Review: Rip Van Winkle – La leggenda della Valle addormentata

Rip Van Winkle - La leggenda della Valle addormentata
Rip Van Winkle – La leggenda della Valle addormentata by Washington Irving
My rating: 5 of 5 stars

Due storie misteriose. La raccolta si apre con la storia intitolata, prendendo spunto dal nome del protagonista principale, “Rip Van Winkle“. Rip Van Winkle è un uomo buono, sovente maltrattato da una moglie irascibile, che non esita mai ad aiutare coloro che si trovino in difficoltà ma che si rifiuta, con una tenacia ed un’ostinazione che hanno dell’incredibile, ad occuparsi dei propri affari privati. Questo in quanto Rip Van Winkle è fermamente convinto che il suo terreno sia il più improduttivo del circondario. Un giorno, a seguito dell’ennesimo alterco, alterco come sempre monologato dalla moglie, Rip Van Winkle prende fucile e cane e se ne va nei boschi a caccia. Al calar della sera, mentre si trova sulla strada del ritorno, Rip Van Winkle si imbatte in un uomo che trasporta un barilotto su per un sentiero piuttosto impervio; visto che il barilotto in questione pare essere assai pesante da trasportare per un uomo solo, Rip Van Winkle, incurante delle conseguenze, un nuovo scontro frontale con Madama Van Winkle non appena sarà a casa, aiuta l’uomo e, dopo aver consumato svariati boccali del liquore contenuto nel barilotto, si addormenta svegliandosi il mattino dopo. Almeno così crede il Buon Rip. Tornato al proprio paese però lo trova profondamente cambiato. Dopo l’iniziale spaesamento viene a scoprire che il suo sonno è durato, non poche ore soltanto, ma ben vent’anni. Il secondo racconto di questo dittico è quello reso noto dalla sua trasposizione sul grande schermo, ovvero il racconto intitolato “La leggenda della Valle Addormentata“, che nella versione cinematografica suona “La leggenda di Sleepy Hollow“. Il racconto è profondamente diverso dalla versione cinematografica e televisiva. Qui Ichabod Crane non è un investigatore inviato da New York ma un tranquillo maestro elementare e maestro di canto che un giorno s’innamora della figlia di un ricco possidente terriero, Katrina Van Tassel. Una sera, dopo aver partecipato ad una festa in casa del padre della sua amata e dopo aver ricevuto da lei, a quanto è lecito dedurre dalla narrazione, un rifiuto piuttosto inappellabile, mentre rincasa, alquanto depresso, s’imbatte in una figura che assomiglia parecchio alla mitologica figura del “Cavaliere senza testa della Valle Addormentata”. Dopo questo incontro del povero Ichabod Crane al villaggio non si hanno più notizie; viene sostituito alla scuola, i suoi averi lasciati a casa del padrone di casa da cui era andato ospite negli ultimi giorni vengono bruciati e di lui non si sa più nulla.
Due storie in cui il fantastico e il mistero si mescolano creando dei racconti gradevoli adatti per trascorrere qualche ora trasportati nel lato più “oscuro” della Letteratura Americana.

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Tutto bene, signora un libro di Francesco Bricolo

Francesco Bricolo affronta con coraggio, sensibilità e senza indugi il tema del fine vita, rispetto al quale sarebbe saggio mantenere le debite distanze o, in caso di necessità, darsela a gambe levate.Immagine

L’alta digeribilità di queste pagine, è dovuta ad un sapiente e piacevole inganno, che introduce con sottile malizia quella che si rivela essere una grande storia d’amore.

Attratto da un titolo rassicurante e totalizzante, chi legge viene subito spiazzato da un incipit che assomiglia più ad un colpo da KO o ad una entrata a gamba tesa, piuttosto che ad un invito alle lettura. Il motivo per cui, dopo un ingresso così aggressivo, il lettore procede è perché si affeziona alla famiglia Brambilla e al suo dramma.

Un linguaggio poderoso e a tratti spietato, che guarda senza imbarazzi o finzioni dritto negli occhi e nell’anima e porta la lettrice e il lettore a divorare pagina dopo pagina. Gli eventi si svolgono in Europa tra il

2011 e il 2013, i personaggi sono ben tratteggiati e la storia entra nelle corde del lettore che alla fine del romanzo sente che un pezzo di quell’amore è anche suo e che non è solo.

Una scrittura sì a volte acerba che a tratti indugia in ripetizioni o si sofferma a lungo su dettagli che distolgono dal plot principale, ma per la gran parte della narrazione sapientemente avvincente; una scrittura che ti cattura dalle prime pagine con un gioco imprevedibile di richiami e di scatole cinesi e con un crescendo spiazzante ma al tempo stesso rasserenante di eventi, coincidenze, rivelazioni.

Non capita spesso di imbattersi in una spaventevole storia di malattia e di morte che si trasforma via via, con le pagine che crescono, in una storia di amore scoperto e restituito, negato e poi scambiato e ricambiato e reso eterno dalla morte stessa. Il connubio primigenio eros/thanatos spesso citato dall’autore tra le righe del suo testo che non si risolve in chiave nichilista come le apparenze farebbero intendere ma che apre la porta alla speranza umana e cristiana, dell’uomo e del Cristo. E pur contenendo delle lunghe parti in cui il protagonista del libro discetta di teologia con preti e suore (che in realtà non sono altro che lo specchio della ua anima bella), “Tutto bene, signora” è risultato essere per me inesorabilmente un libro d’amore e

sull’amore: per Dio, per la vita, per se stessi, che parte dalla priorità del rispetto di sé per risolversi ed insegnare l’imprescindibilità del rispetto per l’altro.

In questo libro la morte non fa paura, ma è il dolce sottofondo che permette ad un prisma di emozioni positive di emergere ed affermarsi, e rassicurare il lettore a cui resta una sensazione di pace e dolcezza quando l’ultima pagina si chiude. Perché la malattia (e la morte), è la tesi che esplicita l’autore nelle note finali del suo romanzo, è restituzione, recupero, opportunità: non solo per Tiberio (il protagonista del libro che attraverso la sua malattia e la sua stessa morte rinasce nel cuore e nell’anima dei suoi cari) ma per l’autore stesso, che utilizza “un problema di salute” (“dodici mesi sono lunghi da passare” spiega Francesco Bricolo nella “Nota personale” che chiude “Tutto bene, signora”) per dare vita con un grande atto d’amore alla sua creatura, il suo romanzo d’esordio. Da leggere tutto d’un fiato.

PER ACQUISTARE  http://www.edizionipragmata.it/Tutto%20bene.htm

La banda del Bar Las Vegas

Il colpo dei tre amici del “Las Vegas”

Citofonare KowanskiLa vicenda di “Citofonare Kowanski” di Andrea Ghizzani, una delle nuove uscite della Enzo Delfino Editore, ha luogo in una Piombino di fine estate. Per la precisione il grosso delle vicende di “Citofonare Kowanski” hanno luogo in un posto preciso di Piombino: il Bar “Las Vegas”. In questo bar dal nome esotico, scelto dal proprietario in sostituzione del precedente nel quale compariva anche il nome della ex moglie, per esorcizzare il dolore causato al proprietario del locale dalla separazione dalla moglie, o meglio dalla sua fuga, di origini Ceche, che, resasi conto che il nido d’amore offertole dal fresco marito non era proprio per niente come quello che lei si era immaginata, aveva preso armi e bagagli ed era, come si dice a Napoli, “tornata da mammà”, si ritrova una fauna quantomai variegata di clientela. Tra questi vi sono tre uomini, colleghi di lavoro, un lavoro saltuario e in nero, presso un’impresa edile del posto: Vincenzo, Maurone e Taulant, il Kowanski del titolo, figlio di una ex ballerina di night polacca, poi elevatasi al rango di escort. I tre, convinti, anche grazie alle confidenze di Macciu,  che la madre di questi si tenga tutti i soldi incassati grazie agli affitti ricavati dalle proprietà di famiglia, in un baule in camera da letto, in quanto la signora “nemmeno delle banche si fida“, decidono di dar corso ad un colpo che, se anche non permetterà loro di modificare in modo radicale il proprio tenore di vita, riuscirà comunque ad alleviare la loro fatica di vivere. Il Macciu, figlio del presunta cassaforte, è un altro perdigiorno che, all’età di quasi quarant’anni, praticamente vive tra la casa della madre e il Bar “Las Vegas”; la madre del Macciu, avara e attaccatissima ai soldi non fidandosi del figlio, allergico a qualsivoglia tipo di lavoro lo mantiene passandogli una paghetta settimanale. Il piano è semplice e sicuro: Vincenzo, Maurone e Taulant si recheranno, nottetempo, a casa della madre di Macciu mentre il figlio sarà intrattenuto, per così dire, dal Conte, un altro dei membri della fauna umana del “Las Vegas” e qui, immobilizzata la signora, provvederanno a compiere il colpo.

Il racconto che sembra dover essere. grazia all’arrivo al Bar “Las Vegas” dei carabinieri, impegnati nelle indagini sul “Caso Galdini”,  la cronaca delle indagini sul colpo a casa del Macciu, si rivela invece un piacevolissimo racconto, venato di una ben dosata ironia, nel quale il racconto del colpo viene a diluirsi e ad amalgamarsi nella trama che risulta godibilissima per qualunque tipo di lettore, sia per il lettore che ama particolarmente le trame noir sia per quel lettore che ama, semplicemente le storie ben scritte e scorrevoli.

Presentazione romanzo Angeli Ribelli di Connie Furnari

Connie Furnari sforna la sua nuova Meraviglia

Lo confesso! Ci sono poche notizie che mi fanno più felice dell’annuncio dell’uscita di un nuovo romanzo. Quando poi si tratta di un romanzo uscito da una scrittrice di talento e bravura sconfinati com’è Connie Furnari la notizia è addirittura di quelle che mi fanno venir voglia di mettermi a ballare, seppure io sia negatissimo!

Il nuovo romanzo, di prossima pubblicazione, della bravissima Connie Furnari si intitolerà “Angeli Ribelli” e non 1653984_694457187273416_1909229507_nvedo l’ora che sia disponibile per poterlo acquistare e per potermelo godere appieno! 🙂

Per ora iniziamo con il presentare il romanzo in uscita e lo facciamo iniziando proponendo la trama del romanzo:

Inghilterra 1894, epoca vittoriana. Emily è una fragile fanciulla aristocratica di diciotto anni che

vive a Southampton, profondamente segnata dall’assassinio della madre avvenuto molti anni prima

sul ponte di Tower Bridge, nella capitale inglese.

La ragazza giunge a Londra con il padre, un facoltoso medico, per far visita alla vecchia zia

Christine e comunicarle l’imminente matrimonio con Oliver, rampollo di buona famiglia, che li

accompagna. Il giorno del loro arrivo, Emily apprende sgomenta che l’assassino della madre è

ancora a Londra e continua a uccidere indisturbato ogni donna che osa avventurarsi di notte sul

Tower Bridge, in modo inspiegabile e occulto.

Ricercato da Scotland Yard e dal giovane ispettore Albert Thompson, il quale sembra avere un

conto in sospeso con lui, l’assassino si rivela: è un ragazzo dalla bellezza angelica, di nome Victor,

un essere sovrannaturale dalle fruscianti ali di corvo, capace di dominare le tempeste e di mutare

aspetto in animale, per sfuggire agli occhi dei mortali.

L’angelo infernale lega a sé Emily, trascinandola dentro un’incontrollabile spirale di

sangue, tentazione e immorali segreti, svegliandola nel corpo e nell’anima, e tramutandola

inconsapevolmente in un essere molto più perverso di quanto sia mai stato lui.

Dopo avervi ingolositi con la trama ecco a voi un estratto da “Angeli Ribelli“:

Il Tower Bridge aspettava ottenebrato dalla nebbia, la luna cresceva nel cielo stipato di nubi.

Nulla avrebbe potuto fermare il corso degli eventi, la fine sarebbe giunta silenziosamente, nella

notte.

Nella camera buia che lo nascondeva, Victor presagiva lo sfogo animale che si sarebbe

scatenato; le pupille erano diventate verticali, segno che la fame lo stava divorando e le ali d’ebano

fremevano agitate.

Avrebbe dovuto uccidere ancora.

La ragazza lo ignorava. Non sapeva cosa lui in realtà fosse.

L’angelo premette i pugni sulle tempie mentre dal cuore del castello giungeva il rumore che più

di ogni altro odiava sentire.

Il silenzioso scorrere delle lacrime.

Si pentì di averla portata laggiù e di non averla ammazzata subito, così da non ascoltare quel

lamento straziante.

Cercò di tapparsi le orecchie, ma il pianto giunse amplificato, risalendo attraverso i muri e

oltrepassando i mattoni di pietra.

Era un pianto di donna il suo Inferno, l’avrebbe udito finché fosse vissuto, finché avesse

ricordato. E in quel dolore, non desiderò altro che un solo attimo di pace.

Ed ora entriamo un po’ dentro al romanzo e lasciamo che l’autrice ci illustri quella che è la simbologia che si cela dentro “Angeli Ribelli“:

La protagonista indiscussa del romanzo è la Londra Vittoriana: città gotica, silenziosa e oscura,

perennemente avvolta dalla nebbia.

Londra è concepita come un universo a se stante, soggetta a regole sovrannaturali che i

viaggiatori non riescono a comprendere. La città è spaccata in due: la società medio alto-borghese e

i bassifondi, ma entrambe le parti vengono trascinate nel turbine di perversione e ribellione.

La rosa è il fiore che viene più volte citato, come simbolo di giovinezza effimera, delicato e

per questo destinato a essere corrotto, a morire precocemente, al culmine della bellezza. I colori

predominanti nel romanzo sono il bianco e l’oro (Emily) come simbolo di innocenza, e il rosso e il

nero (Victor) simbolo di peccato, perdizione, Inferno.

Emily e Victor rappresentano le due facce dell’io: Yin e Yang, la luce e il buio, il bianco e il

nero, la vita e la morte. Sono agli antipodi ma complementari, finché ognuno di loro non diventa

l’opposto di ciò che crede di essere, invertendo il proprio significato nel contesto generale della

storia. 

I nomi racchiudono il succo della caratterizzazione: Emily, come la poetessa Emily Dickinson,

la solitudine e l’emotività. Victor invece l’impulsività e la sessualità, seguendo la forma arcaica del

suo cognome Wilde, nel senso di selvaggio; un omaggio allo scrittore Oscar Wilde e alla sua opera

Il ritratto di Dorian Gray, alla quale il romanzo si ispira. I tratti somatici che distinguono Victor

sono quelli dell’attore e modello Ian Somerhalder, quelli di Emily invece sono ispirati all’attrice

Gwyneth Paltrow.

Il giovane ispettore Albert Thompson di Scotland Yard e Oliver, il fidanzato di Emily,

rappresentano i due diversi modelli di uomo vittoriano, due modi di vivere in una società bigotta e

ipocrita: Albert esprime la ribellione, l’insofferenza alle regole, l’individualità e l’indipendenza, il

rifiuto di un mondo fittizio in cui predomina l’apparenza. Cosciente del potere nascosto nelle donne

tende a non sottovalutarle, trasformando la sua diffidenza in vera e propria misoginia.

Oliver, essendo cresciuto in una famiglia aristocratica, crede che tutto gli sia dovuto e che le

donne si dividano in solo due categorie: virtuose e peccatrici. Si sottomette alle regole imposte dalla

società e cerca di non porsi domande. Affezionato a Emily, non riesce a vederla come un’amante

bensì come una bambola: essendo stata scelta per la sua virtù, viene trattata come un oggetto

asessuato da lui, destinata a essere soltanto la tipica moglie bella e silenziosa alto-borghese, da

esibire ai ricevimenti.

Uno degli elementi fondamentali e trascendentali del romanzo è la virtù, per la quale si lotta,

intesa non solo come perdita della verginità ma come perdita di innocenza, di ingenuità, di purezza

e di luce. In Victor esprime la privazione dell’anima e dell’amore, in Emily l’abbandono della vita

precedente: due mancanze che vengono temute fino a quando l’uno e l’altra non ne accettano la

perdita, per compiere la trasformazione decisiva.

Angeli Ribelli riprende il tema del suicidio de I dolori del giovane Werther di Goethe, ovvero

il manifesto dello sturm und drang, un anticipo del romanticismo ottocentesco. Victor, giovane

angelo ribelle, è come Werther: colto, educato, ingenuo e onesto ma schiavo delle passioni e delle

tentazioni. Scopre un amore che non è terreno ma sovrannaturale, istintivo e totale. Il suicidio è

l’estremo atto di ribellione contro Dio e soprattutto contro la società: l’unica soluzione per liberarsi

dalla sofferenza, dall’amore che porta più dolore che gioia, l’atto di sublimazione per legarsi alla

persona amata.

La tipologia d’angelo a cui appartiene Victor, i Ribelli, è da ricercarsi nel poema Paradiso

Perduto di John Milton; il romanzo segue gli assiomi che Milton illustra nella sua opera, ma

aggiunge particolari poco adoperati nel paranormal romance, creando una figura angelica inedita.

La storia si delinea prendendo spunto dal romanticismo gotico de La Bella e La Bestia (la

fanciulla illibata tentata dalla passione selvaggia, soprattutto nelle scene al castello), dalle atmosfere

cupe e cruente di Jack Lo Squartatore (la perversione e i delitti nei bassifondi della Londra

vittoriana, l’East End, Whitechapel), e dall’attrazione esplicitamente sessuale di Dracula.

Le vicende sanguinose che si intrecciano, tra il fantastico e il reale, sono il grido d’aiuto delle

persone dell’epoca che riescono a ribellarsi alla repressione bigotta, trovando ognuno a modo

proprio lo sfogo dei naturali istinti primordiali di odio e d’amore.

Ogni personaggio cerca la realizzazione del proprio essere, con egoismo, fino a giungere alla

conclusione che il bene e il male, la Luce e il Buio, possono convivere indistintamente dentro lo

stesso animo.

Dopo questa po’ po’ di presentazione io sono ancora più impaziente di potermi gustare il nuovo romanzo di Connie Furnari e sono certo che anche voi condividete questa mia trepidazione!

Ed ora per quanti tra voi ancora non conoscessero la ultra talentuosa Connie Furnari ecco le sue note personali ed i suoi contatti:

Connie FurnariConnie Furnari è nata a Catania, nel 1976. Laureata in lettere, appassionata di pittura e disegno,

ha partecipato a numerose antologie e ha vinto diversi premi letterari. Nel 2011 è uscito il suo

primo romanzo, Stryx Il Marchio della Strega, edito da Edizioni della Sera: un urban fantasy che ha

ricevuto recensioni entusiaste e un’accoglienza calorosa da parte degli amanti del genere.

Angeli Ribelli è il suo secondo libro, un paranormal romance gotico con sfumature thriller,

ambientato nella Londra vittoriana di fine ‘800: una storia d’amore maledetta, tra Paradiso e

Inferno, impregnata di colpi di scena e suggestive atmosfere dark.

Il blog ufficiale dell’autrice è www.conniefurnari.blogspot.it

La sua email: conniefurnari@hotmail.it

Ed ora, in conclusione, ecco a voi alcuni recapiti relativi ai luoghi presso i quali sarà possibile acquistare il nuovo gustosissimo romanzo di Connie Furnari intitolato “Angeli Ribelli“:

L’ePub è disponibile a 2,49 euro su http://www.bookrepublic.it/book/9788867822577-angeli-ribelli/

Il cartaceo a 12,90 euro, presso la casa editrice http://www.gdsedizioni.it/

Se vi va di cominciare a gustarvi il booktrailer di “Angeli Ribelli” lo trovate in chiusura di articolo!

Ed ora non mi resta altro da fare che darvi l’arrivederci alla prossima!

Vi ringrazio tutte e tutti per l’attenzione e la pazienza!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura! 🙂

Con simpatia!

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ANTEPRIMA DEL NUOVO LIBRO DI CONNIE FUNARI “ANGELI RIBELLI”

ANGELI RIBELLI di Connie Furnari (GDS EDITRICE) – 

Image

TRAMA

Inghilterra 1894, epoca vittoriana. Emily è una fragile fanciulla aristocratica di diciotto anni che vive a Southampton, profondamente segnata dall’assassinio della madre avvenuto molti anni prima sul ponte di Tower Bridge, nella capitale inglese.

La ragazza giunge a Londra con il padre, un facoltoso medico, per far visita alla vecchia zia Christine e comunicarle l’imminente matrimonio con Oliver, rampollo di buona famiglia, che li accompagna. Il giorno del loro arrivo, Emily apprende sgomenta che l’assassino della madre è ancora a Londra e continua a uccidere indisturbato ogni donna che osa avventurarsi di notte sul Tower Bridge, in modo inspiegabile e occulto.

Ricercato da Scotland Yard e dal giovane ispettore Albert Thompson, il quale sembra avere un conto in sospeso con lui, l’assassino si rivela: è un ragazzo dalla bellezza angelica, di nome Victor, un essere sovrannaturale dalle fruscianti ali di corvo, capace di dominare le tempeste e di mutare aspetto in animale, per sfuggire agli occhi dei mortali.

L’angelo infernale lega a sé Emily, trascinandola dentro un’incontrollabile spirale di sangue, tentazione e immorali segreti, svegliandola nel corpo e nell’anima, e tramutandola inconsapevolmente in un essere molto più perverso di quanto sia mai stato lui.

STRALCIO DEL LIBRO:

Il Tower Bridge aspettava ottenebrato dalla nebbia, la luna cresceva nel cielo stipato di nubi. Nulla avrebbe potuto fermare il corso degli eventi, la fine sarebbe giunta silenziosamente, nella notte.

Nella camera buia che lo nascondeva, Victor presagiva lo sfogo animale che si sarebbe scatenato; le pupille erano diventate verticali, segno che la fame lo stava divorando e le ali d’ebano fremevano agitate.

Avrebbe dovuto uccidere ancora.

La ragazza lo ignorava. Non sapeva cosa lui in realtà fosse.

L’angelo premette i pugni sulle tempie mentre dal cuore del castello giungeva il rumore che più di ogni altro odiava sentire.

Il silenzioso scorrere delle lacrime.

Si pentì di averla portata laggiù e di non averla ammazzata subito, così da non ascoltare quel lamento straziante.

Cercò di tapparsi le orecchie, ma il pianto giunse amplificato, risalendo attraverso i muri e oltrepassando i mattoni di pietra.

Era un pianto di donna il suo Inferno, l’avrebbe udito finché fosse vissuto, finché avesse ricordato. E in quel dolore, non desiderò altro che un solo attimo di pace.

LA SIMBOLOGIA IN “ANGELI RIBELLI”:

La protagonista indiscussa del romanzo è la Londra Vittoriana: città gotica, silenziosa e oscura, perennemente avvolta dalla nebbia.

Londra è concepita come un universo a se stante, soggetta a regole sovrannaturali che i viaggiatori non riescono a comprendere. La città è spaccata in due: la società medio alto-borghese e i bassifondi, ma entrambe le parti vengono trascinate nel turbine di perversione e ribellione.

La rosa è il fiore che viene più volte citato, come simbolo di giovinezza effimera, delicato e per questo destinato a essere corrotto, a morire precocemente, al culmine della bellezza. I colori predominanti nel romanzo sono il bianco e l’oro (Emily) come simbolo di innocenza, e il rosso e il nero (Victor) simbolo di peccato, perdizione, Inferno.

Emily e Victor rappresentano le due facce dell’io: Yin e Yang, la luce e il buio, il bianco e il nero, la vita e la morte. Sono agli antipodi ma complementari, finché ognuno di loro non diventa l’opposto di ciò che crede di essere, invertendo il proprio significato nel contesto generale della storia.

Review: Parola di Cadavere

Parola di Cadavere
Parola di Cadavere by Andrea Vitali
My rating: 5 of 5 stars

Il Cadavere, al secolo Agrati Lazzaro, è un ragazzo alto, magro, tanto taciturno da apparire tardo di comprendonio e pallido; pallido come un cadavere. Quando il protagonista, con ogni probabilità l’autore stesso o un suo alter ego di carta,sono entrambi ragazzini di quarta elementare, anche se il “Cadavere” è un ripetente a causa, appunto, della sua indole taciturna che aveva fatto sospettare un’estrema ottusità all’insegnante dell’anno prima. Il nomignolo al ragazzo è dato, oltre che dal proprio aspetto e dalla propria indole silenziosa anche dal fatto che il padre, Anemio Agrati, aveva un hobby piuttosto macabro: costruire bare. Col tempo, diventati ormai adulti, i due amici prendono l’abitudine di incontrarsi con cadenza annuale, in occasione della Commemorazione dei defunti presso il cimitero bellanese. Con uno stile sempre fresco e divertente Vitali ci regala un’altra delle sue straordinarie Storie di lago. Una storia nella quale non mancano sprazzi di lirismo assoluto, specie in certe descrizioni del paesaggio. Con la classica capacità di scegliere per i propri personaggi nomi e soprannomi, quelli che, specie nei paesi, meglio identificano le persone, stravaganti l’autore rende divertenti anche vicende che, nelle mani di un autore meno sapiente da questo punto di vista, potrebbero risultare pesantemente macabre. Una lettura consigliata agli amanti delle belle storie rilassanti che permettono di trascorrere qualche ora di spensierata allegria. Gli amanti degli ebook non si sentano esclusi dal divertimento! Questo racconto, infatti, è disponibile anche in formato elettronico!

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FABRIZIO GAVATORTA IL PITTORE DELLE OMBRE

INTRODUZIONE  PUBBLICATA NEL CATALOGO DELL’ ARTISTA

Quando un uomo arriva a far sì, che la propria passione diventi anche il suo lavoro, penso che sia giunto,oltre quel confine, che molti di noi fantasticheranno solo,  per tutto il resto della loro vita.Immagine

Un esempio reale il suo, di quanto i sogni possano davvero regalarci un’esistenza  migliore. Basta crederci, lottare sempre, non mollare mai, ma soprattutto  fare la differenza. Proprio come ha fatto Fabrizio, che ha sognato e continua a farlo ancora oggi e, a discapito del mondo che corre, lui si è soffermato a cogliere i particolari, ha rivolto la sua attenzione alle piccole cose, alla naturalezza dei  gesti e in loro ha trovato la sua via.

Un Artista poliedrico, capace di attingere a diverse correnti pittoriche, mostrando così una grande intelligenza e versatilità. Carpendo da stili e tecniche differenti , accogliendo l’arte nella sua totalità, perché in fondo in ogni stile v’è qualcosa da imparare .

Genuinità e umiltà in queste mani sapienti, che spesso solcano la tavola con le proprie dita, lasciando un’ impronta ancor più tangibile di questo artista, che regala  alle sue opere,  il proprio estro, attingendolo dal quotidiano, raffigurandone piccoli frammenti di vita, che lo circondano, offrendo alle sue opere ,attimi vissuti i quali rivivranno di nuovo splendore, impressi nell’eternità della pittura.

In questo catalogo si alternano i tre cicli pittorici dell’artista, partendo dalle sue opere “Black and White”.       Immagine

In queste immagini gradazioni contrapposte dominano la scena, sprigionando sensazioni forti, contrastanti come le due tonalità protagoniste .

Bianco e nero: colori da sempre uniti, anche alla spiritualità, al bene e al male.

ImmagineOscurità e luce, donano nei  soggetti ritratti un’ aura diversa, lasciando in chi le osserva sentimenti opposti, che spaziano dal dolore alla dolcezza. Contrasti forti, che rendono questo ciclo pittorico una dolce poesia malinconica.

Per poi passare al ciclo “Shadow”  dove le emozioni cambiano, i colori si accendono, tutto riluce di nuova forza. Soggetti semplici, ma di grande impatto,  si rivelano in  queste opere . Protagoniste indiscusse le ombre, raffiguranti attimi di normalità, di condivisione, momenti di gioia, di unità, di famiglia, che si alternano a figure in movimento nelle quali il dinamismo inneggia alla vita, grazie alla forza del colore.

Istanti di vita rubata , riportati  tra queste ombre, che si immergono nelle tonalità accese dove tutto cambia, tutto muta.Immagine  Il vigore dei colori, accende gli animi   entusiasmando lo spettatore, ogni soggetto ci regala forza, l’ombra non è più solo una  figura lontana, assente, ma diventa la protagonista indiscussa, contrapponendosi alle tonalità dei  rossi, dei gialli, viola e i  blu accesi, che evidenziano ancor più  l’opera nella sua pienezza.Immagine L’impatto visivo ed emozionale, è sensazionale; é come se un flusso d’energia riempisse gli occhi e l’anima dello spettatore, donandogli una forte sensazione di rinascita.

Nel terzo  ciclo “Rainbow”, i  protagonisti  indiscussi sono gli  alberi, che al primo impatto  possono sembrare spogli, quasi melanconici, ma osservando con più attenzione  la  completezza dell’opera, si aprono svariate interpretazioni.

Rami alti e aperti al cielo, danno l’impressione di braccia  innalzate alla preghiera . In queste opere, si percepisce la speranza. I  rami  glorificano il mistero  e  si rialzano con forza, verso l’infinito, ricoperti dalla volta celeste, Immagineminuziosamente dipinta dall’ artista.

Alchimie di tonalità si susseguono, formando giochi di colore e di luce, un cielo vivo,  dove si può spaziare, in  un vortice di colori, che ci riporta al mistero dell’universo, e l’attenzione cade su quel cielo, che nasconde da sempre l’ enigma più grande: la “Fede”.

Concludo ricordandovi  Chi è Fabrizio Gavatorta?

Semplicemente un uomo, il quale  ha compreso, che la vera essenza della vita sta nella libertà di credere nei propri sogni senza mai snaturare la propria indole. Donandosi al prossimo col cuore e la passione tra le mani. Mani di un uomo che giunge al cuore della gente, sfumando su tavola  le proprie emozioni.

Monica Pasero

Il suo sito  http: http://www.fabriziogavatorta.com

Per contatti info@gavatorta.it

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La lepre e il cerchio

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