Una nuova collaborazione

Salve a tutti!

Apro la nuova settimana con la comunicazione di una nuova collaborazione che sta nascendo tra me e la fantastica Francesca Giuliani.

Questo è l’annuncio che stiuo (plurale maiestatis, visto che farina del sacco di Francesca e io mi limito a farlo girare!) facendo girare:

Hai deciso di autopubblicare la tua Opera? Rivolgiti a ben DUE editor professionisti, che svolgeranno il doppio del lavoro, a prezzi modici! Non rinunciare a pubblicare un buon libro a causa della crisi: rivolgiti a noi!
Per maggiori informazioni info.francescagiuliani@gmail.com

Quindi forza autori con un manoscritto nel cassetto! Fatevi avanti in massa ed avrete udienza, attenzioni e un servizio di prim’ordine! Garantito!

Grazie a tutte e tutti voi per l’attenzione e la pazienza e arrivederci alla prossima!

Buon lunedì pomeriggio, come sempre, Buona lettura e, per l’occasione, visto l’argomento di questo breve intervento, Buona scrittura!

Vi aspettiamo numerosi!

Con simpatia! 🙂

Il ritorno all’ovile

Salve a tutti!

Il vostro “Cronista dal mistero” torna anche sul finire di questo ultimo venerdì di marzo e lo fa per chiudere il fascicolo aperto per indagare sulla misteriosa vicenda della sparizione, repentina ed inaspettata, della nostra benemerita “Casetta dei Libri”.
La chiusura del fascicolo d’indagine, tanto per usare una terminologia da poliziesco, è corredata, per così dire, da una fine in gloria.
Infatti, udite! udite!, la nostra “Casetta dei Libri” è tornata all’ovile, come dico nel titolo di questo mio nuovo intervento.
Stamattina quando sono passato nel luogo ove fino a qualche giorno fa faceva bella mostra di sé la nostra “Casetta dei Libri” vi ho trovato ancora un desolatissimo vuoto. Era stata messa a dimora una nuova pianta, quella stessa pianta alla cui piantumazione stavano così alacremente lavorando gli operai del vivaio nella mattina di ieri, ma della “Casetta dei Libri” non v’era ancora traccia.
Il mistero sulla sua sparizione sembrava infittirsi e credevo proprio di non riuscire a fornirvi ulteriori aggiornamenti per oggi.
“E’ inutile che passi solamente per dire che l’unica novità di giornata è che non vi sono novità”, mi son detto io quando, stamattina, la “Casetta dei Libri” ancora latitava.
Poi quando oggi pomeriggio, sulla strada per la biblioteca sono passato nuovamente per Piazza Campello eccola lì, tornata al suo legittimo posto, la nostra adorata “Casetta dei Libri”, tornata dalla sua vacanza di due giorni, più bella e fornita di prima!
Sì, perchè oggi pomeriggio la “Casetta dei Libri”, o “Bibliotechina”, sondriese straripava addirittura di volumi.
Finalmente i lettori sondriesi, specie quelli che, come me, altrimenti dovrebbero fare i salti mortali per saziare la propria sete di libri, salvo ricorrere alla “risorsa biblioteca”, potranno tornare ad abbeverare la propria sete di letture a quell'”Oasi delle Lettere” che è, da alcuni mesi ormai, la “Casetta dei Libri” di Piazza Campello.

Grazie infinite per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima!
Buona notte e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Rinnovo spazio verde

Salve a tutti!

Come vi ho promesso ieri sera torno tra voi in veste di “Cronista dal mistero” per aggiornarvi sul nostro piccolo “Mistero locale”.
Stamattina, infatti, curioso di scoprire qualcosa di più sulla scomparsa della nostra “Casetta dei libri”, mi sono diretto verso l’angolino nel quale, fino a ieri mattina, era posizionata la nostra “Casetta dei libri”.
La prima cosa che ho notato, già da lontano, è stato il cartello dei “Lavori in corso” poi, giunto nei pressi del “Luogo della sparizione” ho notato una squadra di operai di un vivaio che stavano posizionando delle nuove piante.
E quindi, ora, l’unico mistero che rimane è “Tornerà

al suo posto

la

nostra “Casetta dei libri” una volta ultimati i lavori di messa a dimora delle piante?”
Continuerò a tenervi aggiornati!

Grazie infinite per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima!
Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia!

Che fine ha fatto la “Casetta dei libri”?

Salve a tutti!

Quella che vi voglio raccontare in questo mio breve passaggio serale è una storia del mistero.
Nello specifico quello del quale vi parlerò tra poco rientra nella categoria dei “Misteri locali”.
Sono certo che voi tutti ricorderete della “Casetta dei libri” da mesi ormai installata in Piazza Campello a Sondrio.
Ebbene!
La nostra beneamata e benemerita, per i vantaggi recati ai lettori sondriesi, “Casetta dei libri” è sparita!
Avete proprio letto bene!
È sparita!
Sparita nel nulla!
Improvvisamente ed inaspettatamente.
Cercherò di spiegarvi meglio la situazione  in modo che non pensiate che il mistero in questione non sia solo frutto della mia notoria fissazione per i misteri.
Questa mattina, durante la mia quotidiana passeggiata mattutina di spese e commissioni, sono passato proprio per Piazza Campello e, manco a dirlo, ho fatto tappa alla “Casetta dei libri”.
Qui ho lasciato tre libri da me presi a prestito tempo fa e ne ho preso a prestito un altro, per la precisione “Lettera a Berlino” di Ian McEwan.
Quindi la “Casetta dei libri” stamattina era ancora perfettamente al proprio posto.
Oggi pomeriggio invece…
Mentre ero in giro a passeggio sono passato sono passato proprio per Piazza Campello.
E poco prima di imboccare Corso Italia mi sono girato verso il posto nel quale avrebbe dovuto esserci la “Casetta dei libri” per controllare se la giacenza di libri fosse aumentata.
Immaginatevi quindi la mia meraviglia quando ho visto che era sparita nel nulla!
Non solo la “Casetta dei libri” ma persino il trespolo sul quale la “Casetta dei libri” era collocata. Chissà che fine avrà fatto!
Vi lascio con la promessa solenne di fornirvi ogni aggiornamento relativo a questo mistero.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!
Buona notte e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂 
 

Review: Felicità nuda

Felicità nuda
Felicità nuda by Maria Cristina Petrucci
My rating: 5 of 5 stars

La vita di Virginia Corbelli, vista attraverso le sue varie fasi e i suoi vari intoppi, grandi e piccoli. Dall’infanzia di bambina allegra e curiosa, alla giovinezza di ragazza diligente e studiosa nella quale, però, iniziano i lati bui. Giovinezza durante la quale Virginia Corbelli, portata dalla sua bontà e dalla volontà di esserci per gli altri, comincia ad incappare in rapporti sbagliati e malati; rapporti i quali le tolgono ogni volta parte, una parte più o meno cospicua, della lucentezza che la caratterizzava. Dalla più grave di queste “cadute”, Virginia Corbelli si rialzerà dopo un periodo passato in una comunità, gomito a gomito con persone, ragazzi e ragazze, con problemi di gravità pari se non, spesso, superiori al suo. Quello che Virginia Corbelli non scoprirà mai, di quell’esperienza, è il fatto che lei, in quella comunità, non era presente come assistente ma come paziente. I rapporti sbagliati e malati di Virginia Corbelli non si limitano però a quello conclusosi come ho appena spiegato, cioè col periodo trascorso in quella comunità. Ce ne saranno, purtroppo per lei, altre. Verso la fine del romanzo però, quando Virginia Corbelli si farà una sorta di esame di coscienza, ripercorrendo le strade di questi rapporti sbagliati, che tanto male le hanno procurato, si renderà conto che tutti, comunque, hanno avuto in comune un punto: pur cambiando le persone con le quali Virginia Corbelli si è trovata via via a rapportarsi, la tipologia d’individuo era la stessa. Erano tutti individui, a loro modo, feriti che pretendevano comprensione e amore ma che non erano capaci di dare, a loro volta, amore, se non alle proprie condizioni e secondo le proprie modalità. Per Virginia Corbelli però ci sarà un ritorno alla felicità, o meglio alla consapevolezza che si può ancora essere felici.
Un libro scritto, sono parole testuali dell’autrice, come un romanzo di autoaiuto che ci fa scoprire una protagonista femminile tra le più belle e indimenticabili.

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Review: Ricordi di scuola (Scrittori contemporanei)

Ricordi di scuola (Scrittori contemporanei)
Ricordi di scuola (Scrittori contemporanei) by Giovanni Mosca
My rating: 5 of 5 stars

Non credo ci siano libri che mi commuovono di più di questo. Libri che ogni volta, immancabilmente, mi spingono sull’orlo delle lacrime ad ogni capitolo. Libri dei quali devo passare dalla lettura ad alta voce di alcuni capitoli a quella a bassa voce ché altrimenti mi ritroverei a piangere.
Ma sono sensazioni che io ogni volta accolgo con gioia e quasi cerco perchè mi fanno scoprire, o meglio riscoprire, quella capacità di commuovermi che, in certi frangenti, sembra così lontana. Ed invece bastano i capitoli di “Ricordi di scuola” di Giovanni Mosca per farmi ritrovare il cuore di burro e gli occhi che pizzicano.
D’altronde sfido chiunque a rimanere a ciglio asciutto leggendo di Ronconi, Il marciatore col paltoncino che Martinelli, il suo compagno di banco, irruento e spensierato come devono essere tutti i bambini di 9 o 10 anni, crede matto in quanto se ne sta a studiare sempre e pensa pensieri più grandi di lui che muore giovane. Ed a leggere dello stesso Martinelli che, dopo che Ronconi è morto, ammette che non era matto, signor maestro e quindi depone un fiore, una delle margheritine colte, anzi rubate, al Colle Oppio sul banco vuoto di fianco al suo, guadagnandosi, più per quel semplice gesto che per la sua cultura la promozione alla quinta classe elementare. O ancora come non commuoversi leggendo le vicende narrate in ognuno dei capitoli che compongono questo libro e che parlano di cose vere e semplici, di emozioni limpide e pulite.
Un libro che consiglio di leggere e rileggere a non finire perchè, lo ripeto, ogni volta saprà emozionarvi profondamente e, a tratti, anche strapparvi dei sorrisi quando non delle aperte risate.

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NASCE “ORIZZONTI DI PENSIERO” LA NUOVA RACCOLTA FIRMATA RUPE MUTEVOLE EDIZIONI

Nasce “Orizzonti di Pensiero” La  prima  raccolta  di  pensieri e poesia inserita  nella nuova Collana “Essenze” edita da Rupe Mutevole Edizioni  curata da Monica Pasero. Una raccolta di dieci autori , ognuno con il loro stile ed  essenza; la peculiarità di questa raccolta è la cura del dettaglio:  le pagine sono state personalizzate con simboli legati ai dieci autori .  Ogni autore ha fatto da padrino o madrina  ad un altro poeta, inserito nella  pagina amica  Una raccolta  singolare dove vince la bella scrittura e la condivisione solidale, e per tale opera  non poteva mancare un’ introduzione di grande pregio, curata da una donna, che la poesia la conosce molto bene Barbara Carniti.

Image“Orizzonti di  Pensiero”

viene dedicata alla grande Alda Merini

INTRODUZIONE .

Parlare della poesia è parlare dell’essenziale. E’ parlare della quintessenza di esistere, centellinata in versi secreti dall’anima a significare la ricerca che l’essere umano compie riguardo a sé stesso e riguardo all’universo.

Sono cresciuta “a pane e poesia”: ho ascoltato il canto nascere dalle “tenebre feroci” e dalla luce. Allo stesso modo. Senza differenza alcuna.

E’ stata possessione. E’ stata antagonista della mia infanzia la poesia. Era la mia rivale: prendeva ad una bambina la sua mamma … ed era una mamma che doveva cantare. La Musa poetica era sua compagna di esistere. Era la resistenza. Era i suoi stessi figli.

Poi la poesia è diventata strada. E l’ho percorsa per la conoscenza della madre. E mai, come mediante la poesia, io mi sono sentita figlia.

Non c’è definizione esatta per la poesia. Travalica le scienze. Va oltre le regole. Fa straripare gli argini. Non può condividere l’ordine. Né l’ornamento. Non può essere ricamo. E’ un panno di seta. Impercettibile. E copre. Come una coltre chiara che avvolge la notte.

La poesia è figlia del disordine ancestrale. Fa parlare gli dei e fa piangere le pietre.

E’ l’immortalità.

E’ la speranza. E’ la disperazione. Ma è anche l’ironia.

E’ il senso delle cose generato dal non senso dell’origine. E’ fuoco.

Come dice bene Alda Merini, “La poesia è un paio di scarpette rosse. Spesso si balla sulle braci”; “è una donna superba e ha la chioma rossa”.

Barbara Carniti

Gli autori presenti : Smeralda Fagnani,  Giuseppe De Renzi, Giuseppe Guidolin, Stel Samo, Cristian Sotgiu,Sebastiano Girlando,Nazzarena Ficociello ,Luca Cavallini, Susanna Pastorelli,  Paolo Dompè.

Poesie ospiti:   Giovanni Zunico,  Codima ,Stefano Baldinu,   Teresa Spera, Graziano di Benedetto,  Silvia Ambrosini, Mery Florio ,Maurizio Zijno, Giovanni Guerinoni, Gabriella Ferrero.

LINK PER ACQUISTARE

http://www.rupemutevoleedizioni.com/letteratura/novita/orizzonti-di-pensieri.html

Review: Di Ilde ce n’è una sola

Di Ilde ce n'è una sola
Di Ilde ce n’è una sola by Andrea Vitali
My rating: 5 of 5 stars

Ilde Ratti in Maltolti, protagonista di questo romanzo, è la fumina moglie di Oscar Maltolti, operaio semplice da alcuni mesi in cassa integrazione. La Ilde e il marito vivono a Fino Mornasco su quell’altro ramo del lago di Como. Ed allora come mai la carta d’identità di Ilde viene ripescata, è proprio il caso di dirlo, da Raffaele, un bambino di otto anni, residente a Bellano? Come ha fatto la carta d’identità della Ilde a finire a mollo nel Pioverna, proprio ai piedi della cascata dell’Orrido di Bellano?
Questo gustoso mistero contribuisce a rendere ancor più calda l’estate, già bollente di suo, dei protagonisti della vicenda; soprattutto quella di Oscar Maltolti che parte alla caccia della soluzione del mistero della carta d’identità della moglie. Con questo romanzo Andrea Vitali torna a regalarci, a qualche anno da “Dopo lunga e penosa malattia”, un nuovo Mistery vistalago.
Come sempre però, anche in questo caso, il mistero verrà svelato e, non senza qualche risvolto boccaccesco, tutti i tasselli del puzzle del romanzo “Di Ilde ce n’è una sola” andranno al loro posto.
Una lettura adatta a chi voglia allietare alcune ore, il romanzo si legge nel giro di poche ore davvero, sognando l’arrivo, quanto prima, del caldo e a chi voglia nuovamente immergersi nelle atmosfere e nei profumi del lago che solo Andrea Vitali sa regalare ai propri lettori.

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A SCOPRIAMO L’ARTISTA… LA POETESSA MARIA CATERINA TARGA

E sentirti in me

Imagecome un dolce respiro…

sentirti in me

come una gioia..

una scoperta

come pioggia che disseta

la vita.

 ( tratta da: “Riflesso”M.C.T )

Ci sono persone che scrivono da sempre, nel proprio cuore, i loro vissuti, celando al mondo le loro paure, gioie, desideri,passioni, ma poi avviene, che la necessità di condividere diventi più forte della paura del mostrarsi. Così quei versi repressi da sempre nel cuore, sbocciano su pagine e pagine di poesie. Questo è avvenuto all’autrice, che oggi vado ad intervistare :una donna forte ,tenace, dalla sensibilità spiccata. A scopriamo l’artista è con noi la poetessa Maria Caterina Targa

 

INTERVISTA A CURA DI MONICA PASERO

 Innanzitutto ti ringrazio di essere qui e inizio subito col chiederti : da dove nasce l’esigenza per te del comporre ? Rammenti i tuoi primissimi versi?

Grazie a te Monica ..prendo spunto dal titolo del libro “Onde di un mare sconosciuto” non è un caso questo titolo,quando scrivo sento come un’onda di parole, sentimenti, sensazioni che mi travolgono, è come se non fossi io a scrivere, ma questo mare che vive in me, non è calmo, le sue acque sono sempre agitate da tempeste e la mia anima viene trasportata lontano ..un viaggio senza fine alla ricerca di una spiaggia tranquilla dove trovare me stessa.

Ognuno porta dentro di sé, un mondo interiore immenso. Tra le tue tante emozioni ,quale secondo te, si evidenzia di più nei tuoi versi ?

L’emozione o se vogliamo il sentimento che accompagna la lettura è l’Amore, e il sentire di un’anima femminile in cammino, alla ricerca di risposte che forse non arriveranno mai, lo scandire del tempo fra i ricordi del passato e il futuro trascendendo il presente, proiettato sempre verso un domani di speranza

C’è un poeta contemporaneo e non, a cui ti senti più affine nel tuo modo di scrivere?

Amo Leopardi da sempre mi ritrovo nella sua malinconia, nella sua ricerca di risposte, come in effetti tento di fare io, risposte che forse non arriveranno mai che sono alla base dei miei pensieri, di sfida con me stessa.Un viaggio che non ha un destinazione precisa, se non quella di una crescita interiore.

ImageNel 2013 esordisci nel mondo letterario con la silloge “Il silenzio dell’anima” edizioni Book Springt . Due parole in merito

“Il silenzio dell’anima” è stato una sorpresa anche per me, mai mi sarei immaginata di scrivere e tanto meno di pubblicare un libro, è stato un caso e come ho scritto in quarta di copertina “Nato per caso, quei casi della vita che non accadono senza un perchè..il mio perchè ora è racchiuso in questo libro.”

A distanza davvero di un soffio, porti alla luce una nuova e delicata silloge “Onde di un mare sconosciuto” edita da Rupe Mutevole Edizioni. Vuoi descrivercela in breve ?Image

Questa raccolta è molto più completa, oltre alle mie poesie, ho aggiunto anche dei miei disegni, mi piace ritrarre sguardi e volti trovo che siano lo specchio delle nostre emozioni,   amo disegnare a carboncino, come amo la fotografia in bianco e nero .

Tra tutte le poesie scritte, quale secondo te, senti più tua? Vuoi dedicarcela?

Certamente le sento tutte nella mia anima, ma credo che quella che sento in modo particolare  sia  “Donne” che  dedico a tutte le donne per il loro coraggio, per la loro lotta quotidiana nel viaggio .

 Donne

 

    E siamo frammenti

      di pause

  dove le parole

sono foglie sparse al vento

senza confini

a pugni stretti

con questo coraggio negli occhi.

Tratteniamo lacrime

che brillano alla luce del tuo cuore .

 Un motivo per acquistare i tuoi libri ?

Perchè la poesia possa espandersi dal mio cuore ad altri cuori, perchè il seme che ho piantato possa germogliare,perché  non  sono solo parole: sono l’espressione di sentimenti veri , affinché  possano portare la bellezza dell’amore in senso universale in chi mi legge .

Oltre poetessa, chi è Maria Caterina nella vita di tutti i giorni ?

Una donna semplice, che in questa fase della vita ha avuto un percorso di crescita e di consapevolezza di sé, e si è messa in gioco. Io sono sempre stata molto riserva e timorosa con la paura del giudizio altrui, ecco forse i miei scritti hanno esorcizzato questa paura .

Un sogno nel cassetto?

Essendo mamma sogno un futuro migliore per i nostri figli, per questo nostro mondo così oscuro, che la bellezza della vita possa trovare finalmente  la sua dimensione reale.

Anche a te, come a tutti i miei ospiti chiedo: Che cos’è l’arte per Maria Caterina Targa?E’ l’anima del  mondo, la sua parte migliore, l’uomo quando si esprime attraverso la pittura , la scrittura, la fotografia ecc, porta alla luce un pezzettino di divino che sta nella sua anima. Troppo spesso ci dimentichiamo di essere espressione d’amore divino

 Ringraziando Maria Caterina, per averci rilasciato questa bella intervista, ricordo il link per acquistare la  sua ultima opera “Onde di un mare sconosciuto” http://www.rupemutevoleedizioni.com/letteratura/novita/onde-di-un-mare-sconosciuto-di-maria-caterina-targa.html

Review: Il berretto a sonagli – La giara – Il piacere dell’onestà

Il berretto a sonagli - La giara - Il piacere dell'onestà
Il berretto a sonagli – La giara – Il piacere dell’onestà by Luigi Pirandello
My rating: 5 of 5 stars

Tre opere teatrali basate su quattro novelle. La prima, quella che apre la raccolta, ovvero “Il berretto a sonagli”, tratta dalle due novelle pirandelliane “La verità” e “Certi obblighi”, narra la vicenda di una moglie tradita che pensa di vendicarsi del tradimento del marito, tradimento consumato con la moglie di un povero scrivano, denunciando sia il marito fedifrago che l’amante. La vicenda, proprio quando sembra avviarsi verso la più naturale e giusta conclusione, conclusione che vedrà i due coniugi infedeli puniti per le loro infedeltà, subisce un’improvvisa sterzata. Questa sterzata è causata dalla necessità di evitare lo scandalo che rischia di derivare dalla sete di giustizia della moglie tradita. Per sanare la situazione la moglie tradita si trasforma da parte lesa, pur utilizzare un gergo giuridico, in persona incaricata di mettere una pezza e questa pezza sarà il dichiararsi pazza e farsi ricoverare per tre mesi in manicomio (o casa di salute che dir si voglia).
Il tema delle apparenze, di come cioè noi appariamo alle altre persone, è il tema portante anche dell’opera che chiude la raccolta, ovvero “Il piacere dell’onestà”, tratta dalla novella intitolata “Tirocinio”. Qui le apparenze da salvare sono riguardano una giovane donna, la quale, legata sentimentalmente ad un uomo sposato, viene data in moglie, attraverso una sorta di matrimonio combinato, ad un uomo dal passato non propriamente onesto né limpido. Questo matrimonio, come detto, dovrebbe, secondo quelle che sono le prime intenzioni, servire solo a salvaguardare la forma delle cose. Però quando al marito di comodo viene tesa una trappola tesa a far cadere la maschera dell’onestà che per tutti gli anni del matrimonio egli s’era scelto di vestire, ci sarà la svolta, clamorosa della vicenda. La giovane donna, ormai divenuta madre e di conseguenza non più amante ma totalmente madre sceglierà di seguire il proprio marito, ora non più solo di comodo ma ormai assurto al rango di marito ufficiale.
A fare da intermezzo tra queste due opere teatrali, di argomento serio e sviluppate su tre atti vi è un atto unico di stampo più giocoso: “La giara”, opera tratta dall’omonima novella. Qui protagonista è un uomo, padrone di una masseria con oliveto. Un giorno, in pieno tempo di raccolta delle olive il protagonista, uomo tuttaltro che conciliante, anzi attaccatissimo a quella che è, per una usare nuovamente la terminologia legale, la lettera della Legge, scopre che la giara nuova, acquistata poco tempo prima s’è rotta in un punto. Dopo aver sbraitato per un bel pezzo il fumino protagonista si fa convincere ad affidare l’opera di riparazione ad un artigiano specializzato nell’aggiustare questo tipo di recipienti. Questo peraltro bravo artigiano ha però un piccolo difetto: ha una gobba che gli impedisce, una volta entrato nella giara per applicarvi dei punti di sicurezza, di uscirne. A questo punto il protagonista si trova nel dilemma. Come risolvere la spinosa questione? Verso la fine il tutto sembra risolversi con un accordo tra il proprietario della giara, che si dice disposto a romperla per permettere al povero artigiano di uscirne e l’artigiano stesso che viene convinto a pagare una certa somma a titolo di indennizzo. Quando tutto sembra risolto l’artigiano cambia idea e, dopo essersi rifiutato di pagare la somma richiesta, si barrica all’interno della giara. Quando il proprietario del podere si ritira l’artigiano organizza, grazie alle dieci lire incassate per la riparazione ed assieme agli altri lavoranti una festa con tanto di canti. Questi canti (schiamazzi) indispettiscono oltre misura il proprietario del podere il quale, uscito su tutte le furie manda la giara con l’artigiano al suo interno a infrangersi contro una pianta. Risultato: la giara in pezzi e l’artigiano sano e salvo e portato in trionfo dai suoi compagni di festeggiamenti.
Una raccolta di opere per poter gustare, una volta di più, l’abilità di Pirandello di trarre dalle sue novelle delle opere teatrali che colpiscono i lettori e, anocr più direi, in quanto vederle rappresentate, specie se da compagnie composte da attori di talento, gli spettatori!

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