Scopriamo l’artista… con noi Stefano Carnicelli

Image“Gli uomini sono come il mare l’azzurro capovolto che riflette il cielo;    sognano di navigare ma non è vero”

Roberto Vecchioni

Nel mio piccolo spazio,oggi ospito un caro amico,che con garbo e disponibilità è entrato sinceramente nel mio cuore. Una persona che oltre essere umanamente valida, è senza dubbio un grande artista della penna.  Il suo scrivere è sentito e pieno di valore, per “Scopriamo l ‘artista” è con noi oggi lo scrittore Stefano Carnicelli

Intervista a cura di Monica Pasero

Caro Stefano, la mia prima  domanda forse sarà banale, ma credo che sia anche importante per definire un po’ la tua passione. Rammenti il tuo primo scritto? Quando hai sentito il bisogno di scrivere ?

Sono un divoratore di libri. Amo leggere per catturare, dalle mie letture, emozioni profonde che aiutano a vivere e capire. In passato ho scritto alcune cose ma senza avviare un vero progetto creativo. I miei primi scritti? Ai tempi della scuola, quando scrivevo rime per scherzare e prendere bonariamente in giro professori e compagni di classe. La scrittura che ha visto nascere “Il cielo capovolto”, invece, è una scrittura quasi di rabbia; un modo per alleviare e scaricare un malessere dell’anima che viveva, da tempo, dentro di me. Ho percepito il bisogno di scrivere quasi fosse una terapia. Sono stato meglio ed oggi, a distanza di tempo, sono felice di aver avviato questo percorso di vita, emozioni e scrittura. C’è molta fantasia nel mio romanzo anche se lo stesso prende spunto da una triste vicenda che mi ha colpito in prima persona: la morte improvvisa di mio Padre.

Nel 2011 nasce il tuo primo romanzo “ Il Cielo Capovolto” edito da  Prospettiva editrice Image.Un romanzo  che ho avuto il piacere di leggere, e oltre a essere un romanzo che tocca temi importanti come il rapporto e l’amore tra un padre e un figlio, è anche un libro di riflessione  su quanto la nostra esistenza può mutare in un soffio  e tutti i nostri equilibri spezzarsi. Da lì la forza di  andare avanti come fa Francesco il giovane protagonista del tuo libro. Hai voglia  di raccontarci un po’di lui?  

Francesco è un ragazzo dei nostri giorni. Ama la vita, ama lo sport, ama il rapporto che ha con suo padre Mario. E’ un giovane positivo e ben disposto verso il futuro ma all’improvviso viene toccato duramente dal destino. Smarrisce la sua guida, si perde nella strada della vita. Tra le macerie della sua esistenza, però, è sempre viva la speranza e la forza di credere nei sogni … Francesco è un sognatore.

In questo romanzo, fa da colonna sonora  la splendida musica di Roberto vecchioni, che riaffiora in versi tra queste emozionanti  pagine.  Cantautore a cui tu sei molto legato immagino, Quale tra i suoi brani è quello che ami di più?

“Il cielo capovolto” è il titolo di un brano (e dell’album) straordinariamente bello di Roberto Vecchioni. Provate a pensare al cielo, decisamente immobile e stabile come le donne mentre il mare, che rappresenta l’uomo, appare burrascoso ed in perenne movimento; l’uomo con la sua disperata rabbia di copiare il cielo. Nel mio romanzo “Il cielo capovolto” è il nome di un villaggio meraviglioso dove la magia dei colori avvicina, per fondere, il cielo ed il mare; l’uomo e la donna, l’universo tutto. Oltre a questa stupenda canzone, vorrei citare “Sogna, ragazzo, sogna”, un inno alla vita, al sogno … bellissima! Nel libro, cito anche diverse canzoni di Ivano Fossati. I due protagonisti maschili amano scoprire la profondità ed i contenuti dei testi dei due cantautori. In particolare scoprono che molte vicende che la vita propone, vengono ben rappresentate tra i testi delle canzoni. Sono convinto che molte canzoni di questi cantautori, per chi sa veramente ascoltare, siano rare perle di cultura e di ottima musica. Potrei dire che per i brani citati, il romanzo presenta una sua naturale colonna sonora. Mi sento molto legato a Roberto Vecchioni anche perché ho avuto la fortuna di conoscerlo. Sono stato tra gli organizzatori del concerto del 2010, anno in cui Roberto donò alla mia città, L’Aquila, duramente colpita dal sisma, un meraviglioso concerto acustico.

Il tuo libro ha una prefazione di tutto rispetto fatta dal premio Campiello 2005 “Pino Roveredo”  Questa vostra  collaborazione come nasce? Ti va di raccontarcelo ?

E’ venuto a L’Aquila nel 2010 con Roberto Vecchioni. Pino moderò l’incontro aquilano in cui presentammo il romanzo “Meglio dirselo” di Daria Colombo (moglie di Roberto). Ho avuto modo di scoprire che Pino Roveredo, oltre ad essere un grande scrittore, è un uomo estremamente sensibile e molto attivo nel sociale. Si mostrò disponibile a guardare il mio manoscritto (prima della pubblicazione) e quasi inaspettatamente  (provate a pensare gli impegni che può avere un uomo come Pino) mi donò le deliziose parole che si possono leggere nella prefazione. Pino non è stata una meteora. E’ tornato altre due volte a L’Aquila anche per vedere coma vanno le cose dopo il terremoto del 6/4/2009. Direi una persona straordinaria che ha arricchito e arricchisce la mia esistenza. Image

Oltre ad essere un valido scrittore, sei anche un ottimo giornalista.  Conduci la trasmissione “Non sperate di liberarvi dei libri” su LAQTV (canale 114 del digitale terrestre).vuoi raccontarci qualcosa in più sui questa tua esperienza?

Nasce da un’idea dell’amico Luca Bergamotto, direttore di questa dinamica TV locale. Mi propose di mettere su un programma sui libri. Abbiamo cercato di creare un format breve (20-25 minuti) in cui racconto, con spunti critici, un romanzo. Una bella voce narrante, poi, propone degli “assaggi” del libro. E’ una bella esperienza che porto avanti con passione ed impegno, in ciò aiutato e supportato dagli amici dell’AQTV.

Stefano,  tu sei anche papà! Cosa diresti a tuo figlio, se un giorno volesse entrare anche lui  in questo mondo .Come dovrebbe porsi, per non  rimanere troppo deluso e tutelarsi dalle innumerevoli  false promesse che dilagano in questo ambiente?  

Dovrebbe porsi con grande umiltà e con passione. Qualsiasi cosa farà, l’importante è farla con passione. E’ un po’ il mio motto di vita. Io non vivo di scrittura. Seguire questa passione, addirittura, significa sostenere anche delle spese, ma l’amore per la scrittura e la lettura sono ben superiori ai sacrifici che sostengo. E’ un mondo difficile e particolare dove i sogni possono infrangersi duramente. E’ necessario un approccio adeguato, senza idee immense. Nel mio piccolo, sono felice nel sapere che i miei lettori hanno apprezzato la mia scrittura perché ho trasmesso loro delle emozioni. Sono pochi, lo so, ma sono pur sempre lettori attenti che hanno letto il romanzo. L’amico editore Andrea Giannasi dice che quando si raggiunge il cuore di un nuovo lettore, sia pure un solo lettore, è pur sempre un successo. Per il resto, consiglierei di stare lontano dalle facili promesse … meglio contare sulle proprie forze, c’è più certezza!

So, che è in elaborazione il tuo prossimo libro! Un’ anticipazione ?

“Il bosco senza tempo”, questo è il titolo, è ormai una realtàdi questi giorni. Lo presenterò a Torino, al Salone del Libro 2013, il 18 maggio ore 10,30 presso la Sala Avorio. Andrea Giannasi e Prospettiva editrice mi affiancheranno in questa nuova avventura editoriale. Siamo pronti per decollare …

Anche a te come  è di consuetudine in questo spazio ti chiedo: Che cos’è l’arte per Stefano Carnicelli ?

L’arte è la bellezza che appare al nostro sentire, sono le emozioni che invadono il cuore. Ho un concetto ampio dell’arte. Quando mi emoziono mentre guardo un quadro, leggo un libro, ascolto un brano, vuol dire che sto assorbendo arte e sto vivendo d’arte. Per quanto mi riguarda, nella mia vita sono alla ricerca continua di arte. Cerco di scovarla ovunque; una ricerca che rende bella la vita

Ringraziando Stefano ,per avermi rilasciato questa emozionante intervista, allego per voi amici e lettori  un sito dove  potete acquistare il suo libro.

http://www.ibs.it/code/9788874186570/carnicelli-stefano/cielo-capovolto.html

Sei personaggi in cerca d’autore

Quando i personaggi si dimostrano più veri delle persone reali

Sei personaggi in cerca d'autore teatroIn attesa di potermi rileggere il testo teatrale questa sera ho deciso di godermi nuovamente lo spettacolo teatrale, in dvd, del dramma “Sei personaggi in cerca d’autore” scritto da Luigi Pirandello; dramma che ebbi modo di vedere, per la prima volta, in teatro, al Teatro Carcano di Milano, quando frequentavo l’ultimo anno delle superiori e che poi, io acquistai, anni fa, allorquando uscirono in dvd alcuni spettacoli di Pirandello, in dvd appunto.

In un teatro non bene identificato e, del resto, poco importa di quale teatro, in particolare, si tratti, una compagnia, anche qui non ben identificata, si sta preparando a provare la commedia di Luigi Pirandello intitolata “Il giuoco delle parti”. Sul palcoscenico vanno in scena le piccole scenette della vita quotidiana di una compagnia di teatro, chi arriva in ritardo, chi deve ripassare le parti che faticano ad entrargli in testa, chi, con sufficienza, si pone a confronto con gli componenti della compagnia, e così via. Quando, dopo tutti gli intoppi, piccoli e grandi, la compagnia è ormai pronta a cominciare, anzi comincia, la prova della commedia pirandelliana ecco che sulla scena compaiono sei personaggi che paiono, o forse sono, sbucati dal nulla. Alla normale, quasi scontata direi, domanda del capocomico su chi siano, quello che tra i sei veste i panni del Padre rivela che essi sono personaggi. Sì, personaggi, “vivi e reali” ai quali l’autore, dopo aver dato loro la vita ideandoli, non ha però poi avuto il coraggio o la forza di permetter loro di mettere in scena il loro dramma personale.

Immaginatevi la sorpresa, l’ilarità in certi casi, della compagnia di attori a vedersi piombare lì, in scena, così, all’improvviso, quei sei strani figuri che dicono, anzi pretendono, di essere dei personaggi e di essere più veri e reali degli attori stessi. È infatti sempre il Padre, ad un certo punto, che, rivolto al capocomico poi assurto al rango di autore, dichiara che sì, è vero, loro, in quanto personaggi, creati da un autore, con un’esistenza prefissata, una vita stabilita e scritta sulla carta, sono più reali di qualunque persona reale, financo il loro autore, che gode in una vita che può cangiare di giorno in giorno.

I sei personaggi riescono ad intrigare con la propria vicenda il capocomico il quale decide di accettare il ruolo di loro autore e mette in scena, o meglio permette loro di mettere in scena, il dramma del quale essi sono portatori. E la storia comincia a dipanarsi e, nel corso del primo atto, fa la sua comparsa, una comparsa breve e fugace il settimo dei sei personaggi, quello tra loro che non è in cerca di un autore ma che è il motore di tutto il primo atto: Madama Pace, una donna che, dietro la rispettabile facciata di un negozietto di sartoria, nasconde, nel retrobottega, la realtà di una “casa equivoca”. Qui, nella stanza ubicata nel retrobottega del negozio di Madame Pace, si compie l’incontro, dopo tanti anni tra il Padre e la Figliastra; incontro che, per poco, proprio per pochissimo, non sfocia in qualcosa di molto più intimo. Dopo questo incontro il Padre accetta di riportare sotto il proprio tetto la Figliastra, la Madre, colei che fu sua moglie, e i due figlioletti nati anch’essi dal secondo matrimonio di lei. Questo improvviso piombare in casa di quei quattro “nuovi venuti” provoca la ribellione del Figlio Legittimo il quale, con sdegno, si rifiuta di insegnare la propria parte fino a che, costretto, non rivela quello a cui gli è capitato di assistere, e quello di cui è stato protagonista nel giardino della casa; il ritrovamento del corpo della sorellina annegata e il seguente suicidio del fratellino. Dopo un vibrante battibecco, per così dire, tra il Padre e colui che, nella finzione scenica dovrebbe vestirne i panni, nel quale il secondo, non credendo alla morte del ragazzino, urla “Finzione!” ed il Padre che di rimando urla “Ma quale finzione? Realtà!” la scena si chiude con i sei personaggi, o meglio quelli che dei sei personaggi sopravvivono, lasciano la scena e il capocomico che, dopo aver constatato che oramai si è fatto tardi per le prove, dice alla compagnia di tornare in serata e, dopo aver ordinato il “Buio in sala!”, lascia a sua volta il teatro. Sulla scena, ormai buia, il sipario si riapre sui sei personaggi, in ombra, che tornano, tutti, un’ultima volta alla ribalta per poi ritirarsi, a loro volta, dalla scena.

Copertina libro Sei personaggi in cerca d'autore

Il Genio e il Critico

Harold Bloom è senza alcun dubbio il più influente e quotato tra i critici letterari in America e nel Mondo. Famosi sono i suoi libri che si occupano dei vari ambiti della Letteratura e della Critica letteraria. In quello che è forse il suo più voluminoso, essendo un tomo di più di novecento pagine, lavoro, ossia il libro intitolato “Il genio“, sottotitolo “Il senso dell’eccellenza attraverso le vite di cento individui non comuni”, il grande critico letterario riserva uno spazio, o meglio un ritratto, al “Genio di Girgenti”, al secolo Luigi Pirandello.

Di Luigi Pirandello Harold Bloom prende in considerazione, in maniera particolare, nel suo ritratto l’attività di commediografo e drammaturgo.

Harold Bloom prende, a questo scopo, in considerazione due dei drammi forse più noti di Luigi Pirandello, ovvero “Sei personaggi in cerca d’autore” e  “Enrico IV“.

Tra questi due drammi poi Harold Bloom prende in esame, in maniera particolare, l'”Enrico IV“.

Questo perchè in “Enrico IV” il critico statunitense ravvisa un accostamento con un’opera del Bardo di Stratford-upon-Avon, al secolo William Shakespeare, suo particolare “pupillo”. Quest’opera shakespeariana è “Amleto“.

Un “Amleto” rivisto, per così dire, da Luigi Pirandello in chiave ibseniana.

Tornando, in conclusione, per un attimo sul primo dei due drammi pirandelliani presi in considerazione da Harold Bloom nel ritratto dedicato al “Genio di Girgenti”, ossia a “Sei personaggi in cerca d’autore“, il critico vede e credo a giusta ragione il personaggio più “vivo” della “compagnia” di personaggi reali piombati di peso nella finzione scenica della compagnia di teatranti intenti, si fa per dire, a provare “Il giuoco delle parti“, non tanto in uno dei “Sei personaggi in cerca d’autore” quanto, invece, nel settimo personaggio, l’unico del gruppo non in cerca d’autore. Questo personaggio che brilla in maniera particolare per il critico statunitense e la tenutaria del bordello nel quale il Padre arriva sul punto di avere un rapporto carnale con la Figliastra, rapporto evitato per il proverbiale pelo, ovvero Madame Pace, nome nel quale Bloom non può non ravvisare una certa ironia.

Personalmente non posso che gioire per il fatto che autori, i più svariati, si occupino di Luigi Pirandello. Lo facciano pure, come direbbe lo stesso Pirandello,  “Ciascuno a suo modo“.

Il fatto che, pur in maniere diverse e non sempre “canoniche”, tanti autori, ancora oggi, si trovino, anche solo per poco tempo, ad occuparsi di Luigi Pirandello non può che risultare di giovamento alla memoria del Grande Autore siciliano e della sua straordinaria opera!

Grazie infinite a tutte e tutti voi ed a presto!

Buona domenica!

Con simpatia!

Recensione a cura di Monica Pasero

 Cuori nella torment@ di Gianfranco IovinoImage

 Un romanzo che accomuna una realtà sempre più diffusa nei nostri giorni, legata alla comunicazione virtuale. Un modo nuovo per conoscersi, che però parecchi vivono come il tramontare delle relazioni umane.

In questo romanzo, si percepisce la solitudine che spesso convive in molti di noi e che spesso viene in qualche modo può  sopperire l’amato e odiato mondo virtuale.

In un attimo entri nella vita di un’altra persona, così accade ai due protagonisti di questa dolcissima storia, scritta dalla vivace e appassionata penna di Gianfranco Iovino.

 I due protagonisti del romanzo, entrambi con una vita diversa e sofferta, si ritrovano a chattare e scoprirsi affini; li definirei davvero “Due cuori in torment@”

Una storia che insegna quanto le sensazioni,le intuizioni, possono sopperire alla mancanza di certezze. Il fidarsi del proprio istinto,continuare ad inseguire una sensazione spesso può essere un’utopia, ma in alcuni casi può davvero portare alla felicità. Così accade a Luca che per noia entra in questo mondo a lui sconosciuto accedendo per caso ad una community, dove incontra Ginevra. Inizia subito un dialogo tra i due. Luca ragazzo in carriera lontano dagli affetti, si affeziona alla figura ambigua di Ginevra che non  svelerà la sua vera identità al giovane.  Si apre tra i due uno scambio di mail in cui Luca si racconta, necessitando del confronto con questa sua nuova amicizia virtuale.

Qui, mi giunge  spontanea una riflessione :  in questo frangente viene meno il bisogno di identificare una persona e prevale l’istinto. La necessità di comunicare senza secondi fini è senza dubbio più forte.

 Luca non fermerà il suo intuito e le lettere le mail si susseguiranno nel tempo. L’ambigua Ginevra si svelerà? Questo tocca a  voi a scoprirlo.

 Leggendo questo romanzo ,sono stata  catturata già dalle sue primissime pagine e trasportata in quel mondo dove solo l’istinto ti può guidare.Non vi svelerò altri passaggi,sarete voi a capire quanto la caparbietà e il credere nelle proprie sensazioni porti all’apicedella propria felicità.  

“Cuori nella torment@ “ è un libro per chi ancora crede nel proprio istinto e lotta  per ciò che realmente vuole.

Monica Pasero

Vi allego alcuni link utili per conoscere meglio questo romanzo
 

http://www.lauracaponeeditore.com/cuori-nella-tormenta

http://www.youtube.com/watch?v=Qb3rsXWm87k

Scopriamo… il giallo a puntate

Salve a tutti!

Rieccomi tornare tra queste pagine per una nuova iniziativa promozionale, anzi autopromozionale.

Il fatto è che oggi ho deciso di rimettere in Rete, su Amazon le prime due puntate del mio “Giallo a puntate” dal titolo (ballerino, anzi che no!) di “Il carro davanti ai buoi”.

Le avevo levate in un raptus di incertezza circa il futuro di questo mio strano racconto, che io chiamo giallo ma non sono ancora certo di cosa salterà fuori una volta finito, se mai lo finirò.

Per ora devo dire che la classificazione di giallo gli sta ancora bene; per l’avvenire si vedrà!

Comunque sia…

Dopo aver rimesso in gioco le prime due puntate ho deciso di lanciare, anche per questi miei racconti (pseudo) gialli l’iniziativa che già ha sortito un successo oltre ogni più rosea aspettativa, con i miei due altri ebook “Storie londinesi” e “Riposare in collina“.

Ho infatti deciso che, a partire da domani e fino a tutta domenica prossima, “Lo scrittore d’assalto“, “I mal di testa dell’ispettore capo” e “Le prime indagini”  saranno distribuiti gratuitamente.

Quindi per quanti tra voi sono curiosi di scoprire il mio raccontino giallo questa sarà, senza dubbio, un’ottima occasione!

Non fatevela scappare, mi raccomando! 🙂

Grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e Buon proseguimento di settimana!

Con simpatia!

Scopriamo l’artista con noi… Alfredo Betocchi

 ImageScrivere è passione

 è impegno

è anche lasciare

 un piccolo

 segno di noi

nella storia”

Monica Pasero

 Oggi nel mio spazio ho un grande amico. Io lo chiamo spesso prof e lui sottolinea: “Prego maestro elementare!” Ma lui non è solo un maestro elementare, è un uomo generoso con grandi valori umani e, se non bastasse, un valido storico che nei suoi innumerevoli viaggi e ricerche ha ampliato la sua cultura proprio in questo campo .Ho il grande piacere di avere qui con me a “Scopriamo l’artista” lo scrittore e storico Alfredo Betocchi.

INTERVISTA A CURA DI MONICA PASERO

 

Alfredo tu nasci in un paese straniero che di storia la dice lunga e provieni da Atene. Vuoi raccontarci come mai sei venuto in Italia?

E’ presto detto: mio padre era un chimico tessile e prima della Seconda Guerra Mondiale era andato in Grecia per collaborare con una fabbrica di tessuti di seta.

 Lì ha conosciuto mia madre, italiana che viveva ad Atene. Dopo la guerra, nel 1951, sono nato io. Quando raggiunsi l’età scolare, i miei genitori decisero di tornare in Italia. Ci recammo a Milano poi, dopo un anno, venimmo a Firenze dove tutt’ora vivo con la mia famiglia.

Tra i tanti paesi che hai visitato, ce n’é uno in particolare che ti è rimasto nel cuore?

Certamente la Svizzera. Si è rivelata una vera sorpresa. Conosciuta come un paese neutrale e pacifico, mi ha rivelato un cuore guerriero e battagliero. Pensa che fino al 1848 si combattevano fra Cantoni. Ci sono più armerie che chiese, ma il paesaggio è da sogno. Montagne dall’aria cristallina e torrenti gelati. 

So, che tu hai una grande passione per le bandiere e organizzi anche dei convegni a livello europeo su tale argomento. Vuoi approfondire con noi  in che consistono e che utilità  hanno? Image

 

L’amore per le bandiere nasce sin da quando ero alle scuole medie. Mi hanno sempre affascinato con i loro allegri disegni multicolori. Poi da adulto ho messo a frutto questa passione, associandomi a un Centro Studi Italiano. Attraverso questo, ho conosciuto moltissime persone in tutto il mondo e altre Associazioni di appassionati. Ho promosso anche in Italia i convegni che vedevo riunire all’estero. Ne ho organizzati ben cinque nella mia città.  

Passiamo all’Alfredo scrittore: quando nasce questo tuo bisogno di scrivere?

Da studente sono sempre stato bravo in italiano, così ho cominciato con lo stilare i volantini per passione politica e a scrivere articoli d’attualità su giornalini scolastici. In seguito all’amore per la Vessillologia, che è lo studio della storia delle bandiere del mondo, antiche e moderne, ho pubblicato articoli di settore su periodici italiani e stranieri, in inglese e francese. Infine mi è piaciuto collaborare con pubblicazioni fiorentine, scrivendo articoli divertenti, romantici e di varia cultura come la musica, biografie, la storia, la cronaca e la politica.

Nasce nel 2010 il tuo primo libro “L’orologio della torre antica” che ho avuto modo di leggere, trovandolo avvincente e di scorrevole lettura. Spazia tra il fantasy e storia, due generi a te molto cari. Vuoi dire qualcosa di più su questo tuo primo romanzo ai nostri lettori ?Image

L’idea di questo primo romanzo è nata da un sogno ricorrente che facevo da bambino. Entravo in una torre di pietra e trovavo un orribile spettro. Il sogno si è ripresentato una notte di mezza estate del 2007. Ho voluto perciò segnare su carta questo evento. Da lì è nato il progetto per scrivere il mio primo libro. E’ la storia di una ragazza mora, molto bella, che nel XIII secolo s’innamora di un nobile del suo paese. Poi il destino dividerà i due amanti e lei verrà colpita da un grande dolore. A causa di ciò, grazie all’aiuto di una maga, diventa una terribile strega immortale. Si vendicherà per ben 673 anni, raggiungendo il 1963. Coinvolgerà nella sua vendetta molti altri personaggi del libro finché qualcuno non interromperà questo Grande Male e troverà alla vicenda un lieto fine. E’ un racconto tutto al femminile. Una favola dove è la Principessa che, alla fine, accorre e salva il suo Principe Azzurro. 

  Dal  cartaceo ti modernizzi e scegli per il tuo secondo lavoro il formato ebook  con un nuovo avvincente fantasy  “La maga Tara”, legato al tuo primo romanzo vuoi parlarcene ?

 Image

Il titolo si riferisce a un personaggio minore, ma determinante per la conclusione del primo romanzo. In questo secondo libro si racconta la biografia, sin dalla sua nascita nel 1229, della maga Tara. Mi è piaciuto intrecciare questa storia antica con un giallo moderno: un delitto al Museo Etrusco di Arezzo, avvenuto nel 1963. La vicenda moderna è ambientata negli anni ’80, quindi vent’anni dopo la conclusione del primo libro.

Alfredo, se dovessi dare un consiglio ai giovani emergenti che vogliono intraprendere questa strada cosa diresti loro?

 Consiglierei di avere costanza e coraggio perché le difficoltà sono enormi, ma non insormontabili. Li aspetteranno delusioni e gioie. Se sapranno essere determinati nei loro obiettivi raggiungeranno sicuramente, se non il successo, almeno la soddisfazione di vedere il frutto delle loro fatiche rilegato e pubblicato.

   So che hai altri sogni nel cassetto: un anticipazione?

Ci ho preso gusto a scrivere e mi diverto. Dopo questi due romanzi, ne ho scritto un terzo ambientato nell’Egitto dei nostri giorni. E’ una storia avventurosa e mozzafiato nella quale si troverà pure un faraone redivivo. Il titolo? “Ramesse XI”

Adesso sto lavorando a un libro storico intitolato “Aquileia”. Parla del tempo dell’invasione di Attila e dei suoi guerrieri unni in Italia. Anche qui la vicenda storica è intrecciata ad una storia d’amore. In quei tempi cupi e scellerati i personaggi trovano il tempo per un intrigante triangolo d’amore. Non dirò altro per lasciare che la curiosità roda i lettori. Forse questi due ultimi romanzi li pubblicherò l’anno prossimo. Seguitemi su Facebook!

Anche a te la domanda di rito: che cos’è l’arte per Alfredo Betocchi?

L’arte è l’espressione qualitativa più alta che l’uomo abbia sviluppato sin dal paleolitico e che lo contraddistingue dagli altri esseri viventi della Terra.

 Ringraziandoti per la tua cortesia, ricordo ai nostri lettori i link

 Per acquistare il tuo Fantasy  “L’orologio della torre antica”

Contattate  Alfredo alla sua pagina Facebook https://www.facebook.com/alfredo.betocchi?fref=ts

 Il suo ebook  è scaricabile in formato Kindle  su questo sito

http://www.amazon.it/LOrologio-della-torre-antica-ebook/dp/B00BHYZTEK

 

 

 

 

 

 

Scopriamo l’artista con noi … Cristian Sotgiu

Non sono un poeta

Imagenon so esprimermi in parole

come potrei spiegarti l’amore

È un riflesso secondo me….

lo guardi lo vedi

Ci butti l’anima dentro

e lui c’è”

Cristian Sotgiu

Oggi nel mio spazio con vera emozione  parlerò di un ragazzo apparentemente come tanti .Un lavoro, amici, famiglia eppure lui hai qualcosa che lo contraddistingue dalla massa : lui ha la freschezza nell’ anima, la purezza nel cuore e l’umiltà che lo porterà in alto.Un giovane talento oggi a “Scopriamo L’artista” Cristian Sotgiu , in lui vive l’arte della sensibilità, dote davvero rara oggi.

Intervista a cura di Monica Pasero

Cristian  rammenti  quando è stata la prima volta che hai scritto e hai compreso che amavi farlo

Ciao Monica, innanzitutto volevo darti un ti voglio bene plateale, sei realmente una magnifica persona e ci tengo che in tanti lo sappiano. Che ti posso dire, scrivo da tanto e solo ora sto uscendo dal guscio della timidezza nell’espormi.  I miei primi scritti sono testi musicali, alcuni poi li ho ristretti e ho composto delle belle poesie, piccoli racconti, altri son rimasti testi. Magari un giorno quando diventerò intonato proverò a cantarli ( cosa che non credo accadrà e, sentendomi cantare mi daresti ragione)Sono partito dalla musica, adoro il modo in cui mi scombussola l’anima!Scrivo con lei. Dal primo testo “Quel che sei”  e che ora sto rileggendo grazie a te,non mi son più fermato.C’e un bel rigo che dice:“E  poi ti senti forte,ma è una corazza fatta ad arte. Cammini un po’ in disparte e dal mazzo scegli le tue carte.”Datato 29-12-1999….avevo 16 anni.

La tua espressività non ha limiti,tu scrivi ovunque: su vetri, muri, fogli di carta … ogni posto è      buono quando l’ispirazione ti assale  quei ti chiedo  Qual’è il posto più buffo su cui hai scritto i tuoi versi?Image

Ormai sto affrontando il mio percorso e non voglio avere riserva alcuna nel risponderti. Ho scritto una donna con una matita d’occhi. E poi l’ho fotografata. L’amavo, l’amo e l’amerò sia la donna che quelle frasi sulla sua pelle. Un modo come un altro per fotografare  momenti all’interno dei tuoi pensieri.

Poi, adoro scrivere sui vetri,è una mia fissa questa.Una volta scritto puoi rileggere le medesime frasi dalla parte opposta e fantasticare un po’ sul loro significato.

Cristian  tu sei un vigile del fuoco, categoria importantissima nella nostra società. Vuoi spendere  due parole sul tuo lavoro?

Nasci per fare questo mestiere, che poi non è un lavoro è uno stile di vita. L’ho sempre detto. Paga irrisoria, familiari ed eventuale fidanzata costantemente in  angoscia,aspettativa di rientro a cena quasi nulla in certi interventi.Impari a dosare gli stati d’animo, a ringraziare d’essere in vita, cogliere i sorrisi nelle piccolezze di tutti i giorni. Amo il mio lavoro, non le ho mai dedicato uno scritto intero,ma alcune volte ci trasmetto le mie considerazioni dentro.Amo davvero quel che faccio,e poi  il rosso è il mio colore preferito.Dicono che le sirene siano state muse ispiratrici dei naviganti.

Io le mie le sento, le vedo e dodici  ore al giorno le apprezzo nel loro stordirmi i timpani.

Pubblichi   il tuo primo libro: una raccolta di frasi, pensieri  e stati d’animo dal titolo  “Cento giorni con i mie occhi che ti guardano”  ti chiedo: da dove nasce questo titolo?Image

Mi piace stare ai  margini, tanti dettagli che negli  anni ho vissuto ed osservato, li ho raccolti in parole da scriverne un primo libro. Ho voluto concentrarli sul modo in cui un uomo vede l’amore.”Cento giorni con i miei occhi che ti guardano” .guardano lui, l’amore le sfumature dei suoi dettagli, le sue piccolezze non dette e magari tenute per se. Nasce come sfogo, liberazione, iniziazione,chiamala come vuoi.Ci trovi dentro aspettative, realtà,viandanti, zingare per la strada, sogni edesideri. Un po’ di tutto è un po’ di niente.Che poi alla fine è quello che accade in vita, a volte troppo a volte nulla, a volte parole e a volte silenzi. Pensieri.“Cento giorni con i miei occhi che ti guardano” è  un mix di tutto questo.Il reale o no lo decidi tu mentre leggi.Il ricavato totale del libro và completamente in beneficenza all’ ABOS (http://www.abos.it/)  Associazione Bambini Ospedalizzati Sardegna e, dovete parlare un solo secondo con Luciana Marotta, la presidente lei l’amore sa cos’è Quella donna è una favola di persona su cui credere.

E questo amico mio ti fa ancora più onore. Nel libro che io ho letto in un soffio di  cuore, ho colto tante sfumature di Cristian tante gioie, paure, solitudini e amore. C’è  davvero molto di te tra questa pagine! Hai  verso  o una poesia alla quale sei più legato ?  

  Delle volte mi perdo nei pensieriMi perdo nel pensartiPerché sei quella sfumaturaChe la vita non vuol darmi E’ la mia prima pagina…..Non avrei potuto stampare un  libro con solo 4 righe è ho deciso di contornarlo da altri scritti, poesie, aforismi.Ma la prima pagina penso che non sia seconda al titolo del libro. Cerco l’amore… Quello vero Monica.. Incontaminato da paure, vizi, pensieri.Ci stiamo trasformando nel contrario di quello che dovremmo essereUomini tanto evoluti  quanto timorosi nel dimostrarsi appieno in ciò che si è.

ImageCristian giorni fa hai ritirato il premio al  concorso dedicato alla poetessa Alda merini   raccontaci la tue impressioni cio che hai provato in quel momento

Un timido come posso essere io ?Non compaio in una foto, quattro ore di Imagepresentazione, sorrisi convenevoli  e non ho detto una parola. Anzi una sola: Grazie, accompagnata a una stretta di mano che era lo scopo del mio viaggio. Ho conosciuto tante belle persone, con cui per mesi mi son sentito quotidianamente Ottime persone, capaci di mandare avanti un concorso primo in Italia per numero di adesioni senza alcun contributo pubblico.

E dal vivo,lo spettacolo culturale era come pochi.. Ringrazio  di cuore Vincenzo Ursini un uomo splendido, e l’Accademia Dei Bronzi.Ha vinto la poesia, ed ha vinto la mia amata Merini. L’avrei corteggiata quella DONNA….Ineguagliabile

 Io so che il tuo mondo è variegato da mille sfumature e  insicurezze,  ma so anche che la tua forza di volontà  ti porterà  lontano! Se potessi esprimere un  desiderio per il tuo futuro quale sarebbe?Image

 Non sono insicurezze Monica, sono passi meditati con scrupolo e,se per lontano intendi l’essere ascoltato. Diciamo che ci sei vicina.E’ semplice vivere nella consapevolezza del non dovere niente a nessuno, così come è semplice l’essere e il non apparire per quel chè si è.Strofino la lampada?Il mio desiderio sarebbe di avere un mondo con meno paure, e più bontà,meno aspettative e più dialogo.Ci stiamo chiudendo in una scatola di cartone fatta di noi stessi,.ed entrarci sta diventando sempre più difficoltoso. L’uomo nel 2013 ha paura!Ecco cosa vorrei un mondo con l’attitudine ad affrontare le paure più che scappare da loro.

La passione per la  scrittura il sapersi esprimere  in poesia  spesso  vengono visti come punti deboli!Un messaggio ai tuoi coetanei   Cristian speiga a loro che cos’è larte per te ?

Bella domanda Monica!L’arte è essere se stessi, trovare il proprio  modo su cui esprimersi  appieno e dedicarsi finche non trovi motivazione per svegliarti l’indomani e rifarlo con gusto e appagamento. L’arte è questa:essere e  arrivare alle persone,vedendole felici per quel che sei, per quel che loro si ritrovano.Monica le tue domande son cattive lo sai Sono un timido ma , ti voglio bene…Che tutti lo sappiano Un bacio a TE, un bacio a Tutti .Vi voglio bene , e non mi basterebbe una sola vita per dimostrarvelo.

P.s :Monica tu sei una cosa

Ringrazio per questa bellissima e sentita intervista  Cristian Sotgiu ( il quale adoro )Troverete il suo libro on line http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/928211/Cento_giorni_con_i_miei_occhi_che_ti_guardano Acquistate questa raccolta e farete bene a voi stessi e donerete un sorriso ai bambini in ospedale .

 

 

 

 

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