nord raccontando anche delle storie del nord, un nord diverso da quello che siamo abituati a conoscere, un Nord fatto di leggende e storie di Campioni e di Briganti, un nord fatto anche di malinconia e nebbia. Ora vorrei uscire con un terzo piccolo romanzo che provi anche a raccontare un Sud, il Sud-Pontino un Sud dimentico di se stesso. Ripartire da Roma e scendere un poco verso un mare aperto e voci gutturali che non sanno che farsene di questa capitale caotica e strana. Gente che ha il proprio mare, le mareggiate e le torri da dove poter avvistare l’arrivo dei Saraceni.

Grazie infinite per la cortesia!

Grazie a te Riccardo

Ed ora, per concludere, ecco a voi alcune note ed alcuni dati relativi alla nostra nuova e talentuosissima amica Maria Caterina Prezioso…

Maria Caterina Prezioso è nata a Roma nel 1961.

Il 4 agosto del 1974 era sul treno Italicus Roma-Brennero, nel 1984 si laurea in scienze politiche, nel 1994 incontra la danza e il suo sorriso, nel 2004 scopre che il romanzo di George Orwell, “1984” (scritto nel 1948) il titolo è stato ottenuto invertendo le ultime due cifre dell’anno della stesura,

Autrice di poesia, teatro, narrativa:
Poesia:  Nelle rughe del muro (Ibiskos 1991).
Racconti brevi: Il gioco n. 33 (il Ventaglio 1993).
Drammaturgia: La risposta di Leonardo teatro-danza (coautrice Giuliana Majocchi)-(il Segnale 1996);
La stanza – la festa dei Tuareg (Titivillus 2004).
Narrativa:  Il Colpo (peQuod 2008) racconti;
Cronache binarie (EDE 2011- ebook EDE 2013 – cartaceo)
Blu Cavolfiore (Golena edizioni 2013)

Ha collaborato con il settimanale Avvenimenti,  le riviste di cultura e cultura teatrale Exlibris, Primafila.
Attualmente collabora con le riviste  Satisfiction e Read-Mi Italia.
Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su riviste specializzate (Storie, Omero, In-Edito, TutteStorie, EllinSelae);  nel 2013 sono usciti due suoi  racconti nel progetto  Antology Vol. 1  di Tap Town di Six Rules (Fino rigo, 14 anni dopo e Pesciolina dotta). Nel marzo 2014, per la rivista Satisfiction esce un suo racconto inedito in ricordo di Lucio Dalla “Duro, Tozzo e Torrido”

 

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