La casa dei ciclamini di Sergio Casagrande

ImageRecensione a cura

di Monica Pasero

Leggo queste pagine con un’infinita tenerezza, nel cuore un velo nostalgico,non posso che pensare a mia nonna e ai suoi racconti sfogliando la “Casa dei ciclamini” di Sergio Casagrande.

Un libro intriso  di verità,di riflessioni profonde sulla nostra esistenza ,e chi meglio di chi è giunto al termine del suo cammino può narrarcele ?

Protagonisti  di questo libro gli anziani. Un unione di menti ,di storie, di vite differenti. Un alternarsi di  vicende passate. Ogni personaggio è ben definito, non puoi che soffermarti e leggere i suoi pensieri come se fosse tuo nonno a raccontarteli e con una vena d’  affetto ,lasci su queste  pagine un sorriso sincero e un velo nostalgico nel cuore,ma la “Casa  dei ciclamini” non è solamente malinconia .Tutti i protagonisti che si avvicendano tra un capitolo e l’altro , sono figure positive, curiose, allegre e tra battute e buffi aneddoti percorrono i loro ultimi  giorni  insieme .L’autore con grande ironia e bravura, accarezza la vecchiaia concedendo al lettore attimi di riflessione alternati a momenti di grande ilarità ,tutto questo condito da una storia secondaria che rende questo libro ancor più  interessante, tra una vicenda e l’altra si profilano reminiscenze storiche legati  al periodo dell’inquisizioni religiose .

Una scelta coraggiosa,ma di grande effetto che rende questo libro oltre che una lettura di grande umanità, un documento storico,  testimonianza di quanto l’uomo sia demone di se stesso.

Un libro che io consiglio  ai giovani affinché dopo questa lettura comprendano  la grande ricchezza dei “vechi “(come direbbe l’autore ) sono per noi .

 Monica Pasero

Per chi volesse acquistare la casa dei ciclamini può richiederlo  via e-mail: info@piazzaeditore.it . Il libro vi sarà recapitato a casa senza spese di spedizione al prezzo di 14 euro. Pagamento alla consegna

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12 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Trackback: INTERVISTA A SERGIO CASAGRANDE | Recensioni Librarie in Libertà
  2. Norma Follina
    Ago 29, 2013 @ 12:34:27

    Eh sì, Sergio, mi devo proprio leggere qualche tuo libro. le piccole parti inserite nella tua intervista rivelano una scrittura che insegue il sogno non per fuggire dalla realtà, ma per costruire qualcosa di migliore, per fermare il lettore fuggente e costringerlo a riflettere, a capire e capirsi. A volte perfino fastidiosa: non lascia scorrere via veloce, costringe all”introspezione, tocca il nervo scoperto delle debolezze, degli egoismi, della superficialità. Tu indichi il percorso verso il bene universale al quale dovremmo tendere.

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  3. Patrizia Pulazza
    Ago 30, 2013 @ 06:26:48

    Nina e Ninetta. Dolcissimo il ricordo di quel primo amore che vede e sente con tutti i sensi ma senza la vista. Che intuisce lacrime e turbamenti, e fa addormentare per sempre Nina con il ricordo di un momento felice. Bello..

    Rispondi

  4. Paola Galastro
    Set 01, 2013 @ 13:55:11

    Caro Sergio, non sai che fortuna che ho avuto ad averti come amico! (anche se solo su fb). La tua dolcezza e pacatezza d’animo nei tuoi scritti (tutti!), mi trasmette una ventata di freschezza ed armonia. Quando ho bisogno di un “approdo” in certi miei momenti difficili e pesanti, “getto un’occhio” sulla tua pagina fb, o del tuo libro, che gentilmente e generosamente, (come te nessuno, mai!!), mi ha donato. Grazie anche a Monica Pasero, che ha ben riassunto l’essenza del romanzo. 
    Sergio bisognerebbe chiamarlo non Casagrande, bensì Cuoregrande!!!

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  5. Lisa Zucchini
    Set 01, 2013 @ 17:28:57

    Ciao Sergio! Mi sono ritrovata molto in quello Che hai raccontato, ma specialmente due cose mi hanno colpita. La prima e’ la comune Esperienza con le favole, Che anch’io, precocissima lettrice, leggevo e rileggevo, vedendole nella testa come vere (ti posso assicurare: meglio di tanti film!!!). La seconda cosa che mi ha fatta pensare e’ la definizione di anima.
    Il tuo racconto “dialettale” e’ eccezionale. 
    Grazie per avermi mandato l’intervista. L’ho apprezzata molto.

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  6. Bruna Serra
    Set 02, 2013 @ 16:26:02

    Nina – Ninetta
    Sergio sa emozionare. Anche questo brano, come altri suoi che ho letto, riesce a coinvolgere profondamente il lettore e lo trasporta nel racconto. Tutte le lettrici si fondono e confondono con il vissuto di Ninetta, così come tutti i lettori si immedesimano in Enrico. Si possono facilmente percepire le loro tensioni ed emozioni. Il racconto prosegue con il suo ritmo sempre più incalzante, trasmettendo la bramosia dei personaggi, fino ad arrivare all”apoteosi dell”incontro, solo percepita e non descritta.
    Poi, quasi a ristorare la tensione, a dare quel senso di giusto appagamento ma ancor di più di riposo, arriva La sorella di Sonno e il tutto si conclude, lasciando e lanciando  però un bellissimo ponte tra la vita e la morte: l”amore. I miei complimenti anche a Monica Pasero per la sue bella recensione.

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  7. Francesca De Stefani
    Nov 20, 2013 @ 09:35:56

    Dopo i miei primi dubbi sull’ambientazione di questo libro (un ospizio non è proprio il mio genere) devo ammettere che l’autore Sergio Casagrande è riuscito in pieno a rapirmi e portarmi dentro a quelle pareti, insieme a quegli strani personaggi.
    La sua scrittura scorrevole e a tratti ironica riesce a descrivere in modo semplice le caratteristiche spesso improbabili di chi da vita al libro. Il suo narrare è simpatico e intrallazzato anche da espressioni di dialetto veneto messe ad ok per strappare più di un sorriso durante la lettura. Sono rimasta anche affascinata da alcuni personaggi, una tra tutti Bimba, dolce, ingenua e delicata come una bambina…però non voglio svelare oltre la trama.Vi dico solo che leggendo questo libro si entra in un mondo fiabesco e moderno, ci sono vari racconti molto intensi scritti nell’arco delle 220 pagine, e sono uno più bello dell’altro. Infine una lode va anche alla brava Monica Pasero, che, nella sue recensione, ha dato sapore e significato al romanzo.

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  8. Gianna Stefani
    Dic 03, 2013 @ 15:08:52

    Ho avuto il piacere di leggere il romanzo di questo scrittore qualche tempo fa. L’ho trovato molto interessante, profondo e avvolto da una sottile quanto strepitosa ironia che sicuramente ispira una forte empatia. La figura del Professore sopra di tutti. Dolcissima e significativa la recensione di Monica Pasero.

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  9. Giovannina Soldan
    Dic 05, 2013 @ 14:30:45

    Il romanzo ” la casa dei ciclamini” mi è stato consigliato da un’amica che devo sinceramente ringraziare. Difficilmente avevo letto qualcosa di simile: tanta carne al fuoco, tanti gli argomenti trattati, da piccole dosi di filosofia, da alcuni brani storici, da alcune scene teatrali, da piccole finestre di vita vissuta, a particolari quadri poetici, il tutto condito da in’ironia buona, ma che riesce allo stesso tempo a farti riflettere a fondo. I complimenti, dopo all’autore Sergio Casagrande, che non conoscevo, anche a Monica Pasero, che è riuscita a cogliere senza giri di parole l’essenza del libro in questione.

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  10. Marta Boesso
    Dic 11, 2013 @ 14:04:17

    Dopo i miei primi dubbi sull’ambientazione di questo libro (un ospizio non è proprio il mio genere) devo ammettere che l’autore Sergio Casagrande è riuscito in pieno a rapirmi e portarmi dentro a quelle pareti, insieme a quegli strani personaggi.
    La sua scrittura scorrevole e a tratti ironica riesce a descrivere in modo semplice le caratteristiche spesso improbabili di chi da vita al libro. Il suo narrare è simpatico e intrallazzato anche da espressioni di dialetto veneto messe ad ok per strappare più di un sorriso durante la lettura. Ho avuto questo libro in omaggio direttamente dallo scrittore, non è per questo che il mio giudizio è positivissimo, Sono rimasta affascinata da alcuni personaggi, una tra tutti bimba, dolce, ingenua e delicata come una bambina…però non voglio svelare oltre la trama. Vi dico solo che leggendo questo libro si entra in un mondo fiabesco e moderno, ci sono vari racconti molto intensi scritti nell’arco delle 220 pagine, e sono uno più bello dell’altro.I miei sinceri complimenti allo scrittore…spiace solo che non sia così facilmente reperibile nelle librerie….però su IBS c’è

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  11. Mario Ruffin
    Gen 19, 2014 @ 22:22:21

    La casa dei ciclamini di Sergio Casagrande. Il mercato capitalista per vendere case ha inventato la microfamiglia abitante nella gabbietta dell’appartamento del condominio. I figli se ne vanno comprano le gabbiette (magari indebitandosi con mutui). Il mercato ha distrutto la famiglia patriarcale che a pensarci bene era un modo di vita sociale previdente del futuro dei vecchi e che si serviva della sapienza dei vecchi. Il sistema mercantile crea linguaggi sempre nuovi per esautorare i vecchi. la saggezza e la scienza dei vecchi viene avvilita dal trucco delle nuove parole. Usano l’inglese anche se vendono cacca, i vecchi per lo più non lo hanno studiato! La continuazione con il passato e il confronto con la cultura dei vecchi indica il binario del destino ai giovani. Questo sistema di esautoramento del vecchio li sradica dal passato e così non sanno dove stanno andando a finire. E’ quello che vuole il fottutissimo mercato ormai saturo e suicidario capitalista, per continuare a vendere qualsiasi cosa inducendo falsa domanda di oggetti inutili alla vita. Il Libro di Casagrande riammette al protagonismo i vecchi e li indica all’attenzione non solo pietosa ma anche necessaria.

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  12. Valdo Immovilli
    Gen 27, 2014 @ 17:55:51

    Sergio Casagrande ne “La casa dei ciclamini” riesce a dare la giusta dimensione, “una dimensione naturale” ad un argomento che la società moderna tende a rimuovere. la gente vive e si comporta come se la vecchiaia la malattia e la morte non esistesse, come se ci fossero due mondi: quello dei sempre giovani e belli, e un altro mondo che viene tenuto nell’ombra. L’autore entra con forza in questo mondo e riesce a dargli luce e dignità. Tiene sulla punta delle dita una quantità enorme di personaggi, li fa emergere e li tiene in prima piano anche nel momento estremo; il momento dell’addio. Personaggi così diversi l’un l’altro, che si muovono in perfetta armonia, come gli strumenti di un’orchestra mirabilmente diretti. Il linguaggio è preciso, rapido, e tocca tutti i tasti dell’animo umano. Questo romanzo è in realtà una commedia, una commedia della vita, e sarebbe bello vederlo rappresentato su un palcoscenico.

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