Review: Imperial Bedrooms

Imperial Bedrooms
Imperial Bedrooms by Bret Easton Ellis
My rating: 5 of 5 stars

Clay torna nella “sua” Los Angeles venticinque anni dopo le vicende narrate in “Meno di zero”, sempre nel periodo di Natale.
Ci torna e ritrova i suoi vecchi amici: Blair ormai sposata con Trent, diventato un influente agente di dive e divette di Hollywood; Julian Wells, che ha messo su un giro di escort ma che è sempre più disperato e rovinato e finirà molto male; Rip Millar… Beh il vecchio Rip è sempre un caso a parte.
Alana e Kim in questo nuovo “capitolo” della vita di Clay sono poco più che due nomi tra le pagine, molto meno che delle comparse.
In “Imperial Bedrooms” Bret Easton Ellis ci presenta una storia cupa e oscura che offre spunti tipici da storia di spionaggio (Clay viene seguito e tenuto d’occhio in maniera sempre più stringente). Ad arricchire di ulteriori aspetti da spy-story vi è anche la “misteriosa” figura di Rain Turner, la “fiamma” del momento di Clay.
Ancora una volta Bret Easton Ellis trasporta il lettore in una città degradata e depravata e lo fa con sarcasmo, disincanto e una dose di ironia.
Godetevi “Imperial Bedrooms” e, se vi fosse venuto in mente che questo romanzo rappresenti una continuazione di “Meno di zero”, levatevi quest’idea dalla mente!
Come ha detto lo stesso Ellis il libro è nato dall’idea di vedere come i personaggi di “Meno di zero” sono, o meglio possono essere, evoluti nel corso di venticinque anni.
Buona lettura a tutti! 🙂

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Review: Notte selvaggia

Notte selvaggia
Notte selvaggia by Jim Thompson
My rating: 5 of 5 stars

Jake Winroy deve morire. L’organizzazione ha deciso che la “cosa” deve essere fatta, nella maniera più pulita e “accidentale” entro la data del processo che vedrà coinvolta l’organizzazione che rischia grosso se l’ex galoppino Jake Winroy testimoniasse circa le sue attività.
E così l’Uomo, il boss dell’organizzazione incarica, stanandolo dal suo ritiro, il più temibile e inafferabile dei killer d’America: Charlie “Little” Bigger.
Charlie Bigger viene quindi spedito a Peardale, sotto la falsa identità di Carl Bigelow, perchè, dopo essersi ambientato ed aver familiarizzato con la cittadina in modo da non dare nell’occhio, porti a termine la propria missione.
A Peardale però non tutto va secondo i piani e…
Per sapere come si evolveranno le cose per Carl Bigelow, alias Charlie “Little” Bigger, e gli altri personaggi che attorno a lui ruotano dando vita a questo splendido romanzo, non vi resta altro da fare che mettervi comodi e godervi “Notte selvaggia”.
Buona lettura a tutti! 🙂

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Scopriamo l’artista con noi … Lorenzo Spurio

Image Scopriamo L’artista  oggi ospita un giovane di  successo con un bagaglio  culturale non indifferente. Critico letterario, recensionista ,scrittore e molto altro ancora, è con noi oggi Lorenzo Spurio

 

 

 

 

Intervista a cura di Monica Pasero

 

Leggendo la tua biografia e le tue molteplici attività, non posso che complimentarmi per la tua bravura e la tua costanza nel mondo della letteratura  a cui  leggo sei molto legato. Rammenti quando è nata in te questa  passione ? Il primo libro che hai letto è stato ?

L’amore per la letteratura direi che è cosa abbastanza recente, rintracciabile nel 2008 quando, fresco di maturità scientifica, decisi di iscrivermi alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere. Per me fu un po’ come una scommessa, o addirittura come un gioco al buio, nel senso che non sapevo bene cosa mi sarebbe aspettato, ma in realtà devo confessare oggi, che fu la scelta giusta e, dunque, una scommessa vinta.

Non ricordo con precisione quale fu il primo libro in assoluto che lessi, certo è che il primo che lessi con molto interesse, curiosità e pathos, fu “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad, che mi fece letteralmente innamorare del modernismo inglese.

Appassionato da sempre di letteratura straniera, hai scritto diversi saggi ancor inediti concerni alla lettura spagnola ed inglese. La  domanda mi viene spontanea: cosa ti dà la letteratura straniera che non trovi in quella nostrana.?Image

I lavori di critica letteraria più ampi e che hanno significato per me un’ampia ricerca bibliografica devo dire che sono editi: “Jane Eyre, una rilettura contemporanea”, il primo saggio e il primo libro in assoluto pubblicato, del 2011, che rintraccia la fortuna di prequel e sequel a partire dal grande romanzo della Bronte; “La metafora del giardino in letteratura”, sempre del 2011, scritto assieme a Massimo Acciai e che fornisce una serie di spunti per un ulteriore approfondimento e i più recenti, entrambi dedicati all’autore anglosassone Ian McEwan: “Flyte & Tallis” (2012) e “Ian McEwan: sesso e perversione” Image(2013). L’autore mi piace molto per la trattazione in particolare di alcune tematiche, motivo per il quale ho fatto la mia seconda tesi di laurea proprio su di lui.

E’ vero che ho scritto altri saggi –più brevi- anche su autori della letteratura spagnola, tra cui un saggio su “La casa de Bernarda Alba” di Federico Garcia Lorca, pubblicato sulla rivista online “Le reti di Dedalus” e che ve ne sono altri a tutt’ora inediti, che saranno oggetto, magari, di una maggiore analisi e rivisitazione.

La domanda che poni, sull’ esclusività e l’interesse esterofilo nella letteratura, è difficile da rispondere, ma devo confessare che quello che ho trovato in alcuni autori stranieri non l’ho trovato in autori italiani. Bisogna anche aggiungere che uno sguardo miope e troppo chiuso sulla letteratura “di casa propria” può portare all’ auto-esclusione alla comprensione corretta di quello che in realtà è la letteratura, con i suoi influssi, tendenze e generazioni. Non so se ho risposto la domanda.Potrei aggiungere che oggi la letteratura italiana sarebbe di certo diversa e impoverita se non fossero esistiti Shakespeare, Fielding, Dickens, le sorelle Bronte. Come pure un inglese potrà dire, giustamente, di Dante, Ungaretti e Calvino.

Hai ottenuto la tua prima laurea nel 2008 e la seconda nel 2011. Quanto secondo te può aiutare la cultura nel mondo  della scrittura? Per essere un buon scrittore occorre essere per forza  laureati o si devono avere anche altre peculiarità?

La cultura –di qualsiasi tipo di cultura si possa parlare- è un ingrediente importante, necessario e doveroso nel nostro mondo e non si può prescindere da essa.

Dall’altra parte non credo che la carriera dello scrittore debba per forza passare attraverso una istruzione accademica precisa e più o meno prolungata. I cosiddetti “war poets” della prima guerra Mondiale, poeti inglesi della guerra, non avevano una grande istruzione, ma attraverso la loro vocazione alla parola, alla sperimentazione del dolore e alla confessione con il mondo, hanno prodotto versi toccanti, fervidi e di grande intensità.

Non serve avere una laurea per essere poeti, né scrittori.

 Nel 2011 pubblichi due saggi “Jane Eyre, una rilettura contemporanea” e “La Metafora del giardino in letteratura” (co-autore Massimo Acciai). ImageIn seguito, nel 2012, pubblichi il tuo  primo libro di narrativa “Ritorno ad Ancona e altre storie”  (co-autrice Sandra Carresi) Quale tra queste tue opere è quella che ti ha dato maggior  soddisfazione?

Devo riconoscere che sono opere molto diverse tra loro e alle quali sono molto attaccato Imageed orgoglioso per una serie di motivi, per cui non saprei cosa risponderti. E’ sempre difficile per un autore privilegiare un testo piuttosto che un altro, soprattutto perché nascono da tre momenti, volontà e percorsi diversi. Posso dire, però, che “Jane Eyre, una rilettura contemporanea” mi diede molta soddisfazione, forse anche perché fu il mio primo in assoluto; negli altri due che citi fondamentale è stata la collaborazione con due amici e scrittori   che stimo molto.Il procedimento di scrittura di un saggio, poi, è profondamente differente da quello della narrativa. In “Ritorno ad Ancona e altre 

Imagestorie scritto con Sandra Carresi devo dire che fu una sorta di velocissima partita a ping-pong, perché scrivemmo entrambi in maniera molto veloce, rimpallandoci i racconti e l’esperimento, oltre ad essere curioso è stata anche una sorta di divertente  gioco (non sai mai cosa la tua collaboratrice farà accadere al personaggio che più ami, magari te lo farà morire)

 Sei attivissimo nel campo giornalistico: direttore di una rivista di letteratura on-line “Euterpe”  e vicedirettore della rivista culturale “I segreti di Pulcinella”  Quali sono i pro e i contro di queste tue attività?

L’attività redazionale è interessante perché, oltre a dare l’occasione di leggere tanti testi di autori che non conosci bene perché vivono a molti km di distanza da te, ti permette anche di costruire un discorso di carattere tematico che lega i vari materiali che ogni numero della rivista compongono. Ad esempio con “Euterpe”, rivista che ho fondato nell’ottobre del 2011 assieme a Massimo Acciai (poeta e scrittore fiorentino) e Monica Fantaci (poetessa palermitana) abbiamo deciso che ogni numero della rivista avrebbe proposto un tema al quale era consigliato attenersi. Siamo usciti con vari temi tra cui la città, la perversione, l’acqua, la povertà e il prossimo numero sarà interamente dedicato al disagio psichico e sociale, tema sul quale abbiamo organizzato sempre con la rivista un reading poetico a Palermo un paio di mesi fa.

Quanto alla seconda domanda, di “pro” ce ne sono molti, tra i quali il principale è forse quello di conoscere nuove persone, esperienze e luoghi geografici differenti, quanto ai “contro” potrei forse far riferimento alle difficoltà e alle lungaggini burocratiche e onerose che ci sono per poter iscrivere la rivista al Tribunale di zona quale testata registrata e permetterne così anche la stampa in cartaceo. Per ora è un discorso che non possiamo fare e che rimanderemo al futuro e la rivista rimane nella sua forma di aperiodico di letteratura online.

 Nel tuo blog  ti occupi di recensioni di alto livello.  Un recensore cosa deve avere che lo differenzia tra altri mille? Leggendo alcune recensioni on line nei vari siti mi sono  trovata a giungere al termine della recensione senza comprenderne il significato e con questo diffidando dall’acquisto del libro.  Tu come  professionista come ti poni, vedi solo la parte tecnica dell’ autore o misuri anche il trasporto emozionale che ti giunge dal suo scritto?

Innanzitutto ti ringrazio per le belle parole che mi regali e che mi fanno piacere. Quanto alla recensione, essa è una forma testuale e letteraria (anche se non viene ritenuta o rispettata come tale) che ha delle sue caratteristiche che la differenziano ad esempio da una sinossi o riassunto che dir si voglia. Molti si credono, infatti, che la recensione debba raccontare sinteticamente i contenuti del libro (la storia) affinché il potenziale lettore sappia cosa in esso è contenuto e lo compri. Questo è altamente sbagliato perché non si può narrare in breve (nel caso si tratti di un romanzo) la storia, includendo anche il finale. Si tratta di una operazione deleteria per chi lo fa e soprattutto per chi la richiede.

La recensione non è una sinossi, ma un commento personale sul testo che si è letto. Si possono fare riferimenti alla trama, magari collegamenti o parallelismi ad altri libri, film, esperienze personali o riportare anche estratti per esemplificare quello che si sta cercando di dire Non deve dire troppo, ma neppure poco.Deve stuzzicare, invitare e trasmettere all’autore l’idea che il libro –o contenutisticamente o stilisticamente- abbia un motivo per essere acquistato.Ovviamente la recensione non deve essere per forza sempre positiva: nel caso in cui il recensore o il critico ravvisi delle problematicità/incongruenze con il libro, delle grossolanità, dei refusi altisonanti, è compito del recensore spiegare perché si è sbagliato e dove.Le critiche, positive o negative che siano, debbono essere costruttive, dunque debbono avere delle loro fondamenta e delle argomentazioni.Diffidare, dunque, dai recensori che utilizzano con troppa magnanimità i superlativi, gli encomi sdolcinati, le parole che possono far molto piacere agli occhi, ma che sono prive di un significato intimo, passionale, puro.

 Leggo che sei socio e fondatore di un associazione culturale  “Tracce per la meta” diretta da Anna Maria Folchini vuoi parlarcene?

Questa domanda mi piace molto, sia perché mi dà la possibilità di parlare della Associazione che tu citi e alla quale tengo molto, sia perché non mi è mai stata rivolta in altre interviste. L’Associazione è nata agli albori del 2012 da cinque persone, Anna Maria Folchini Stabile (poetessa e scrittrice) che è la Presidente, Sandra Carresi (poetessa e scrittrice) che è la Vice-presidente, Paola Surano (poetessa) che è il Tesoriere, Laura Dalzini che è consigliere con delega alla direzione artistica ed io che sono consigliere con delega alle Pubbliche Relazioni. E’ una Associazione senza scopo di lucro che persegue una serie di finalità volte alla promozione letteraria e alla diffusione culturale tra cui presentazioni di libri, reading, conferenze, concorsi letterari e tanto altro. Essa opera in tutta Italia e noi stessi soci fondatori viviamo in zone geografiche distanti: Sandra a Firenze, Anna Maria e Paola in provincia di Varese, Laura in provincia di Milano ed io in provincia di Ancona.

L’Associazione, il cui sito internet è www.tracceperlameta.org tra le sue attività ha anche un servizio di editoria per i soci e si dedica alla pubblicazione di libri per varie collane (poesia, narrativa, saggistica, critica letteraria, antologie) a prezzi vantaggiosi in linea con un serio lavoro di correzione bozze, stesura nota critica iniziale, lavoro grafico, diffusione dell’opera e tanto altro.

Colgo inoltre l’occasione per segnalare un’attività che abbiamo in ballo con l’Associazione che è il 2° Concorso Letterario TraccePerLaMeta per poesie e racconti dedicato quest’anno a dei versi leopardiani tratti dalla celebre “A Silvia”. Qui è consultabile e scaricabile il bando.

E’ appena nato il tuo ultimissimo libro il quale ho avuto piacere di recensire Il libro a  mio avviso è coraggioso, dato che tratta tematiche molto più diffuse di  quanto noi pensiamo,  eppur  ancor molto lontane dalla nostra concezione di pensiero.  Vuoi raccontare ai nostri lettori come nasce “La Cucina Arancione”  e soprattutto di che tratta?Image

“La cucina arancione” è una raccolta di racconti abbastanza variegati che, come hai giustamente osservato, tratta di temi non difficili, ma dai quali siamo soliti rifuggire per una serie di motivi. Alcune storie fanno ridere e dipingono un mondo surreale inquietante, in cui il sogno si manifesta con violenza e come una vera e propria ossessione, in altri, invece, si dà spazio alla psicologia malata di alcuni protagonisti: chi soffre di panico, chi di picacismo (una disturbo alimentare che porta a cibarsi di materiali non commestibili), chi è ossessionato con il suo desiderio di clonazione.

In questo percorso tra le pieghe della mente non mancano poi anche personaggi che si rendono protagonisti di comportamenti deviati, quanto a livello sociale che sessuale. La raccolta propone una selezione di racconti da me scritti dal 2010 ad oggi che seguono, dunque, questo filo rosso.

Sono giunta alla domanda di rito del mio spazio e  ti chiedo: Che cos’è l’arte per Lorenzo Spurio?

Per me l’arte è l’espressione di una capacità innata dell’uomo che, nell’atto di metterla in pratica, dà sollievo, piacere a se stesso e agli altri. Per me si identifica principalmente con la letteratura, la poesia, la narrativa, l’opera teatrale, ma è ovvio che essa racchiuda molto di più. Ogni manufatto umano, ogni gesto o processo che porti alla produzione di un qualcosa appositamente pensato, in fondo è opera artistica.

Dell’arte figurativa mi appassiona molto ad esempio la pittura futurista (il movimento mi interessa molto anche a livello letterario, assieme alle varie avanguardie) e la pittura “selvaggia” dei fauves.

Ringraziando Lorenzo per la sua cortesia vi ricordo il suo blog http://blogletteratura.com/tag/lorenzo-spurio/

Ester Crocetta “Fonte d’energia Infinita” a cura di Monica Pasero

L’arte germoglia nell’Imageanimo umano e solo qui nei meandri  più intimi del proprio essere può fiorire. Regalandoci autentiche emozioni, che in questo caso trapelano  nelle  tele di questa eccellente pittrice Internazionale. Ester Crocetta , la quale sviscera così la sua  passione, liberandola dal suo profondo, sprigionando il suo estro, offrendo alla sua pittura tutta se stessa, nella sua più intima essenza. Realizzando così opere di grande impatto visivo, dalle tonalità calde e forti che sconfinano  oltre  la razionalità del bello,  lasciando il posto alla fantasia nelle sue mille forme. Corpi stilizzati, braccia aperte che accolgono il mondo e  impongono la loro presenza, denotano quanto sia importante l’essenza dell’ essere umano, il quale  irrompe  su queste tele  dominate  dal colore, dalla luce che  accarezza l’animo sprigionando in lui nuovo vigore.Image

L’autrice  evidenzia  gli elementi vitali della nostra esistenza,  come  acqua, terra ,fuoco, in pura  simbiosi con l’essere umano.  I fortunati che ammireranno le sue opere, verranno rapiti dalle alchemiche sfumature di  luce e colore, unite alla tela in  pura sintonia tra loro. Un vero spettacolo per gli occhi, in cui  solo la nostra sensibilità potrà giungere in  quel mondo rappresentativo, dove ognuno vedrà ciò che gli dice l’animo stesso.  Se dovessi definire le opere di Ester  Crocetta le definirei “Fonte d’energia infinita” .Dove il colore domina il mondo e rende viva ogni cosa donando allo spettatore   una sensazione di forte rinascita.

Monica PaseroImage

L’artista sarà presente   a Venezia, in Galleria III Millennio.  dal 31 agosto al quindici settembre 2013

Organizzatore  del  progetto l’associazione culturale ESSENZA MATERIA, insieme al direttore della galleria, Nicola Eremita.

Il tema: trattato è  il subconscio travolge l’arte e nulla sarà più come prima

http://www.estercrocetta.it/

A Scopriamo l’artista … Il Generale Giuseppe Uzzo

“Il vero nemico è l’ignoranza,

 se non ci fosse ignoranza non ci sarebbero  guerre”

Giuseppe Uzzo

Scopriamo L’artista  ospita oggi un personaggio al quanto singolare per la nostra rubrica, ma a mio avviso vale la pena di conoscerlo essendo portatore sano di cultura .

ImageNote Biografiche

Giuseppe Uzzo, è originario del Friuli, in tenera età si trasferisce in   Piemonte dove  passa la sua giovinezza , dopo gli studi classici entra nell’accademia militare, avendo una lunga e soddisfacente carriera .Oggi in pensione il Generale Giuseppe Uzzo non arresta la sua voglia al sapere. Anni fa diventa  presidente d’associazioni culturali d’alto livello. Curatore d’opere di grande prestigio internazionale  tra queste cito  “Crimea  una storia dimenticata 1854-1856.” E’ stato direttore del Museo Internazionale delle Armi di Torino. Oggi  si occupa di una fondazione a lui molto cara “Fondazione Cavour” che si prefissa di rivalutare la cultura soprattutto legata alle terre francesi e piemontesi, le famose terre di Savoia in cui è ancor vivo un forte legame con L’Italia e la sua cultura.

Intervista  cura di Monica Pasero

Gentilissimo  Giuseppe   lei ha intrapreso un cammino duro e arduo, ma che le ha  permesso di conoscere gente diversa, culture diverse. Parlando con lei al telefono mi è rimasta impressa questa sua frase “Il vero nemico è l’ignoranza, se non ci fosse ignoranza non ci sarebbero  guerre!” Vuole per i mie lettori  ampliare questo suo pensiero ?

Il potere sia esso laico o religioso od ancor meglio una dittatura per poter affermarsi,per non essere contraddetto ha la necessità di avere delle masse ignoranti pronte ad accettare tutto senza discutere e, pertanto elimina per quanto possibile quanto da un punto di vista culturale può costituire ostacolo.

Gli esempi storici sono numerosi, ne cito due:

-l’Inquisizione della chiesa cattolica;

-la Polonia nella seconda guerra mondiale allorché l’Unione Sovietica da una parte,la Germania nazista dall’altra eliminarono rispettivamente la classe degli Ufficiali l’Intellighenzia del Paese.L’arte (che è anche cultura e lingua universale) e la conoscenza diretta di persone di altre culture portano al dialogo non certo alla violenza.

Giunto  al  suo meritato riposo dall’arma ,si è subito attivato. E’ stato direttore per anni del museo delle armi di Torino al quale so che ha organizzato grandi mostre tra  queste cito” Il Ferro e Fuoco” ha voglia di parlarcene?

All’epoca Il Museo le cui collezioni hanno un carattere prevalentemente tecnico era come un grande magazzino che custodiva reperti per gli “addetti ai lavori”.In realtà, a mio avviso, è un bene che deve essere fruito da tutti, specialisti e non. Chi visita un museo deve uscire con qualche “conoscenza” in più della Storia dell’Umanità, della Storia del proprio Paese. A tal fine deve avere un carattere dinamico e non statico. Questa dinamicità si acquisisce creando degli eventi all’interno della struttura che catturino l’attenzione del pubblico.La mostra “Col Ferro e col Fuoco. Robe  di Artiglieria alla Cittadella di Torino”fu fatta seguendo quei criteri:furono presentate al grande pubblico le collezioni del museo in una adeguata cornice .Il successo fu notevole.

Curatore  di un libro storico” Crimea  una storia dimenticata 1854-1856. dal quale è nato un grande evento di cui lei è stato organizzatore.  Vuole raccontarci i dettagli ?

 Il libro storico, in realtà, altro non è che gli Atti del Convegno Internazionale sulla Guerra di   Crimea fatto  a Torino nel 2006; a dire il vero fu l’unico in Italia.Gli Atti, grazie all’intervento del l’amico Dott. Pier Carlo Sommo,hanno acquisito la veste di “libro storico”La Guerra di Crimea, evento di norma trascurato negl’istituti scolastici, fu invece molto importante perché “precursore” per la Lotta per l’Unità d’Italia.

Lei è membro  di un’ associazione culturale ” La compagnia de Savoie” ha voglia di spiegarci di che si tratta?Image

 La Compagnie de Savoie et de l’Arc Alpin è una Federazione che, al momento, raggruppa dieci Associazioni, otto in Savoia, una a Grenoble, Delfinato,e una in Piemonte, Torino.Le Associazioni si rifanno alla suddivisione in Castellanie della Contea della Savoia del 1325. Le Associazioni prendono il nome di Bailliage ed i rispettivi presidenti di Bailli Il presidente della Federazione è il Grand Bailli- Il sottoscritto è il Baillì del Bailliage du Piemont Cosa si prefigge la federazione?

Tenuto conto che Piemonte e Savoia hanno un patrimonio culturale comune che abbraccia mille anni di storia e tradizioni, la Compagnie ha il compito di promuovere la cultura in generale ed in particolare le tradizioni culturali del territorio alpino di Savoia, Piemonte  e  del delfinato  a mezzo di manifestazioni in un quadro di amicizia e solidarietà.

 

E’ da sempre  attivo  nell’ambito  intellettuale, qual’ è stato l’evento a cui lei è particolarmente legato ?

 E’ difficile rispondere: penso che chiunque si dedichi con passione alla creazione di un evento resti inevitabilmente legato a questo- Tuttavia, forse, il Convegno sulla Guerra di Crimea in quanto oltre a conoscere l’impatto dell’Occidente sui costumi dell’esotica” Turchia, è emerso che la guerra fu vinta dagli Inglesi (il cui esercito era pessimo non a Sebastopoli, bensì sul Mar Baltico.

 Dai suoi studi classici gli è rimasto l’amore per la letteratura  e la  poesia portandola nei momenti di svago a comporre , so che in questo periodo uscirà  in Francia precisamente a Gap,  la sua prima raccolta poetica in lingua francese e prestissimo sarà tradotta anche in italiano, ce ne vuole parlare?

In genere una persona finisce i suoi studi e le necessità della vita la portano a seguire

 Percorsi che nulla hanno a che vedere con gli studi intrapresi.Gli allievi del liceo classico oltre ad acquisire una particolare “forma mentis (non me ne vogliano quelli di altri istituti) rimangono, bene o male invischiati nel patrimonio scolastico. Alla fine della mia carriera, come direttore di musei mi sono “allontanato” dalla vita militare e mi sono mosso negli ambienti cultural  che ho continuato a frequentare.

Qualche anno fa (non molti), per scherzo, in estate mi sono divertito ad effettuare

dei componimenti a carattere satirico nei confronti di miei amici. Successivamente

  l’incontro con alcuni personaggi mi ha spinto a comporre qualche poesia Devo precisare che è stato fondamentale l’incontro con il poeta Innocente Fogli  Che ho avuto l’onore ed il piacere d’incontrare. Siamo subito diventati ottimi amici.

 E’ Lui che ha trovato la chiave per aprire il cassetto!

Inoltre come capita a tutti quando incontrano personalità “forti”, ho avuto certamente modo da esserne bene o male influenzato da queste Perché la Francia? Essendo membro della Compagnie di Savoie e trascorrendo spesso il mio tempo in Savoia, ho avuto l’opportunità ed il privilegio di pubblicare la raccolta in Francia  a cui seguirà un’edizione più ampia, poiché mi ritengo “cittadino del mondo” sono molto lusingato.

 So che ama particolarmente i giovani. Un messaggio dalla sua grande esperienza  per incentivare  la buona lettura. Cosa possiamo dire ai ragazzi?

 Innanzitutto dico loro: ragionate con la vostra testa; rifiutate di farvi influenzare da

 chicchessia; guardatevi intorno con curiosità; ascoltate la Musica (non solo quella da discoteca; cercate di mettere per iscritto i propri pensieri. Tutto questo vi stimolerà sicuramente a leggere.

Tra le tante iniziative  che segue,  so che interverrà  all’evento di “Scivolart” organizzato dal pittore Alberto Bongini,  il noto  poeta Innocente foglio  e  la bravissima curatrice d’eventi  Tina Masoero .Vuole spendere due parole in merito

 E’ un evento molto importante che si svolgerà a gennaio a Borgaro, presso la sede

   dell’organizzazione Work no Work  Lavoro, Ingegno….forse Arte,

   che sarà tra l’altro patrocinato dalla Compagnie de Savoie e dalla Ghilardi Scuola

      Orafi di Torino  Saranno vendute 100 opere realizzate da altrettanti artisti famosi con soggetto  lo scivolo per i portatori di handicap. Con il ricavato sarà acquistato uno scivolo da mettere a dimora Ovviamente non è certo questa la finalità bensì quella di tener viva l’attenzione di persone ed Istituzioni al fine di far comprendere una volta per tutte che i portatori di handicap sono una  risorsa e non una “palla al piede” e, pertanto devono essere aiutati.

Anche a lei la mia domanda di rito Che cos’è l’arte per Giuseppe Uzzo ?

 L’Arte è tutto quello fatto, con amore e con passione

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