Review: Una stanza tutta per sé

Una stanza tutta per sé
Una stanza tutta per sé by Virginia Woolf
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In “Una stanza tutta per sé” Virginia Woolf, partendo dalla considerazione che per poter scrivere una donna serve una rendita annua (lei dice di cinquecento sterline) e una stanza tutta per sé o, come dice verso la fine del libro, “una stanza con una serratura al suo interno”, questi due elementi simboli della tranquillità, tanto economica, la rendita annua che permetta ad una donna (a tutte le donne) che voglia dedicarsi alla scrittura di potersi procurare, con tranquillità appunto, vitto e vestiti, quanto personale, la stanza dove potersi rinchiudere a dar corso al proprio talento senza essere disturbate di continuo, allarga il discorso, che inizialmente avrebbe dovuto incentrarsi sul tema “La donna e il romanzo” alla condizione generale della donna, condizione che ha impedito alle rappresentanti del gentil sesso, per lungo tempo, di dar sfogo alla propria vena creativa in quanto per lungo tempo le donne non hanno avuto modo non solo di ricevere una qualsivoglia educazione ma nemmeno, quando fossero in grado di guadagnarsi dei soldi, di tenerseli per sé. Questo perchè i soldi che pur fosse stata in grado di guadagnare la donna doveva consegnarli al marito che li gestiva eventualmente distribuendone una (piccola) parte alla moglie.
In “Una stanza tutta per sé” l’autrice, pur con una buona dose di ironia, demolisce la società patriarcale e “omocentrica” rivendicando per le donne il diritto di poter entrare, a pieno titolo, nel mondo della cultura che per tanto, troppo, tempo aveva emarginato “l’altra metà del Cielo”.
Non a caso alcune grandi autrici dei secoli passati hanno dovuto, per poter esercitare il proprio talento ed il proprio genio, celarsi dietro nomi maschili.
Esempi lampanti di questo fatto sono, ad esempio, George Eliot e George Sand.
La lettura di “Una stanza tutta per sé” è consigliabile e consigliata a tutti quanti vogliano, oltre che godersi un altro esempio dell’abilità di Virginia Woolf, a quanti voglio farsi un excursus storico all’interno dell'”Universo Donna”, non solo della Donna con “pretese artistiche”, nella storia.

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