Alla fine quel che più conta è l’Amore

Il nuovo imperdibile e stupendo romanzo di Angela Grillo

È l’amore che conta di Angela Grillo

Stella è tornata! La meravigliosa protagonista di “After the Sun”, lo strepitoso romanzo d’esordio della talentuosissima Angela Grillo, è tornata. In questo suo nuovo, delizioso, secondo romanzo, intitolato “E’ l’amore che conta” troviamo una Stella nuova. Intendiamoci, Stella è sempre Stella ma in “E’ l’amore che conta” non la troviamo in veste di stella della Canzone Italiana (e non solo) ma in veste di Direttrice Artistica, di Top Manager della casa discografica che l’aveva lanciata nell’Empireo delle Star della musica. Il romanzo si apre infatti con la notizia che Robert, il fratello di Fabio, colui che nel romanzo precedente era stato il Grande Amore di Stella, ritrovato gravemente ferito a seguito di un aggressione e ricoverato in un ospedale svizzero con una forma di amnesia che gli ha provocato la cancellazione dei ricordi dell’ultimo periodo, in particolar modo quelli relativi all’aggressione subita. Questo stato di cose costringe Fabio ad assumersi un ruolo di primo piano nella casa discografica; Fabio coinvolge anche Stella gravandola di maggiori oneri dato che lui sarà spesso via per potersi occupare degli affari dei quali prima si occupava il fratello.

Il romanzo ci riserva subito, fin dalle prime pagine, un altro colpo di scena ancor più inaspettato; durante una trasferta londinese Fabio incontra una sua ex che gli annuncia di essere rimasta incinta di lui ai tempi in erano ancora assieme. Questa rivelazione provoca la rottura dell’idillio con Stella. L’amore gioca un ruolo preponderante in questo secondo, meraviglioso romanzo di Angela Grillo. Ma niente paura, cari amici! L’Amore, quello con la A maiuscola arriderà ancora alla nostra Stella. Con la sua solita classe e finezza Angela Grillo ci fa immergere in queste nuove vicende di Stella mostrandoci come a contare, a contare davvero, nella vita non siano i soldi o la posizione ma l’Amore. L’Amore nelle sue varie forme. L’Amore di un uomo o di una donna che ci stiano vicini, l’Amore degli amici che ci rimangono vicini e ci aiutano a superare anche le situazioni più dure e drammatiche. Ma anche l’Amore per le nostre passioni.

Che altro posso dire? Ah sì! Correte subito ad acquistare “E’ l’amore che conta” di Angela Grillo! Per ora il romanzo è disponibile in formato ebook ma a giorni acquistabile anche in formato cartaceo. Acquistatelo, leggetevelo e gustate dalla prima all’ultima pagina la fantastica scrittura di Angela Grillo e le vicende della nostra carissima Stella!

Prima di salutarvi invitandovi una volta di più, si sa che in questi casi “repetita iuvant“, ad acquistare la vostra copia di “E’ l’amore che conta” vi ricordo i contatti attraverso i quali vi sarà possibile contattare la bravissima Angela Grillo. Se siete frequentatori affezionati del Social Network per antonomasia il contatto facebook della nostra carissima Angela è: https://www.facebook.com/angela.grillosecondoprofilo

È l’amore che conta di Angela Grillo

Questione di spazio di Mauro Corona

In una mattina di circa metà novembre cinque amici vanno a caccia di lepri bianche in montagna; le lepri bianche con le pellicce delle quali venivano e forse ancora vengono realizzati i giacchetti che le spose indossavano sopra l’abito il giorno delle nozze ed il cui zampino veniva offerto, quando ancora era in uso l’arte del corteggiamento, dai ragazzi alle ragazze verso le quali nutrivano affetto e che speravano, un giorno, di veder entrare in chiesa indossando il giacchetto del quale parlavo poco fa.
Tornando alla vicenda narrata nel racconto “Questione di spazio” di Mauro Corona, tratto dalla raccolta di racconti intitolata “Venti racconti allegri e uno triste” e distribuito gratuitamente, in formato ebook sia per Kobo che per Kindle, prima del giorno di caccia uno degli amici, Celio, viene incaricato di occuparsi di fare il pieno di vino.
Celio adempie al compito e il giorno della battuta di caccia trasporta la ghirba di vino nel proprio zaino. Quando poi all’ora di pranzo i cinque si trovano assieme per consumare il pranzo ecco la scoperta. La ghirba che aveva contenuto la scorta di vino che avrebbe dovuto servire per dissetare tutto il gruppo di cacciatori è vuota, anzi di più, è strizzata! Quando dopo lo sfogo, che definire aspro è poco, da parte, soprattutto di Bortol della Taja, Celio deve confessare il motivo che lo ha portato a scolarsi l’intera scorta di vino egli dice di averlo fatto perchè la ghirba piena occupava troppo spazio nello zaino, rubandolo così alle prede. Sarà vero? Voi che ne pensate? Leggete questo agile e fresco racconto di Mauro Corona e scopritelo!

Grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!
Buon mercoledì e, come sempre , Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

A Scopriamo L’artista con noi… Fabio Pascucci

Nel mio spazio oggi ho il grande piacere di ospitare la cordialità e l’eleganza oltre che la bravura di questo artista. 

A” Scopriamo L’artista “è con noi lo scrittore Fabio Pascucci


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INTERVISTA A CURA DI MONICA PASERO

Innanzitutto ti ringrazio di essere qui. Leggendo la tua biografia, vedo che sei laureato in discipline giuridico-economiche, un settore forse distante dalla scrittura e qui ti chiedo: da dove nasce il tuo bisogno di scrivere?

 E’ un bisogno innato. Nasce con me. E’ un istinto irrefrenabile che prescinde da qualsiasi altra cosa. Per me è una necessità, che porta a riempire ogni spazio di tempo libero con la scrittura.

Rammenti il tuo primissimo scritto? 

 Credo si perda nell’età dell’infanzia, quando ho scritto la mia prima poesia dedicata a mia madre. Una composizione sgrammaticata, ma molto affettuosa.

Nel 2012 fai il tuo esordio nel campo letterario con il libro “La tessera mancante”  vuoi parlarcene ?Immagine

 La “tessera mancante” è un romanzo che prende atto in un mercato nel cuore di Roma, dove la protagonista, Anna, attenta alle debolezze del padre e distratta sulle proprie, conosce Giuseppe, sottomesso alle aggressioni della madre e all’incapacità di donare affetto ad una figlia nascosta. La protagonista sarà travolta dalla passione per un ragazzo che avrà un triste destino e tutti i personaggi si troveranno a confrontarsi con un diabolico ciclo di nascita e morte continuo che li accomuna tutti, così che Giuseppe potrebbe essere il padre di Anna quando sarà un adulto e la stessa Anna potrebbe incarnare la piccola bambina segregata o la cinica e spietata madre di Giuseppe. L’unico che si astrae da questo travolgente vortice è Bruno, un oscuro figuro che assomma su di sé tutti i vizi capitali.

Tra le tante attività che svolgi, scrivi anche su dei periodici giuridici e di intrattenimento, quale sono gli argomenti che tratti più volentieri nei tuoi pezzi e perché?

 Per quanto concerne gli aspetti giuridici, scrivo articoli inerenti alla mia attività lavorativa, mentre mi piace dilettarmi anche nella scrittura di pezzi sull’ arte e sulla storia. Tento di approfondire tematiche che possano trovare una connessione con la letteratura, fornendo una chiave di interpretazione che leghi tutte le forme di espressione artistica. 

Vedo che oltre ad essere un narratore, sei anche un poeta. Da dove prendi l’ispirazione per le tue liriche? Doneresti qualche verso per i nostri lettori ?

In realtà ho sempre scritto e continuo a scrivere poesie. Poi, con il tempo, mi sono anche cimentato con la stesura di romanzi, tentando di inserire qualche mio componimento all’inizio o alla fine del testo, così da far “digerire” parole non in prosa al lettore. Di solito sono piuttosto criptico ed ermetico nei miei versi, ma farò uno sforzo di intelligibilità, con alcuni versi brevissimi, aventi per tema l’amore: “Vivo nella speranza che il tuo sguardo liberi i miei sogni. Ma la speranza è vana.” Come si può facilmente intuire, lo spasimante vive nella speranza di incrociare lo sguardo dell’amata, per liberare la mente e il cuore dal pensiero fisso su di lei, che lo ha stregato al punto da condizionare anche ciò che per definizione è più libero e non influenzabile: i sogni.

Molto bella! Questo denota la tua versatilità. In tal senso, so che a novembre uscirà il tuo nuovo romanzo “Io non ti vedo” edito da Rupe Mutevole Edizioni.Vuoi parlarcene?

 “Io non ti vedo” è un romanzo psicologico, in cui al centro c’è Lena, una donna dotata di poteri sovrannaturali che le consentono di vedere fatti premonitori.Immagine

Improvvisamente, però, sparisce sua figlia Fillide, probabilmente fuggita con il ragazzo Nico, un artista di strada senza futuro.La donna inizierà una lunga ricerca della figlia anche attraverso un percorso interiore che la porterà a comprendere figure come quella di Egidio Neri, un uomo misterioso rinchiuso all’ultimo piano del palazzo dove lei viveva da bambina, e quella di Alice Piva, una giovane vittima delle sue stesse paure.Ma la corsa contro il tempo per riabbracciare al più presto la figlia, porterà Lena a scoprire eventi sconvolgenti relativi soprattutto al suo nucleo famigliare, per comprendere chi sia veramente sua madre e sua sorella e anche persone a lei care che le appariranno sotto un’altra prospettiva.

Dalla trama emerge che l’arte gioca un ruolo fondamentale. Ci puoi far comprendere il perché la scegli come chiave di volta in questa narrazione?

 l’”Arte” si pone come chiave di volta, in quanto essenza intellegibile del mondo tangibile, che tocca la parte più profonda e recondita dell’inconscio: riesce ad astrarci da tutto ciò che è materiale e terreno, facendoci sprofondare in una dimensione senza tempo.Lena non lo sa, ma L’Arte è dentro di lei. Lei che detesta tutto ciò che è prosaico e volgare, perché proiettata verso l’interiore, verso le sue “visioni” che l’hanno sempre guidata nella vita, percorrerà sentieri che la riconcilieranno con l’ispirazione artistica in quanto tale. A differenza della madre, Mara, che ha sempre rifiutato il contatto con l’”Arte”, vista come elemento dirompente della normalità della vita e trait d’union con i suoi poteri soprannaturali, quasi sconfessati e rinnegati. E il grande maestro d’interpretazione delle premonizioni è sicuramente il Neri, che, con la sua tragica vicenda personale, ci riporta alla deportazione del 16 ottobre 1943 nel ghetto di Roma, con il rastrellamento di 1259 ebrei ad opera dei nazisti, e attraverso la sua straziante esperienza, disvela verità nascoste.

 Oltre l’arte anche la storia è  un elemento trainante  nella tua narrazione ?

Sì, tra episodi della storia moderna, come il  Reichskonkordat di Papa Pio IX o il bombardamento del quartiere San Lorenzo, ed altri della Roma rinascimentale e antica, si delinea la raffigurazione di tutti coloro che ruotano attorno a Lena e mostrano il loro lato di aderenza con l’Arte: il suo ex marito è un musicista, il ragazzo della figlia un pittore, il suo migliore amico un artista di strada, persino sua sorella, per quanto legata al mondo frivolo dello star system, è comunque un’attrice che crea illusioni. I più tuttavia sono degli incompiuti perché sentono la passione ispiratrice, ma non si fanno trascinare da essa, non la governano. Solo Lena riesce a gestire il suo rapporto con l’Arte, pur non sapendolo, ma anche lei potrebbe essere rinchiusa nella figura di interprete di episodi soprannaturali e non lasciarsi andare agli istinti, che continua ostinatamente a reprimere anche nei sogni.

 Dunque i personaggi sono intrisi di arte e storia, ma emerge anche un altro particolare, molto forte, che, se pur occultato dalla razionalità di alcuni protagonisti, predomina  fortemente  in loro:  il  soprannaturale.

Tra i personaggi ci sono coloro che sono in contatto con il divino, attraverso poteri soprannaturali, ma non seguono le loro propensioni e si fanno sopraffare dal materiale e dal terreno, come il Neri travagliato dalla sua incapacità a gestire gli affetti (una moglie deportata e un figlio fuggito via) e Alice Piva (deturpata da una vita travagliata).  Anche qui, Lena potrebbe essere l’anello di congiunzione, ma dovrà effettuare un lungo percorso interiore per scoprire se è in grado di riuscirci e intanto la figlia Fillide, fragile, suggestionabile, debole, potrebbe rivelarsi l’unica a sentire la passione di un amore vero, che la stimola a contattare il suo cuore.

 In particolare, si va delineando una chiave di lettura importante, presente all’interno delle opere del Caravaggio, le quali faranno da guida a Lena, che grazie alle raffigurazioni del pittore, verrà condotta su un percorso costellato di immagini cardine durante tutta la sua ricerca. Quali saranno i quadri e le scene raffigurate che la protagonista dovrà interpretare?

Bisogna cogliere i significati intrinseci delle metonimie seminate (non a caso le opere di Caravaggio citate in relazione alla figlia di Lena sono quelle – Marta e Maria Maddalena, Santa Caterina d’Alessandria e Giuditta e Oloferne – in cui appare la modella Fillide) per giungere a comprendere che tutto è legato da un filo conduttore unico (Marta e Maria Maddalena rappresentano la conversione di una sorella ad opera dell’altra e costituiscono il nesso tra Lena e sua sorella Barbara, così come Santa Caterina d’Alessandria è collegata all’episodio di Beatrice Cenci – citata nel romanzo – e Giuditta e Oloferne si innesta sulla vicenda di Alice Piva).Dunque, il lettore saprà di volta in volta riconoscere i punti rivelatori disseminati lungo lo sfilare della storia, per poi porsi il dubbio se tutto sia realmente così come descritto o se non sia soltanto una suggestione partorita dalla mente di Lena, in grado di plasmare visioni, creare storie e personaggi che esistono solo nei suoi voli onirici e guardare la realtà come ha sempre fatto, attraverso lo specchietto del suo portacipria (riflessa come nella rifrazione del dipinto di Marta e Maria Maddalena).

Anche nella conclusione, il tuo libro si distingue per un finale per nulla scontato, ma  spunto per ampie discussioni.

Scortati sempre da un ritmo tambureggiante, si arriva al finale che riporta il libro all’inizio (preziosa e ricercata la finezza di legare il titolo di ogni capitolo alla fine dello stesso con una parola chiave) e lo riapre su un ‘significato’ ultimo – o altro – che suggerisce un’interpretazione più profonda: l’arcano della vita e il mistero della morte.

Se potessi dare un consiglio ai giovani che intraprendono questo percorso nel campo  letterario, che consiglio gli daresti ?

Prima di tutto, di leggere tanto e poi di credere sempre in ciò che si fa. Cercare di scrivere come vorremmo che il nostro autore preferito scrivesse e, soprattutto, non cedere mai alla tentazione di mollare tutto. E’ una passione che non può essere abbandonata o sopita e io credo si scriva soprattutto per noi stessi. Poi, se qualcuno apprezzerà i nostri testi sarà un quid pluris che gratificherà il nostro lavoro, ma non deve mai dipendere da esso.

Oltre ad essere  scrittore, io ti chiedo: chi è Fabio Pascucci nella vita di tutti i giorni ?

Come si è potuto capire, sono un appassionato di arte e di storia, per cui, nei momenti di svago, vado spesso a visitare musei, mostre, pinacoteche. Frequento dei circoli culturali nella capitale e uno vorrei citarlo perché mi ha consentito di effettuare degli approfondimenti tematici e sarà in prima fila alle mie presentazioni del libro per offrire agli ospiti delle visite guidate gratuite che, a Roma, verteranno su siti quali “San Pietro in vincoli e il Mosè di Michelangelo”; “Rione Monti”; “Campidoglio”, “Ara Coeli” e “Fori”. L’associazione si chiama “Amici di Roma” e il suo presidente è l’archeologo Massimo Morandi Tarabella.

Arrivo alla mia domanda di rito, che faccio a tutti i miei ospiti. Che cos’è dunque l’arte per Fabio Pascucci?

Come sintesi di tutto ciò che ci siamo detti, secondo me l’Arte è il passaggio obbligato per arrivare a contattare la nostra anima e proseguire poi per giungere ai piedi di Dio.Alla concezione tipicamente gesuitica dell’Arte, con la sua funzione didascalica ed educativa, accosterei la visione di colui che anela a comprendere le cause che muovono gli astri nel cielo, le ragioni dello scorrere del sangue nelle vene, le meccaniche divine che governano la vita e la morte.

Ringraziando di cuore Fabio Pascucci per essere stato ospite nel nostro blog  vi lascio i link per acquistare i suoi libri

 La tessera mancante http://www.ibs.it/code/9788890658723/pascucci-fabio/tessera-mancante.html

 Io non ti vedo http://www.rupemutevoleedizioni.com/letteratura/novita/io-non-ti-vedo-di-fabio-pascucci.html

 Book trailer Io non ti vedo  http://youtu.be/2JW02_e9EvY

Recensione di Io non ti vedo https://ilibridiriccardino.wordpress.com/2013/10/16/fabio-pascucci-io-non-ti-vedo-recensione-a-cura-di-monica-pasero/

 

 

  

SI RINNOVA LA COLLANA SOPRALERIGHE EDITA DA RUPE MUTEVOLE EDIZIONI

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Ti piacerebbe avere un libro tutto TUO? Un piccolo gioiello TASCABILE alla portata di TUTTI Sapere che molti avranno il tuo SCRITTO nelle loro tasche, borsette o zaini e poter dire anche tu: Finalmente ho realizzato il mio SOGNO E poi ricordati sempre che dalle piccole cose che nascono le grandi soddisfazioni
“ SOPRALERIGHE i  tascabili di Rupe Mutevole Edizioni.
Per battezzare l’evento ti proponiamo il nostro concorso “ Diventa tu il primo autore Di  SOPRALERIGHE   Partecipa al nostro concorso gratuito

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Il riflesso del destino di Elisa S. Amore

Un racconto straordinario che incatena il lettore affascinandolo dalla prima all’ultima pagina. Gemma è una ragazza che ama i libri ed i particolare perdersi dentro le vicende in essi narrate; vicende per le quali emozionarsi. Vicende che le permettono di vivere le sensazioni provate dai personaggi che popolano quelle pagine. Questo fatto le permette di sopperire alla mancanza del vero amore. Un giorno Gemma viene invitata da Peter, l’amico di sempre, il fedele confidente, a trascorrere una giornata in compagnia, anche di altri amici, in un bosco sulle rive di un fiume. La giornata si svolge nel migliore dei modi tra giochi, divertimento in compagnia, bagni nel fiume e battute. Al momento di tornare a casa Gemma, alla quale sembra di udire il vento sussurrare il suo nome, si allontana dal gruppo di amici addentrandosi ancor di più nella foresta. Giunta nelle vicinanze di un laghetto Gemma crede di vedervi qualcosa dentro e si china per poter vedere meglio di cosa si tratto. Ad un certo punto Gemma si ritrae con un balzo lanciando un urlo. Nell’acqua del laghetto aveva visto un corpo annegato. Il suo corpo.
È stata solo una visione? Oppure si è trattato di un oscuro presagio?
In appendice a “Il riflesso del destino” si trova il primo capitolo del nuovo romanzo di Elisa S. Amore intitolato “La carezza del destino“.
Lasciatevi trasportare nel mondo di Elisa S. Amore ed emozionatevi grazie alle appassionanti vicende scaturite dalla sua fantasia!

Grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!
Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Review: Scherzi del destino

Scherzi del destino
Scherzi del destino by Alice Munro
My rating: 5 of 5 stars

Una storia appassionante nella quale i contrattempi e, come recita il titolo, gli “Scherzi del destino” la fanno da padrone. In questo racconto la novella vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura Alice Munro ci racconta le vicende di Robin, infermiera canadese la quale, per evadere per un po’ dalle preoccupazioni domestiche, è solita recarsi nella cittadina canadese di Stratford, omonima della cittadina che diede i natali al grande William Shakespeare, per assistere ad uno spettacolo teatrale, appunto del Bardo. Un giorno, dopo aver lasciato la borsetta nella toilette del teatro ed essere tornata inutilmente a cercarla, aiutata, seppur non esattamente con entusiasmo, dall’uomo delle pulizie, s’imbatte, mentre passeggia sconsolata per le vie della cittadina nella regione dell’Ontario, in Giunone, indisciplinata femmina di Dobermann e nel suo padrone, un immigrato serbo di nome Danilo, americanizzato in Daniel, Adzic. Dopo una piacevole serata al termine della quale l’uomo offre il biglietto di ritorno a Robin, i due si promettono di incontrarsi l’anno seguente di raccontarsi tutto quello che avranno fatto nel corso dell’anno.
Quando però un anno dopo Robin si presenta all’appuntamento con Danilo si trova di fronte un uomo cambiato; fisicamente è identico all’anno precedente ma caratterialmente è freddo. Talmente freddo che, anzichè aprirle la porta e farla entrare nella sua casa negozio, la chiude fuori lasciandola ferita e spaesata. Robin era andata all’appuntamento carica di speranze di cambiamento, in senso positivo, della propria vita e si ritrova con le proprie rosee speranze deluse. Da quel giorno Robin interromperà le trasferte shakespeariane a Stratford; in fondo, come dice la Munro ad un certo punto del racconto, “un cambiamento nella propria vita Robin lo ha ottenuto“. Anni più tardi, quando ormai Robin è un’anziana signora che si reca all’ospedale dove prima svolgeva la propria professione di infermiera, come “collaboratrice esterna”, per così dire, nel reparto di Psichiatria, scoprirà la verità sul mistero che aleggia attorno allo strano comportamento di Danilo in quel “fatale giorno”. Arrivata all’ospedale vede tre malati, parcheggiati all’ospedale in attesa che siano pronte le strutture che dovranno accoglierli. Uno dei tre si chiama Alexander Adzic e, come Robin scoprirà grazie ad una sua amica, anch’essa impiegata in quello stesso ospedale, quell’uomo è il fratello gemello di Danilo ed era lui, sordomuto dalla nascita ed impossibilitato a sottoporsi ad un qualsivoglia trattamento e che mai ha imparato il linguaggio dei gesti, quel lontano giorno, l’uomo presente in negozio e che l’aveva chiusa fuori. Quando lei arrivò, infatti, Danilo era fuori per una commissione o per portare a spasso Giunone. Come nella migliore commedia degli equivoci di stampo shakespeariano la verità ci viene rivelata nelle ultime pagine. Vi è da dire però che mai, nel racconto, il lettore è portato a provare pena o dispiacere per Robin, in quanto Alice Munro, come dire, lascia sembra una porta aperta, uno spiraglio di ottimismo che impedisce al lettore di dolersi per le vicissitudini della protagonista. Un racconto consigliato caldamente a quanti amino le belle storie!

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Un pomeriggio di versi e musica

Presentazione della raccolta di poesie “La bilancia in equilibrio di Giacomo Gusmeroli

La bilancia in equilibrio

Come vi avevo annunciato tempo fa, in un intervento tra queste pagine, oggi, lunedì 21 ottobre 2013, in un mite lunedì di quasi fine ottobre, mite e meteorologicamente clemente (specie considerate le nefande previsioni annuncianti pioggia) si è tenuta, nella splendida cornice della Villa Quadrio di Sondrio, sede della nostra plurisecolare Biblioteca cittadina, la Biblioteca Civica “Pio Rajna”, la presentazione del nuovo volume di poesie del bravissimo Giacomo Gusmeroli, volume intitolato “La bilancia in equilibrio“, titolo che, come rivelato dallo stesso autore, è l’immagine sia della sua personale concezione di giustizia sia un’immagine, per così dire, dal passato che gli ricorda un’usanza diffusa un tempo tra la gente degli alpeggi, quella cioè della pesa del latte da conferire alle latterie o ai consorzi.

Questo evento è stato, non esito ad affermarlo, un successo vista la foltissima partecipazione, basti pensare che alle sedie predisposte dal personale della Biblioteca Civica “Pio Rajna”, hanno dovuto esserne aggiunte altre per permettere agli intervenuti di accomodarsi e godersi l’evento da seduti. La presentazione ha avuto un carattere artistico di vasto respiro visto che, ai meravigliosi versi di quel finissimo ed elegantissimo poeta che è Giacomo Gusmeroli, versi letti non solo da lui ma da altri due lettori, di cui uno “pescato”, più o meno, a caso tra il pubblico. No, non sono stato io, anche perchè non sono molto bravo a destreggiarmi nella lettura ad alta voce delle poesie ed avrei rischiato di rovinare quello che invece è stato un evento meravigliosamente riuscito,  si sono alternati dei giovani musicisti che, con le loro esibizioni, hanno conferito quel quid in più che ha arricchito un evento che già di per sé è stato, come ho avuto modo di dire in precedenza, assolutamente meraviglioso. Tra le dodici poesie che sono state lette durante la presentazione, una più bella dell’altra, a farla da padrone è stato il ricordo, ricordo intimo e personale dell’autore che ha fatto provare agli spettatori intervenuti emozioni e rivivere sensazioni forti ed intense; ancora più intense per quanti hanno avuto modo, nel passato, di viverle in prima persona; ricordi di vita contadina, di vita di un tempo ormai passato ma che mai sarà dimenticato perchè consente di tornare agli anni della gioventù. Insomma in conclusione posso affermare che la partecipazione alla presentazione del volume di poesie “La bilancia in equilibrio” di Giacomo Gusmeroli e l’ascolto di alcune delle magnifiche poesie che lo compongono mi ha messo addosso una voglia sconfinata di acquistarne, quanto prima, una copia e di potermi godere, come già ho avuto il piacere di fare con i due volumi di poesie precedenti, “Apprendista della parola” e “Lucore d’acque“, la lettura anche di quest’ultima (spero davvero solo in ordine di tempo) fatica letteraria del bravissimo Giacomo Gusmeroli.

In conclusione mi permetto di segnalarvi caldissimamente il volume di poesie “La bilancia in equilibrio” di Giacomo Gusmeroli. Vi garantisco che non potrete non emozionarvi leggendo i suoi versi, sempre cesellati e curatissimi oltre che emozionanti e toccanti. Il consiglio a leggere della poesia ed in special modo l’ultimo volume di Giacomo Gusmeroli, ovvero “La bilancia in equilibrio“, da quanto detto da Paola Tettamanti, colei che è stata chiamata ad introdurre la presentazione, la quale, parafrasando quanto detto dal grande Maurizio Pollini ad un intervistatore che gli chiedeva cosa potesse indurre i giovani ad interessarsi alla musica classica, rispose: “Perchè è cultura e la cultura ci fa bene!“.

La bilancia in equilibrio

Grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e Buona lettura! 🙂

Con simpatia!

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Viviana Rizzo

Aspirante scrittrice di cronache nascoste

La lepre e il cerchio

la lepre entrò nel cerchio e balzando annottò

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