Zelda di Connie Furnari

Zelda di Connie FurnariIl magnifico racconto “Zelda” di Connie Furnari non è solo la storia di due ragazze, due giovani streghe, Sheila e Zelda, appunto. Ragazze che un tempo sono state migliori amiche e che, da quando Sheila, ricevuta l’iniziazione a strega qualche mese addietro, è stata stregata, scusate il bisticcio di parole, in senso negativo dal potere, anzi dai poteri, che ha via via sviluppato, cominciando, come dice Zelda nel racconto, a giocare sporco. Il racconto “Zelda” narra una storia più profonda, una storia di sentimenti, di amicizia, quella che legava le due giovani streghe, di amore, quello che lega Zelda e Paul, un nuovo ragazzo arrivato alla scuola frequentata da Sheila e Zelda, di invidia e rancore, di Sheila nei confronti di Zelda, che le viene continuamente indicata come pietra di paragone in tutto, nello studio e persino in ambito stregonesco.

La proverbiale goccia che fa traboccare il vaso di amarezza, invidia e rancore è proprio Paul, il ragazzo che Sheila, da sempre più spavalda e “cacciatrice” di Zelda, aveva puntato e che la rifiuta prefendole la goffa e impacciata, nonchè timidissima Zelda. Questo, che Sheila vive come un affronto vero e proprio, fa scatenare Sheila che, prima crea un clima invivibile a Zelda all’interno del liceo che entrambe frequentano, diffondendo dicerie di ogni tipo su come Zelda le avrebbe “rubato” il ragazzo che le piaceva, quindi tenta, sempre seminando dicerie di ogni tipo, di renderla invisa anche all’interno del clan di streghe del quale le due ragazze fanno parte, ormai a pieno titolo, da quando la stessa Zelda ha ricevuto l’iniziazione.

Per cercare di appianare le cose all’interno del clan di streghe la strega guru del clan, colei che si è da sempre occupata di istruire le giovani streghe, chiama a rapporto Sheila. Alla riunione presenzia anche Zelda restando testimone dell’uccisione della vecchia strega da parte di una sempre più indemoniata Sheila la quale, facendo sfoggio di un trucco di magia nera, scambia il suo corpo con quello di Zelda scagliando sulla ormai ex amica un incantesimo che la lascia priva di sensi per un paio di giorni. Prima di lasciare il “luogo del delitto” Sheila, che ormai per tutti è Zelda avendo preso possesso del suo corpo, lascia un messaggio a Zelda invitandola, per così dire, a recarsi al faro per uno scontro finale dall’esito del quale dipenderà non solo la vita di una delle due giovani streghe ma anche quella di Paul, il ragazzo conteso.

Con il racconto “ZeldaConnie Furnari ci regala, con la sua solita classe ed eleganza, una nuova storia di sentimenti che incatena il lettore dalla prima all’ultima pagina. Una storia nella quale, anche se è fin troppo chiaro chi sia la buona e chi invece la cattiva tra Sheila e Zelda, è impossibile, almeno lo è stato per me, non provare una sorta di pietà per Sheila pensando al meccanismo che l’ha portata ad accumulare tanto rancore nei confronti della sua ex migliore amica. Perchè, diciamocelo in confidenza, a quanti di voi è capitato, almeno una volta nella vita, di essere paragonato ad un amico o un’amica che magari era più diligente a scuola ed a quanti è capitato, come conseguenza di questo paragone, di arrivare a mal sopportare l’amico o l’amica “pietra di paragone”? Poi, magari, il tutto si è ricucito perchè, in fondo in fondo, l’amico o amica di turno nemmeno sapevano di essere portati così ad esempio. Però quanto ci hanno feriti certi confronti? A me è capitato, a volte, quando frequentavo le scuole medie, di essere paragonato ad un amico d’infanzia che passava ore e ore e ore sui libri mentre io ci passavo (sui libri) lo strettissimo indispensabile e a volte nemmeno quello e, lo confesso, sono arrivato a provare antipatia verso quel mio amico. Poi tutto è passato, però lì per lì il dolore del confronto l’ho sentito eccome! E proprio questo ricordo mi ha portato, pur facendomi parteggiare per la “buona” Zelda a provare compassione per la “cattiva” di turno, vale a dire Sheila e a detestare, letteralmente a DETESTARE, la madre di Sheila, rea dei continui confronti tra la figlia e Zelda.

Come dite?

Ah!

Vi ho lasciati in sospeso con la vicenda dite?

E’ verissimo ma non pretenderete mica che vi sveli tutto, guastandovi il gusto della lettura, vero?

Quindi, se proprio volete sapere tutto, ma proprio TUTTO, del fantastico racconto “Zelda” di Connie Furnari non vi resta altro da fare che gustarvi il racconto dalla prima all’ultima pagina lasciandovi rapire da questa storia appassionante ed avvincente, oltre che stupenda!

Grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura! 🙂

Con simpatia! 🙂

I Giftaway dell’angolino #1 : Un libro…sotto l’albero!

Salve a tutti!

Questa volta voglio proporvi, o meglio voglio condividere con voi, un’iniziativa che non è esagerato definire fantastica!

Un giftaway succulento ideato dal blog “L’angolino di Ale“.

Per sapere come fare a partecipare e per partecipare i link sono i seguenti:

Dal blog “L’angolino di Ale“: I Giftaway dell’angolino #1 : Un libro…sotto l’albero!;

Dall’apposita pagina creata su Facebook: https://www.facebook.com/events/713362372008522/.

Ringraziando tutte e tutti voi per la pazienza e per l’attenzione vi rinnovo l’invito a non lasciarvi sfuggire questa gustosissima occasione! 🙂

Arrivederci alla prossima!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura! 🙂

Con simpatia!

NUOVO LIBRO PER DARIO AINA LIBRO DI SABBIA ATTO II EDIZIONI REI

Prefazione Libro di Sabbia Atto II  a cura di Monica PaseroImmagine
“Il Libro di sabbia-Atto II- Il Tesoro di Sol ”è un vero e proprio compagno d’avventura, con il quale ho vissuto una fantastica vicenda. Tra le sue pagine ho gioito e sofferto per le sorti dei suo particolarissimi personaggi che si avvicendano tra un capitolo e l’altro. Mi sono appassionata, ho amato alcuni e odiato altri. Mi sono arrabbiata, ho riso, ho pianto! Avrei voluto poter saltare in quelle pagine e condividere quei giorni insieme ai protagonisti, ma sono stata lì, ferma, con il fiato sospeso: ho atteso pazientemente gli eventi, mai scontati, che si susseguivano tra lotte, incantesimi, vendette e forti passioni. Un’avventura mozzafiato, contraddistinta da una buona dose di genuina ironia.
Sono arrivata così all’ultima pagina, accorgendomi che questo fantasy, oltre a far divertire, può essere anche un buon spunto di riflessione su alcuni temi come l ‘amicizia, il riscatto alla vita, il migliorasi, la diversità vista come fonte d’ energia nuova.
Quando leggi un libro, e giunta alle ultime battute realizzi che stai perdendo un amico, puoi veramente dire di aver letto un buon libro.”Il Libro di sabbia -Atto II -Il Tesoro di Sol ” senza dubbio lo è!

DISPONIBILE IN CARTACEO E IN EBOOK 
 IN OFFERTA A SOLO 0,99 CENTESIMI  IN FORMATO EBOOK QUI I LINK 

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LA FAMIGLIA PARKER E L’IMPOSTORE

BabyblueLa famiglia Parker è la tipica famiglia modello. Ma la nascita del secondogenito, Jack, un bambino che all’apparenza è il migliore bambino che si possa desiderare, sconvolge gli equilibri della famiglia. La madre, Anna, viene trattenuta per un periodo aggiuntivo in ospedale, apparentemente per aiutarla a superare un normalissimo periodo di stress dopo un parto d’urgenza che l’ha portata quasi alla morte assieme col suo bambino. Quando però la compagnia di stanza di Anna, una ragazza afflitta da schizofrenia, muore il fatto non può non causare una ricaduta nella stessa Anna che ne resta infatti shockata.

Quando poi, finalmente, i medici danno ad Anna il permesso di lasciare l’ospedale e di tornare a casa dalla propria famiglia Anna si ritrova, non è esagerato dirlo, ossessionata dal nuovo arrivato. Jack infatti passa tutto il giorno a fissarla, dalla sua postazione privilegiata, l’ovetto porta bebè perlopiù, con uno sguardo strano; uno sguardo quasi incredibile quanto a vividezza e vitalità per un bambino tanto piccolo. Anche l’allattamento crea una sorta di moto di ripulsa in Anna che si trova, un giorno, a pensare di aver attaccato al seno non il proprio bambino appena nato ma bensì una creatura repellente. Intanto Sasha, il primogenito, comincia ad avere problemi: di notte, di punto in bianco, si sveglia e urla disperato per alcuni minuti finendo sempre per affermare che un misterioso “Uomo nero” vuole portarlo via e uscendosene con strane affermazioni, che sembrano incentrate sul fratellino, affermazioni che Sasha dice essere pronunciate da Tina, la sua amichetta immaginaria, la quale è, nella realtà la nipotina dei due anziani coniugi che vivono nella casa di fronte alla famiglia dei Parker, bambina morta tragicamente all’età che ha Sasha in quel momento, ovvero cinque anni. Passa un po’ di tempo e poi tocca a Sasha comportarsi in una maniera a dir poco sinistra. Nello stesso tempo Sasha fa entrare in scena quello che appare, agli occhi dei suoi genitori, come un secondo amico immaginario: Phoney. Sasha dice però alla madre che Phoney non è come Tina in quanto Sasha Tina la vede mentre Phoney lo avverte solo parlargli nella testa. Quando ormai il comportamento di Sasha è giunto ad un punto che sembra portare Anna sull’orlo del crollo nervoso, Anna, affidati i figli alla signora che abita di fronte, la nonna di Tina, se ne va in biblioteca a fare delle ricerche. Da queste ricerche, incentrate tutte sul nuovo, inquietante, amico immaginario del primogenito, Anna scopre che il misterioso Phoney altri non è che un demone della mitologia slava che, a quanto si dice, inizia il proprio ciclo vitale impiantandosi in un neonato per poi passare di volta in volta in esseri sempre più grandi per poi ricominciare il ciclo daccapo alla morte dell’ultimo ospite. Cosa ne sarà della famiglia Parker? A voi scoprirlo lasciandovi avvincere da questo racconto, sempre teso e che tiene incollato il lettore alle proprie pagine. L’autrice dosa sapientemente il livello di suspense in modo da avvincere il lettore per tutto il racconto il quale non ha un momento, neppur minimo, di cedimento. Il racconto “Baby blue” di Flavia Giordano si legge d’un fiato e, come i film horror che si rispettino, riserva a chi avrà la fortuna d’immergersi nelle sue pagine, un colpo di scena finale degno del migliore fra i registi di film dell’orrore. Questo sarà però uno di quei particolari che dovrete scoprire leggendovi, anzi gustandovi, “Baby blue” di Flavia Giordano, un romanzo breve o un racconto lungo come più vi aggrada che vi darà, ne sono certo, gli stessi brividi lungo la schiena che ha dato a me; brividi come pochi altri romanzi e racconti thriller e horror mi hanno procurato.

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