Scopriamo l’artista… con noi Stefano Carnicelli

Image“Gli uomini sono come il mare l’azzurro capovolto che riflette il cielo;    sognano di navigare ma non è vero”

Roberto Vecchioni

Nel mio piccolo spazio,oggi ospito un caro amico,che con garbo e disponibilità è entrato sinceramente nel mio cuore. Una persona che oltre essere umanamente valida, è senza dubbio un grande artista della penna.  Il suo scrivere è sentito e pieno di valore, per “Scopriamo l ‘artista” è con noi oggi lo scrittore Stefano Carnicelli

Intervista a cura di Monica Pasero

Caro Stefano, la mia prima  domanda forse sarà banale, ma credo che sia anche importante per definire un po’ la tua passione. Rammenti il tuo primo scritto? Quando hai sentito il bisogno di scrivere ?

Sono un divoratore di libri. Amo leggere per catturare, dalle mie letture, emozioni profonde che aiutano a vivere e capire. In passato ho scritto alcune cose ma senza avviare un vero progetto creativo. I miei primi scritti? Ai tempi della scuola, quando scrivevo rime per scherzare e prendere bonariamente in giro professori e compagni di classe. La scrittura che ha visto nascere “Il cielo capovolto”, invece, è una scrittura quasi di rabbia; un modo per alleviare e scaricare un malessere dell’anima che viveva, da tempo, dentro di me. Ho percepito il bisogno di scrivere quasi fosse una terapia. Sono stato meglio ed oggi, a distanza di tempo, sono felice di aver avviato questo percorso di vita, emozioni e scrittura. C’è molta fantasia nel mio romanzo anche se lo stesso prende spunto da una triste vicenda che mi ha colpito in prima persona: la morte improvvisa di mio Padre.

Nel 2011 nasce il tuo primo romanzo “ Il Cielo Capovolto” edito da  Prospettiva editrice Image.Un romanzo  che ho avuto il piacere di leggere, e oltre a essere un romanzo che tocca temi importanti come il rapporto e l’amore tra un padre e un figlio, è anche un libro di riflessione  su quanto la nostra esistenza può mutare in un soffio  e tutti i nostri equilibri spezzarsi. Da lì la forza di  andare avanti come fa Francesco il giovane protagonista del tuo libro. Hai voglia  di raccontarci un po’di lui?  

Francesco è un ragazzo dei nostri giorni. Ama la vita, ama lo sport, ama il rapporto che ha con suo padre Mario. E’ un giovane positivo e ben disposto verso il futuro ma all’improvviso viene toccato duramente dal destino. Smarrisce la sua guida, si perde nella strada della vita. Tra le macerie della sua esistenza, però, è sempre viva la speranza e la forza di credere nei sogni … Francesco è un sognatore.

In questo romanzo, fa da colonna sonora  la splendida musica di Roberto vecchioni, che riaffiora in versi tra queste emozionanti  pagine.  Cantautore a cui tu sei molto legato immagino, Quale tra i suoi brani è quello che ami di più?

“Il cielo capovolto” è il titolo di un brano (e dell’album) straordinariamente bello di Roberto Vecchioni. Provate a pensare al cielo, decisamente immobile e stabile come le donne mentre il mare, che rappresenta l’uomo, appare burrascoso ed in perenne movimento; l’uomo con la sua disperata rabbia di copiare il cielo. Nel mio romanzo “Il cielo capovolto” è il nome di un villaggio meraviglioso dove la magia dei colori avvicina, per fondere, il cielo ed il mare; l’uomo e la donna, l’universo tutto. Oltre a questa stupenda canzone, vorrei citare “Sogna, ragazzo, sogna”, un inno alla vita, al sogno … bellissima! Nel libro, cito anche diverse canzoni di Ivano Fossati. I due protagonisti maschili amano scoprire la profondità ed i contenuti dei testi dei due cantautori. In particolare scoprono che molte vicende che la vita propone, vengono ben rappresentate tra i testi delle canzoni. Sono convinto che molte canzoni di questi cantautori, per chi sa veramente ascoltare, siano rare perle di cultura e di ottima musica. Potrei dire che per i brani citati, il romanzo presenta una sua naturale colonna sonora. Mi sento molto legato a Roberto Vecchioni anche perché ho avuto la fortuna di conoscerlo. Sono stato tra gli organizzatori del concerto del 2010, anno in cui Roberto donò alla mia città, L’Aquila, duramente colpita dal sisma, un meraviglioso concerto acustico.

Il tuo libro ha una prefazione di tutto rispetto fatta dal premio Campiello 2005 “Pino Roveredo”  Questa vostra  collaborazione come nasce? Ti va di raccontarcelo ?

E’ venuto a L’Aquila nel 2010 con Roberto Vecchioni. Pino moderò l’incontro aquilano in cui presentammo il romanzo “Meglio dirselo” di Daria Colombo (moglie di Roberto). Ho avuto modo di scoprire che Pino Roveredo, oltre ad essere un grande scrittore, è un uomo estremamente sensibile e molto attivo nel sociale. Si mostrò disponibile a guardare il mio manoscritto (prima della pubblicazione) e quasi inaspettatamente  (provate a pensare gli impegni che può avere un uomo come Pino) mi donò le deliziose parole che si possono leggere nella prefazione. Pino non è stata una meteora. E’ tornato altre due volte a L’Aquila anche per vedere coma vanno le cose dopo il terremoto del 6/4/2009. Direi una persona straordinaria che ha arricchito e arricchisce la mia esistenza. Image

Oltre ad essere un valido scrittore, sei anche un ottimo giornalista.  Conduci la trasmissione “Non sperate di liberarvi dei libri” su LAQTV (canale 114 del digitale terrestre).vuoi raccontarci qualcosa in più sui questa tua esperienza?

Nasce da un’idea dell’amico Luca Bergamotto, direttore di questa dinamica TV locale. Mi propose di mettere su un programma sui libri. Abbiamo cercato di creare un format breve (20-25 minuti) in cui racconto, con spunti critici, un romanzo. Una bella voce narrante, poi, propone degli “assaggi” del libro. E’ una bella esperienza che porto avanti con passione ed impegno, in ciò aiutato e supportato dagli amici dell’AQTV.

Stefano,  tu sei anche papà! Cosa diresti a tuo figlio, se un giorno volesse entrare anche lui  in questo mondo .Come dovrebbe porsi, per non  rimanere troppo deluso e tutelarsi dalle innumerevoli  false promesse che dilagano in questo ambiente?  

Dovrebbe porsi con grande umiltà e con passione. Qualsiasi cosa farà, l’importante è farla con passione. E’ un po’ il mio motto di vita. Io non vivo di scrittura. Seguire questa passione, addirittura, significa sostenere anche delle spese, ma l’amore per la scrittura e la lettura sono ben superiori ai sacrifici che sostengo. E’ un mondo difficile e particolare dove i sogni possono infrangersi duramente. E’ necessario un approccio adeguato, senza idee immense. Nel mio piccolo, sono felice nel sapere che i miei lettori hanno apprezzato la mia scrittura perché ho trasmesso loro delle emozioni. Sono pochi, lo so, ma sono pur sempre lettori attenti che hanno letto il romanzo. L’amico editore Andrea Giannasi dice che quando si raggiunge il cuore di un nuovo lettore, sia pure un solo lettore, è pur sempre un successo. Per il resto, consiglierei di stare lontano dalle facili promesse … meglio contare sulle proprie forze, c’è più certezza!

So, che è in elaborazione il tuo prossimo libro! Un’ anticipazione ?

“Il bosco senza tempo”, questo è il titolo, è ormai una realtàdi questi giorni. Lo presenterò a Torino, al Salone del Libro 2013, il 18 maggio ore 10,30 presso la Sala Avorio. Andrea Giannasi e Prospettiva editrice mi affiancheranno in questa nuova avventura editoriale. Siamo pronti per decollare …

Anche a te come  è di consuetudine in questo spazio ti chiedo: Che cos’è l’arte per Stefano Carnicelli ?

L’arte è la bellezza che appare al nostro sentire, sono le emozioni che invadono il cuore. Ho un concetto ampio dell’arte. Quando mi emoziono mentre guardo un quadro, leggo un libro, ascolto un brano, vuol dire che sto assorbendo arte e sto vivendo d’arte. Per quanto mi riguarda, nella mia vita sono alla ricerca continua di arte. Cerco di scovarla ovunque; una ricerca che rende bella la vita

Ringraziando Stefano ,per avermi rilasciato questa emozionante intervista, allego per voi amici e lettori  un sito dove  potete acquistare il suo libro.

http://www.ibs.it/code/9788874186570/carnicelli-stefano/cielo-capovolto.html

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