Review: Le ore

Le ore
Le ore by Michael Cunningham
My rating: 0 of 5 stars

Tre vicende parallele di tre donne di epoche diverse.
Tre vicende con un “qualcosa” in comune. Un “qualcosa” molto particolare e “speciale”. Questo “qualcosa” che fa da collante tra le esistenze delle tre donne che si alternano sul palcoscenico di questo meraviglioso romanzo di Michael Cunningham, non a caso vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa del 1999, questo “qualcosa si diceva è un romanzo e per la precisione il romanzo “La signora Dalloway” di Virginia Woolf.
Il romanzo “Le ore” cattura il lettore con l’intreccio delle vite delle tre donne, una delle quali è la stessa Virginia Woolf colta, ad inizio del romanzo nel giorno in cui, sopraffatta dal ritorno del male che da tempo la tormenta e dopo aver lasciato una lettera indirizzata al marito si avvia verso il fiume nel quale dopo essersi zavorrata le tasche del soprabito con alcune pietre si lascerà morire.
Dopo questo inizio che pare segnare la fine di tutto vediamo, nei capitoli a lei dedicati, Virginia Woolf impegnata nella stesura proprio de “La signora Dalloway”.
Delle altre due donne, le due donne “del nostro tempo”, una, quella soprannominata proprio “signora Dalloway”, viene colta nella giornata nella quale è intenta ad organizzare una festa in onore di un amico che quella stessa sera riceverà un importante premio.
L’ultima, ma non in ordine d’importanza, è Laura, una donna “ossessionata” dal romanzo della Woolf che, un giorno, stanca della vita di moglie e madre pianta tutto e tutti, marito e figlioletto in primis e se va.
Quello che c’è dietro queste vicende e come si conclude il romanzo non ve lo svelo perchè mi sentirei un criminale a farlo!
Quindi non mi resta altro da fare che augurarvi Buona Lettura!

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Monica Pasero Si auto intervista

Image Non sottovalutare mai un sognatore,

 forse vivrà di stenti,

 profumerà di favole, ma lui avrà ali, per volare

oltre orizzonti a te invalicabili,

 perché solo i sognatori hanno l’essenza che colora la vita,

 oltre l’apparenza e la sostanza dei tuoi giorni ci sono i loro,

 con i loro sogni che velano ancor quei occhi capaci d’ amarli. 

Monica Pasero

Nel mio spazio oggi ospito una mia vecchissima conoscenza,  praticamente  siamo nate insieme, ho il piacere d’intervistare me stessa, non che Monica Pasero

Prima domanda :come  diavolo ti è saltato in mente di auto intervistarti  ?

Semplice! Vedo tutti i miei colleghi scrittori presenti su blog e siti, intervistati e osannati, e a me non fila nessuno; così ho deciso che farò io la mia intervista. Sono o no, un’ intervistatrice ?

Ok ok  permalosa!  Prima domanda :Chi è Monica Pasero

Sono una donna, spesso con  la testa fra le nuvole, che brucia le camice al marito o si dimentica dell’arrosto in forno, perchè sta componendo una poesia. Sono una mamma un po’ strana con due figli speciali che ridacchiano quando mi vedono concentrata in qualche mia nuova trovata per emergere. Sono  una moglie con un marito paziente, che ha compreso quanto per me sia vitale vivere di questo  e soprattutto sono una folle sognatrice incompresa da molti, ma felice di essere semplicemente se stessa.

Giusto! Domanda facile, facile, quando hai sentito il bisogno di scrivere?Image

Ho iniziato a scrivere per elaborare un lutto, avevo bisogno di riportare i miei ricordi su carta, affinchè non svanissero mai più,  così ho fatto, raccontando la mia infanzia e qui è nato il mio primo Libro “E come diceva sempre mia nonna” che mi ha aperto le porte a questo mondo  il  quale ho amato da subito e mi ha ridato la voglia di vivere.

Passi subito ad un altro genere scrivendo un romanzo di narrativa per ragazzi “Lungo viaggio verso il ritorno”  dove nasce questa idea? ‘

ImageVolevo fare qualcosa che aiutasse i ragazzi a  vedere la storia sotto un altro aspetto, non  solo quello legato a date o avvenimenti, ma un modo diverse per leggere la storia  divertendosi  e  lasciando un messaggio  su quanto  la storia sia stata fondamentale per  la nostra crescita.

 Sempre nello stesso anno  nasce “L’abbandono”   un libro totalmente diverso  vuoi raccontarci ?

L’abbandono  nasce da un messaggio su face book .  Una donna mi contattò e mi chiese di scrivere la suaImage storia, l’ho  fatto  con un po’ di timore temendo di non esserne all’altezza. Davanti ad un caffè chiacchierando come vecchie amiche   pia piano ho riscritto la sua vita e così è nato questo  libro che parla di abbandono, di dolore, ma sopratutto si speranza.

 Dato che sei instancabile, almeno nello scrivere, perchè conoscendoti sei carente in palestra.   Ti chiedo   nel tuo quarto libro “Scritto tra le pagine del fato”   qual’è il tema a te più caro?Image

In questo libro  parlo di molti aspetti legati alla vita: l’adolescenza ,la famiglia, l’amore, ma parlo anche di disabilità questo argomento per me è molto caro: il  personaggio  di questo libro è Nico , il quale  rappresenta un po’  quello che io vivo  a casa ogni giorno, ho voluto testimoniare com’ e vivere con un ragazzino con problemi mentali le gioie e i dolori che accomunano tante madri come me.

Da poco è uscito il tuo ultimo libro  Leggenda di un amore eterno”Image  in cui rivoluzioni nuovamente il tuo   genere  questa volta scrivendo  un fantasy rosa. Ce ne vuoi parlare ?

Leggenda di un amore  eterno è stato scritto durante le vacanze di Natale di due anni fa. In quindici  giorni sono nate 120 pagine d’amore.  Un libro per adolescenti e non solo, un libro che a livello emotivo mi ha dato molto. Io credo  nelle anime Image gemelle  e questo lo potete leggere nella mia raccolta poetica “Alchimia”distribuita in ebook dedicata a  questo tema.

Monica  sono parecchi anni che scrivi e che frequenti il mondo editoriale nel tuo piccolo. Cosa  consiglieresti ai futuri scrittori?

Il mio consiglio  è di stare bene attenti ai falsi sorrisi e alle lusinghe  che verranno dette per spillarvi esorbitanti cifre. Diffidate delle case editrici  che dopo una  settimana già vi  contattano facendovi le congratulazioni  per la vostra bravura. Voi vi vedete già  stelle del mondo editoriale, ma non sarà così, vi ritroverete  con un bel buco nel conto in banca e nessun  guadagno.  Credete nell’ editoria sempre , ma attendete l’editore onesto, raro come acqua  nel deserto, ma è possibile trovarlo, al massimo auto pubblicatevi. Ragazzi ci stanno succhiando i sogni e il sangue chi ha talento andrà avanti lo stesso.

Monica  quale’è il tuo sogno?

Il  mio sogno è lavorare onestamente, in questo mondo mi sono affacciata al campo delle interviste e recensioni avendo le mie piccole soddisfazioni ,vorrei trovare lavoro perche questa è la mia più grande passione

 Progetti futuri?

Sì, un nuovo libro scritto a quattro mani che vi stupirà …

Anche a te chiedo : Che cos’è l’arte per Monica Pasero

L’arte per me è la carezza della mia anima, quella che mi ricorda che cosa c’è ancor di bello e pulito nel mondo.

Che dire mi sono appena auto intervistata sono molto soddisfatta  e mi auto ringrazio da sola per il coraggio che ho ora a pubblicarla. Ringrazio i mie lettori  e li invito a vistare ed  unirsi al mio blog http://paseromonica.blogspot.it/

Ester Crocetta The Endless Source of Energy

ImageArt takes root in the human heart and only there will it flourish, in the most intimate meanders of its being, bringing us genuine emotions. In this case the emotions surface in the canvases of this excellent international painter. Ester Crocetta explores her passions in this was and frees them from their depths, unleashing her creativity, offering all of herself to her paintings, in her most intimate essence. Hence her works are of great visual impact, with strong, warm hues that deviate beyond the rationality of beauty and leave room for imagination in its many forms. Stylized bodies, open arms that welcome the world and impose their presence, underscoring the importance of the essence of the human being, which erupts on these colour-soaked canvases whose light caresses the spirit and releases new vigour in it.

The author highlights the vital elements of our existence – water, earth, fire – in sheer Imagesymbiosis with humanity. The lucky viewers of her work will be swept away by the alchemic nuances of light and colour that combining on the canvas in pure harmony. A true sight for the eyes, where only our sensibilities may reach that representative world and where we will all read what our hearts are saying. If I were to define the works of Ester Crocetta, I would call them an “endless source of energy” where colour dominates the world and breathes life into everything, offering the spectator the  feeling of a rebirth.

Monica Pasero (writer)

Review: Imperial Bedrooms

Imperial Bedrooms
Imperial Bedrooms by Bret Easton Ellis
My rating: 5 of 5 stars

Clay torna nella “sua” Los Angeles venticinque anni dopo le vicende narrate in “Meno di zero”, sempre nel periodo di Natale.
Ci torna e ritrova i suoi vecchi amici: Blair ormai sposata con Trent, diventato un influente agente di dive e divette di Hollywood; Julian Wells, che ha messo su un giro di escort ma che è sempre più disperato e rovinato e finirà molto male; Rip Millar… Beh il vecchio Rip è sempre un caso a parte.
Alana e Kim in questo nuovo “capitolo” della vita di Clay sono poco più che due nomi tra le pagine, molto meno che delle comparse.
In “Imperial Bedrooms” Bret Easton Ellis ci presenta una storia cupa e oscura che offre spunti tipici da storia di spionaggio (Clay viene seguito e tenuto d’occhio in maniera sempre più stringente). Ad arricchire di ulteriori aspetti da spy-story vi è anche la “misteriosa” figura di Rain Turner, la “fiamma” del momento di Clay.
Ancora una volta Bret Easton Ellis trasporta il lettore in una città degradata e depravata e lo fa con sarcasmo, disincanto e una dose di ironia.
Godetevi “Imperial Bedrooms” e, se vi fosse venuto in mente che questo romanzo rappresenti una continuazione di “Meno di zero”, levatevi quest’idea dalla mente!
Come ha detto lo stesso Ellis il libro è nato dall’idea di vedere come i personaggi di “Meno di zero” sono, o meglio possono essere, evoluti nel corso di venticinque anni.
Buona lettura a tutti! 🙂

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Review: Notte selvaggia

Notte selvaggia
Notte selvaggia by Jim Thompson
My rating: 5 of 5 stars

Jake Winroy deve morire. L’organizzazione ha deciso che la “cosa” deve essere fatta, nella maniera più pulita e “accidentale” entro la data del processo che vedrà coinvolta l’organizzazione che rischia grosso se l’ex galoppino Jake Winroy testimoniasse circa le sue attività.
E così l’Uomo, il boss dell’organizzazione incarica, stanandolo dal suo ritiro, il più temibile e inafferabile dei killer d’America: Charlie “Little” Bigger.
Charlie Bigger viene quindi spedito a Peardale, sotto la falsa identità di Carl Bigelow, perchè, dopo essersi ambientato ed aver familiarizzato con la cittadina in modo da non dare nell’occhio, porti a termine la propria missione.
A Peardale però non tutto va secondo i piani e…
Per sapere come si evolveranno le cose per Carl Bigelow, alias Charlie “Little” Bigger, e gli altri personaggi che attorno a lui ruotano dando vita a questo splendido romanzo, non vi resta altro da fare che mettervi comodi e godervi “Notte selvaggia”.
Buona lettura a tutti! 🙂

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Scopriamo l’artista con noi … Lorenzo Spurio

Image Scopriamo L’artista  oggi ospita un giovane di  successo con un bagaglio  culturale non indifferente. Critico letterario, recensionista ,scrittore e molto altro ancora, è con noi oggi Lorenzo Spurio

 

 

 

 

Intervista a cura di Monica Pasero

 

Leggendo la tua biografia e le tue molteplici attività, non posso che complimentarmi per la tua bravura e la tua costanza nel mondo della letteratura  a cui  leggo sei molto legato. Rammenti quando è nata in te questa  passione ? Il primo libro che hai letto è stato ?

L’amore per la letteratura direi che è cosa abbastanza recente, rintracciabile nel 2008 quando, fresco di maturità scientifica, decisi di iscrivermi alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere. Per me fu un po’ come una scommessa, o addirittura come un gioco al buio, nel senso che non sapevo bene cosa mi sarebbe aspettato, ma in realtà devo confessare oggi, che fu la scelta giusta e, dunque, una scommessa vinta.

Non ricordo con precisione quale fu il primo libro in assoluto che lessi, certo è che il primo che lessi con molto interesse, curiosità e pathos, fu “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad, che mi fece letteralmente innamorare del modernismo inglese.

Appassionato da sempre di letteratura straniera, hai scritto diversi saggi ancor inediti concerni alla lettura spagnola ed inglese. La  domanda mi viene spontanea: cosa ti dà la letteratura straniera che non trovi in quella nostrana.?Image

I lavori di critica letteraria più ampi e che hanno significato per me un’ampia ricerca bibliografica devo dire che sono editi: “Jane Eyre, una rilettura contemporanea”, il primo saggio e il primo libro in assoluto pubblicato, del 2011, che rintraccia la fortuna di prequel e sequel a partire dal grande romanzo della Bronte; “La metafora del giardino in letteratura”, sempre del 2011, scritto assieme a Massimo Acciai e che fornisce una serie di spunti per un ulteriore approfondimento e i più recenti, entrambi dedicati all’autore anglosassone Ian McEwan: “Flyte & Tallis” (2012) e “Ian McEwan: sesso e perversione” Image(2013). L’autore mi piace molto per la trattazione in particolare di alcune tematiche, motivo per il quale ho fatto la mia seconda tesi di laurea proprio su di lui.

E’ vero che ho scritto altri saggi –più brevi- anche su autori della letteratura spagnola, tra cui un saggio su “La casa de Bernarda Alba” di Federico Garcia Lorca, pubblicato sulla rivista online “Le reti di Dedalus” e che ve ne sono altri a tutt’ora inediti, che saranno oggetto, magari, di una maggiore analisi e rivisitazione.

La domanda che poni, sull’ esclusività e l’interesse esterofilo nella letteratura, è difficile da rispondere, ma devo confessare che quello che ho trovato in alcuni autori stranieri non l’ho trovato in autori italiani. Bisogna anche aggiungere che uno sguardo miope e troppo chiuso sulla letteratura “di casa propria” può portare all’ auto-esclusione alla comprensione corretta di quello che in realtà è la letteratura, con i suoi influssi, tendenze e generazioni. Non so se ho risposto la domanda.Potrei aggiungere che oggi la letteratura italiana sarebbe di certo diversa e impoverita se non fossero esistiti Shakespeare, Fielding, Dickens, le sorelle Bronte. Come pure un inglese potrà dire, giustamente, di Dante, Ungaretti e Calvino.

Hai ottenuto la tua prima laurea nel 2008 e la seconda nel 2011. Quanto secondo te può aiutare la cultura nel mondo  della scrittura? Per essere un buon scrittore occorre essere per forza  laureati o si devono avere anche altre peculiarità?

La cultura –di qualsiasi tipo di cultura si possa parlare- è un ingrediente importante, necessario e doveroso nel nostro mondo e non si può prescindere da essa.

Dall’altra parte non credo che la carriera dello scrittore debba per forza passare attraverso una istruzione accademica precisa e più o meno prolungata. I cosiddetti “war poets” della prima guerra Mondiale, poeti inglesi della guerra, non avevano una grande istruzione, ma attraverso la loro vocazione alla parola, alla sperimentazione del dolore e alla confessione con il mondo, hanno prodotto versi toccanti, fervidi e di grande intensità.

Non serve avere una laurea per essere poeti, né scrittori.

 Nel 2011 pubblichi due saggi “Jane Eyre, una rilettura contemporanea” e “La Metafora del giardino in letteratura” (co-autore Massimo Acciai). ImageIn seguito, nel 2012, pubblichi il tuo  primo libro di narrativa “Ritorno ad Ancona e altre storie”  (co-autrice Sandra Carresi) Quale tra queste tue opere è quella che ti ha dato maggior  soddisfazione?

Devo riconoscere che sono opere molto diverse tra loro e alle quali sono molto attaccato Imageed orgoglioso per una serie di motivi, per cui non saprei cosa risponderti. E’ sempre difficile per un autore privilegiare un testo piuttosto che un altro, soprattutto perché nascono da tre momenti, volontà e percorsi diversi. Posso dire, però, che “Jane Eyre, una rilettura contemporanea” mi diede molta soddisfazione, forse anche perché fu il mio primo in assoluto; negli altri due che citi fondamentale è stata la collaborazione con due amici e scrittori   che stimo molto.Il procedimento di scrittura di un saggio, poi, è profondamente differente da quello della narrativa. In “Ritorno ad Ancona e altre 

Imagestorie scritto con Sandra Carresi devo dire che fu una sorta di velocissima partita a ping-pong, perché scrivemmo entrambi in maniera molto veloce, rimpallandoci i racconti e l’esperimento, oltre ad essere curioso è stata anche una sorta di divertente  gioco (non sai mai cosa la tua collaboratrice farà accadere al personaggio che più ami, magari te lo farà morire)

 Sei attivissimo nel campo giornalistico: direttore di una rivista di letteratura on-line “Euterpe”  e vicedirettore della rivista culturale “I segreti di Pulcinella”  Quali sono i pro e i contro di queste tue attività?

L’attività redazionale è interessante perché, oltre a dare l’occasione di leggere tanti testi di autori che non conosci bene perché vivono a molti km di distanza da te, ti permette anche di costruire un discorso di carattere tematico che lega i vari materiali che ogni numero della rivista compongono. Ad esempio con “Euterpe”, rivista che ho fondato nell’ottobre del 2011 assieme a Massimo Acciai (poeta e scrittore fiorentino) e Monica Fantaci (poetessa palermitana) abbiamo deciso che ogni numero della rivista avrebbe proposto un tema al quale era consigliato attenersi. Siamo usciti con vari temi tra cui la città, la perversione, l’acqua, la povertà e il prossimo numero sarà interamente dedicato al disagio psichico e sociale, tema sul quale abbiamo organizzato sempre con la rivista un reading poetico a Palermo un paio di mesi fa.

Quanto alla seconda domanda, di “pro” ce ne sono molti, tra i quali il principale è forse quello di conoscere nuove persone, esperienze e luoghi geografici differenti, quanto ai “contro” potrei forse far riferimento alle difficoltà e alle lungaggini burocratiche e onerose che ci sono per poter iscrivere la rivista al Tribunale di zona quale testata registrata e permetterne così anche la stampa in cartaceo. Per ora è un discorso che non possiamo fare e che rimanderemo al futuro e la rivista rimane nella sua forma di aperiodico di letteratura online.

 Nel tuo blog  ti occupi di recensioni di alto livello.  Un recensore cosa deve avere che lo differenzia tra altri mille? Leggendo alcune recensioni on line nei vari siti mi sono  trovata a giungere al termine della recensione senza comprenderne il significato e con questo diffidando dall’acquisto del libro.  Tu come  professionista come ti poni, vedi solo la parte tecnica dell’ autore o misuri anche il trasporto emozionale che ti giunge dal suo scritto?

Innanzitutto ti ringrazio per le belle parole che mi regali e che mi fanno piacere. Quanto alla recensione, essa è una forma testuale e letteraria (anche se non viene ritenuta o rispettata come tale) che ha delle sue caratteristiche che la differenziano ad esempio da una sinossi o riassunto che dir si voglia. Molti si credono, infatti, che la recensione debba raccontare sinteticamente i contenuti del libro (la storia) affinché il potenziale lettore sappia cosa in esso è contenuto e lo compri. Questo è altamente sbagliato perché non si può narrare in breve (nel caso si tratti di un romanzo) la storia, includendo anche il finale. Si tratta di una operazione deleteria per chi lo fa e soprattutto per chi la richiede.

La recensione non è una sinossi, ma un commento personale sul testo che si è letto. Si possono fare riferimenti alla trama, magari collegamenti o parallelismi ad altri libri, film, esperienze personali o riportare anche estratti per esemplificare quello che si sta cercando di dire Non deve dire troppo, ma neppure poco.Deve stuzzicare, invitare e trasmettere all’autore l’idea che il libro –o contenutisticamente o stilisticamente- abbia un motivo per essere acquistato.Ovviamente la recensione non deve essere per forza sempre positiva: nel caso in cui il recensore o il critico ravvisi delle problematicità/incongruenze con il libro, delle grossolanità, dei refusi altisonanti, è compito del recensore spiegare perché si è sbagliato e dove.Le critiche, positive o negative che siano, debbono essere costruttive, dunque debbono avere delle loro fondamenta e delle argomentazioni.Diffidare, dunque, dai recensori che utilizzano con troppa magnanimità i superlativi, gli encomi sdolcinati, le parole che possono far molto piacere agli occhi, ma che sono prive di un significato intimo, passionale, puro.

 Leggo che sei socio e fondatore di un associazione culturale  “Tracce per la meta” diretta da Anna Maria Folchini vuoi parlarcene?

Questa domanda mi piace molto, sia perché mi dà la possibilità di parlare della Associazione che tu citi e alla quale tengo molto, sia perché non mi è mai stata rivolta in altre interviste. L’Associazione è nata agli albori del 2012 da cinque persone, Anna Maria Folchini Stabile (poetessa e scrittrice) che è la Presidente, Sandra Carresi (poetessa e scrittrice) che è la Vice-presidente, Paola Surano (poetessa) che è il Tesoriere, Laura Dalzini che è consigliere con delega alla direzione artistica ed io che sono consigliere con delega alle Pubbliche Relazioni. E’ una Associazione senza scopo di lucro che persegue una serie di finalità volte alla promozione letteraria e alla diffusione culturale tra cui presentazioni di libri, reading, conferenze, concorsi letterari e tanto altro. Essa opera in tutta Italia e noi stessi soci fondatori viviamo in zone geografiche distanti: Sandra a Firenze, Anna Maria e Paola in provincia di Varese, Laura in provincia di Milano ed io in provincia di Ancona.

L’Associazione, il cui sito internet è www.tracceperlameta.org tra le sue attività ha anche un servizio di editoria per i soci e si dedica alla pubblicazione di libri per varie collane (poesia, narrativa, saggistica, critica letteraria, antologie) a prezzi vantaggiosi in linea con un serio lavoro di correzione bozze, stesura nota critica iniziale, lavoro grafico, diffusione dell’opera e tanto altro.

Colgo inoltre l’occasione per segnalare un’attività che abbiamo in ballo con l’Associazione che è il 2° Concorso Letterario TraccePerLaMeta per poesie e racconti dedicato quest’anno a dei versi leopardiani tratti dalla celebre “A Silvia”. Qui è consultabile e scaricabile il bando.

E’ appena nato il tuo ultimissimo libro il quale ho avuto piacere di recensire Il libro a  mio avviso è coraggioso, dato che tratta tematiche molto più diffuse di  quanto noi pensiamo,  eppur  ancor molto lontane dalla nostra concezione di pensiero.  Vuoi raccontare ai nostri lettori come nasce “La Cucina Arancione”  e soprattutto di che tratta?Image

“La cucina arancione” è una raccolta di racconti abbastanza variegati che, come hai giustamente osservato, tratta di temi non difficili, ma dai quali siamo soliti rifuggire per una serie di motivi. Alcune storie fanno ridere e dipingono un mondo surreale inquietante, in cui il sogno si manifesta con violenza e come una vera e propria ossessione, in altri, invece, si dà spazio alla psicologia malata di alcuni protagonisti: chi soffre di panico, chi di picacismo (una disturbo alimentare che porta a cibarsi di materiali non commestibili), chi è ossessionato con il suo desiderio di clonazione.

In questo percorso tra le pieghe della mente non mancano poi anche personaggi che si rendono protagonisti di comportamenti deviati, quanto a livello sociale che sessuale. La raccolta propone una selezione di racconti da me scritti dal 2010 ad oggi che seguono, dunque, questo filo rosso.

Sono giunta alla domanda di rito del mio spazio e  ti chiedo: Che cos’è l’arte per Lorenzo Spurio?

Per me l’arte è l’espressione di una capacità innata dell’uomo che, nell’atto di metterla in pratica, dà sollievo, piacere a se stesso e agli altri. Per me si identifica principalmente con la letteratura, la poesia, la narrativa, l’opera teatrale, ma è ovvio che essa racchiuda molto di più. Ogni manufatto umano, ogni gesto o processo che porti alla produzione di un qualcosa appositamente pensato, in fondo è opera artistica.

Dell’arte figurativa mi appassiona molto ad esempio la pittura futurista (il movimento mi interessa molto anche a livello letterario, assieme alle varie avanguardie) e la pittura “selvaggia” dei fauves.

Ringraziando Lorenzo per la sua cortesia vi ricordo il suo blog http://blogletteratura.com/tag/lorenzo-spurio/

Ester Crocetta “Fonte d’energia Infinita” a cura di Monica Pasero

L’arte germoglia nell’Imageanimo umano e solo qui nei meandri  più intimi del proprio essere può fiorire. Regalandoci autentiche emozioni, che in questo caso trapelano  nelle  tele di questa eccellente pittrice Internazionale. Ester Crocetta , la quale sviscera così la sua  passione, liberandola dal suo profondo, sprigionando il suo estro, offrendo alla sua pittura tutta se stessa, nella sua più intima essenza. Realizzando così opere di grande impatto visivo, dalle tonalità calde e forti che sconfinano  oltre  la razionalità del bello,  lasciando il posto alla fantasia nelle sue mille forme. Corpi stilizzati, braccia aperte che accolgono il mondo e  impongono la loro presenza, denotano quanto sia importante l’essenza dell’ essere umano, il quale  irrompe  su queste tele  dominate  dal colore, dalla luce che  accarezza l’animo sprigionando in lui nuovo vigore.Image

L’autrice  evidenzia  gli elementi vitali della nostra esistenza,  come  acqua, terra ,fuoco, in pura  simbiosi con l’essere umano.  I fortunati che ammireranno le sue opere, verranno rapiti dalle alchemiche sfumature di  luce e colore, unite alla tela in  pura sintonia tra loro. Un vero spettacolo per gli occhi, in cui  solo la nostra sensibilità potrà giungere in  quel mondo rappresentativo, dove ognuno vedrà ciò che gli dice l’animo stesso.  Se dovessi definire le opere di Ester  Crocetta le definirei “Fonte d’energia infinita” .Dove il colore domina il mondo e rende viva ogni cosa donando allo spettatore   una sensazione di forte rinascita.

Monica PaseroImage

L’artista sarà presente   a Venezia, in Galleria III Millennio.  dal 31 agosto al quindici settembre 2013

Organizzatore  del  progetto l’associazione culturale ESSENZA MATERIA, insieme al direttore della galleria, Nicola Eremita.

Il tema: trattato è  il subconscio travolge l’arte e nulla sarà più come prima

http://www.estercrocetta.it/

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