Follia del tempo uguale

Salve a tutti!

Follia del tempo ugualeLo confesso… Commentare questa raccolta di versi mi è quanto mai ostico. Il perchè di questa mia difficoltà ve la spiego immediatamente. Mi è difficile commentarla perchè mi trovo nella posizione di Marc Daly in “Profondo Rosso”. Non parlo di quando il film svolge il proprio filo sanguinolento ma delle primissime scene. Se avete visto il film di Dario Argento sicuramente avrete capito a quali scene mi riferisco e cioè a quelle nelle quali Daly sta dirigendo le prove di un’orchestra jazz e al termine dell’esecuzione se ne esce con: “Bene! Molto bene! Forse un po’ troppo per bene. Troppo precisino, pulito…

Ecco… Io dovendo commentare “Follia del tempo uguale” di Tullio Gamberoni mi trovo nella stessa condizione. Sì perchè la raccolta, ogni poesia che compone questa raccolta, è, se presa esclusivamente come testo scritto assolutamente perfetta. Scrittura nitida e levigata, stile spesso ricercato. Insomma ogni testo è il non plus ultra dal lato stilistico. Però una poesia non è fatta solamente di testo. Una poesia deve, per contratto o meglio come fatto costitutivo, emozionare il lettore. Quella di saper emozionare non è una qualità secondaria per una poesia, è un suo elemento costitutivo. Ce l’ha nel DNA la proteina dell’emozione.

Ebbene… Io questa caratteristica nelle pur belle, raffinate e stilisticamente perfette poesie contenute in “Follia del tempo uguale” non l’ho proprio ritrovata. Questa mia è solo un’impressione personale. Un’impressione espressa da un commentatore qualunque che non si picca certo di essere un esperto in Ars Poetica. Quindi prendete con le pinze questo mio giudizio. La raccolta poetica “Follia del tempo uguale” è senza dubbio valida. Per me questa validità si riscontra specialmente nello stile e nel linguaggio usato ma, lo ribadisco, magari qualcuno tra voi potrà trovare valide queste poesie anche dal punto di vista emotivo. A me sembrano più cervellotiche, poesie che parlano alla mente più che al cuore però, come ho detto più volte, questo è solo la mia opinione che, in quanto tale, è, anch’essa per DNA, opinabile. L’invito che vi rivolgo in conclusione è quello di procurarvi la raccolta “Follia del tempo uguale” di Tullio Gamberoni, di leggervela e poi di farmi sapere quello che sarà il vostro parere in proposito!

Grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia!

Nuovo libro per Val Ilardo ” Sibarin e il fiore di Loto”

 

Avevo un seme in tasca, quando sono partita per l’India nell’Agosto del 2013. Un lungo viaggio da Delhi ai confini col Tibet, un viaggio sia dentro che fuori, di strada e di spirito che molto mi ha insegnato. Come ho scritto tempo fa in un mio status di Facebook:

Immagine “Qualche volta mi accorgo di quanto certi viaggi e certi luoghi, ti mettano radici dentro, che si prendono il loro tempo, per andare a fondo e poi far germogliare piante che ti stupiscono per la dolcezza dei loro frutti.”

Il frutto di questo viaggio è questa storia, che segue passo passo le orme che ho lasciato laggiù, è una favola con un piccolo protagonista che affronta da solo una grande sfida. Un modo per raccontare ai nostri bambini di come si vive molto lontano dal mondo che loro conoscono, di come non ci siano limiti ai sogni e di come ci siano dentro ad ognuno di noi risorse talvolta sconosciute che le difficoltà possono far emergere.

Ho illustrato il racconto con le foto scattate laggiù e ancora non so se sono state le immagini a seguire la storia oppure il contrario.

Questa storia è un viaggio ma il vero viaggio è la vita.

 

IL LIBRO E’ DISPONIBILE IN EBOOK

PER ACQUISTARE

http://www.bookrepublic.it/book/9788869092305-sibarin-e-il-fiore-di-loto/

http://www.lafeltrinelli.it/ebook/val-ilardo/sibarin-e-fiore-loto/9788869092305

 

Review: Without Blood

Without Blood
Without Blood by Alessandro Baricco
My rating: 4 of 5 stars

Confesso, conscio di rischiare di attirarmi le ire degli ammiratori di Baricco e di questo romanzo in particolare, che io di “Senza sangue” taglierei senza pietà la prima parte e terrei solamente la seconda, in special modo le scene al caffè e all’albergo. In queste scene, infatti, si concentra, secondo il mio modesto ed opinabilissimo parere, il significato profondo e la bellezza del romanzo. Romanzo che si rivela nell’essere di colei che fu Nina e poi divenne, nelle sue vite successive, prima Dulce e poi Donna Sol, alquanto pirandelliano come d’altronde viene confermato da una frase della stessa (ex) Nina “Noi viviamo una vita sola ma gli altri ce ne vedono vivere molte di più” (la frase non è forse esatta alla lettera ma lo è nel senso). In queste scene infatti si consuma la tregua tra la ex bambina nascosta in una sorta di nicchia sotto al pavimento di quella che fu la sua casa e colui il quale fu tra gli uomini responsabili della morte del padre e del fratello in uno scampolo di guerra dopo la guerra.
Nel caffè Nina, ora Donna Sol, cerca spiegazioni dal più giovane membro del commando e questi, pur dopo una serie di proteste, accetta di raccontare la storia o meglio la propria versione della storia. Al termine del racconto l’ex ragazzo che tutti chiamano Tito, un ragazzo ormai divenuto un uomo anziano, si mette a piangere, senza nascondersi e senza vergogna, lì nel caffé quasi che il racconto da poco terminato e quello che la ex piccola Nina ha detto a sua volta gli avessero fatto tornare quell’umanità che nel suo essere soldato di allora e tutte le favole che in seguito si era raccontato per giustificare l’operato suo e dei suoi compari aveva contribuito a far sparire dal suo cuore e dalla sua anima. La conclusione finale di questa pace tardiva tra i due avviene nel terreno neutrale di una stanza d’albergo nella quale i due si concedono qualche ora d’amore. A far da sfondo a questa pace è ancora una luce rossastra, la stessa tinta che aveva illuminato quella fatale notte di tanti anni prima. Quella volta era prodotta dalle fiamme che avevano raso al suo la casa di Nina e dei suoi familiari; questa volta scaturisce dall’insegna dell’albergo posta proprio all’esterno della finestra della stanza nella quale si trovano Nina e Tito.

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Il viaggio sentimentale di Giorgio Giurdanella

Il viaggio - L'incanto della piccola principessa

Esistono romanzi che sono più di semplici romanzi. Esistono romanzi che catturano a poco a poco il lettore avvolgendolo nelle proprie atmosfere e portandolo per mano al cuore vivo e pulsante non solo della vicenda in essi narrata ma addirittura al cuore vivo e pulsante dell’autore stesso. Uno di questi romanzi è “Il viaggio – L’incanto della piccola principessa“, romanzo autobiografico uscito dalla penna, dal talento e dal cuore del bravissimo Giorgio Giurdanella. Giorgio Giurdanella è uno scrittore schivo, tanto schivo da rifuggire l’etichetta di “scrittore” e ciononostante con la sua prosa ad altissimo contenuto di sentimenti, infatti, citando un altro grande scrittore che mi è capitato di conoscere, ne “Il viaggio – L’incanto della piccola principessa” i sentimenti sono il fil rouge dell’intera vicenda. Sentimenti che non vengono subito sbattuti in pagina ed in faccia al lettore ma che, tuttavia, traspaiono da ogni singola parola che compone il romanzo. Fin dall’inizio della vicenda infatti si avverte che dietro la vicenda narrata c’è un di più, un ingrediente segreto che lega tutto il romanzo. Questo fatto l’ho potuto sperimentare io e penso come me anche gli altri che hanno avuto ed avranno la fortuna e l’onore di leggere “Il viaggio – L’incanto della piccola principessa” di Giorgio Giurdanella.

Il viaggio - L'incanto della piccola principessa

Come ho detto “Il viaggio – L’incanto della piccola principessa” di Giorgio Giurdanella è un romanzo avvolgente, nel senso che leggerlo è come immergersi, gradualmente e senza fretta, nell’incantevole mare della Sicilia, la regione d’origine dell’autore. Immergersi regalandosi la possibilità di gustare appieno ogni momento, senza fretta, come ho detto. L’inizio del romanzo, basato su memorie di viaggio dell’autore stesso, memorie poi rivisitate per motivi “di resa letteraria”,  può sembrare lento ma questa lentezza aiuta il lettore a penetrare pienamente nel cuore vero e vivo del racconto; racconto che poi si sviluppa in un crescendo di emozioni e sentimenti talmente profondi e palpabili da emozionare e commuovere i fortunati lettori. Infine, prima di concludere, permettetemi una volta di più, di invitarvi ad acquistare, per voi e per le persone che vi sono care, “Il viaggio – L’incanto della piccola principessa” di Giorgio Giurdanella. Non ve ne pentirete ed anzi vi godrete un viaggio nei sentimenti più veri e profondi di un grande scrittore dei nostri giorni.

Il viaggio - L'incanto della piccola principessa

Review: Ieri

Ieri
Ieri by Ágota Kristof
My rating: 5 of 5 stars

Per commentare e comprendere nel migliore dei modi questo romanzo ritengo sia opportuno partire da quella che è l’ultima frase, l’explicit come viene chiamato in gergo tecnico e mai come in questo caso la frase in questione rende esplicito il messaggio del libro. La frase in questione è: “Non scrivo più.“. Infatti la scrittura è, per il protagonista, sì un modo per cercare di sfuggire al proprio ieri che non è stato certo uno ieri di quelli che si ricordano volentieri ma è un modo finto nel quale il mondo è fasullo e idealizzato. E così con la frase “Non scrivo più.” il protagonista del romanzo fa capire che alla fine egli è riuscito a scendere a patti con sé stesso e con le proprie aspettative. Ci vorrà però un innamoramento senza futuro ed una serie di lutti per fare aprire gli occhi al protagonista e per fargli capire che la fidanzata, alla fine del romanzo diventata sua moglie, Yolande, quella Yolande che lui non capiva e mal sopportava, trovandola interessata solo ad avere una bella abbronzatura da poter ostentare indossando abiti chiari, è, in fin dei conti, non solo una buona moglie per lui ma addirittura una madre esemplare per i loro figli; figli che con i loro nomi, Line e Tobias, il nome rispettivamente della sorellastra (nonchè amore impossibile) e suo, perchè Sandor Lester, il nome che si da una volta fuggito dal paese natale è un nome di sua invenzione ottenuto giocando coi nomi dei suoi genitori, Ester, la madre, una mendicante, ladra e prostituta e Sandor, il nome del padre naturale, un maestro elementare o meglio il suo maestro elementare. Un racconto che pare essere incanalato sui binari di una tragedia senza possibilità di sbocchi ma che, alla fine, come si è detto, rivela la propria luce. Una luce che potrà rivelarsi grazie all’acquisita capacità del protagonista di accettare se stesso e la propria vita, anche se non è certo la vita che lui aveva desiderato e vagheggiato.

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Review: Qua la mano don Camillo: la teologia secondo Peppone

Qua la mano don Camillo: la teologia secondo Peppone
Qua la mano don Camillo: la teologia secondo Peppone by Giovannino Guareschi
My rating: 5 of 5 stars

Ho letto, in certi casi più volte, le novelle di Mondo piccolo il Piccolo Mondo Moderno ma Antico (nei valori fondanti) creato dal Grandissimo Scrittore della Bassa, al secolo Giovannino Guareschi, appassionandomi e divertendomi con le avventure del rude sindaco comunista Peppone e del pretone don Camillo. Mai però ne avevo colto i significati profondi come rileggendo questa raccolta di racconti scelti e commentati da bravissimi e sapienti commentatori in grado di scrutare nel profondo i significati più veri delle storie di quelle terre magari non belle ma civili. Il sottotitolo di questa raccolta è “la teologia secondo Peppone” in quanto di questi racconti Peppone è il personaggio ricorrente. Protagonista di tutti i racconti, dal primo all’ultimo, dimostra in ogni storia una luminosa coscienza che lo porta sempre a compiere le scelte più giuste. E quando per una sorta di umana paura, come nell’episodio nel quale compare il commissario della Federazione comunista il quale, con un gesto inqualificabile, getta dalla finestra e dentro un fosso l cena di un povero compagno solamente perchè le pietanze che la compongono provengono da uno dei pacchi americani che don Camillo è stato incaricato di distribuire ai poveri del paese, egli non è in grado, per citare San Paolo, citato anche nel commento al racconto opera in questo caso di Giovanni Lugaresi di testimoniare la propria Fede davanti agli uomini, la coscienza, sempre viva e vitale in lui, gli rimorde rendendogli impossibile addormentarsi tranquillo come, invece, Guareschi ci dice fare il commissario, sicuro della bontà, bontà dal punto di vista della propria “fede nella causa”, del proprio operato in quanto, come dice allo stesso Peppone, il comunismo è questo.
Un tratto comune a tutti i racconti di Mondo piccolo qui contenuti è quello di essere tutti, dal primo all’ultimo, delle novelle liete che, anche quando toccano argomenti duri e drammatici non perdono mai la propria luce; una luce che permane sempre viva e, scusate il bisticcio di termini, illuminante, tanto per i protagonisti quanto, grazie anche e soprattutto all’abilità dei commentatori, per i lettori che non potranno mai restare freddi davanti a queste vicende a meno che, come dice il dottorino di uno dei racconti noi non si abbia un mattone al posto della coscienza o non si sia e questa volta prendo a prestito le parole di don Camillo dei carburatori e non degli uomini.

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“Harmony Haiku La via della Musica Sovrasensibile” nuovo cd per il Maestro Mark Drusco

 

Immagine E’  in uscita l’imperdibile  cd  del Maestro Mark Drusco.“Harmony Haiku  La via della Musica Sovrasensibile” generato dal suo nuovo movimento Musicale definito “Harmony Haiku,  in cui la sua  Musica Sovrasensibile. diventa Estrema Sintesi di Trasfigurazioni, Intuizioni e Visioni del Sovrasensibile. Espresse in circa un minuto di Musica.   Armonia che indaga nell’ Energia della Bellezza, il lato Primordiale  della Natura.

Armonia sovrasensibile  ne avete mai sentito parlare ?  Il Maestro  Mark Drusco   la crea, donandoci una visione nuova nel mondo armonico musicale.

Ci sono mondi complessi, irraggiungibili, spesso ci si domanda come tanta bellezza possa non essere compresa?  Poi, basta guardarsi intorno per avere una risposta. La sensibilità, il bisogno di esprimersi  a livelli così intimi, appartiene solamente  a  grandi personalità, e molte volte non giunge al grande pubblico, abituato a  seguire la scia  del successo, come tante pecorelle dietro alla Hit  del momento. Musiche che poi , fanno la loro stagione e se ne vanno come sono giunte, ma l’Armonia Sovrasensibile non è musica di passaggio, ma musica che rimane e come ogni grande innovazione, la via della popolarità è impervia e difficile. V’è una concezione nel nostro mondo in cui tutto ciò che non si comprende, non si accetta! L’apertura  nel riflettere, nel  fare proprie nuove emozioni  giunte come un fulmine a ciel sereno in un mondo  di banalità, spesso non piace. E’ sempre meglio un motivetto allegro, cantato da milioni di persone, perché in fondo è meno impegnativo e rimane un ritornello, uno scaccia pensieri  in una giornata come tante. Invece la musica di cui oggi io vi parlo, deve  essere ascoltata con l’anima  e solo lì verrà percepita.  E’ una  musica paziente che ha un suo cammino e lentamente  giunge nell’intimo umano e lo fa in punta di piedi, senza chiedere nulla in cambio, se non  il suo bisogno di arrivare al cuore della gente.  L’ armonia Sovrasensibile nasce da mondi  lontani, in cui è radicata l’origine della vita, e questi strumenti la raccontano, ma ci vuole   l’orecchio dell’ anima  per comprenderla. Le sue sonorità nascono da percezioni ancestrali  e lontane dal nostro vivere, dalla nostra vita che corre, e non ha  tempo di soffermarsi  ad  afferrarne  il senso. In questo mondo fatto solo di apparenza, se trovassimo il tempo di ascoltare  queste  nuova corrente musicale, arricchiremo  la nostra vita di emozioni che pensavano  inesistenti. Dissetando così  la nostra anima a sorgenti nuove, esistite da sempre, trovate da pochi .

In questo cd  ha racchiuso le sue creazioni con grafica impeccabile, oserei dire magica, in allegato un breve book che descrive le sue creazioni. Un cd originale sia per l’estetica sia per la sua “Musica Sovrasensibile”  innovativa, e sottolineo unica nel suo genere.

Per acquistarlo andate sul sito

http://www.rupemutevoleedizioni.com/supernalarmony-catalogo/harmony-haiku-di-mark-drusco.html

Monica Pasero

 

 

 

 

Il viaggio – L’incanto della piccola principessa

Il viaggio - L'incanto della piccola principessa

Salve a tutti di nuovo!

Ci sono giorni in cui le notizie relative agli eventi sono tali e tante e appetitose nonchè degne di nota che, come oggi, mi ritrovo a tornare tra voi due volte in poco tempo. E lo faccio con estremo piacere per annunciarvi un altro evento culturale immancabile che avrà luogo domani, sabato 24 maggio 2014. Questa volta si tratta di un evento rivolto in maniera speciale agli amici siciliani ed in particolare agli amici di Ragusa.

Domani, infatti, a partire dalle ore 18.00  presso il Caffè Letterario “Le Fate” si terrà la presentazione del romanzo “Il viaggio – L’incanto della piccola principessa“, opera del bravissimo Giorgio Giurdanella ed edito dalla casa editrice Albatros – Il Filo. Alla presentazione   sarà presente (scusate il bisticcio di parole!) sarà presente lo stesso autore. Un altro evento da non mancare per quanti si troveranno nella possibilità di prendervi parte. Un secondo appuntamento per una giornata, questo sabato 24 maggio 2014, che si annuncia piena di appuntamenti succulenti per gli amanti dei libri e delle belle storie.

Quindi invito caldamente, anzi di più, quanti tra voi potessero a prendere parte alla presentazione del romanzo di Giorgio GiurdanellaIl viaggio – L’incanto della piccola principessache si terrà, presso il Caffè Letterario “Le Fate” di Ragusa, a partire dalle ore 18.00, domani, sabato 24 maggio 2014! Per maggiori e più complete informazioni in merito disseminata in vari punti di questo articolo trovate la locandina dell’evento!

Il viaggio - L'incanto della piccola principessa

Grazie di nuovo e sempre per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura, magari proprio del romanzo “Il viaggio – L’incanto della piccola principesssa” di Giorgio Giurdanella.

Con simpatia! 🙂

Il viaggio - L'incanto della piccola principessa

La grazia sufficiente

La grazia sufficiente

Salve a tutti!

Anche oggi voglio utilizzare questo mio blog per dare il giusto risalto ad un evento culturale che merita di essere portato a conoscenza e di vedere una folta partecipazione di pubblico! L’evento in questione è la presentazione del libro “La grazia sufficiente” di Giancarlo Micheli. Ma ora è opportuno che io smetta di cincischiare e ceda la parola all’annuncio ufficiale dell’evento, annuncio fattomi pervenire stamattina via email.

La grazia sufficiente

sabato 24 maggio alle 18
LA GRAZIA SUFFICIENTE, un libro di Giancarlo Micheli
Ed. Campanotto
GIARDINO PARIOLI, via A. Bertoloni 3b (Roma)
 
Due storie lontane nel tempo e nello spazio, ma legate da un filo rosso: quello della “grazia sufficiente” in cui la salvezza futura si esplica nelle vicende presenti dei due protagonisti alla luce di un disegno di cui nessuno conosce il perché e la cui trama è svelata solo in controluce lasciando la possibilità al lettore di cogliere i nessi possibili.
Giancarlo Micheli ci regala un romanzo complesso: lo stile è prezioso, raffinato, erudito. Il plot è incalzante e denso di continui rimandi che rendono la narrazione round robin.

Serena Adesso, 2011 Mangialibri

La poesia qualcosa vale, credetemi. Impedisce di impazzire del tutto.

— Charles Bukowski —

Monica Maggi
ASSOCIAZIONE CULTURALE LIBRA
Via Tiberina km. 9,200
00060   Riano
(Roma)

mob. 347 7618417

http://www.libraduepuntozero.it/

A me non rimane altro da fare ora che invitare quanti tra voi potranno farlo a partecipare a questo evento!
Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima!
Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!
Con simpatia! 🙂
La grazia sufficiente

Review: Le cose che non ho

Le cose che non ho
Le cose che non ho by Grégoire Delacourt
My rating: 5 of 5 stars

Jocelyne è una donna tutto sommato soddisfatta e, ma sì, diciamo pure felice. Ha dovuto abdicare al sogno di diventare stilista per lavorare in una merceria, della quale poi è pure diventata proprietaria. Ha sposato un uomo che non è certo il “Principe vestito di bianco su di un cavallo bianco” che sognava da ragazza ma un uomo che è il suo doppio al maschile, Jocelyne lei, Jocelyn lui, non ha avuto la vita felice che le augurava la madre quando era giovane ma, tutto sommato, la sua vita a Jocelyne va bene così. Due figli ormai grandi e indipendenti o quasi, specie la figlia ed una terza figlia tramutatasi in Angelo appena nata ed un blog chiamato “Mani di fata” che va acquisendo giorno dopo giorno sempre più seguito. Un giorno, un malaugurato giorno visto con la saggezza del poi, Jocelyne si fa convincere da due amiche, due gemelle che mandano avanti un centro estetico, a tentare la fortuna e la Dea Bendata si lascia tentare in positivo e le regala una fortuna di più di diciotto milioni di Euro. Questa fortuna però si rivela ben poco tale. Infatti con l’andare del tempo quella montagna di soldi finisce col rovinare la vita a Jocelyne e al marito. Più di tutti al marito il quale, trovato l’assegno della vincita, decide di prenderlo e sparire, finendo per morire solo e mortificato in una casa troppo grande nella quale egli ha lasciato solamente un divano bianco che non gli era mai piaciuto. Nemmeno la vita di Jocelyne va molto meglio però. Infatti fuggita dalla città dove aveva vissuto col marito si rifugerà a Nizza dove il lato buono di lei verrà ucciso lasciando emergere solo ghiaccio e scogli. Terrificante l’ultima frase del romanzo: “Sono amata. Ma non amo più.
Un libro che insegna a guardare alla fortuna che ognuno di noi ha senza farci caso e a non rincorrere fortune che poi si rivelano false e portatrici di sventure e dolore.

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