A Scopriamo L’artista con noi… Fabio Pascucci

Nel mio spazio oggi ho il grande piacere di ospitare la cordialità e l’eleganza oltre che la bravura di questo artista. 

A” Scopriamo L’artista “è con noi lo scrittore Fabio Pascucci


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INTERVISTA A CURA DI MONICA PASERO

Innanzitutto ti ringrazio di essere qui. Leggendo la tua biografia, vedo che sei laureato in discipline giuridico-economiche, un settore forse distante dalla scrittura e qui ti chiedo: da dove nasce il tuo bisogno di scrivere?

 E’ un bisogno innato. Nasce con me. E’ un istinto irrefrenabile che prescinde da qualsiasi altra cosa. Per me è una necessità, che porta a riempire ogni spazio di tempo libero con la scrittura.

Rammenti il tuo primissimo scritto? 

 Credo si perda nell’età dell’infanzia, quando ho scritto la mia prima poesia dedicata a mia madre. Una composizione sgrammaticata, ma molto affettuosa.

Nel 2012 fai il tuo esordio nel campo letterario con il libro “La tessera mancante”  vuoi parlarcene ?Immagine

 La “tessera mancante” è un romanzo che prende atto in un mercato nel cuore di Roma, dove la protagonista, Anna, attenta alle debolezze del padre e distratta sulle proprie, conosce Giuseppe, sottomesso alle aggressioni della madre e all’incapacità di donare affetto ad una figlia nascosta. La protagonista sarà travolta dalla passione per un ragazzo che avrà un triste destino e tutti i personaggi si troveranno a confrontarsi con un diabolico ciclo di nascita e morte continuo che li accomuna tutti, così che Giuseppe potrebbe essere il padre di Anna quando sarà un adulto e la stessa Anna potrebbe incarnare la piccola bambina segregata o la cinica e spietata madre di Giuseppe. L’unico che si astrae da questo travolgente vortice è Bruno, un oscuro figuro che assomma su di sé tutti i vizi capitali.

Tra le tante attività che svolgi, scrivi anche su dei periodici giuridici e di intrattenimento, quale sono gli argomenti che tratti più volentieri nei tuoi pezzi e perché?

 Per quanto concerne gli aspetti giuridici, scrivo articoli inerenti alla mia attività lavorativa, mentre mi piace dilettarmi anche nella scrittura di pezzi sull’ arte e sulla storia. Tento di approfondire tematiche che possano trovare una connessione con la letteratura, fornendo una chiave di interpretazione che leghi tutte le forme di espressione artistica. 

Vedo che oltre ad essere un narratore, sei anche un poeta. Da dove prendi l’ispirazione per le tue liriche? Doneresti qualche verso per i nostri lettori ?

In realtà ho sempre scritto e continuo a scrivere poesie. Poi, con il tempo, mi sono anche cimentato con la stesura di romanzi, tentando di inserire qualche mio componimento all’inizio o alla fine del testo, così da far “digerire” parole non in prosa al lettore. Di solito sono piuttosto criptico ed ermetico nei miei versi, ma farò uno sforzo di intelligibilità, con alcuni versi brevissimi, aventi per tema l’amore: “Vivo nella speranza che il tuo sguardo liberi i miei sogni. Ma la speranza è vana.” Come si può facilmente intuire, lo spasimante vive nella speranza di incrociare lo sguardo dell’amata, per liberare la mente e il cuore dal pensiero fisso su di lei, che lo ha stregato al punto da condizionare anche ciò che per definizione è più libero e non influenzabile: i sogni.

Molto bella! Questo denota la tua versatilità. In tal senso, so che a novembre uscirà il tuo nuovo romanzo “Io non ti vedo” edito da Rupe Mutevole Edizioni.Vuoi parlarcene?

 “Io non ti vedo” è un romanzo psicologico, in cui al centro c’è Lena, una donna dotata di poteri sovrannaturali che le consentono di vedere fatti premonitori.Immagine

Improvvisamente, però, sparisce sua figlia Fillide, probabilmente fuggita con il ragazzo Nico, un artista di strada senza futuro.La donna inizierà una lunga ricerca della figlia anche attraverso un percorso interiore che la porterà a comprendere figure come quella di Egidio Neri, un uomo misterioso rinchiuso all’ultimo piano del palazzo dove lei viveva da bambina, e quella di Alice Piva, una giovane vittima delle sue stesse paure.Ma la corsa contro il tempo per riabbracciare al più presto la figlia, porterà Lena a scoprire eventi sconvolgenti relativi soprattutto al suo nucleo famigliare, per comprendere chi sia veramente sua madre e sua sorella e anche persone a lei care che le appariranno sotto un’altra prospettiva.

Dalla trama emerge che l’arte gioca un ruolo fondamentale. Ci puoi far comprendere il perché la scegli come chiave di volta in questa narrazione?

 l’”Arte” si pone come chiave di volta, in quanto essenza intellegibile del mondo tangibile, che tocca la parte più profonda e recondita dell’inconscio: riesce ad astrarci da tutto ciò che è materiale e terreno, facendoci sprofondare in una dimensione senza tempo.Lena non lo sa, ma L’Arte è dentro di lei. Lei che detesta tutto ciò che è prosaico e volgare, perché proiettata verso l’interiore, verso le sue “visioni” che l’hanno sempre guidata nella vita, percorrerà sentieri che la riconcilieranno con l’ispirazione artistica in quanto tale. A differenza della madre, Mara, che ha sempre rifiutato il contatto con l’”Arte”, vista come elemento dirompente della normalità della vita e trait d’union con i suoi poteri soprannaturali, quasi sconfessati e rinnegati. E il grande maestro d’interpretazione delle premonizioni è sicuramente il Neri, che, con la sua tragica vicenda personale, ci riporta alla deportazione del 16 ottobre 1943 nel ghetto di Roma, con il rastrellamento di 1259 ebrei ad opera dei nazisti, e attraverso la sua straziante esperienza, disvela verità nascoste.

 Oltre l’arte anche la storia è  un elemento trainante  nella tua narrazione ?

Sì, tra episodi della storia moderna, come il  Reichskonkordat di Papa Pio IX o il bombardamento del quartiere San Lorenzo, ed altri della Roma rinascimentale e antica, si delinea la raffigurazione di tutti coloro che ruotano attorno a Lena e mostrano il loro lato di aderenza con l’Arte: il suo ex marito è un musicista, il ragazzo della figlia un pittore, il suo migliore amico un artista di strada, persino sua sorella, per quanto legata al mondo frivolo dello star system, è comunque un’attrice che crea illusioni. I più tuttavia sono degli incompiuti perché sentono la passione ispiratrice, ma non si fanno trascinare da essa, non la governano. Solo Lena riesce a gestire il suo rapporto con l’Arte, pur non sapendolo, ma anche lei potrebbe essere rinchiusa nella figura di interprete di episodi soprannaturali e non lasciarsi andare agli istinti, che continua ostinatamente a reprimere anche nei sogni.

 Dunque i personaggi sono intrisi di arte e storia, ma emerge anche un altro particolare, molto forte, che, se pur occultato dalla razionalità di alcuni protagonisti, predomina  fortemente  in loro:  il  soprannaturale.

Tra i personaggi ci sono coloro che sono in contatto con il divino, attraverso poteri soprannaturali, ma non seguono le loro propensioni e si fanno sopraffare dal materiale e dal terreno, come il Neri travagliato dalla sua incapacità a gestire gli affetti (una moglie deportata e un figlio fuggito via) e Alice Piva (deturpata da una vita travagliata).  Anche qui, Lena potrebbe essere l’anello di congiunzione, ma dovrà effettuare un lungo percorso interiore per scoprire se è in grado di riuscirci e intanto la figlia Fillide, fragile, suggestionabile, debole, potrebbe rivelarsi l’unica a sentire la passione di un amore vero, che la stimola a contattare il suo cuore.

 In particolare, si va delineando una chiave di lettura importante, presente all’interno delle opere del Caravaggio, le quali faranno da guida a Lena, che grazie alle raffigurazioni del pittore, verrà condotta su un percorso costellato di immagini cardine durante tutta la sua ricerca. Quali saranno i quadri e le scene raffigurate che la protagonista dovrà interpretare?

Bisogna cogliere i significati intrinseci delle metonimie seminate (non a caso le opere di Caravaggio citate in relazione alla figlia di Lena sono quelle – Marta e Maria Maddalena, Santa Caterina d’Alessandria e Giuditta e Oloferne – in cui appare la modella Fillide) per giungere a comprendere che tutto è legato da un filo conduttore unico (Marta e Maria Maddalena rappresentano la conversione di una sorella ad opera dell’altra e costituiscono il nesso tra Lena e sua sorella Barbara, così come Santa Caterina d’Alessandria è collegata all’episodio di Beatrice Cenci – citata nel romanzo – e Giuditta e Oloferne si innesta sulla vicenda di Alice Piva).Dunque, il lettore saprà di volta in volta riconoscere i punti rivelatori disseminati lungo lo sfilare della storia, per poi porsi il dubbio se tutto sia realmente così come descritto o se non sia soltanto una suggestione partorita dalla mente di Lena, in grado di plasmare visioni, creare storie e personaggi che esistono solo nei suoi voli onirici e guardare la realtà come ha sempre fatto, attraverso lo specchietto del suo portacipria (riflessa come nella rifrazione del dipinto di Marta e Maria Maddalena).

Anche nella conclusione, il tuo libro si distingue per un finale per nulla scontato, ma  spunto per ampie discussioni.

Scortati sempre da un ritmo tambureggiante, si arriva al finale che riporta il libro all’inizio (preziosa e ricercata la finezza di legare il titolo di ogni capitolo alla fine dello stesso con una parola chiave) e lo riapre su un ‘significato’ ultimo – o altro – che suggerisce un’interpretazione più profonda: l’arcano della vita e il mistero della morte.

Se potessi dare un consiglio ai giovani che intraprendono questo percorso nel campo  letterario, che consiglio gli daresti ?

Prima di tutto, di leggere tanto e poi di credere sempre in ciò che si fa. Cercare di scrivere come vorremmo che il nostro autore preferito scrivesse e, soprattutto, non cedere mai alla tentazione di mollare tutto. E’ una passione che non può essere abbandonata o sopita e io credo si scriva soprattutto per noi stessi. Poi, se qualcuno apprezzerà i nostri testi sarà un quid pluris che gratificherà il nostro lavoro, ma non deve mai dipendere da esso.

Oltre ad essere  scrittore, io ti chiedo: chi è Fabio Pascucci nella vita di tutti i giorni ?

Come si è potuto capire, sono un appassionato di arte e di storia, per cui, nei momenti di svago, vado spesso a visitare musei, mostre, pinacoteche. Frequento dei circoli culturali nella capitale e uno vorrei citarlo perché mi ha consentito di effettuare degli approfondimenti tematici e sarà in prima fila alle mie presentazioni del libro per offrire agli ospiti delle visite guidate gratuite che, a Roma, verteranno su siti quali “San Pietro in vincoli e il Mosè di Michelangelo”; “Rione Monti”; “Campidoglio”, “Ara Coeli” e “Fori”. L’associazione si chiama “Amici di Roma” e il suo presidente è l’archeologo Massimo Morandi Tarabella.

Arrivo alla mia domanda di rito, che faccio a tutti i miei ospiti. Che cos’è dunque l’arte per Fabio Pascucci?

Come sintesi di tutto ciò che ci siamo detti, secondo me l’Arte è il passaggio obbligato per arrivare a contattare la nostra anima e proseguire poi per giungere ai piedi di Dio.Alla concezione tipicamente gesuitica dell’Arte, con la sua funzione didascalica ed educativa, accosterei la visione di colui che anela a comprendere le cause che muovono gli astri nel cielo, le ragioni dello scorrere del sangue nelle vene, le meccaniche divine che governano la vita e la morte.

Ringraziando di cuore Fabio Pascucci per essere stato ospite nel nostro blog  vi lascio i link per acquistare i suoi libri

 La tessera mancante http://www.ibs.it/code/9788890658723/pascucci-fabio/tessera-mancante.html

 Io non ti vedo http://www.rupemutevoleedizioni.com/letteratura/novita/io-non-ti-vedo-di-fabio-pascucci.html

 Book trailer Io non ti vedo  http://youtu.be/2JW02_e9EvY

Recensione di Io non ti vedo https://ilibridiriccardino.wordpress.com/2013/10/16/fabio-pascucci-io-non-ti-vedo-recensione-a-cura-di-monica-pasero/

 

 

  

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