Review: La cagnetta

La cagnetta
La cagnetta by Vasily Grossman
My rating: 5 of 5 stars

In “La cagnetta”, breve raccolta di racconti, tre per l’esattezza, Vasily Grossmann, autore noto al grande pubblico specialmente per il romanzo “Vita e destino”, ci offre tre spaccati di vita.
Nel racconto “La giovane e la vecchia”, racconto che apre il libro, incontriamo due figure di donne; una donna giovane, all’apice della carriera lavorativa e con la vita tutta spalancata davanti ed una vecchia che ha assaporato tutti i drammi della vita, ultimo dei quali la figlia esiliata in seguito ad un processo. Le due donne si ritrovano a soggiornare assieme in una casa di vacanze e qui la più giovane conosce un uomo, ospite di una casa di vacanze a poca distanza dalla sua. Questo incontro sembra porre un nuovo tassello alla vita perfetta della giovane. Però, quasi come un fulmine a ciel sereno, arriva il finale del racconto; finale nel quale le parti si ribaltano. La giovane donna perde, a breve distanza l’una dall’altro, la madre ed il marito sposato da pochi mesi, mentre la vecchia si ritrova ad essere felice per la notizia che il processo della figlia presto subirà una revisione e questo comporta la possibilità che la figlia possa tornare a casa.
Nel racconto intitolato “L’alce” troviamo come protagonisti un uomo e una donna, marito e moglie. Il marito è ormai infermo e confinato perennemente a letto mentre la donna si divide tra il lavoro presso l’archivio di una biblioteca e l’assistenza al marito gravemente malato. Il fatto di accudire con così tanta premura e sollecitudine il marito, a scapito delle sue ore di riposo, provoca una serie di problemi di salute alla donna fino a causarne la morte. Un giorno, infatti, la donna esce per andare al lavoro e non fa più ritorno a casa. Cosa le sia capitato non viene spiegato con esattezza. Si sa solo che il marito ha la premonizione che la moglie sia morta. Privato dell’assistenza della moglie il marito infermo si ritroverà con l’unica compagnia di un trofeo di caccia; la testa di un’alce femmina da lui abbattuta anni addietro, quando era ancora forte e vigoroso e amava andarsene a caccia. Sarà solo l’immaginazione malata dell’uomo ma a lui pare che l’alce lo fissi e dai suoi occhi, ormai da tempo vitrei, sgorghino lacrime.
L’ulitmo racconto è quello che da il titolo all’intera raccolta, “La cagnetta. Qui protagonista principale è, per l’appunto, una cagnetta, una bastardina randagia con le zampe storte, amante della vita randagia. Questa cagnetta, un giorno, viene prelevata e addestrata per poter andare in missione nello spazio profondo, primo essere vivente a poter osservare lo spazio profondo. Durante l’addestramento questa cagnetta dalle zampe storte impara ad affezionarsi all’uomo che ne cura l’addestramento e questo affetto, anzi questo amore, vedrà la propria consacrazione nel finale del racconto quando, tornata dalla missione spaziale, la cagnetta passerà la prima parte del tempo del nuovo incontro con colui che, nel corso dei mesi, è diventato “…il padrone della sua vita e del suo destino…” con la testa abbassata leccandogli la mano e quando poi solleverà la testa gli occhi saranno “…gli occhi annebbiati, impenetrabili di un povero essere dalla mente confusa e dal cuore tenero e mansueto.”

View all my reviews

Review: The Secret Sharer

The Secret Sharer
The Secret Sharer by Joseph Conrad
My rating: 5 of 5 stars

Anche in questa avvincente storia di mare troviamo come protagonista un giovane Comandante alle prese col proprio “Primo comando”.
Il nostro giovane Comandante è un estraneo su quella nave, o almeno tale si sente in mezzo all’equipaggio che sulla nave ci hanno lavorato e vissuto molto più a lungo di lui.
Quella che dovrebbe essere la “sua” nave egli non la conosce, non sa come debba essere governata al meglio e anche con l’equipaggio, a partire dal suo secondo con delle “terribili fedine”, non ha una gran dimestichezza o un gran dialogo.
Una notte nella quale il giovane Comandante si trova a fare il turno di guardia, o meglio in una notte nella quale egli ha preteso di fare il primo turno di guardia, sale a bordo un uomo.
Si tratta di un giovane uomo che, ad un occhio non troppo indagatore, può, per alcuni versi, apparire come il “doppio” del giovane Comandante.
Questo “secondo Comandante” giunge a bordo della nave dopo essere fuggito da un’altra nave, ancorata a relativamente poca distanza, nave sulla quale ricopriva il ruolo di primo ufficiale del Comandante, dopo aver ucciso un marinaio in un scontro originato da uno scatto d’ira.
Al giovane Comandante il nuovo arrivato non sembra avere l’espressione di un efferato assassino e quindi si prende l’incarico di nasconderlo, prima di tutto, alla vista del resto dell’equipaggio della nave e quindi, quando verrà a cercarlo, anche al Comandante dell’altra nave.
Perchè lo fa? Cosa lo spinge a prendersi tanto a cuore quello straniero?
Principalmente, oltre, come si è detto, alla convinzione che egli non sia un assassino, perchè con quel “compagno segreto” a bordo il giovane Comandante non si sente l’unico estraneo a bordo di quella nave; finalmente ha qualcuno col quale dividere il proprio tempo e i propri pensieri.
Dopo qualche giorno di convivenza a bordo della nave il giovane Comandante aiuta il proprio “compagno segreto”, il proprio “doppio” a fuggire, permettendogli di calarsi in mare nei pressi della riva di un’isola.
Compiendo quella manovra si espone al rischio di “mandare a monte” la missione che si è assunto assumendo il comando della nave, ossia quella di porta la nave del proprio “Primo comando” in un porto sicuro.
Tutto però si concluderà per il meglio e, ritrovatosi di nuovo senza il proprio “doppio”, il giovane Comandante si ritroverà privo della convinzione di essere un estraneo a bordo della “propria” nave.

View all my reviews

Review: La linea d’ombra

La linea d'ombra
La linea d’ombra by Joseph Conrad
My rating: 5 of 5 stars

Racconto avventuroso che narra la vicenda di un giovane marinaio che, sbarcato, senza alcuna ragione apparente, da una nave sulla quale svolgeva le proprie mansione con l’apprezzamento del Comandante chiede di essere liquidato con l’intento di tornarsene a casa. Visto però che raramente le cose vanno come uno se le pianifica nella mente, il giovane marinaio viene ben presto a trovarsi di nuovo per mare e non come semplice marinaio stavolta bensì investito della responsabilità del comando di una nave che si trova da tempo all’ancora e che è rimasta di recente prima del vecchio Comandante, venuto a mancare.
Salito a bordo ed assunto il proprio Primo Comando il giovane Comandante viene informato dal proprio primo ufficiale delle stranezze che erano state il tratto distintivo del suo predecessore. Il primo ufficiale insiste inoltre, a più riprese, sul fatto che il vecchio Comandante faccia ancora, anche da morto, gravare sulla nave e sul suo equipaggio una sorta di maledizione. Questa diceria fa infuriare il giovane Comandante però sembra confermata da una serie di accadimenti. Prima da un diffuso attacco di febbre tropicale che colpisce, via via, tutti i membri dell’equipaggio, tranne il Comandante ed il cuoco, il quale assumerà, col tempo anche il ruolo prima di cambusiere e poi di aiutante marinaio nonostante il cuore alquanto ballerino che si ritrova.
Il secondo segno di questa maledizione è la situazione di perenne, o quasi perenne, bonaccia che rende alla nave estremamente difficoltoso, quando non totalmente impossibile, lo spostamento.
Questa sorta di maledizione verrà spezzata una notte da una risata forte e sguaiata del primo ufficiale giunto sul ponte sebbene ancora provato dalla malattia che lo ha tenuto per parecchi giorni a letto quasi più morto che vivo.
A seguito di quella risata la nave esce, non solo da una notte di forte pioggia, ma sembra riemergere da una sorta di torpore e riprende a viaggiare grazie ad un vento costante che le permette di raggiungere il porto dove l’intero equipaggio viene soccorso e riceve cure mediche. Il giovane Comandante, sbarcato per sbrigare le formalità burocratiche richieste, riesce a trovare un nuovo equipaggio e, dopo aver liquidato, come da lui desiderato, il tanto indispensabile cuoco, cambusiere ed aiuto in tempi di estremo bisogno e dopo avergli preparato una lettera di raccomandazione che potrà, forse tornargli utile in un prossimo futuro, si prepara a riprendere il largo la sera stessa con il nuovo equipaggio.

View all my reviews

Review: La casa dei sette ponti

La casa dei sette ponti
La casa dei sette ponti by Mauro Corona
My rating: 5 of 5 stars

Il racconto de “La casa dei sette ponti” è una sorta di favola moderna in cui un uomo, un industriale pratese nel campo della seta, campo sempre più terreno di conquista da parte dei cinesi, vive una vita di continua lotta per far sopravvivere le proprie fabbriche. Ogni tanto passa al suo paese natio dove rivede i vecchi amici rimasti a vivere al paese al contrario di lui che dal paese era partito e, dopo aver girato il mondo, era tornato in patria per stabilirsi, come detto, a Prato. Per raggiungere il paese natio il protagonista passa, deve passare, ogni volta davanti una casetta, povera e tutta rappezzata, con due comignoli da quali, sempre, in qualunque momento del giorno o dell’anno egli si trovi a passare, esce del fumo, segno che lì qualcuno, un qualcuno però assai timido e riservato visto che mai si vede un volto alla finestra o una figura umana sulla porta o all’esterno.
Un giorno, spinto dalla curiosità, il protagonista bussa alla casa e scopre lì abitano due vecchi, un uomo e una donna. Sempre spinto dalla curiosità vorrebbe entrare a visitare la casa ma i due vecchietti gli dicono che non potrà entrare in quella casa fino a quando non avrà passato i “sette ponti”.
Come il protagonista scoprirà poi quei sette ponti lo porteranno a percorrere, in una sorta di sogno, la propria vita rivelandogli che i due vecchietti della casetta dai comignoli eternamente fumanti sono i suoi genitori, quei genitori che lui aveva insultato ed abbandonato il giorno del suo diciottesimo compleanno, dopo che loro gli avevano rivelato che era un trovatello. Nella visione finale, mentre traversava l’ultimo ponte, egli vide quello che era capitato ai genitori dopo la sua partenza. Dopo essersi ripreso da un grave incidente, incidente a seguito del quale aveva seriamente rischiato di morire, ritrovandosi per ventidue giorni in stato di coma, stato di coma che gli aveva permesso di “passare i sette ponti”, questo novello figliol prodigo torna dai genitori e, ottenutone il perdono, torna, dopo un mese durante il quale cede le proprie aziende ai tanto osteggiati avversari cinesi, torna alla casetta nella quale trascorrerà i propri giorni nel tentativo di recuperare, per quello che gli sarà possibile, il tempo perduto.
Il morale di questa favola moderna è che una vita imperniata unicamente sul denaro e sulla ricerca del potere non è così gradevole da viversi, contrariamente a quello che potrebbe apparire, come una vissuta, più modestamente con la gioia data dall’amore.

View all my reviews

Review: Ascoltavo Le Maree

Ascoltavo Le Maree
Ascoltavo Le Maree by Guido Mattioni
My rating: 5 of 5 stars

Tra sogno e realtà si svolge la vicenda magnifica vicenda narrata tra le pagine di “Ascoltavo le maree”. A fare da sfondo alla storia la straordinaria città di Savannah, rifugio di disperati inglesi fuggiti da una vita ormai invivibile in patria e che diventa il “rifugio” di un disperato del nostro tempo; un uomo in fuga dal dolore derivante dalla perdita della moglie e che trova proprio a Savannah il luogo dove cominciare la propria seconda vita. Il romanzo di Guido Mattioni è ricco di aneddoti storici e di ritratti divertenti di personaggi che rimarranno indelebili nella vostra memoria.
Unica avvertenza che mi sento di darvi: fate attenzione al finale! Vi stupirà!

View all my reviews

Review: Io e te

Io e te
Io e te by Niccolò Ammaniti
My rating: 5 of 5 stars

Lorenzo è un ragazzo problematico che non riesce a legare con i compagni e, più in generale, che non lega con alcuna persona che non sia un membro della propria ristretta cerchia di conoscenze, per lo più familiari. Lorenzo però, sotto sotto, a legare, ci tiene anche se non lo ammette apertamente. Ed è proprio questa sua “voglia segreta di integrarsi” che gli fa inventare la bugia dell’invito alla settimana bianca a Cortina organizzata da un gruppo di suoi compagni di liceo.
Anzichè a Cortina Lorenzo si rifugia, o meglio si rintana, nella cantina del proprio palazzo, dove si è organizzato la propria tana munita, oltre che di cibo e bevande, di tutti i confort necessari a trascorrervi una settimana: playstation, televisore e musica.
Un giorno però nella “tana” organizzata di Lorenzo fa irruzione Olivia, la sorellastra tossicodipendente del “rifugiato” che, mentre si trova lì, ha una fortissima crisi d’astinenza. Proprio questo fatto serve a far scoprire a Lorenzo, non solo il legame con la sorellastra, forte anche se sopito da anni di lontananza, ma anche risorse personali che non aveva ma saputo o voluto sfruttare, anche a causa di quella forma di egoismo che è alla base dei suoi problemi relazionali. Dopo una ultima serata di festeggiamenti dato che Olivia si è ripresa dalla crisi d’astinenza e considerato il fatto che la “settimana bianca urbana” di Lorenzo è agli ultimi sgoccioli, i due “fratelli ritrovati” si salutano con la promessa di rivedersi presto. Si rivedranno dopo altri dieci anni quando Lorenzo verrà chiamato a riconoscere il cadavere della sorellastra morta per overdose in un bar di Cividale del Friuli.

View all my reviews

Review: Una stanza tutta per sé

Una stanza tutta per sé
Una stanza tutta per sé by Virginia Woolf
My rating: 0 of 5 stars

In “Una stanza tutta per sé” Virginia Woolf, partendo dalla considerazione che per poter scrivere una donna serve una rendita annua (lei dice di cinquecento sterline) e una stanza tutta per sé o, come dice verso la fine del libro, “una stanza con una serratura al suo interno”, questi due elementi simboli della tranquillità, tanto economica, la rendita annua che permetta ad una donna (a tutte le donne) che voglia dedicarsi alla scrittura di potersi procurare, con tranquillità appunto, vitto e vestiti, quanto personale, la stanza dove potersi rinchiudere a dar corso al proprio talento senza essere disturbate di continuo, allarga il discorso, che inizialmente avrebbe dovuto incentrarsi sul tema “La donna e il romanzo” alla condizione generale della donna, condizione che ha impedito alle rappresentanti del gentil sesso, per lungo tempo, di dar sfogo alla propria vena creativa in quanto per lungo tempo le donne non hanno avuto modo non solo di ricevere una qualsivoglia educazione ma nemmeno, quando fossero in grado di guadagnarsi dei soldi, di tenerseli per sé. Questo perchè i soldi che pur fosse stata in grado di guadagnare la donna doveva consegnarli al marito che li gestiva eventualmente distribuendone una (piccola) parte alla moglie.
In “Una stanza tutta per sé” l’autrice, pur con una buona dose di ironia, demolisce la società patriarcale e “omocentrica” rivendicando per le donne il diritto di poter entrare, a pieno titolo, nel mondo della cultura che per tanto, troppo, tempo aveva emarginato “l’altra metà del Cielo”.
Non a caso alcune grandi autrici dei secoli passati hanno dovuto, per poter esercitare il proprio talento ed il proprio genio, celarsi dietro nomi maschili.
Esempi lampanti di questo fatto sono, ad esempio, George Eliot e George Sand.
La lettura di “Una stanza tutta per sé” è consigliabile e consigliata a tutti quanti vogliano, oltre che godersi un altro esempio dell’abilità di Virginia Woolf, a quanti voglio farsi un excursus storico all’interno dell'”Universo Donna”, non solo della Donna con “pretese artistiche”, nella storia.

View all my reviews

Review: Le ore

Le ore
Le ore by Michael Cunningham
My rating: 0 of 5 stars

Tre vicende parallele di tre donne di epoche diverse.
Tre vicende con un “qualcosa” in comune. Un “qualcosa” molto particolare e “speciale”. Questo “qualcosa” che fa da collante tra le esistenze delle tre donne che si alternano sul palcoscenico di questo meraviglioso romanzo di Michael Cunningham, non a caso vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa del 1999, questo “qualcosa si diceva è un romanzo e per la precisione il romanzo “La signora Dalloway” di Virginia Woolf.
Il romanzo “Le ore” cattura il lettore con l’intreccio delle vite delle tre donne, una delle quali è la stessa Virginia Woolf colta, ad inizio del romanzo nel giorno in cui, sopraffatta dal ritorno del male che da tempo la tormenta e dopo aver lasciato una lettera indirizzata al marito si avvia verso il fiume nel quale dopo essersi zavorrata le tasche del soprabito con alcune pietre si lascerà morire.
Dopo questo inizio che pare segnare la fine di tutto vediamo, nei capitoli a lei dedicati, Virginia Woolf impegnata nella stesura proprio de “La signora Dalloway”.
Delle altre due donne, le due donne “del nostro tempo”, una, quella soprannominata proprio “signora Dalloway”, viene colta nella giornata nella quale è intenta ad organizzare una festa in onore di un amico che quella stessa sera riceverà un importante premio.
L’ultima, ma non in ordine d’importanza, è Laura, una donna “ossessionata” dal romanzo della Woolf che, un giorno, stanca della vita di moglie e madre pianta tutto e tutti, marito e figlioletto in primis e se va.
Quello che c’è dietro queste vicende e come si conclude il romanzo non ve lo svelo perchè mi sentirei un criminale a farlo!
Quindi non mi resta altro da fare che augurarvi Buona Lettura!

View all my reviews

Monica Pasero Si auto intervista

Image Non sottovalutare mai un sognatore,

 forse vivrà di stenti,

 profumerà di favole, ma lui avrà ali, per volare

oltre orizzonti a te invalicabili,

 perché solo i sognatori hanno l’essenza che colora la vita,

 oltre l’apparenza e la sostanza dei tuoi giorni ci sono i loro,

 con i loro sogni che velano ancor quei occhi capaci d’ amarli. 

Monica Pasero

Nel mio spazio oggi ospito una mia vecchissima conoscenza,  praticamente  siamo nate insieme, ho il piacere d’intervistare me stessa, non che Monica Pasero

Prima domanda :come  diavolo ti è saltato in mente di auto intervistarti  ?

Semplice! Vedo tutti i miei colleghi scrittori presenti su blog e siti, intervistati e osannati, e a me non fila nessuno; così ho deciso che farò io la mia intervista. Sono o no, un’ intervistatrice ?

Ok ok  permalosa!  Prima domanda :Chi è Monica Pasero

Sono una donna, spesso con  la testa fra le nuvole, che brucia le camice al marito o si dimentica dell’arrosto in forno, perchè sta componendo una poesia. Sono una mamma un po’ strana con due figli speciali che ridacchiano quando mi vedono concentrata in qualche mia nuova trovata per emergere. Sono  una moglie con un marito paziente, che ha compreso quanto per me sia vitale vivere di questo  e soprattutto sono una folle sognatrice incompresa da molti, ma felice di essere semplicemente se stessa.

Giusto! Domanda facile, facile, quando hai sentito il bisogno di scrivere?Image

Ho iniziato a scrivere per elaborare un lutto, avevo bisogno di riportare i miei ricordi su carta, affinchè non svanissero mai più,  così ho fatto, raccontando la mia infanzia e qui è nato il mio primo Libro “E come diceva sempre mia nonna” che mi ha aperto le porte a questo mondo  il  quale ho amato da subito e mi ha ridato la voglia di vivere.

Passi subito ad un altro genere scrivendo un romanzo di narrativa per ragazzi “Lungo viaggio verso il ritorno”  dove nasce questa idea? ‘

ImageVolevo fare qualcosa che aiutasse i ragazzi a  vedere la storia sotto un altro aspetto, non  solo quello legato a date o avvenimenti, ma un modo diverse per leggere la storia  divertendosi  e  lasciando un messaggio  su quanto  la storia sia stata fondamentale per  la nostra crescita.

 Sempre nello stesso anno  nasce “L’abbandono”   un libro totalmente diverso  vuoi raccontarci ?

L’abbandono  nasce da un messaggio su face book .  Una donna mi contattò e mi chiese di scrivere la suaImage storia, l’ho  fatto  con un po’ di timore temendo di non esserne all’altezza. Davanti ad un caffè chiacchierando come vecchie amiche   pia piano ho riscritto la sua vita e così è nato questo  libro che parla di abbandono, di dolore, ma sopratutto si speranza.

 Dato che sei instancabile, almeno nello scrivere, perchè conoscendoti sei carente in palestra.   Ti chiedo   nel tuo quarto libro “Scritto tra le pagine del fato”   qual’è il tema a te più caro?Image

In questo libro  parlo di molti aspetti legati alla vita: l’adolescenza ,la famiglia, l’amore, ma parlo anche di disabilità questo argomento per me è molto caro: il  personaggio  di questo libro è Nico , il quale  rappresenta un po’  quello che io vivo  a casa ogni giorno, ho voluto testimoniare com’ e vivere con un ragazzino con problemi mentali le gioie e i dolori che accomunano tante madri come me.

Da poco è uscito il tuo ultimo libro  Leggenda di un amore eterno”Image  in cui rivoluzioni nuovamente il tuo   genere  questa volta scrivendo  un fantasy rosa. Ce ne vuoi parlare ?

Leggenda di un amore  eterno è stato scritto durante le vacanze di Natale di due anni fa. In quindici  giorni sono nate 120 pagine d’amore.  Un libro per adolescenti e non solo, un libro che a livello emotivo mi ha dato molto. Io credo  nelle anime Image gemelle  e questo lo potete leggere nella mia raccolta poetica “Alchimia”distribuita in ebook dedicata a  questo tema.

Monica  sono parecchi anni che scrivi e che frequenti il mondo editoriale nel tuo piccolo. Cosa  consiglieresti ai futuri scrittori?

Il mio consiglio  è di stare bene attenti ai falsi sorrisi e alle lusinghe  che verranno dette per spillarvi esorbitanti cifre. Diffidate delle case editrici  che dopo una  settimana già vi  contattano facendovi le congratulazioni  per la vostra bravura. Voi vi vedete già  stelle del mondo editoriale, ma non sarà così, vi ritroverete  con un bel buco nel conto in banca e nessun  guadagno.  Credete nell’ editoria sempre , ma attendete l’editore onesto, raro come acqua  nel deserto, ma è possibile trovarlo, al massimo auto pubblicatevi. Ragazzi ci stanno succhiando i sogni e il sangue chi ha talento andrà avanti lo stesso.

Monica  quale’è il tuo sogno?

Il  mio sogno è lavorare onestamente, in questo mondo mi sono affacciata al campo delle interviste e recensioni avendo le mie piccole soddisfazioni ,vorrei trovare lavoro perche questa è la mia più grande passione

 Progetti futuri?

Sì, un nuovo libro scritto a quattro mani che vi stupirà …

Anche a te chiedo : Che cos’è l’arte per Monica Pasero

L’arte per me è la carezza della mia anima, quella che mi ricorda che cosa c’è ancor di bello e pulito nel mondo.

Che dire mi sono appena auto intervistata sono molto soddisfatta  e mi auto ringrazio da sola per il coraggio che ho ora a pubblicarla. Ringrazio i mie lettori  e li invito a vistare ed  unirsi al mio blog http://paseromonica.blogspot.it/

Ester Crocetta The Endless Source of Energy

ImageArt takes root in the human heart and only there will it flourish, in the most intimate meanders of its being, bringing us genuine emotions. In this case the emotions surface in the canvases of this excellent international painter. Ester Crocetta explores her passions in this was and frees them from their depths, unleashing her creativity, offering all of herself to her paintings, in her most intimate essence. Hence her works are of great visual impact, with strong, warm hues that deviate beyond the rationality of beauty and leave room for imagination in its many forms. Stylized bodies, open arms that welcome the world and impose their presence, underscoring the importance of the essence of the human being, which erupts on these colour-soaked canvases whose light caresses the spirit and releases new vigour in it.

The author highlights the vital elements of our existence – water, earth, fire – in sheer Imagesymbiosis with humanity. The lucky viewers of her work will be swept away by the alchemic nuances of light and colour that combining on the canvas in pure harmony. A true sight for the eyes, where only our sensibilities may reach that representative world and where we will all read what our hearts are saying. If I were to define the works of Ester Crocetta, I would call them an “endless source of energy” where colour dominates the world and breathes life into everything, offering the spectator the  feeling of a rebirth.

Monica Pasero (writer)

Voci precedenti più vecchie

Counselling and Supervision with soul

Counselling and Supervision the way you want it

operaidelleditoriaunitevi

Just another WordPress.com site

Mille Splendidi Libri e non solo

"Un libro deve essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi"

contro analisi

il blog di Francesco Erspamer

TRA FEDE E NATURA

Riscoprire Maria ci aiuta ad andare avanti da cristiani e a conoscere il Figlio. BXVI

JOSEPH RATZINGER :B16 e G.GÄNSWEIN

UNA RISPOSTA QUOTIDIANA AL TENTATIVO DI SMANTELLAMENTO DELLA VERA CHIESA !

ROMANCE E ALTRI RIMEDI

di Mara Marinucci

Iris e Periplo Review

Tutte le mie recensioni

Leggendo a Bari

“Non ci sono amicizie più rapide di quelle tra persone che amano gli stessi libri”

Viviana Rizzo

Aspirante scrittrice di cronache nascoste

La lepre e il cerchio

la lepre entrò nel cerchio e balzando annottò

LUOGHI D'AUTORE

Il Magazine del Turismo Letterario

erigibbi

recensioni libri, rubriche libresche e book news

Fall in "Books" - Lettrice and much more

Leggo, preparo dolci e mi innamoro del mondo