Scopriamo L’artista con noi il noto scrittore contemporaneo Giancarlo Perazzini

Ogni giorno ci regala una magia,

 basta saperla cogliere”

“Non sono né di destra né di sinistra né di centro, io sono per un Paese che sia governato con fermezza e nel quale vengano rispettate le regole”

Giancarlo Perazzini

ImageINTERVISTA A CURA DI MONICA PASERO

Innanzitutto Benvenuto in questo nostro umile spazio io e Riccardo ti siamo grati!

Leggendo la tua  biografia non posso che congratularmi per la tua  forza di volontà  e costanza che ti ha portato a costruirti con fatica e dedizione un solido futuro.  Oggi sei  un noto imprenditore !  Grazie solamente  alle tue forze e questo ti fa molto onore  Oltre però, alle tue capacita professionali, sei diventato anche un eccellente scrittore contemporaneo. E qui  ti chiedo: Come nasce questo tuo bisogno d’esprimerti tramite la scrittura? Hai voglia di raccontarlo ai nostri lettoriImage

Ho iniziato a scrivere nella primavera del 2007 in un momento in cui la professione non assorbiva tutte le mie energie mentali. Sentivo forte il bisogno di colmare quel vuoto che rischiava di trasformarsi in insoddisfazione, uno stato emotivo sino ad allora a me sconosciuto che oltretutto andava a sommarsi alla rabbia che mi cresceva dentro per effetto del degrado culturale, morale ed economico che sempre di più minava la società. Così è nato “Uomini o bestie? La casta siamo noi”, un saggio socio-politico con il quale  mi prefiggevo lo scopo di scuotere le nostre coscienze addormentate, che hanno fatto si che la vera pandemia del secolo sia l’indifferenza.

Pubblichi  nel 2007 La tua prima opera   “Jan mal d’africa-ricordi di una parentesi africana 1982-1985 “so  a te  molto cara, vuoi narrarci  in sintesi di che si tratta ? e soprattutto per chi non lo sapesse cos’è  per te L’Africa ?Image

Jan mal d’Africa” è’ il titolo dei due libri in cui racconto le esperienze che vissi in Africa equatoriale, dove mi recai per lavoro, appunto tra il 1982 ed il 1985. Le racconto in modo semplice, come tantissime volte avevo fatto a tavola con colleghi ed amici, suscitando un enorme interesse. Per cercare di spiegare cos’è l’Africa, o meglio cos’era, perché l’Africa non esiste più, mi rifaccio ad un passaggio della mia introduzione nel secondo volume, la descrivo così: “L’Africa è l’espressione delle contraddizioni che si nascondono in ognuno di noi, tenera e generosa, arida e malvagia. E’  la terra del tutto e del contrario di tutto.

E’ la terra che più di qualsiasi altra è capace di far emergere in chi la vive,  gli aspettI

più positivi o più negativi che in esso si nascondono.

E’ la terra dove odio e amore si mescolano in un groviglio intricato senza confine.

L’Africa   è voglia di vivere, di lottare, di emergere.”… Ecco, l’Africa era tutto questo e molto altro.

La tua esperienza in Africa, penso che ti abbia plasmato e insegnato le vere priorità  della vita, quali sono per te  Giancarlo? 

L’esperienza in Africa mi ha rafforzato dei principi che i miei genitori ed altre persone di grande valore che ho avuto la fortuna di incontrare mi avevano inculcato, parlo di onestà e di rispetto per se stessi, due doti che in quei frangenti sono state continuamente sfidate e che non hanno mai vacillato.

Dopo l’uscita del tuo primo  romanzo, vi è un susseguirsi di pubblicazioni  tutto di grande impatto e prestigio ,  tra queste tue opere qual’’è quella a cui sei   legato maggiormente ?c’è ne vuoi parlare ?

Entrambi i due volumi sull’Africa e “Omicidio dell’anima” che racconta la storia di una violenza protrattasi per oltre quaranta anni, un libro che è stato preso a simbolo nella lotta contro la violenza sulle donne.Image

5)Giancarlo, tu sei  un uomo completo che è riuscito ad  affermarsi sia in campo lavorativo e accrescere la sua  passione confermandosi anche come ottimo scrittore. Un consiglio per tutti i giovani che oggi si apprestano ad affacciarsi al mondo del lavoro,  in un momento  così difficile per il nostro paese. Vuoi lasciare un tuo pensiero ?

Ai giovani dico una sola cosa, non aspettate che il lavoro venga a cercarvi a casa vostra e non stancatevi di cercarlo.

 Vedo che sei anche papà di cinque  ragazzi! Domanda! se uno dei tuoi figli ti dicesse “Papà, voglio fare lo scrittore!” che gli diresti ?

Lo incoraggerei naturalmente, ma gli direi anche di trovarsi un lavoro per vivere e per coltivare la passione dello scrivere poiché in Italia con la scrittura non si mangia, a meno che non si venga implicato in qualche scandalo. La grande editoria non pubblica il contenuto ma il nome, purtroppo.

 Cosa  consiglieresti ad un emergente, per  tutelarsi in questa jungla editoriale?

Non credo che ci sia un modo per tutelarsi, e se c’è non lo conosco. L’unica tutela è scrivere per se stessi e scrivere con il cuore, se poi l’editore di primo piano bussa alla tua porta meglio ancora.

 )Quali sono i tuoi  progetti futuri ?Ci vuoi dare un anticipazione

Molto semplice, continuare a scrivere divertendomi come sto facendo oramai da sei anni. Ho un libro terminato in attesa di essere pubblicato, un altro in corso e tante idee che aspettano solo il tempo per essere messe nero su bianco.

 Concludo con la domanda di rito presente in tutte le mie interviste

Che cos’è L’arte per Giancarlo Perazzini ?

Il mezzo attraverso il quale esprimiamo il nostro io, le nostre emozioni.

 Ringrazio  Giancarlo Perazzini

 Ricordo a voi lettori il suo sito http://www.giancarloperazzini.it/

SCOPRIAMO L’ARTISTA… CON NOI ILARIA GOFFREDO

Ritratto di Ilaria Goffredo

Ben ritrovati a tutti voi carissimi amici miei!

È per me una grande gioia ospitare l’artista di oggi. Lo è in quanto non è solo una scrittrice di infinito talento e bravura, oltre che di un’eleganza che difficilmente trova pari, ma è anche un’amica sia pure solo a livello virtuale. Ma poi chi ha detto che gli amici virtuali siano meno “veri” di quelli reali?! Comunque sia è per me un onore ed un immenso piacere dare il benvenuto a questa nostra chiacchierata-intervista alla carissima Ilaria Goffredo. Accogliamola tutti con il calore e l’affetto che merita!

 

Dunque, carissima Ilaria, prima di tutto, come faccio sempre con tutti i nostri ospiti, comincerei con il chiederti una tua presentazione così che il nostro pubblico possa iniziare a conoscerti…

Salve a tutti, mi chiamo Ilaria Goffredo e ho 25 anni. Ho iniziato a leggere libri sin da bambina: ricordo con un sorriso quando già all’età di otto anni chiedevo ai miei familiari di non regalarmi giocattoli per Natale, Pasqua o compleanno ma libri.

 

Bellissimo! E dalla passione della lettura come è nata la tua passione per la scrittura?

La passione per la scrittura si è sviluppata nel corso del tempo e le davo sfogo scrivendo storie illustrate da disegni manga o lunghi temi durante i compiti in classe, tanto che alle volte gli insegnanti si lamentavano per la lunghezza eccessiva degli scritti.


L’esatto contrario di quanto accadeva a me. I miei insegnanti si lamentavano spessissimo del mio stile troppo telegrafico. Magari avessero avuto te come allieva al posto del sottoscritto! Ma continua pure e scusami per l’interruzione…

Ho cominciato a prendere però più seriamente questa passione quando, di ritorno da un viaggio di volontariato in Kenya, ho sentito il bisogno di raccontare a tutti ciò che ho visto e sentito durante quell’esperienza sconvolgente.


Wow! Scusa per l’espressione ovvia e scontata ma quanto hai detto mi lascia senza parole. Continua pure…

È stato davvero un viaggio che mi ha cambiato la vita. A questo argomento ho dedicato la mia tesi di laurea in Pedagogia della devianza e della marginalità, ma non mi è bastato. Difatti i miei primi romanzi, pubblicati con un piccolo editore free, hanno come tema centrale l’Africa.


Ho saputo, sbirciando qua e là, che tu hai partecipato a svariati premi editoriali. Parlaci dei tuoi successi in questo ambito, se ti va…

Ho vinto alcuni premi letterari per diari di viaggio e racconti nella mia città, Martina Franca e, recentemente, sono stata giurato ufficiale del concorso letterario “Casa Sanremo Writers 2013”. Nel 2012 con il romanzo storico “Tregua nell’ambra” mi sono classificata tra i finalisti nel concorso nazionale “il mio esordio Feltrinelli”.


Dev’essere stata una grandissima soddisfazione credo! Ora parlaci del tuo romanzo “Tregua nell’ambra” del quale, confesso, io sono uno degli “scaricatori” di una delle versioni da te messe gentilissimamente a disposizione del tuo pubblico. Prometto di acquistarne presto una copia però!

Tregua nell'ambra

Tregua nell’ambra” è un romanzo nel quale ho unito due grandi passioni, quella per la mia terra, la Puglia, e quella per la storia del primo Novecento. Da lettrice insaziabile ho notato come le vicende della maggior parte dei romanzi ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale si svolgano in grandi città quali Roma, Milano, Parigi, Londra, San Pietroburgo e via dicendo. Ma anche nei piccoli centri si sono consumate grandi tragedie e atroci sofferenze, dunque ho deciso di portare l’attenzione sulla vita nella piccola provincia italiana. Il punto di vista è quello di una diciottenne di umili origini che si trova, suo malgrado, travolta dal flusso della Grande Storia e deve fare i conti con la crudeltà delle forze fasciste, l’orrore dei campi di concentramento e l’imprevedibilità dell’amore. La stesura di “Tregua nell’ambra” è stata preceduta da ore e ore di studi e ricerche in biblioteca e sul web, ma anche rispolverando appunti di un corso di guida turistica frequentato alle superiori, leggendo libri di storia e intervistando le persone anziane. Credo la memoria storica del nostro Paese, soprattutto in tempi come questi in cui la politica prende strade impreviste e allarmanti, sia un valore da tramandare, da cui imparare per meglio costruire il futuro.


Sono assolutamente d’accordo con te carissima Ilaria. Come ho letto all’interno di una delle baracche del campo di concentramento di Auschwitz durante un viaggio in Polonia di un paio d’anni orsono “Chi non ricorda il passato è costretto a riviverlo” e quindi speriamo proprio che chi di dovere non dimentichi MAI il nostro passato anche se spesso è un passato “ingombrante” e “fastidioso”. Ma continua pure. Il tuo romanzo è stupendo, molto ben scritto e meritevole di un successo il più ampio possibile. Hai già trovato un editore “di nome” disposto a scommettere su “Tregua nell’ambra”?

Nonostante il valore sociale e storico che certamente il romanzo porta con sé, non sono ancora riuscita a trovare un editore medio-grande per la pubblicazione. No, ciò che cerco non sono i denari che la pubblicazione con detti editori potrebbe portare, ma la visibilità che inevitabilmente essi danno. Il mio obiettivo infatti è raggiungere un vasto numero di lettori, cosa difficilmente realizzabile attraverso la pubblicazione con un piccolo editore. Ma come raggiungere i medi-grandi editori?


Questa è la classica “Domanda da un milione di Euro” carissima! Ma continua…

Chi è da tempo nel campo dell’editoria di certo saprà che non basta scrivere un bel libro, anzi – purtroppo – alle volte questo è un fatto di secondaria importanza. Per un autore che non possiede fama pregressa o non si presenta attraverso l’intermediazione di una costosa agenzia letteraria, la strada verso la grande editoria pare sbarrata. Dunque ho deciso di intraprendere una via “diversa” e distribuire gratuitamente “Tregua nell’ambra” in tre diversi formati digitali, anche se spesso si ha il pregiudizio che una cosa data via gratis sia di scarso valore.


Questo non è certamente il caso di “Tregua nell’ambra”. Continua pure… Cos’altro puoi dirci su “Tregua nell’ambra”?

Grazie. Dopotutto se il romanzo è stato selezionato da Scuola Holden tra i finalisti su oltre duemilaseicento romanzi in gara, credo che perlomeno si tratti di una lettura piacevole. In ogni caso mi rimetto al giudizio dei lettori che, come già detto, sono il mio unico obiettivo. Vi regalo il frutto del mio lavoro sperando che vi lasci qualcosa nel cuore e, perché no, vi spinga anche a riflettere su cose che oggi si credono inalienabili e sempre garantite. La Storia ci insegna che purtroppo non è così e che l’umanità, nonostante i molteplici errori, non ha voglia di imparare.


Hai qualche altra “chicca” per noi che lo riguardi?

Vi lascio di seguito la trama del romanzo e alcuni pareri di esperti che lo hanno già letto, nonché il link per il download gratuito, con la preghiera di non fare di tutta l’erba un fascio, di rispolverare il coraggio e la voglia di cambiare il mondo, di credere sempre nei valori umani migliori e farli brillare anche quando tutto sembra perduto.

Tregua nell’ambra – Trama

Martina Franca, Puglia, gennaio 1943.

L’Italia è entrata in guerra da tre anni e la vita della popolazione peggiora di giorno in giorno. Gli stenti gravano anche sull’esistenza della giovane Elisa, una diciottenne piegata dal terrore del fascismo e dei bombardamenti alleati, dalla fame. Un giorno Elisa conosce Alec, il figlio di una vicina di casa, un uomo misterioso e dallo strano accento; incute in lei un’adorazione che talvolta si tramuta in timore.

In un romanzo che ha il sapore di sole e calce, terra e pane nero, la vita rincorre e sfida gli orrori della dittatura e dei campi di concentramento, spera nelle attività antifasciste e incassa le perdite.

Il coraggio di una ragazza che diventa donna. La tenacia di un amore in bilico sull’abisso. Il ritratto di un’Italia che non c’è più. La coscienza di ciò che siamo stati nel flusso della grande Storia.

 

“Capacità di narrare di buon livello e storia decisamente bella. Leggo tanti libri, questo uno dei migliori.” Toni D’Angelo, regista

 

“Questo libro spesso prende le sembianze di un abbraccio avvolgente per poi mutarsi in un pugno nello stomaco. Bellissimo.” Luca Mastinu, scrittore e compositore

 

“Un’opera degna del realismo degli anni ’50 che sta assai bene insieme ai testi di Primo Levi, di Pavese e di quanti si sono distinti per merito nel raccontare gli orrori della seconda guerra mondiale.” Giovanna Albi, docente e scrittrice

 

“Polvere che viene tolta da una serie di fotografie in bianco e nero. Il ricordo che campa nell’aria rarefatta di un’Italia persa e ancora incredula su quanto le sta capitando.” Enzo D’Andrea, scrittore

 

In conclusione per quanti tra voi volessero reperire il mio romanzo “Tregua nell’ambra” vi informo che il romanzo è disponibile gratuitamente in tre diversi formati ebook al seguente indirizzo, senza registrazione né alcun vincolo: http://treguanellambra.blogspot.it/

 

Prima di salutarci e ringraziarti come meriti hai un contatto presso il quale chi volesse esprimerti il proprio apprezzamento, visto che “Tregua nell’ambra” è troppo bello per suscitare anche solo la più blanda critica?

Certo. Nel caso vogliate lasciarmi le vostre graditissime opinioni post-lettura, potete trovarmi su Facebook o scrivere all’indirizzo: ily4da@virgilio.it

Grazie a tutti!

Grazie infinite a te per la tua gentilezza, cortesia e per la tua disponibilità carissima Ilaria. È stato un autentico piacere chiacchierare con te! Spero di averti di nuovo tra noi in futuro, magari con la notizia che un Grande Editore ha pubblicato il tuo splendido romanzo “Tregua nell’ambra”.

Ancora grazie di tutto cuore da parte mia e del nostro pubblico!

Un palcoscenico per gli esordienti

Salve a tutti!

Come ben sapete, da qualche giorno, o meglio da qualche settimana, questo nostro blog è diventato una sorta di “Palcoscenico per gli esordienti”, come l’ho definito anche nel titolo. Questo perchè, grazie anche alla mia impareggiabile collaboratrice e socia di blog, la fantasticissima Monica Pasero, abbiamo deciso di dare il via ad un programma di interviste rivolto a scrittori e artisti in genere esordienti o comunque non ancora famosi.

Questa è quindi diventata la nostra missione: fornire uno spazio e un “megafono” aggiuntivo a quegli artisti, scrittori, poeti, pittori e così via che, pur dotati, in certi casi MOLTO dotati, di talento non hanno ancora molta visibilità nei canali a più vasta diffusione.

Devo ammettere che i risultati sono già giunti a livelli che superano e di gran lunga quelle che erano le mie più rosee aspettative.

E’ fantastico avere un contatto diretto con gli autori e gli artisti da intervistare, interagire con loro, sia pure attraverso un mezzo tecnologico qual è il computer, vedere come tutti si prestano in maniera sollecita e sempre cortese a sottoporsi alle nostre interviste. Ed ancor di più è meraviglioso vedere come apprezzino il nostro lavoro e lo girino, vuoi pubblicandolo con grande evidenza sulle loro Pagine  Facebook, ribattendo (ritwittando) gli avvisi su Twitter, o evidenziandole in mille altri modi!

E’ meraviglioso oltre ogni dire leggere le email che spesso ci inviano per ringraziarci dell’opportunità e dello spazio che abbiamo concesso loro! Insomma è una cosa fantastica sapere, sapere con assoluta certezza, che il nostro lavoro, i nostri sforzi, possono essere utili a far raggiungere a scrittori e artisti di indubitabile talento, quella visibilità e (magari) quel successo che senza dubbio, senza dubbio alcuno, meritano!

E’ un’esperienza che mi ero prefissato di fare già da qualche tempo in quanto, da autore a mia volta, ho dovuto scontrarmi anche io contro un ambiente se non del tutto impermeabile comunque di difficile accoglimento, specie nei riguardi di quegli autori che non hanno alle spalle qualche “sponsor” o una casa editrice in grado di spingerli a dovere dal lato della promozione.

Auguro a tutti di sperimentare una simile esperienza in un modo o nell’altro. E’ molto eccitante e gratificante l’idea di aver avuto una parte nella crescita di visibilità di un nuovo, promettente, scrittore o artista!

Grazie a tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima!

Buona serata e buon giovedì a tutti voi!

Con simpatia!

SCOPRIAMO L’ARTISTA… CON NOI GIUSEPPE DE RENZI

 :

ImageIo ho un cuore azzurro, incondivisibile.

Pino de renzi

  Sono felicissima di avere Giuseppe De Renzi in questo spazio. In     primis perché è per me un caro amico e poi scrivedavvero bene, e per dirlo sottolineo  non mi ha pagato! A dire il vero mi deve un caffè, ma questa è un’altra storia ! 

INTERVISTA A CURA DI MONICA PASERO

Allora carissimo Pino ( così lo chiamano gli amici ) leggo dalla tua biografia  che la tua passione per la scrittura ha albori lontani,  rammenti il tuo primo scritto? Vuoi raccontarcelo?

Ti devo molto più di un caffè, cara Monica, e tu sai bene il perché! Sei stata tu ad incoraggiarmi a pubblicare su carta alcuni miei libri…

Comunque, il mio primo tentativo di racconto l’ho scritto a quattordici anni, e si intitolava “Sette atti, una commedia”. Era la storia di amicizia di sette ragazzi che vivevano insieme solo in estate, ma che poi tornavano ognuno a vivere vite separate in città diverse. Io sono nato in un paese turistico, e soffrivo molto della lassità dei legami “stagionali”. Oggi, con internet, devo dire che mi sento molto più in contatto continuo con chiunque, e ne sono molto felice.

Il primo racconto però in assoluto che mi è stato pubblicato, e a cui ovviamente sono molto legato, è Circolo Vizioso. E’ la storia d’amore di un uomo adulto che si incontra con una ragazza molto più giovane di lui in una sorta di circolo della vita che nasce e muore continuamente, tema peraltro molto ricorrente nelle mie storie.

Ma sai come la penso, su carta un libro ha tutto un altro sentire, tornando a noi:

Originario di Latina, ti catapulti per lavoro a Torino, un bel cambiamento di vita, cosa ti manca di più della tua terra natale e cosa ami della bella Torino ?

Della “mia” Scauri, il mio paese d’origine, mi mancano infinitamente la luce e il mare. Mi manca il suo orizzonte di libertà, il suo mutare colore repentinamente, al solo passaggio di una nuvola. E mi manca il vento, il forte vento di ponente, che quando aprivo le braccia sembrava volesse prendermi e portarmi chissà dove.

Di Torino, città dove mi sono sentito a casa dal primo momento in cui vi ho messo piede, amo la concretezza, il silenzio di certi luoghi, la sua metafisicità. Ma soprattutto devo dire che Torino mi ha dato la possibilità piena di “esprimermi” senza pregiudizi, facendomi incontrare tante persone che hanno saputo accogliere la mia spiritualità. Se Scauri mi ha dato i natali e mi ha cullato fino a che non sono diventato grande, Torino ha definitivamente consolidato la mia coscienza.

 Leggo nella tua biografia che hai scritto anche per il teatro, e qui sorrido perché penso che  spesso l’ispirazione a noi  scrittori arrivi  davvero in luoghi impensati, vuoi raccontarci  come nacquero alcuni dei  tuoi racconti che divennero  in  seguito testi teatrali? Mi riferisco a Nero su Bianco…  

Ah, questa è bella! Sì, è accaduta una cosa strana. Nel 2006 partecipai alle Olimpiadi di Scacchi a Torino e per raccontare le partite che giocavo ad un mio carissimo amico scrissi dei piccoli resoconti, che però io chiamai reso-racconti. Ne scrissi decine, quasi tutti pubblicati poi nel sito della gloriosa Società Scacchistica Torinese. Due di questi resoconti, però, con l’intervento del mio amico Graziano Di Benedetto, divennero un testo teatrale, Nero su Bianco, un e-book multimediale con video e musiche edito dall’editore Mnamon di Milano, che ora è anche in versione audiolibro. Nero su Bianco lo abbiamo già messo in scena diverse volte, anche per serate di beneficenza, e continua ad attrarre interesse. Sono molto fiero di quest’opera. La trovo originale e ben riuscita. 

 Pino, alcuni tuoi racconti sono diventati audio libri,vuoi dirci per chi non lo sapesse che cos’è un audio libro ?

Un audiolibro è un libro raccontato attraverso la voce di un lettore, che per quanto riguarda me è stata prestata da Graziano Di Benedetto, attore e scrittore a sua volta. Gli audiolibri si ascoltano, e se letti bene quasi si “vedono” davanti ai propri occhi. E’ un’esperienza davvero fantastica. In Mr Gwyn, di Alessandro Baricco, il protagonista decide ad un certo punto di “scrivere” ritratti. Beh, ecco, gli audiolibri forse si avvicinano a quel genere di cose. Un audiolibro è un libro che stimola più sensi.

Se dovessi elencare tutti i racconti che hai scritto riempirei l’intera pagina, per cui  ti chiedo: quale tra tutti è quello a cui sei più legato? Ce ne vuoi parlare ?

Per molti anni ho solo scritto racconti, più o meno brevi. Ne ho pubblicati molti, e moltissimi sono ancora quelli rimasti nel cassetto, almeno per ora. Direi che sono molto legato ovviamente a Circolo vizioso, che è stato il primo a darmi la patente di possibile scrittore. Circolo vizioso è introvabile, ma prima o poi lo ripubblicherò. Lì dentro, in quelle poche pagine, c’è l’essenza della mia visione delle cose. Ma ci sono anche altri racconti che hanno segnato in modo indelebile dei passaggi per me fondamentali. Uno di questi è Il dono, anch’esso introvabile. Quel racconto, che si rifà ad un evento realmente accaduto sul treno che mi portava da Scauri a Torino, ha segnato la mia vita, e continua a segnarla ancora adesso. Poi c’è stato Amori virtuali, uscito con lo pseudonimo di Sebastiano Fossanova su un inserto de La Stampa. Abbandonai poi presto il mio pseudonimo, ma quel racconto è per me indimenticabile. Infine, posso dire che c’è un ultimo racconto di cui sono gelosissimo, che fa parte della raccolta All’Ombra della Grazia, ma non rivelo qual è. Anche quello, per me, è stato come un Mar Rosso che si è aperto e poi richiuso alle mie spalle, lasciandomi con una coscienza del tutto nuova in un’altra terra. 

Ho avuto il grande privilegio di leggere in anteprima “Il Voto”,  una tua  opera, e con orgoglio rivendico il fatto di aver potuto scrivere una parte della quarta di copertina. Un libro che come ben sai a me sta molto a cuore, hai voglia di  raccontarci come nasce e di cosa tratta ?Image

Il Voto è stato uno spartiacque. C’è un uomo che si chiama Pino De Renzi prima de Il voto, e un altro uomo chiamato Pino De Renzi dopo Il Voto. Il libro in effetti è stato scritto in due momenti assolutamente diversi della mia vita. Il Voto è stato il libro grazie al quale mi sono sentito per la prima volta un vero scrittore. E’ accaduto quando una mia collega e amica, dopo averlo divorato tutto in una notte, il giorno dopo mi disse che quella storia  l’aveva fatta piangere, aiutandola però a liberarsi in qualche modo da molte angosce del passato. Ecco: l’aver avvertito per la prima volta che il mio racconto era arrivato al cuore di un altro essere umano, mi ha fatto capire che quello che stavo scrivendo non era inutile. Il voto è la storia di un bambino non voluto dal padre a causa di una sua possibile malformazione, e che infatti muore alla nascita. Il padre per vent’anni rimuoverà i suoi sensi di colpa, finché un evento casuale li farà riesplodere con violenza. Ma sarà proprio suo figlio, svegliatosi nell’aldilà di soprassalto a causa del dolore del padre, a guidarlo verso la verità. Il Voto, se vogliamo, è un dialogo impossibile e dilaniante, che però riesce a salvare il senso della vita di un uomo.https://ilibridiriccardino.wordpress.com/2013/03/27/recensione-del-romanzo-il-voto-di-giuseppe-de-renzi/

Oltre a gialli e romanzi, scopro pure la tua vena poetica con la raccolta “La bellezza macchiata del rosso”, editore Mnamon. Come nasce questa raccolta e soprattutto quali sono le tematiche inserite nei suoi versi?

La bellezza macchiata del rosso è una silloge che raccoglie poesie scritte lungo l’arco di quasi vent’anni. E’ accompagnata però da splendide immagini della mia amica e fotografa Roberta Franz. Le tematiche sono le mie di “sempre”: la spiritualità, l’eros, la coscienza, il tempo. La bellezza della vita è nell’osmosi tra queste cose.

  Cosa diresti ad un giovane emergente che vuole intraprendere questa strada, quale consigli dare soprattutto per  quanto riguarda la ricerca di una casa editrice?

 L’unico consiglio che posso dare per come io ho percorso questa strada, come giustamente la definisci tu, è di scegliere sentieri non battuti da altri. La scrittura è una strada preparata apposta per noi, che però percorriamo per primi soltanto noi. Mai scegliere scorciatoie. Se vuoi attraversare una foresta devi passarci dentro, se vuoi scalare una montagna dei arrampicarti con i chiodi sulle pareti, se vuoi navigare un oceano devi guadare il mare infinito che è dentro e fuori di te. Non ci sono altri “modi”. Ricordatevi solo una cosa: ciò che scrivete o lo scrivete voi, o non lo farà mai nessun altro. Per la ricerca di una casa editrice c’è sempre tempo. L’importante è avere qualcosa di nuovo da dire, e dirlo in un modo nuovo. Ho trovato libri stampati in proprio venduti per strada che erano semplicemente sbalorditivi, e grandi romanzi pluridecorati di grandi case editrici che non mi hanno dato neppure un nichelino. Li ho letteralmente dimenticati dopo due secondi. Purtroppo l’editoria classica non trasmette i reali valori in campo, ma c’è da dire che spesso anche chi scrive non legge nulla degli altri. E’ un errore gravissimo. Bisogna leggere di tutto, sempre, e rimanere curiosi. Il lettore e lo scrittore sono in osmosi. E’ come una partita a scacchi. Se uno dei due non si siede alla scacchiera la partita non ha modo di esistere. L’editore è la scacchiera, l’autore è il Bianco, e il lettore è il Nero. C’è bisogno di tutte e tre le cose.

  Pino tu sei un professionista a 360 gradi: tra concorsi, pubblicazioni e corsi hai tanto da dare e da insegnare, così assieme agli autori Graziano Di Benedetto e Marco Dibenedetto nel 2012  fondi una  scuola di scrittura creativa, “Scrivere secondo noi”. Vuoi spiegarci innanzitutto che cos’è una scuola di scrittura  creativa e come fare per  frequentarla?

Il punto focale sta in quel: “secondo noi”. Scrivere non si insegna. Si possono condividere delle esperienze. Si può raccontare come uno scrittore ha trovato una strada piuttosto che un’altra, ma nello scrivere “ognuno sta sul cuore della terra, illuminato (e magari trafitto!) da un raggio di sole…”. La scuola di scrittura creativa serve soprattutto a non smarrire il coraggio di starci in piedi, su quel cuore. La nostra scuola di scrittura vuole fare questo: incoraggiare a percorrere una strada che altrimenti rimarrebbe inesplorata. Comunque, per chi volesse, può contattarci sui nostri profili FaceBook, o mandare una mail a me: pinoderenzi@hotmail.it

 Leggo del  tuo nuovo nato  “il premio Dragut”. Sono curiosissima di sapere: di che si tratta?

 Il Premio Dragut è stata una sorpresa anche per me. Dragut era un pirata, anzi un corsaro, che saccheggiò e devastò le nostre coste, e dunque anche quelle in cui sono nato. In questo paese chiamato Italia, e nella mia Scauri in particolare, molti, troppi sono stati i saccheggi di ogni tipo: ambientale, culturale, economico, sociale. Il premio Dragut è nato con lo scopo opposto, quello di restituire gratuitamente tutto quello che le persone sanno e possono dare oltre se stesse. Il motto del Premio Dragut infatti è:Non più per depredare, ma per restituire.L’anno scorso, alla prima edizione con tre sezioni di Poesia, Racconti e Fotografie, abbiamo chiamato a raccolta quasi mezzo paese. Quest’anno il Comitato organizzatore sta cercando di allargare il progetto, e vorremmo coinvolgere più associazioni e enti pubblici. C’è molto fermento attorno a questa seconda edizione, e abbiamo molti occhi puntati addosso. La responsabilità è alta, ma sono sicuro che se non si smarrisce lo scopo del Premio riusciremo a portare la nave in porto. Sono molto curioso di vedere come andrà. Ricordo qui soltanto che l’Antologia completa delle opere presentate e premiate l’anno scorso si può scaricare gratuitamente in formato e_book dal sito www.mnamon.it oppure la si può richiedere in formato cartaceo con una piccola spesa. Il contatto, per qualunque informazione è: premiodragut@libero.it

 Come già intuivo,  oltre che scrittore, tu sei un uomo di grandi valori. Nel 2013 fondi  un’associazione, SCRIVIMI: Scrittori Visionari Missionari. Di che si occupa e come bisogna fare per sostenerla? Dicci tutto!

Più che di grandi valori, che è una definizione che mi imbarazza un po’ e che credo non sia molto calzante, direi che sono un uomo che ama le grandi emozioni.

Innanzitutto però devo fare una precisazione fondamentale. SCRIVIMI è un’associazione assolutamente laica, e la parola Missionari non attiene al campo prettamente religioso. Il termine Missionario qui è inteso come Mission, all’inglese, cioè rivolto ad uno scopo, indirizzato ad un “senso”. L’associazione SCRIVIMI, infatti, è ambiziosa. Vuole essere una specie di “missione” aperta a tutti. Tutti vengono accolti, e tutti sono liberi di ripartire. E’ un luogo di scambio e di aiuto reciproco soprattutto per autori emergenti, ma è aperto ovviamente anche ai “grandi” della letteratura. Lo scopo è di aiutare, attraverso la propria scrittura e magari con una parte dei proventi di essa (chi ne ha), coloro che alla cultura e alla scrittura non riescono ad arrivare o ad accedere. La nostra intenzione è creare dei progetti formativi a partire da scrittori e musicisti (la musica è un’altra forma di scrittura!) che vogliano trasmettere qualcosa di più delle proprie parole e note. Per associarsi basta un euro all’anno. Per informazioni potete mandare una mail a me, ma a breve dovremmo riuscire ad essere presenti anche su internet con un nostro sito. 

Concludo chiedendoti Che cos’è l’arte per Pino De Renzi?

L’arte? E’ una osmosi continua. E’ la fucina dell’Universo degli Uomini, un continuo ed inesauribile Big Bang! L’artista è un tedoforo: è colui che prende una fiaccola da qualcuno prima di lui e la trasporta fino a cederla ad un altro dopo di lui. 

 Grazie, Pino per questa bellissima e interessante intervista

Grazie di “cuore” a voi!

PinoDR

Recensione del romanzo “Il voto” di Giuseppe De Renzi

IL voto”di Giuseppe de Renzi è  un libro che ha come filo conduttore  il destino. Nulla avviene per caso, ogni piccola cosa può modificare il corso degli eventi così è stato anche in questa vicenda. Questo racconto narra come la paura del domani, dell’ignoto,riempia il nostro cuore di demoni,di sensazioni negative che fanno sì, che le nostre molto spesso immotivate angosce  prendano il soppravvento su noi stessi,costringendoci a scelte sbagliate.

Il voto è senz’altroImage un racconto meritevole d’attenzione, in cui vengono scritte grandi verità. Una storia emozionante dove l’intensità dei sentimenti è notevole e la capacità di sviscerare l’ emozioni e renderle partecipe al lettore meravigliosa.
Un libro da leggere a cuore aperto, facendoci trasportare nel nostro più profondo, dove sicuramente ritroveremo tra queste pagine parti di noi, perché in tutti noi vivono paure, rancori, dolori  gioie e speranze .
Ho terminato il Voto con le lacrime agli occhi, ma con il cuore pieno di Vita. Consiglio davvero la lettura di questo libro, colmo di sentimenti ringraziando Dio, ancora vivi in molti di noi .
 Quarta copertina …a cura di Monica Pasero
 Non si può chiudere la porta  al passato , cancellando ciò che avvenne,  lui  riaffiorerà  sotto altre  forme   mettendoci  innanzi nuovamente  alle nostre paure ai nostri errori , donandoci una nuova occasione per riscattarci dai nostri errori, scacciare  così,   i demoni  che ci  hanno perseguitato negli anni ,tormentandoci  senza tregua per le nostre scelte, le nostre paure il nostro egoismo.
 Ogni cosa che accade non  è mai una caso, ma fa parte del disegno divino,  che ci indica la nostra strada non si può fuggire da ciò che è gia stato scritto,
“Fallo morire non lo voglio!”
 La paura del diverso l ’egoismo di dover cambiare la propria vita per una creatura malata qui ha inizio questo emozionante racconto , che sfocerà in una grave perdita madre e figlio moriranno di parto e quest’ uomo si ritroverà a vivere con questo enorme senso di colpa che lo allontanerà anche dalla sua primo genita Silvia.
 La quale  crescerà lontana dal padre, creando un o spazio emotivo solamente suo dove in lei vivrà lo spirito del suo fratellino
“Fammi Vivere Silvia”  gli  verrà sussurrato un dì  dal giovane spirito
 al quale lei si legherà ad una promessa  : Un voto
 Monica Pasero

SCOPRIAMO L’ARTISTA… CON NOI ANNA CIBOTTI

Autoritratto dell'Artista Anna Cibotti

Ben ritrovati a tutti voi alla scoperta di un nuovo Artista! Stasera l’Artista che ho il piacere di presentarvi non è solo un’Artista, multiforme oltre che estremamente talentuosa, ma anche un’amica che ho avuto modo di conoscere grazie a Facebook. Signore e signori è con immenso piacere che vi presento… Anna Cibotti.

Carissima Anna buonasera! Puoi cominciare a raccontarci qualcosa in più su di te?

 Mi presento con il mio ultimo quadro che è il mio autoritratto in quanto oltre alla scrittura, mi piace dipingere.

Ho visto! Molto bello davvero! Scusa l’interruzione. Continua pure. Stavi dicendo delle due forme d’Arte che prediligi…

Ho cominciato tardi negli anni a dedicarmi a queste due attività, ma il pensiero di dedicarmi ad un hobby artistico era latente in me da molto tempo.

E di te come persona che cosa ci racconti? Per esempio dove vivi?

Vivo in un paese di mare Punta Marina Terme (R) dove, in una bellissima pineta passeggiando, trovo l’ispirazione per i mie racconti che ho recentemente pubblicato con la BOOKSPRINTQUATTRO RACCONTI…QUATTRO” e con YOUCANPRINTL’INCROCIO“.

Ho letto “L’incrocio” e l’ho adorato, la raccolta di racconti manca ancora all’appello ma colmerò prestissimo anche questa lacuna. Una lacuna stranissima per me che adoro le raccolte di racconti. A proposito di te come scrittrice cosa ci puoi dire del tuo modo di scrivere? Com’è Anna Cibotti quando scrive?

Nello scrivere sono mentale, analitica e fantasiosa, mentre nella pittura metto il cuore e la passione. Un antitesi che mi completa.

Le due facce dell’Artista. Interessantissimo! E la lettura? Anna Cibotti ama leggere oltre che scrivere?

Adoro leggere e lo faccio regolarmente e da tantissimi anni e dalla lettura ho imparato tutto.

Essendo autodidatta ho cercato di carpire i segreti dell’arte interessandomene incessantemente a modo mio.

E ci sei riuscita splendidamente direi. Ci vuoi parlare un po’ dei tuoi libri?

Vi parlo dei miei libri, brevemente così come sono abituata, concisa e semplice.

Fai pure carissima Anna. Partiamo dalla raccolta di racconti “Quattro racconti… quattro” ti va?

Quattro racconti quattro

QUATTRO RACCONTI…QUATTRO tratta quattro storie diverse nella loro drammaticità ma che accomunano i personaggi che la vivono, in una sorta di linguaggio comune e affinità elettiva.

Nulla è come sembra …o si?

Potrebbe essere questa la risposta che ognuno potrebbe darsi.

Direi proprio di sì! E de “L’incrocio” che ci puoi raccontare? Che tipo di storia è?

 L'incrocio

L’INCROCIO” è un lungo racconto o romanzo breve che colloca i suoi personaggi in un assurda condizione sospesa nel tempo e nello spazio, la cui ragione ancora una volta è una domanda e una risposta personale.

Un’ultima domanda che più che una vera domanda è una curiosità. Le copertine dei tuoi libri sono opera tua vero? Ci puoi spiegare cosa ti ha spinto a creare “in proprio”, per così dire, le tue copertine?

Ho dipinto le copertine dei miei libri per renderli più miei e forse con un po’ di velleità artistica, ma anche la pittura racconta…quindi!

Più che d’accordo! Infatti si dice che a volte (spesso!) un’immagine vale più di mille parole!

 

Bene! Grazie ancora carissima Anna, anche a nome dei nostri lettori per la gentilezza con la quale ti sei voluta prestare a questa nostra chiacchierata. Spero che per te sia stata una cosa piacevole quanto lo è stata per noi e mi auguro di riaverti nuovamente tra noi, magari per presentare una tua nuova opera. La nostra porta virtuale per te sarà sempre aperta! Grazie ancora di tutto cuore e buona serata!

“Scopriamo l’artista” con noi… Massimo Bisotti

Image

 

“E solo quando sai quello che vuoi

 che non prendi tutto quello che passa”

Massimo Bisotti

Con vera emozione, ringrazio  Massimo Bisotti per la sua cortesia e  disponibilità, e per aver trovato il  tempo per questo nostro umile blog.Io e Riccardo Mainetti  ti siamo immensamente  grati!

 

Intervista a cura di Monica Pasero

 Nella tua biografia leggo con piacere un tuo pensiero che  in qualche modo ci  accomuna Tu dici: “di aver iniziato a scrivere perché le tue parole rimarginassero le ferite e si chiudessero in cicatrici”.  Questa riflessione è da me condivisibile, anche perché io penso che la scrittura spesso possa essere utilizzata come una sorta di psicoterapia personale. Tu cosa ne pensi ?   Per la tua esperienza personale è  stato così, sei riuscito in parte a cicatrizzare i tuoi dolori ?

Scrivere è un modo di amarsi e di amare, di accarezzarsi, di curarsi. Si scrive per amore.Di sicuro la scrittura ci cura e poi, nel mio caso, è diventata salvezza quando è riuscita ad aiutare gli altri, a ridare entusiasmo, voglia di rilanciarsi nuovamente, di non arrendersi, di non scordarsi le cadute di ieri ma di scordarsi la paura di cadere. Per cui rispondo di sì, l’amore delle persone fa rimarginare se non tutte, questo sarebbe impossibile, diverse ferite.

 Nelle tue molteplici  riflessioni che spesso leggo con piacere  sulla tua pagina facebook, trovo nel tuo pensiero, nel tuo esprimerti una forza  trainante, lo denoto dal  pubblico molto vasto che ti segue e  ama ciò che scrivi ,secondo tequesto perché?

Dico spesso che la scrittura dovrebbe costruire un ponte fra le anime che, al di là di chi scrive, dovrebbe riuscire a mettere in comunicazione mondi distanti solo materialmente e non mentalmente. Credo che il segreto per riuscire nelle nostre passioni sia essere se stessi sempre, è l’unica garanzia che non scade mai

Se dovessi dare un consiglio ad un giovane esordiente su come intraprendere questa strada  cosa gli diresti? 

Direi di insistere senza sgomitare sulle vie degli altri, dedicandosi a costruire sé, a migliorare, ad ascoltare le persone. La scrittura è linfa vitale, assorbe come una spugna tutto quello che incontra, si contamina delle esperienze che ci vengono raccontate, dai nostri amici, conoscenti, dalle persone, persino da chi sporadicamente si sfoga con noi durante un caffè al bar. Le dinamiche umane sono diverse ma hanno una radice comune: il desiderio di amare ed essere amati. Direi di concentrarsi sul proprio lavoro, di partire dal punto in cui si è e non da dove si crede che si dovrebbe essere. Di ammirare quel che può dare spunti per migliorarci e di lasciare fuori quello che non ci piace, senza sprecare tempo a dirne male, a demolirlo. Una vita sana è alimentata da sentimenti positivi, solo la positività sa regalare successi, in ogni ambito.

Estrapolando un tuo pensiero che dice: “Spendersi senza riserve e donare quel che si può. Quindi donare quel che si è” Io ti chiedo Chi è Massimo Bisotti nella vita di tutti i giorni?Image

 Una persona con una vita normale, come tutti noi. Un mestiere che si sceglie di intraprendere non cambia la nostra personalità, se lo fa la nostra personalità non era autentica prima e non lo sarà nemmeno dopo. Di sicuro un mestiere pubblico mette a contatto con molte persone ed è necessario ristabilire una giusta scala di priorità. Essere utili non significa lasciarsi utilizzare. Quel che posso dare di me agli altri lo do a prescindere, c’entra più con il mio carattere questo che con il mio lavoro.

Leggo  che sei un artista a tutto tondo: musicista, scrittore, poeta. Hai  l’arte nel sangue come si suol dire,  per questo mi viene spontaneo chiederti:  Che cos’è l’arte per Massimo Bisotti ?

L’arte  per me è espressione di se stessi ed è tutto ciò che suscita emozione.

 

Massimo il tuo libro “Luna blu” edito da Pisconline Edizioni  è  stato definito il più fenomenale caso editoriale del 2012.  Hai voglia di  raccontarci la sua trama e il  segreto di questo enorme successo?Image

Il vero successo nella vita è fare ciò che si desidera fare ed essere ciò che si desidera essere. La luna blu parla di sogni, di come sia assolutamente importante non sottovalutarli. Spesso i sogni rivelano i nostri bisogni più intimi. Questo libro è un intreccio fra sogno e realtà, mondi solo in apparenza distanti. Per far avverare i sogni è necessario farli diventare progetti di vita, bisogna attivarsi per renderli concreti. Avere sogni con i piedi per terra richiede fatica. Richiede la consapevolezza di farli avverare e persino  quella di vincere la paura che possano avverarsi. Abbiamo spesso timore dei cambiamenti e invece ciò che resiste al tempo non è mai statico, è proprio ciò che attraverso i cambiamenti sa evolversi e rimanere importante. Una notte, dopo una festa, Meg incontra George, e capisce subito che sta succedendo qualcosa di diverso dal solito: come se lui avesse aperto la porta di una stanza del suo cuore che era sempre rimasta chiusa. Tutto è talmente forte e bello che Meg impiega qualche giorno per rendersi conto dell’incredibile verità: George è con lei solo in sogno, lui stesso è il sogno, ma un sogno lucido, così vivido da diventare una seconda realtà. E in questa realtà lei vuole vivere, trascorrendo ormai tutta la giornata in attesa del momento in cui potrà addormentarsi e incontrare il suo amore. Ma non tutto è così semplice, e la visione, giorno dopo giorno e notte dopo notte, comincia a sfumare in qualcosa di meno chiaro, fino a quando Meg non s’imbatterà nella realtà: Demian Sinclair.

Sul tuo spettacolare  sito, che invito tutti ad andare a vistare.  Vedo  un titolo “Il quadro  mai dipinto” hai voglia di darci qualche chicca in anteprima?  

Il quadro mai dipinto è un libro che parla dell’ossessione della perfezione. Patrick, il protagonista, ha la sindrome del quadro mai dipinto, cerca di dipingere sempre la scena successiva del quadro. In pratica non è mai contento dei suoi lavori. Andando in soffitta, poco prima di trasferirsi in un’altra città, vede il dipinto di una donna molto amata che sembra essere sparito dalla tela. Persino l’arte non è perfetta, perfetto è ciò che ci fa stare bene. L’amore perfetto non è dove tutto va bene, è dove non manca nulla

 

  Ringraziando ancora Massimo Bisotti  per averci dedicato un po’ del suo tempo.

 Ricordo a tutti i nostri lettori il suo sito

 http://massimobisotti.it/

 

 

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