Recensione “Le ragioni di una fede” di Luigi Fabiano a cura di Monica Pasero

 

 

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    “Di Luigi mi colpi fin

da subito

 la sua strana serenità”

 Sara De Bartolo 

 

“Le ragioni di una fede”  di Luigi  Fabiano  è uno scritto diviso in due parti .Nella prima parte l’autore ci lascia la sua testimonianza della sua conversione al cristianesimo, dove  “Il Signore” si manifesta a lui lasciando segni tangibili della sua presenza, illuminando il  suo cammino tortuoso, provato fortemente dalla depressione.  Luigi  affronterà il suo percorso di conversione con gioia e speranza ritrovata.Image

 Nella seconda parte troverete una raccolta di testi  che percorrono gli anni del cristianesimo dalla sua nascita ad oggi, soffermandosi a ricordare passaggi storici rilevanti come il ruolo  della chiesa nella società. L’importanza che ha avuto  monachesimo benedettino per il benessere delle popolazioni. Per poi passare al periodo medioevale,  seguito da quello  Illuministico dove la chiesa venne  minacciata dalle nuove  forme di pensiero tra cui cito Voltaire che affermava :”la ragione non accetta dogmi che producono solo fanatismo e guerra”  Passando poi  alla rivoluzione francese in cui la chiesa venne defraudata dai suoi beni, persino le campane  sfrattate dai campanili   fuse e trasformate in  armi di guerra e morte. In questa pagine oltre ad una minuziosa ricostruzione storica, troverete  una carrellata di considerazioni sulla religione cristiana domande e risposte sulla chiesa e sull’ essere Cristiano. Tantissimi interrogativi che cristiani  e non  si sono posti almeno una volta, qui vengono approfonditi  e sviscerati dalla mano sapiente dell’autore.   Un libro che  racconta una delle più  grandi religioni diffuse al mondo. Ma soprattutto lascia la testimonianza di un uomo come tanti che nella fede si è riscoperto vivo.

 Leggendo questo libro, mi sono accorta di quante cose non conoscevo della mia religione e quante  verità si celano in queste pagine .

Monica Pasero  

  “Le ragioni di una fede “ è  scaricabile sul sito http://www.puntodiascoltocattolico.it/  

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Scopriamo L’artista con noi… Luigi Fabiano

Image Quest’ arte  non è fatta  ne  di tasti,ne di note. Ne  tele, ne colore Ne di  pagine e parole.Quest’ arte  è fatta soltanto d’amore

 è l’arte della solidarietà

  Monica Pasero

Oggi  “A scopriamo l ‘artista “ ho un ospite forse diverso dai soliti artisti che intervisto.  Potrei definirlo un artista della solidarietà cristiana. Un uomo che ha fatto della sua vita una missione, e dopo un percorso di fede diverso,  ha deciso con coraggio di seguire un nuovo cammino, convertendosi  al cattolicesimo.A mio parere anche questa è arte. L’arte di donare, di mettersi a disposizione degli altri  e Luigi Fabiano è un grande artista in questo.

Intervista a cura di Monica Pasero

1)Innanzitutto benvenuto caro Luigi, leggendo il tuo blog non posso che complimentarmi per ciò che fai, in questo mondo dove vige solo l’egoismo e  l’indifferenza trovare una persona come te mi rincuora.  La mia prima domanda è questa:  per molto tempo sei stato legato al  culto dei “Testimoni di Geova” in te talmente forte da scriverci la tua tesi di  laurea. Poi qualcosa in te muta e decidi di convertirti al cattolicesimo Vuoi spiegare ai nostri lettori le motivazioni di questa tua scelta ? 

 Invero il mio percorso di fede e’ piu’ complesso da quello che  si possa pensare di primo acchito. La decisione Di mia madre ex cattolica di abbracciare la fede dei testimoni di Geova avvenne quando io avevo 13 anni e non capivo quasi niente di Religione. Ma la mia appartenenza a tale movimento da attivista duro’ solo tre anni. Ma i successivi  15 furono condizionati da tale esperienza,mi ritenevo un simpatizzante dei tdg,anche se non ritenevo di farne più parte. La decisione di fare una tesi sui testimoni di Geova  nasce dall ’aver conosciuto una docente universitaria valdese,che voleva conoscere meglio da sociologa i testimoni di Geova,ed io avevo l’ opportunità  di laurearmi il prima possibile con un argomento originale e che conoscevo meglio di tutti quelli che mi avrebbero esaminato.La conversione al cattolicesimo avviene  a seguito di un pellegrinaggio al santuario del Gesu’ Bambino di Gallinaro dove fui testimone di forti e inequivocabili fenomeni mistici.

Che cosa ti ha dato la religione cattolica, che non hai trovato nel culto dei Testimoni di Geova ?

Innanzitutto la possibilità  di essere rispettato nei miei dubbi e nelle mie riserve. Poi la possibilità  di modulare il mio attivismo, in base alle mie esigenze ai miei limiti ,alle mie inclinazioni. Un qualcosa di completamente diverso dall’ efficientismo dei testimoni di Geova.

Abbini la solidarietà allo studio, partecipando a diversi corsi psico pedagogici,  così da giungere preparato ai vari  centri d’infanzia disagiata dove hai lavorato. Tra i tanti  casi visti in quei anni, c’è ne uno che ti è rimasto più impresso?  Vuoi raccontarcelo

Con i minori la mia attività’ era più’ formativa che di relazioni D’aiuto

 Leggo con interesse che hai approfondito gli studi su sulla “Guarigione interiore “ vuoi sviscerare con noi questo interessante argomento?

La sofferenza interiore e’  quella dovuta alle ferite della vita,(esperienze di dolore dell’animo umano in genere).I percorsi di guarigione sono tanti e per una serie di ragioni ne ho praticati tanti da quelli prettamente cristiani a quelli  cabalistici algi orientali. Cio’ che li accomuna tutti e’l’esigenza di attivare delle azioni di perdono con varie tecniche,cammini di educazione alla preghiera alla fede,alla condivisione, che ci danno gli strumenti per  perdonare chi nella vita ci ha ferito,riuscendo infine a maturare un atteggiamento nei confronti dell’ esistenza,di misericordia e comprensione dell’altrui sofferenza.In tal modo si può raggiungere il piu’ possibile  uno stato di armonia interiore in grado di affrontare qualsiasi tempesta .

  Lo studio a quanto vedo è stata ed è parte integrante della tua crescita. In questi anni ti stai specializzando  nell’ Apologetica cristiana”  Vuoi spiegarci in maniera semplice di che si tratta?

 L’apologetica Cristiana nasce contemporaneamente alla nascita’ delle prime comunità  cristiane. Essa si fonda sull’obiettivo di dare ragione a chi ce lo chiede del perché  crediamo in Dio e/o apparteniamo ad una religione.In sostanza si tratta di spiegare la plausibilità , la logica e i fondamenti della nostra fede rispetto alle obiezioni, di chi Protestante, laico, mangiapreti ecc..vuole capire.

Oltre a studiare ed aiutare il tuo prossimo scrivi per due giornali cattolici locali della tua terra, e su siti internet in cui sei il  gestore. Qui ti chiedo  cosa ne pensi dei nuovi mezzi di comunicazione spesso tanto criticati come face book o altri social network? Possono secondo te,  essere anche centri di aggregazione e di aiuto ?

Sono un enorme possibilità  di crescita a tutti i livelli, ma occorre proteggere i minori dai pericoli che si annidano in questi circuiti.

  Sei  ideatore del blog “Punto d’ascolto” secondo me un’ iniziativa lodevole. In questo blog tu ti esponi in prima persona, donando il tuo tempo a chiunque avesse bisogno di te.  Lasciando i tuoi recapiti, sei disponibile a chiacchierare, consigliare e aiutare il tuo prossimo senza distinzioni.  Come nasce questa tua idea ?

 L’idea nasce dal consiglio di un’amica che avendomi conosciuta meno di un anno fa  .Cio’ fece emergere un bisogno latente in me da tempo di mettermi a disposizione di chiunque si voglia fermare un attimo…

 Un consiglio ai giovani  che spesso si allontanano dalla fede. cosa ti senti di dire ?

 Vivere da cristiani e’ il miglior modo di vivere. “i veri furbi sono i Santi” E in ogni caso non smettete di cercare la verità ovunque e in ogni campo, Perche’ la verità vi renderà liberi.

Luigi il tuo impegno è grande nel sociale e decidi  di completarlo  scrivendo  

Nasce cosi la  tua opera prima   “Le ragioni di una fede “( scaricabile sul tuo sito Imagehttp://www.puntodiascoltocattolico.it/ ) Vuoi  spendere due parole?

Cinque anni fa d’improvviso ho sentito l’esigenza di raccontare per iscritto, nella prima parte di un opuscoletto semplice e scorrevole, la mia testimonianza di conversione, nei passaggi salienti.Tutto ciò a motivo della convinzione che  tale scritto potesse raggiungere il cuore di tanti che sono alla ricerca e vogliono capire. Ecco perche’ la seconda parte la dedico ai miei studi apologetici.

In seguito, pubblichi un  nuovo libro insieme a tua sorella Eliana  dal titolo “ “L’essenza del cammino interiore”  edito da Fabbroni editore. Vuoi raccontarci di che tratta?Image

 Si tratta di un manuale ecumenico per dare a chiunque sia amante del bene di trarre degli spunti per ottenere armonia,pace,realizzazione di sé.

 Come ultima domanda  come a ogni mio ospite ti chiedo: che cos’è l’arte per Luigi Fabiano?

  L’arte e’ tutto ciò’ che riguarda la creatività  dell’uomo,la sua sana fantasia,e il modo per  materializzare e rendere fruibile con i sensi la bellezza del creato e del suo divenire.

 

Ringraziandoti di essere intervenuto nel mio spazio allego ai nostri lettori i link dove possono approfondire la tua conoscenza.

Per acquistare  il nuovo libro di Luigi Fabiano

http://www.amazon.it/interiore-Conoscere-manifestare-lintenzione-attraverso/dp/8896892236

I suoi siti

 www.cattolicioggi.blogspot.com

www.cristianiuniversali.blogspot.com

Punto d’ascolto

 http://www.puntodiascoltocattolico.it/

 

Scopriamo L’artista è con noi… Sara De Bartolo

Image                                                                                                               “ Io ho donato quel che ho”

Sara De Bartolo

 Oggi a “Scopriamo L’artista”  è con noi una scrittrice che fa della scrittura quasi il suo pane quotidiano. Dopo le sue prime  otto  opere edite e la nona in uscita dichiara di non volersi assolutamente fermare, anzi spera di pubblicare un libro all’ anno. Un’ impresa ammirevole per questa donna dal grande temperamento. Nel  mio spazio oggi do il benvenuto alla scrittrice Sara De Bartolo. 

 

Intervista a cura di Monica Pasero

Innanzitutto Sara ti ringrazio di essere qui quest’ oggi. La mia prima domanda è questa: Quando hai sentito il  desiderio di scrivere, rammenti qual è stato il tuo primissimo scritto?

Sono io che ringrazio te Monica. Ricordo benissimo il mio primissimo scritto, erano lettere, lettere di cui il destinatario era mio padre Annunziato. Un maledetto linfoma lo aveva portato via da me nel periodo più bello della mia vita, dopo poco tempo dalla nascita di mia figlia Mary. Non accettavo la sua assenza definitiva, preferivo pensare che fosse solo momentanea per cui la lettera poteva “reggermi il gioco”. Immaginavo poi una risposta e così mi sentivo un po’ meno sola. Scrivere quindi, sembrava già da allora, un’esigenza quasi fisica, non immaginavo certo che col tempo lo sarebbe stata davvero.

Le tue opere letterarie sono davvero tante c’è un  libro al quale sei più legata, e se sì, perche ?Image

Quando qualcuno mi dice che vorrebbe farmi delle domande io penso in automatico “Speriamo che mi chieda quale libro, tra tutti, amo di più e perché!” Il mio settimo lavoro letterario La voce del silenzio, è il testo scritto che non solo amo di più tra quelli già esistenti, ma è quello che rimarrà, per me, “il migliore” in assoluto. Se Dio me ne darà la possibilità, ho intenzione di scrivere un libro a  l’ anno, e se fra dieci o venti anni qualcuno mi farà ancora questa domanda, la risposta sarà la medesima.

Non sono io che sono legata a La voce del silenzio, è lui che è legato a me è diverso! Abbiamo “vissuto insieme” per un po’ di anni. Durante il periodo di stesura del testo, altri due libri sono stati pubblicati in proprio. Intanto La voce del silenzio ”cresceva” accanto a me e con me viveva il quotidiano condividendo gioie e dissapori. Giuliano De Sisci, questo è il nome del protagonista principale, mi ha fatto toccare con mano il Vero Amore, quello più vicino a Dio. Non credo possano esistere altri sentimenti più preziosi o più grandi di quello descritto in quelle pagine, solo pensare il contrario, è per me, estrema utopia.

Chi è Sara De Bartolo nella vita di tutti i giorni ?

 Una mamma, una moglie, un’amica, una sorella, una figlia e quant’ altro,tutto questo vissuto con una penna tra le mani.

 Come riesci a conciliare la scrittura con la quotidianità?

E’ semplice, non la concilio! Vedi Monica, io sono una scrittrice non perché scrivo, ma perché vivo la scrittura. Quando beviamo dell’acqua è perché abbiamo sete non perché ci piace il suo sapore! Beviamo perché altrimenti dopo un certo numero di giorni moriremmo! Ecco, io quindi non concilio la scrittura con la quotidianità, scrivo durante il giorno, sempre e comunque. Devo farlo, altrimenti vivo male per cui “tutto il resto” viene dopo.

Il tuo libro “Dodici ore soltanto” edito da “Città del sole edizioni”  è stato scelto come “ Progetto Lettura” in una scuola superiore di Cosenza, ritenuto dai docenti, adatto ai ragazzi, di facile comprensione, scorrevole nella lettura, e allo stesso tempo di grande impatto emotivo. Penso che per una scrittrice questo sia una grande soddisfazione, come ti sei trovata ad interagire con i ragazzi ?Image

Avevo già avuto un incontro con bambini delle elementari, i ragazzi delle superiori devo dire fanno parte di un pubblico quasi adulto per cui pensavo ad un impatto non del tutto semplice da gestire, invece è stato il contrario, ogni domanda sembrava avere la risposta già programmata. Nessuna domanda mi ha colto di sorpresa, anzi, molte le avevo previste. Vederli poi con il libro tra le mani è stato per me un fermo immagine che nemmeno la storia potrà mai cancellare. A proposito, tra le domande formulate dai ragazzi, una era proprio quella che preferisco la tua seconda domanda

 Decidi di auto pubblicarti almeno all’ inizio, perché questa scelta ?

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Per un motivo semplicissimo: timore, paura di dover competere con altri e non esserne all’ altezza. Giustificavo la cosa pensando che fare la cosiddetta gavetta era un obbligo verso i lettori e verso i colleghi scrittori/ici. In realtà ho sempre guardato il mondo dell’arte come un qualcosa che va oltre la regolarità, la quotidianità, il lecito, il consono, la riservatezza e tutto ciò che ti porta a restare nel tuo “habitat naturale”. Nulla di più sbagliato. Semmai è l’inverso. Il mondo dell’arte aiuta a capire meglio se stessi e poi gli altri senza dover cambiare nulla nella propria vita. E’ un universo che accoglie tutti coloro che vogliono e hanno da dare. Appena compreso questo concetto ho smesso di pubblicare in proprio.

In seguito, dopo anni di auto pubblicazione ti affidi  ad un’ agenzia letteraria. Vuoi  spiegarci il perché di questa decisione ?

Ho deciso di rivolgermi ad un’agenzia letteraria perché le case editrici contattate non diedero mai alcuna risposta di alcun tipo. Una famosa scrittrice, Maria Di Lorenzo, conosciuta in web qualche anno fa, mi consigliò la strada delle agenzie perche riteneva fosse il miglior modo per arrivare almeno, ad essere presi in considerazione, da un editore. Non persi tempo, non era il caso visto che scrivevo da quasi dieci anni, e cercai l’indirizzo di diverse agenzie letterarie del meridione. Scelsi la Bottega Editoriale di Rende (CS), per due motivi: la vicinanza del luogo e poi perché il direttore Fulvio Mazza, al telefono mi parlò con un tono per nulla formale e staccato, mi sentii fin da subito apprezzata e questo ha reso la scelta semplice da attuare.Image

 L’agenzia in questione è la “ Bottega editoriale”  diretta da Fulvio Mazza.  Vuoi spendere due  parole sul loro operato ?Image

Ho in parte anticipato la domanda. Riguardo La Bottega Editoriale posso solo dire che a distanza di tre anni, se mi venisse offerta la possibilità di una nuova agenzia letteraria, più grande e importante, rifiuterei l’offerta e andrei avanti, come direbbe un concorrente del programma televisivo “Affari tuoi”. Ho avuto modo di scambiare mail, per la correzione dei testi o per altro, con diversi collaboratori del direttore Mazza, hanno sempre dimostrato una professionalità e una disponibilità eccellente. Consiglio davvero, a chiunque ha uno scritto da pubblicare, di non esitare a contattare la Bottega Editoriale di Rende (CS).

 Tra tutti i tuoi libri  ti  chiedo di parlarci del meno conosciuto, quello che magari non ha fatto il salto come gli altri

 Non credo ci sia uno tra tutti che non abbia avuto l’attenzione giusta da parte del pubblico. Ovviamente i sei scritti senza casa editrice hanno goduto di un successo minore, rispetto a La voce del silenzio e a Dodici ore soltanto editi dalla “Città del sole edizioni”  per via della difficile divulgazione in proprio, ma questo è piuttosto ovvio.

 l tuo ultimo libro (in uscita ) tratta un tema di grande attualità: la scomparsa dei minori. Vuoi darci qualche anticipazione

 Parlare di Anna Laura S: H. Rinniti mi emoziona un po’. Si tratta di un testo, come dici tu, che tratta un argomento drammatico per tante, forse anche troppe, famiglie. Siamo nel 1920. Una bambina di soli tre anni scompare. Dopo qualche tempo si archivia il caso come non risolto. I giornali dell’epoca che descrivono questo caso di scomparsa vengono ritrovati, qualche anno fa, per caso da un giornalista-scrittore il quale decide di indagare nonostante sia trascorso quasi un secolo. Le indagini lo portano lontano dalla sua amata Firenze e quando demoralizzato dagli apparenti pochi riscontri decide di abbandonare il tutto, ecco che la verità, non solo gli va incontro, ma riserva una sorpresa inimmaginabile sia per lui che per il lettore stesso. Questo per dimostrare che la verità non smette mai di vivere, a volte è solo ben nascosta, e non certo per sua volontà, questo non vuol dire che bisogna rinunciare a cercarla e se ciò accade, sarà lei stessa ad incoraggiarci a continuare, fino al suo “ritrovamento

  Sara, anche per te come per tutti i miei ospiti  ti chiedo : Che cos’è L’arte per Sara De  Bartolo

E’ l’unica voce che il silenzio possiede.

 

Ringraziando Sara de Bartolo  per la sua disponibilità, ricordo ai nostri lettori alcuni indirizzi utili

DOVE ACQUISTARE  http://www.cdse.it/index.php?autore=367

LA BOTTEGA EDITORIALE   http://www.bottegaeditoriale.it/bottega/chisiamo.

Scopriamo l’artista con noi… Rosanna Affronte

Image Vivo in antiche dimore, dove le parole non arrivano,,

 terre straniere di inconsci turbinii,
lingue sconosciute
di un mondo incompreso,

 scavalco gli orizzonti e inseguo la luna,
tesso storie di paesi lontani,
indosso paltò di leggiadre malinconie,

 e aspetto come sempre la notte…
                                                            Rosanna Affronte

 

  Per “Scopriamo l’artista” ho il piacere d’ospitare una scrittrice e poetessa  dall’ animo sensibile e taciturno. Una donna che ama rifugiarsi nelle sue riflessioni e nel suo mondo interiore. Dice di lei :“Scrivo perché vivo nel silenzio che non ha parole”  Oggi  con noi   Rosanna Affronte

Intervista a cura di Monica Pasero

Innanzitutto, cara Rosanna benvenuta nel mio spazio. Leggo dalla tua biografia che sei laureata in Biologia , materia lontana  dal mondo della scrittura. Per questo ti chiedo: da dove nasce il tuo bisogno di scrivere ? Quando hai iniziato questo percorso?

Ciao Monica, grazie a te per l’opportunità che mi dai di parlare di questa mia passione per la scrittura, che nasce per caso, solo apparentemente. Sono una biologa, ho lavorato per qualche tempo in ospedale, ma per motivi di abuso di potere sulle donne, ho preferito poi lasciare quel lavoro e ho intrapreso l’insegnamento. Comunque  dentro di me alitava da sempre un mondo ricco di sensazioni, emozioni, memorie di storie antiche, di mondi sfumati, di vissuti sofferti… ad un certo punto, come un fiume in piena, queste presenze impercettibili, depositarie del pensiero che nutrono la mia essenza, straripano dagli argini e , quasi per magia, cominciano a guidare la mia mano su dei fogli bianchi; chi vive come me, spesso immersa in lunghi silenzi, non ha voce, ma scrive.  E’il 2005, un anno particolare in cui decido di andare a vivere da sola per un certo periodo,  e in questo ritrovarmi, inizia il mio percorso tra le righe.  

C’è un tuo racconto o poesia al quale sei più legata, se sì, perché ? 

Comincio dapprima a scrivere racconti, la poesia arriva dopo. Volevo raccontare  qualcosa che mi appartiene, il mondo delle donne, e, in particolare , i loro fardelli, la loro forza, le loro sofferenze, spesso invisibili. Il racconto a cui sono più legata è: “Come un clochard”.  È la storia di una donna che sconvolta dalla violenza dell’uomo che ama, lascia la figlioletta alla zia e decide di ritrovare la propria strada vivendo da clochard. Penso che ogni donna debba ritrovare se stessa principalmente come donna, prima di essere madre. Solo una donna realizzata e gratificata, potrà svolgere serenamente il ruolo di madre

Come riesci a compensare la tua necessità di scrivere con la  vita di tutti i giorni? C’è un momento particolare in cui scrivi ?  

In realtà la necessità di scrivere fa capolino nei momenti di pausa, che non sono molti, perché tra lavoro, famiglia, e altri impegni, corro parecchio. In questo ritmo frenetico devo trovare necessariamente degli spazi di assoluto silenzio,  ed è in questi momenti che  riaffiorano nostalgiche malinconie, respiri di memorie che scandiscono il mio tempo interiore, e dai quali attingo per riempire i miei fogli bianchi

  So che hai vinto diversi premi, qual è stato quello di cui vai più fiera?

In effetti dal 2009, anno in cui è stato pubblicato il mio primo libro, ho cominciato a partecipare ai concorsi letterari, e devo dire che in quasi tutti ho ricevuto premi e riconoscimenti. Ne vado fiera di tutti,  per citarne qualcuno: il Premio Colapesce 2010 dedicato agli eroi di Nassiriya , il premio Ferraù 2013 dedicato al grande poeta della mia città, il Premio Biennale Nobel dell’Arte Montecarlo 2012 dove c’era una giuria internazionale.
Nel 2009 pubblichi  il tuo  primo libro, “Un angelo clochard” edito da  “Armando Siciliano Editore” Vuoi raccontare ai nostri lettori  di che si tratta ?Image

Il libro: “Un angelo Clochard” contiene racconti sull’universo femminile e poesie abbinate ad ogni racconto. Le protagoniste sono donne alla ricerca di un equilibrio, storie di sofferenza, con un comune denominatore: riuscire sempre a ricominciare con dignità e coraggio, non smarrendo mai la via del cuore. Di questo libro la scrittrice Sveva Casati Modignani  ha parlato sul settimanale “Donna Moderna”.

 In seguito nasce una tua  silloge  “La  luna di Meg” pubblicata da “ Aletti editore” Una raccolta a quanto leggo  molto profonda  ed intima. Hai voglia  di dedicarci qualche tuo verso inserito  in queste pagine.

 “La luna di Meg” è una raccolta di poesie. Ecco qualche verso tratto da :“Lui, narratore di aquiloni” una poesia dedicata a mio padre:

Era il giardino della mia infanziImage
su  petali di rugiada
scrivevo  a mio padre
nelle notti senza stelle
e raccontavo i segreti
del mio cammino
coltivavo i suoi sguardi d’amore
nei miei silenzi
annaffiando radici di languidi sogni.

Ecco altri versi tratti dalla poesia: “Donne del Sud” :

Io sono una di loro,
nutrita d’Amore
vagheggio la vita
tra i sentieri del cuore
e aspetto quel treno per vederlo arrivare…

 Il rapporto con le tue origini è molto profondo, cosa ami di più  della tua terra e cosa secondo te andrebbe cambiato?

Della mia terra amo tutto perché è una terra dove il mare con la sua limpidezza ossigena i pensieri,e i monti reggono le sofferenze della povera gente. penso che i figli che partorisce siano speciali proprio perché attraversati dal dolore. Le donne, in particolare, sono forti, e avvicinandole si annusa il calore dei loro sentimenti veri e profondi. La famiglia ancora qui è un valore assoluto. Da cambiare c’è solo la mentalità di quelle poche persone che cercano di vivere fuori della legalità, inquinando questa meravigliosa regione.

Oltre a  scrivere, svolgi una professione a cui io personalmente sono legata. Sei un insegnante di sostegno per ragazzi disabili.  Cosa ti ha dato a livello personale questa esperienza di vita?

Il lavoro di insegnante di sostegno è stata una scelta ben precisa, nata dalla voglia di aiutare i ragazzi con disagi, e dalla consapevolezza che quest’esperienza mi avrebbe arricchita. In più, ho preferito,da sempre, insegnare in scuole cosiddette “a rischio”, frequentate da alunni provenienti da ambienti socio culturali molto degradati. Ho conosciuto storie familiari veramente tristi, mamme che quotidianamente affrontano  problemi di ogni tipo e che spesso sono sole nell’affrontarli. Ho imparato che non si può vivere chiusi nel proprio guscio, ma bisogna guardare sempre intorno e osservare certe realtà, solo così impareremo a vivere meglio la nostra.    

 Hai progetti futuri? Un’ anticipazione per i nostri lettori.

 Una cosa che mi piacerebbe fare in futuro, è portare la poesia nelle piazze, regalare un piccolo sogno alla gente comune, a chi preso dagli affanni quotidiani non riesce più a volare.

 Anche a te come a tutti i nostri ospiti chiedo: Che cos’è L’arte per Rosanna  Affronte ?

Difficile racchiudere l’arte in una definizione, è una comunicazione di diversi tipi di linguaggio, è dare un senso sublime anche ad un granello di sabbia, e tanto altro…io ti spiego cos’è l’arte della poesia con questi miei versi:

È il mondo che respira l’orizzonte
l’assordante alitare di un silenzio
il mare tracimante in un sorriso di luna
È l’infinito che si inebria
nel fluire autunnale
di un borbottare d’anima.

 Ringraziando Rosanna di essere stata nostra ospite, Ricordo ai nostri lettori di vistare il  suo  bellissimo  blog .

http://blog.libero.it/casadelviandante/

  Per acquistare  la sua silloge  La  luna di Meg   http://www.deastore.com/editore/Aletti/24.html?sort_by=publicationdate_desc

Per acquistare “Un angelo clochard”  

http://www.armandosicilianoeditore.it/libro.asp?IDLIBRO=142

“Il bosco senza tempo “ di Stefano Carnicelli

 

ImageHo mirato grandezze che sono una miseria  perchè nei cieli immensi quello che manca è l’aria

Roberto Vecchioni

 

“Il bosco senza tempo “ di Stefano Carnicelli

 Recensione  a cura di Monica Pasero

 

“E poi la felicità svanisce, e tu ti trovi a sopravvivere, prosegui il tuo cammino, chiudendo le porte al ricordo. Vai avanti per ciò che sai fare, che hai sempre fatto. “Il tuo lavoro” L’unica cosa che ti rimane, ma un giorno ti rendi conto che ora hai bisogno d’altro. Così decidi che è tempo di cambiare. Torni indietro, nel luogo della tua crescita, dove nelle memorie di bambino provi a rinascere.

E cosi farà  il protagonista di questo imperdibile romanzo, scritto dalla penna  sensibile di Stefano Carnicelli.  

Riccardo dopo la tragica morte della sua famiglia, ritorna alle sue origini ,accolto con amore dalla gente del  posto. Nella casa che fu dei suoi genitori prova a rincominciare. Un bosco veglia il paese, alto e imponente  abbraccia con i suoi rami il piccolo borgo. In quel bosco, Riccardo scopre la magia di quei luoghi ,tra le fronde del suo grande faggio, vivrà episodi passati che debutteranno nuovamente  nel tempo di oggi, in quelle terre che furono scenario di ieri. Tra queste  vicende non posso che non soffermarmi sul commovente racconto che fa l’autore, interprete in prima persona,di quei tragici momenti di distruzione, durante il  devastante terremoto del Aquila. Pagine piene di speranza, di dolore e di consapevolezza in cui Stefano  Carnicelli con grande amore, testimonia e dedica  una parte del suo libro alla sua città condividendo  con il lettore il suo commovente ricordo, ma “Il bosco senza tempo”  ha tante altre realtà, tra tutte mi sento di  ricordare la tragica e dolcissima  storia di Pluto  ( un uomo ) e il suo commovente cammino  nella  vita, che lo porterà a  vivere un identità bizzarra, ma meravigliosa per lui. Pluto è  solo uno  dei tanti personaggi che troverete in questo incantevole scritto. Un libro che respira,che parla, che racconta, di quanto la vita sia dura, quanto sia difficile  spesso sorridere ancora.

 Un libro che insegna  l’importanza del crederci, del  ricominciare  sempre. Perché tra le fronde di un bosco incantato, la vita  profuma ancora, e in quei luoghi magici ognuno di noi potrebbe riscoprirsi ancora vivo.

Perche “il bosco senza tempo” non è poi così lontano da ognuno di noi, basta chiudere gli occhi e bussare alla propria anima e  un’ebbrezza  profumata d’abete accarezzerà ancora il nostro cammino.  

Scopriamo l’artista con noi… Sandro Napolitano

 “Il mio, è un  messaggio di luce

Imagescritto e rivolto a tutti i cuori”

 Sandro Napolitano

Per la nostra rubrica  “Scopriamo L’artista” oggi ho il piacere di avere con me uno scrittore al quanto singolare, lo definirei uno “Scrittore di Luce” Sì, perché  scrive spinto dalla necessità di lanciare un messaggio forte ai  suoi lettori, illuminando il loro cammino. Ricordando, quanto la nostra vera essenza giunga dal nostro spirito, il quale può guidarci,donando  luce  ad una vita più vera, dove ritrovare  l’amore per se stessi e per  il prossimo. Con noi oggi Sandro Napolitano. 

 

Intervista a cura di Monica Pasero

Sandro, innanzitutto ti  ringrazio della tua presenza e  sono  davvero felice di averti qui! Come prima domanda ti chiedo:  quando hai sentito l’esigenza di scrivere ?

Ciao Monica, sono io che ringrazio te per la tua cordialità, un saluto a tutti. Quando ho cominciato a comprendere la vita automaticamente ho sentito l’esigenza di far percepire alle persone l’infinito bene oltre le apparenze, la scrittura è la forma con cui riesco a trasmettere meglio i miei pensieri.

Tu, nella vita ti occupi di tutt’altro. Come concili la passione della scrittura con il lavoro e la  famiglia ?

Non è assolutamente facile, ma quando ci si trova di fronte a un bene superiore perfino la stanchezza e le incomprensioni diventano tue amiche e si fermano a coccolarti.

Cosa ti affascina nel ricercare soluzioni  inerenti alla nostra esistenza? Cosa ti spinge a proseguire questo tuo viaggio introspettivo ?

La posta in gioco è la più alta in assoluto, questa è l’unica scommessa che possiamo vincere contro la vita e il suo tempo che ci indebolisce, ci invecchia e ci uccide.

 C’è un autore al quale ti ispiri nella tua scrittura?

Da due anni mi interesso degli argomenti inerenti al mio percorso, non mi vanto di certo ma io non ho mai letto molto, perciò non conosco quasi per niente gli autori presenti e passati.

A maggio 2013  nasce  il  tuo  libro suddiviso  in volumi   edito  da “Galassia  Arte” il primo  volume è in commercio  dal  titolo “ La via per il benessere – come scegliere la strada migliore  Vuoi darci qualche anticipazione?Image

Il libro è scritto in forma narrativa, il protagonista è un ragazzo di 16 anni che comincia a comprendere la vita. Ovviamente è un lungo viaggio e molte cose si chiariranno meglio nei volumi successivi, esattamente come nella vita reale questo ragazzo crescerà e dovrà affrontare, in mezzo a molti inganni, i dubbi e le paure che abbiamo tutti prima o poi. In questo modo il lettore può “crescere” insieme al protagonista lungo tutto il percorso.

 Nel tuo libro insegni quanto la vera felicità, si nasconda  nei valori oggi ahimè declassati . Secondo te cosa deve avere un uomo per essere sulla strada della felicità? Qual’ è stato il tuo percorso per giungere  sulla  via del tuo  benessere ?

Credo che un uomo per essere sulla strada della felicità deve dare un senso profondo a quello che fa, e per dare un senso deve fare il percorso della comprensione che porta alla consapevolezza, quello che sto facendo anche io.

 Il tuo libro, penso sia davvero un’opera che valga  la pena d’essere letta. Vorrei che in questo spazio, lanciassi  un  tuo messaggio ai giovani .

Cari giovani, voi che siete il sostegno primo dell’umanità avete bisogno di comprendere chi siete e il vostro valore. Non buttate il vostro futuro nelle mani di chi vi manipola, avete una bussola proprio nel vostro cuore. Imparate a seguirla.

So che sei un uomo di grande fede e così approfitto per farti una domanda forse bizzarra, ma conoscendomi capirai. Se  Dio ti concedesse un solo desiderio cosa chiederesti e perchè ?

La mia grande fede è nell’essenza umana, la stessa essenza che viene dalla fonte del tutto. Non sono in grado di immaginare come è Dio, semplicemente lo ritrovo nell’universo di ogni atomo del creato. Se mi concedesse un desiderio gli chiederei di giocare una partita a carte scoperte tra me e lui, perchè tutti e due giocheremmo per far vincere l’altro.

Progetti futuri ? Un’ anticipazione.

Ovviamente i volumi successivi sono al primo posto, altrimenti quest’opera sarebbe incompleta. Nel secondo volume ci saranno delle evoluzioni sulle tematiche apparse nel primo volume e si tenterà di passare dalle parole ai fatti, il ragazzo crescerà e si scontrerà con la dura realtà della vita di un adulto.

Anche a te, come a tutti i nostri ospiti ti porgo la domanda  di rito :Che cos’è l’arte per Sandro Napolitano ?

    L’arte è l’espressione di chi ha trovato la libertà nella propria vera natura.

Ringraziando Sandro per la sua partecipazione,  ricordo ai nostri lettori  il sito dove poter acquistare la splendida opera  di questo scrittore di Luce   www.edizionigalassiaarte.it

Recensione a cura di Monica Pasero “Ascoltavo le maree” di Guido Mattioni

Image“Ci sono luoghi che non soltanto parlano,

ma ci stanno anche ad ascoltare”

Guido Mattioni

 

Ascoltavo le maree” di Guido Mattioni.  Recensione a cura di Monica Pasero

 

 Un attimo e tutto muta. Così è stato per Alberto protagonista di questa imperdibile storia d’amore e speranza. Nina, il suo unico grande amore muore. Lasciando l’uomo solo con l’  immenso dolore, in una casa e una vita piena di ricordi, che ora non sente più sua. Sopravvivere o lasciarsi morire? Sceglie la vita Alberto, e vola oltreoceano lasciando la sua grigia Milano e il suo vissuto. Destinazione “Savannah”  Luogo a lui caro, scoperto anni  prima insieme alla sua amata Nina. Dove ora decide di ricominciare.

 Un viaggio alla scoperta di questa cittadina, ai luoghi che la contraddistinguono, ma soprattutto alle persone, all’animo e la semplicità di questa gente, che vive i suoi giorni lasciandoseli scorrere, proprio come fa il maestoso “Moon River “attraversando queste terre rigogliose, che profumano ancora di valori veri. E cosi è la sua gente, che sa deliziarsi  del proprio tempo, godendosi appieno la loro esistenza, rallegrandosi nelle piccole cose. Immuni alla frenesia delle grandi metropoli, e sa cibarsi d’emozioni genuine, urlando  al mondo che la vita è un’immensa e bellissima avventura, se la si vede sotto una luce diversa, fatta solo d’essenza e non di materialità.

Alberto seduto su di un vecchio pontile vivrà la vita a “Savannah” I personaggi, i ricordi e tutto  ciò rende così eccezionale questa cittadina. Una narrazione onirica la sua, di un uomo che rinascerà,    assaporando in questo lungo sogno la sua nuova esistenza.

 L’autore è riuscito a cogliere il senso della vita stessa. In frangenti preziosi ci ricorderà il valore ogni secondo passato e  quanto “Vivere “ veramente, non sia privilegio di tutti.

Un libro che senza dubbio ci darà spunti di riflessione, sull’importanza che ha la nostra forza d’animo e la necessità di rinascere per ritrovare la serenità perduta.

Ascoltavo le maree di Guido Mattioni, insegna quanto la gioia si possa trovare anche solo in un volo di merlo.  (BlackBird)

Monica Pasero

 

  

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