Review: Di Ilde ce n’è una sola

Di Ilde ce n'è una sola
Di Ilde ce n’è una sola by Andrea Vitali
My rating: 5 of 5 stars

Ilde Ratti in Maltolti, protagonista di questo romanzo, è la fumina moglie di Oscar Maltolti, operaio semplice da alcuni mesi in cassa integrazione. La Ilde e il marito vivono a Fino Mornasco su quell’altro ramo del lago di Como. Ed allora come mai la carta d’identità di Ilde viene ripescata, è proprio il caso di dirlo, da Raffaele, un bambino di otto anni, residente a Bellano? Come ha fatto la carta d’identità della Ilde a finire a mollo nel Pioverna, proprio ai piedi della cascata dell’Orrido di Bellano?
Questo gustoso mistero contribuisce a rendere ancor più calda l’estate, già bollente di suo, dei protagonisti della vicenda; soprattutto quella di Oscar Maltolti che parte alla caccia della soluzione del mistero della carta d’identità della moglie. Con questo romanzo Andrea Vitali torna a regalarci, a qualche anno da “Dopo lunga e penosa malattia”, un nuovo Mistery vistalago.
Come sempre però, anche in questo caso, il mistero verrà svelato e, non senza qualche risvolto boccaccesco, tutti i tasselli del puzzle del romanzo “Di Ilde ce n’è una sola” andranno al loro posto.
Una lettura adatta a chi voglia allietare alcune ore, il romanzo si legge nel giro di poche ore davvero, sognando l’arrivo, quanto prima, del caldo e a chi voglia nuovamente immergersi nelle atmosfere e nei profumi del lago che solo Andrea Vitali sa regalare ai propri lettori.

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A SCOPRIAMO L’ARTISTA… LA POETESSA MARIA CATERINA TARGA

E sentirti in me

Imagecome un dolce respiro…

sentirti in me

come una gioia..

una scoperta

come pioggia che disseta

la vita.

 ( tratta da: “Riflesso”M.C.T )

Ci sono persone che scrivono da sempre, nel proprio cuore, i loro vissuti, celando al mondo le loro paure, gioie, desideri,passioni, ma poi avviene, che la necessità di condividere diventi più forte della paura del mostrarsi. Così quei versi repressi da sempre nel cuore, sbocciano su pagine e pagine di poesie. Questo è avvenuto all’autrice, che oggi vado ad intervistare :una donna forte ,tenace, dalla sensibilità spiccata. A scopriamo l’artista è con noi la poetessa Maria Caterina Targa

 

INTERVISTA A CURA DI MONICA PASERO

 Innanzitutto ti ringrazio di essere qui e inizio subito col chiederti : da dove nasce l’esigenza per te del comporre ? Rammenti i tuoi primissimi versi?

Grazie a te Monica ..prendo spunto dal titolo del libro “Onde di un mare sconosciuto” non è un caso questo titolo,quando scrivo sento come un’onda di parole, sentimenti, sensazioni che mi travolgono, è come se non fossi io a scrivere, ma questo mare che vive in me, non è calmo, le sue acque sono sempre agitate da tempeste e la mia anima viene trasportata lontano ..un viaggio senza fine alla ricerca di una spiaggia tranquilla dove trovare me stessa.

Ognuno porta dentro di sé, un mondo interiore immenso. Tra le tue tante emozioni ,quale secondo te, si evidenzia di più nei tuoi versi ?

L’emozione o se vogliamo il sentimento che accompagna la lettura è l’Amore, e il sentire di un’anima femminile in cammino, alla ricerca di risposte che forse non arriveranno mai, lo scandire del tempo fra i ricordi del passato e il futuro trascendendo il presente, proiettato sempre verso un domani di speranza

C’è un poeta contemporaneo e non, a cui ti senti più affine nel tuo modo di scrivere?

Amo Leopardi da sempre mi ritrovo nella sua malinconia, nella sua ricerca di risposte, come in effetti tento di fare io, risposte che forse non arriveranno mai che sono alla base dei miei pensieri, di sfida con me stessa.Un viaggio che non ha un destinazione precisa, se non quella di una crescita interiore.

ImageNel 2013 esordisci nel mondo letterario con la silloge “Il silenzio dell’anima” edizioni Book Springt . Due parole in merito

“Il silenzio dell’anima” è stato una sorpresa anche per me, mai mi sarei immaginata di scrivere e tanto meno di pubblicare un libro, è stato un caso e come ho scritto in quarta di copertina “Nato per caso, quei casi della vita che non accadono senza un perchè..il mio perchè ora è racchiuso in questo libro.”

A distanza davvero di un soffio, porti alla luce una nuova e delicata silloge “Onde di un mare sconosciuto” edita da Rupe Mutevole Edizioni. Vuoi descrivercela in breve ?Image

Questa raccolta è molto più completa, oltre alle mie poesie, ho aggiunto anche dei miei disegni, mi piace ritrarre sguardi e volti trovo che siano lo specchio delle nostre emozioni,   amo disegnare a carboncino, come amo la fotografia in bianco e nero .

Tra tutte le poesie scritte, quale secondo te, senti più tua? Vuoi dedicarcela?

Certamente le sento tutte nella mia anima, ma credo che quella che sento in modo particolare  sia  “Donne” che  dedico a tutte le donne per il loro coraggio, per la loro lotta quotidiana nel viaggio .

 Donne

 

    E siamo frammenti

      di pause

  dove le parole

sono foglie sparse al vento

senza confini

a pugni stretti

con questo coraggio negli occhi.

Tratteniamo lacrime

che brillano alla luce del tuo cuore .

 Un motivo per acquistare i tuoi libri ?

Perchè la poesia possa espandersi dal mio cuore ad altri cuori, perchè il seme che ho piantato possa germogliare,perché  non  sono solo parole: sono l’espressione di sentimenti veri , affinché  possano portare la bellezza dell’amore in senso universale in chi mi legge .

Oltre poetessa, chi è Maria Caterina nella vita di tutti i giorni ?

Una donna semplice, che in questa fase della vita ha avuto un percorso di crescita e di consapevolezza di sé, e si è messa in gioco. Io sono sempre stata molto riserva e timorosa con la paura del giudizio altrui, ecco forse i miei scritti hanno esorcizzato questa paura .

Un sogno nel cassetto?

Essendo mamma sogno un futuro migliore per i nostri figli, per questo nostro mondo così oscuro, che la bellezza della vita possa trovare finalmente  la sua dimensione reale.

Anche a te, come a tutti i miei ospiti chiedo: Che cos’è l’arte per Maria Caterina Targa?E’ l’anima del  mondo, la sua parte migliore, l’uomo quando si esprime attraverso la pittura , la scrittura, la fotografia ecc, porta alla luce un pezzettino di divino che sta nella sua anima. Troppo spesso ci dimentichiamo di essere espressione d’amore divino

 Ringraziando Maria Caterina, per averci rilasciato questa bella intervista, ricordo il link per acquistare la  sua ultima opera “Onde di un mare sconosciuto” http://www.rupemutevoleedizioni.com/letteratura/novita/onde-di-un-mare-sconosciuto-di-maria-caterina-targa.html

Review: Il berretto a sonagli – La giara – Il piacere dell’onestà

Il berretto a sonagli - La giara - Il piacere dell'onestà
Il berretto a sonagli – La giara – Il piacere dell’onestà by Luigi Pirandello
My rating: 5 of 5 stars

Tre opere teatrali basate su quattro novelle. La prima, quella che apre la raccolta, ovvero “Il berretto a sonagli”, tratta dalle due novelle pirandelliane “La verità” e “Certi obblighi”, narra la vicenda di una moglie tradita che pensa di vendicarsi del tradimento del marito, tradimento consumato con la moglie di un povero scrivano, denunciando sia il marito fedifrago che l’amante. La vicenda, proprio quando sembra avviarsi verso la più naturale e giusta conclusione, conclusione che vedrà i due coniugi infedeli puniti per le loro infedeltà, subisce un’improvvisa sterzata. Questa sterzata è causata dalla necessità di evitare lo scandalo che rischia di derivare dalla sete di giustizia della moglie tradita. Per sanare la situazione la moglie tradita si trasforma da parte lesa, pur utilizzare un gergo giuridico, in persona incaricata di mettere una pezza e questa pezza sarà il dichiararsi pazza e farsi ricoverare per tre mesi in manicomio (o casa di salute che dir si voglia).
Il tema delle apparenze, di come cioè noi appariamo alle altre persone, è il tema portante anche dell’opera che chiude la raccolta, ovvero “Il piacere dell’onestà”, tratta dalla novella intitolata “Tirocinio”. Qui le apparenze da salvare sono riguardano una giovane donna, la quale, legata sentimentalmente ad un uomo sposato, viene data in moglie, attraverso una sorta di matrimonio combinato, ad un uomo dal passato non propriamente onesto né limpido. Questo matrimonio, come detto, dovrebbe, secondo quelle che sono le prime intenzioni, servire solo a salvaguardare la forma delle cose. Però quando al marito di comodo viene tesa una trappola tesa a far cadere la maschera dell’onestà che per tutti gli anni del matrimonio egli s’era scelto di vestire, ci sarà la svolta, clamorosa della vicenda. La giovane donna, ormai divenuta madre e di conseguenza non più amante ma totalmente madre sceglierà di seguire il proprio marito, ora non più solo di comodo ma ormai assurto al rango di marito ufficiale.
A fare da intermezzo tra queste due opere teatrali, di argomento serio e sviluppate su tre atti vi è un atto unico di stampo più giocoso: “La giara”, opera tratta dall’omonima novella. Qui protagonista è un uomo, padrone di una masseria con oliveto. Un giorno, in pieno tempo di raccolta delle olive il protagonista, uomo tuttaltro che conciliante, anzi attaccatissimo a quella che è, per una usare nuovamente la terminologia legale, la lettera della Legge, scopre che la giara nuova, acquistata poco tempo prima s’è rotta in un punto. Dopo aver sbraitato per un bel pezzo il fumino protagonista si fa convincere ad affidare l’opera di riparazione ad un artigiano specializzato nell’aggiustare questo tipo di recipienti. Questo peraltro bravo artigiano ha però un piccolo difetto: ha una gobba che gli impedisce, una volta entrato nella giara per applicarvi dei punti di sicurezza, di uscirne. A questo punto il protagonista si trova nel dilemma. Come risolvere la spinosa questione? Verso la fine il tutto sembra risolversi con un accordo tra il proprietario della giara, che si dice disposto a romperla per permettere al povero artigiano di uscirne e l’artigiano stesso che viene convinto a pagare una certa somma a titolo di indennizzo. Quando tutto sembra risolto l’artigiano cambia idea e, dopo essersi rifiutato di pagare la somma richiesta, si barrica all’interno della giara. Quando il proprietario del podere si ritira l’artigiano organizza, grazie alle dieci lire incassate per la riparazione ed assieme agli altri lavoranti una festa con tanto di canti. Questi canti (schiamazzi) indispettiscono oltre misura il proprietario del podere il quale, uscito su tutte le furie manda la giara con l’artigiano al suo interno a infrangersi contro una pianta. Risultato: la giara in pezzi e l’artigiano sano e salvo e portato in trionfo dai suoi compagni di festeggiamenti.
Una raccolta di opere per poter gustare, una volta di più, l’abilità di Pirandello di trarre dalle sue novelle delle opere teatrali che colpiscono i lettori e, anocr più direi, in quanto vederle rappresentate, specie se da compagnie composte da attori di talento, gli spettatori!

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Il teatro entra nella scuola

In che modo il teatro può essere utile all’interno della scuola

Locandina incontro biblioteca

Salve a tutti!

Nella splendida cornice di quella che è una delle più belle dimore sondriesi, vale a dire Villa Quadrio, sede della Biblioteca Civica “Pio Rajna”, nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 10 marzo 2014, si è tenuto un incontro che ha richiamato un foltissimo pubblico.

Pretesto, per così dire, di questo incontro era la presentazione del libro intitolato “Tra i banchi un palcoscenico” Progetti teatrali all'interno delle scuole di ogni ordine e gradoredatto tra gli altri dal mio ex insegnante di Lettere e Storia durante il quarto anno di Ragioneria, Gianluca Moiser e Roberta De Devitiis. Entrambi oltre che insegnanti sono, per utilizzare un termine che è ricorso più volte durante l’incontro di questo pomeriggio presso la Biblioteca Civica “Pio Rajna”, teatranti. Il mio ex insegnante, ad esempio, fa parte della Compagnia Teatrale “Gente Assurda” la quale, oltre che recitare in varie parti della nostra valle, tiene, o quantomeno teneva gli anni scorsi, anche i corsi di teatro organizzati dal Centro Territoriale Permanente di Sondrio.

Ho usato il termine “pretesto” poco fa in quanto, partendo dal libro, i due autori hanno poi spaziato spiegando quella che è la loro idea di teatro e quale sia il loro approccio quando si tratta di proporre dei laboratori teatrali nei loro rispettivi ambiti scolastici. La signora De Devitiis è infatti un’insegnante nella scuola primaria mentre il professor Moiser insegna in una scuola superiore sondriese, attualmente il Liceo Scientifico “Carlo Donegani”. Come sarà facile intuire i due tipi di approcci sono, com’è normale che sia, differenti. Anche se, bene o male, l’idea di fondo e cioè quella di mantenere un certo aspetto quasi ludico nell’affrontare questo tipo di attività, almeno all’inizio, le cose cambiano poi nel momento in cui ci si trova ad entrare più nell’ambito della gestione del progetto. Questo anche perchè, come ha spiegato molto bene il professor Moiser, “mentre i bambini più piccoli si lanciano più “liberamente” in questo tipo di attività i ragazzi più grandi tendono ad avere maggiori freni” e quindi è giocoforza il dover cambiare atteggiamento in quella che è la gestione più propriamente detta del progetto teatrale. Con i ragazzi delle superiori viene cercato di rivisitare, ad esempio, dei testi classici della letteratura o del teatro in chiave parodistica e di coinvolgere i ragazzi facendo rielaborare a loro i testi presi in esame. Nella scuola primaria, invece, ha spiegato la signora De Devitiis, si cerca di far interagire i bambini facendo cercare loro i personaggi nascosti nei testi che s’intendono rielaborare in chiave teatrale e quindi si cerca di far provare loro varie parti.

In qualunque grado di istruzione sia portato avanti il progetto teatrale avrà comunque il merito di creare un gruppo nonchè di permettere ai giovani teatranti di acquistare sicurezza in se stessi e far loro imparare, soprattutto grazie ad un’acquisita capacità d’improvvisazione, ad affrontare gli intoppi che dovessero presentarsi non solo sulla scena teatrale ma anche sulle varie scene delle loro vite.

Un nuovo incontro di grandissimo interesse organizzato e portato avanti egregiamente dalla nostra biblioteca cittadina che, una volta di più, si è dimostrata fonte inesauribile di iniziative culturali di grande richiamo nonchè un luogo di aggregazione culturale di primissimo piano nel nostro tessuto cittadino.

Grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia!

Locandina incontro bibliotecaProgetti teatrali all'interno delle scuole di ogni ordine e grado

NUOVO LIBRO PER PAOLO OLIVERO PICCOLA LUNA RUPE MUTEVOLE EDIZIONI

 

 

«Non ti preoccupare Giulia,

 forse il destino

Image ha riservato alla fine del quadro della nostra vita,

 delle dolci pennellate

a cui non avremmo più sperato

 di poter partecipare

 Prefazione

 Il seme della vita vive  nell’ amore. Leggendo queste pagine non si può fare a meno di sentire quanto l’esistenza umana in ogni sua  stagione sia legata a questo nobile sentimento. Quanto amare non abbia età  e ci possa far rinascere  a consapevolezza nuova,  in ogni momento della nostra vita, anche quando tutto sembra finito. Tra questa pagine intrinseche di infinita tenerezza, l’autore ci condurrà  in una delle fasi più difficili d’accettare del nostro percorso terreno, e con bravura sarà in grado  di farci  vivere una grande “Storia d’amore” che non vede rughe, ne acciacchi, ma vive di ricordi che condurranno i due personaggi di questo meraviglioso scritto ad una  nuova giovinezza, fatta di frammenti, di piccole gioie quotidiane, le quali allieteranno il loro giorni, perche non è mai troppo tardi per esser felici ed innamorati il tutto sarà velato dalla grande fede che li unirà durante il loro percorso insieme.

 La vera essenza della vita sta qui, in mani rugose che si stringono per imprimere ancora una volta la loro voglia di amare fino al  loro  ultimo respiro

 Monica  Pasero

 Per  Acquistare

http://www.rupemutevoleedizioni.com/letteratura/novita/piccola-luna-di-paolo-olivero.html

Review: Il libro degli errori

Il libro degli errori
Il libro degli errori by Gianni Rodari
My rating: 5 of 5 stars

In questo delizioso libretto il grande Gianni Rodari regala ai suoi lettori, piccoli ma non solo, una serie di storie nelle quali protagonisti principali sono gli errori; gli errori commessi, in serie e con grande godimento personale dai gemelli terribili Mirco e Marco e gli errori, da matita rossa o blu, che il Professor Grammaticus cerca in tutti i modi, anche con metodi ben poco ortodossi, come quello della macchina ammazzaerrori che, coi suoi modi alquanto violenti, lo caccerà in non pochi guai, di cancellare, salvo rendersi conto, grazie alla propria sensibilità ed al proprio cuore, pronti ed allenati quanto se non di più della propria coscienza linguistica, che vi sono ben altri errori, di molto peggiori rispetto a quelli grammaticali, da eliminare.
Non vi sono solo gustosissime storielle di errori però in questo libro; infatti all’interno di questo succulento miscuglio di storie trovano posto anche storie più prettamente tenere quale quella intitolata “La sirena di Palermo” che deve come protagonista una giovane sirena che, intenta a giocare sugli scogli antistanti Palermo, ha perso la propria mamma e viene adottata da un pescatore che la porta con sé a casa facendola passare per la figlia di un parente (mi pare un cugino) arrivata da lui per trascorrervi qualche giorno; per spiegare il perchè della coperta che le copre la parte inferiore del corpo, la coda da pesce della sirena, il pescatore e i suoi familiari dicono che la piccola ha le gambe malate e la scusa regge fino a che dei vecchi pescatori sentendo la piccola narrare storie risalenti ad un lontano passato non ne riconoscono la voce ammaliatrice, tipica delle sirene.
Un libro da leggere anche per quanti non sono più bambini ma, pur non essendolo, sanno ancora lasciarsi emozionare dalle storie belle e delicate.

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Due novelle per un’opera teatrale

Un berretto a sonagli di verità e obblighi

Salve a tutti!

Edizione Oscar serie Teatro e Cinema

Contiene:
Il berretto a sonagli;
La giara;
Il piacere dell’onestà

Come sapete fin troppo bene io ho una passione a dir poco sconfinata per Luigi Pirandello e la sua opera. Al Genio di Girgenti ho dedicato, sia qui che altrove, vari interventi. Recensioni, commenti dai quali ho persino ricavato un paio di ebook su Amazon: uno inerente il mio commento a “Sei personaggi in cerca d’autore” ed il secondo una raccolta dei miei vari “pezzi pirandelliani”.

Stasera torno ad occuparmi di colui che è uno dei miei autori preferiti, autore al quale devo la fortuna dei miei orali di maturità, per commentare un’opera teatrale tra le più note di Luigi Pirandello: “Il berretto a sonagli“, appunto; berretto a sonagli che simboleggia qui la perfetta riconoscibilità, potremmo quasi dire la tangibilità, della pazzia.  Quest’opera teatrale in due atti è basata, sembra quasi una coincidenza, su non una ma bensì due novelle, entrambe riunite nella raccolta intitolata “Novelle per un anno“. Le due novelle s’intitolano rispettivamente “La verità” e “Certi obblighi“. Nella prima troviamo come protagonista un uomo, il signor Tararà (userò qui il solo soprannome per comodità), il quale deve rispondere, dinnanzi alla Corte d’Assise dell’omicidio della moglie che lo aveva tradito con un ricco uomo abitante nello stesso paese. Ne “La verità” il signor Tararà, davanti al Presidente della Corte, alla Giuria, agli avvocati e al pubblico, dice la verità, appunto,  suscitando, nel dirla, l’ilarità diffusa di quanti lo ascoltano. Persino il Presidente della Corte ad un certo punto cede al riso o, quantomeno, ad un sorriso. Questo perchè la verità, quando la si ascolta, suscita ilarità. La gente ride e pensa di colui che si prende la libertà di dirla: “E’ pazzo!”

Nella seconda novella, quella intitolata “Certi obblighi” il protagonista è un lampionaio il quale viene dileggiato dai compaesani per via del comportamento assai allegrottolicenzioso della moglie. Lui sopporta per parecchio fino a quando, un giorno, scoppia e decide di assolvere a quelli che sono i propri obblighi di marito offeso nell’onore e, sceso dall’ultimo lampione, se ne parte in direzione di casa propria convinto ormai a compiere una carneficina, ad ottenere una sanguinosa soddisfazione dello sfregio, anzi degli sfregi, sfregi e sberleffi, che i tradimenti della moglie gli hanno causato. Giunto a casa si avventa prima sulla moglie e quindi si mette alla forsennata ricerca dell’uomo col quale la moglie aveva consumato i propri tradimenti. Trovatolo e visto che si trattava del suo principale, un cavaliere, un uomo in vista, egli, dopo aver tirato un pugno in faccia alla moglie per aver costretto un così rispettabile uomo a rischiar la vita su di un cornicione, convince l’uomo ad andare cinque minuti nello sgabuzzino, perchè, come dice il protagonista, deve comunque salvare l’apparenza. Quindi, con il principale nello sgabuzzino egli va alla finestra vista strada per gridare ai curiosi che erano giunti fin lì con lui, che non aveva trovato nessuno e che, se non gli credevano, potevano pure salire a controllare. Però non c’era più nessuno. Il gruppo, già assottigliatosi, in quanto impaurito dalla furia dell’uomo, lungo il tragitto, si era dissolto completamente da quando lui era salito in casa.

Delle due novelle che vi ho presentato ne “Il berretto a sonagli” si ritrovano, presa dalla novella “Certi obblighi” la necessità di salvare la faccia dalle apparenze e dalla novella “La verità” invece viene presa quella che potremmo definire “l’inutilità (verso gli altri) del dire la verità“; verità che, come dicevo parlando della novella “La verità“, provoca in chi l’ascolta solo risate suscitando negli stessi ascoltatori la convinzione che colui il quale pronuncia tale verità sia, indiscutibilmente e irrimediabilmente “Pazzo! Pazzo da chiudere!“, come dice il signor Ciampa nell’opera teatrale. Tema comune alle due novelle riportato nell’opera teatrale è poi quello del tradimento del quale ottenere soddisfazione. Soddisfazione effettiva nella novella “La verità” ed invece solamente di facciata nella novella “Certi obblighi“.

Grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima!

Buonanotte e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

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