Intervista con l’autore…Tiziana Viganò

Salve a tutti!

Sinfonia nera in quattro tempi di Tiziana ViganòRiprendiamo le pubblicazione dopo qualche giorno di sosta con una nuova intervista-presentazione romanzo firmato dalla nostra impareggiabile inviata in terra parmense Isabella Grassi. Stavolta ad aver l’onore di essere intervistata dalla nostra Isabella è Tiziana Viganòautrice milanese, laureata in Lettere Moderne, redattrice e iconografa per molti anni presso un’ importante Casa Editrice, ha poi lavorato nel campo della psicologia, della comunicazione e della medicina naturale, studiando a fondo i rapporti tra mente e corpo“.  Tiziana Viganò è autrice dei romanzi “Come le donne” (2012) e “Sinfonia nera in quattro tempi” (2016), romanzo questo che “verrà presentato nuovamente a “I Sapori del Giallo”, rassegna  di letteratura poliziesca e gastronomia, che si terrà a Langhirano (PR), ai primi di settembre, insieme ad altri romanzi tutti appartenenti al genere giallo, tra i quali ne ricordo due che vi ho già presentato in questo spazio: “Il Grisbì” di Giovanni Bertani (Edizioni Forme Libere 2015) e “Sbirri” di Gero Giardina (FalVision Editore 2016)“.

Ma ora è giunta l’ora di cedere la parola alla nostra Isabella Grassi e alla sua graditissima ospite, ospite alla quale v’invito a dare il vostro più caloroso benvenuto, Tiziana Viganò.

Si descriva in tre parole.

Tre sole? Posso usarne qualcuna di più?!? Mi piace essere fuori dal coro e, da sempre, rivendico la mia libertà di essere quello che sono.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

Scrivo e leggo da sempre, da quando ero una ragazzina, anzi, bambina. I libri sono sempre stati la mia passione e la mia insaziabile curiosità mi ha portato a esplorare mondi diversi attraverso le letture e i viaggi. Senza la cultura non potrei vivere, e, dagli anni dell’università, poi con il mio lavoro nella casa editrice Garzanti, poi con altre attività nel campo della psicologia e della medicina naturale, sono andata alla ricerca di tutto quello che mi interessava, andando in profondità, ma anche seguendo vie nuove e diverse.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Durante gli anni del lavoro avevo poco tempo e scrivevo solo articoli e saggi da pubblicare su riviste specializzate, poi ho cominciato a mettere sul pc le storie delle donne che venivano da me per terapie di Counseling o mi raccontavano le loro vicende nelle associazioni che si occupavano di donne maltrattate o bisognose di aiuto: da queste esperienze è nata la raccolta di racconti “Come le donne”. Le esperienze di volontariato nei paesi del terzo mondo mi hanno suggerito racconti di viaggio che saranno pubblicati a breve (gennaio 2017) nel libro “Viaggi di nuvole e terra”(PMEdizioni). Le mie conoscenze nel campo della psicologia mi hanno dato l’ispirazione per le trame delle indagini del maresciallo Rusconi nel mio libro giallo “Sinfonia nera in quattro tempi”. Se dapprima questi scritti giacevano nei files del mio pc, dal 2012 ho deciso di pubblicarli, dopo aver ottenuto riconoscimenti e premi nei concorsi, cominciando con i racconti di “Come le donne” nel 2012, che saranno ripubblicati a settembre 2016.

Non ho momenti particolari d’ispirazione per la scrittura, sono un po’ fuori dalle regole, scrivo quando ho l’idea, prendo appunti nei momenti più disparati, a volte poco prima di svegliarmi mi passa nel cervello l’incipit per una recensione, per un racconto, o qualche altra idea letteraria….l’alba sicuramente mi ispira, così mi alzo e apro il pc…

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

Sicuramente idee e personaggi mi vengono dalla vita reale, proprio tutti: ma se quello è l’input poi ricamo molto con la fantasia e mi vengono in aiuto le competenze nel campo della psicologia, in modo che un personaggio sia coerente con un tipo di personalità e parli e agisca in modo da essere ben delineato e privo di contraddizioni.

Gli ambienti sono quelli che conosco bene: cerco di portare il lettore a immergersi nella Natura e nel paesaggio umano di un territorio descrivendolo minuziosamente.

Per essere credibile, uno scrittore, secondo me, deve calarsi in atmosfere conosciute e trasmetterle con ricchezza di particolari: a meno che non abbia una fantasia così sfrenata da inventare mondi fantastici, ma non è il mio caso.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Mi piace scrivere in modo chiaro e scorrevole, senza preziosismi, ma con ricchezza di vocabolario. Desidero che il lettore abbia subito davanti agli occhi le immagini di quello che racconto, sia gli ambienti che i personaggi, che li veda, che li senta parlare, che li senta nella mente e nel cuore: che si emozioni. E curo molto l’editing (che è una mia competenza) in modo che tutto scorra al meglio.

Descriva in tre  parole i due libri e i personaggi principali

Sinfonia nera in 4 tempi”: un maresciallo dei carabinieri indaga su quattro vicende oscure che vedono protagoniste coppie malate, con rapporti disfunzionali basati su violenza psicologica che sfocia in delitti efferati. Un giallo ambientato tra Legnano e Milano.

“Come le donne”: 12 racconti in cui le protagoniste che passano attraverso grandi difficoltà e dolore, ma escono vittoriose perché sanno riprendere in mano la loro vita e risorgere come la Fenice dalle ceneri. Un libro che esprime un messaggio tutto positivo.

Perché si dovrebbero scegliere di leggere i suoi libri? Cosa pensa che la lettura dei libri lasci al lettore?

Perché sotto una lettura scorrevole e gradevole si nasconde un messaggio interessante. Nei racconti le donne possono identificarsi, riconoscere se stesse o altre donne che conoscono, gli uomini possono conoscere meglio il mondo femminile, così complesso.

Nel giallo, sotto gli intrighi, gli enigmi e la suspence si può imparare a riconoscere quei segnali che preludono la violenza nelle relazioni di coppia, così da cautelarsi o riconoscerli quando si vedono negli altri.

 Perché un romanzo di genere?

Perché il genere giallo mi ha sempre attratto, fin da quando, avevo dodici anni, un’amica di mia madre mi ha regalato “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie, spingendomi a leggerne centinaia nella mia vita. Mi affascina l’idea di inventare una trama intricata, di seminare indizi che devono essere ripresi e risolti, di inventare psicologie diverse, anche contorte e oscure, per l’eterna lotta tra il Bene e il Male: mi piace la logica ferrea che s’intreccia con la fantasia. Adoro i gialli!

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

In “Sinfonia nera” il protagonista è un maresciallo legnanese doc, Adelio Rusconi, un ragazzone quarantenne simpatico, fascinoso, un vero tombeur de femmes, molto umano e vicino al lettore che sicuramente nella vita avrà incontrato un tipo d’uomo così: è anche intelligente, intuitivo, capace di empatia e di profondità psicologica. Viene a contatto con realtà durissime nel suo mestiere e pian piano matura, cambia, diventa riflessivo. Ho già in mente un sequel… Il suo vice, brigadiere Totò lo Monaco, è un simpaticone, un personaggio classico da fiction. Nella loro “normalità” si contrappongono ai personaggi folli, psicotici e malati che portano avanti la loro incapacità di adattarsi alla realtà e di risolvere i problemi di coppia, arrivando fino al delitto, omicidio o femminicidio, vittime e carnefici, olocausti di se stessi, tragicamente perdenti.

Salutato l’autore, vi presento ora il romanzo.

 

Sinfonia nera in quattro tempi.

Tiziana Viganò

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Sinfonia nera in quattro tempi di Tiziana Viganò

* * *

“Solo lo scheletro, quello che restava della vecchia fabbrica tessile, incombeva su cumuli di macerie grigie nella mattinata invernale, fredda cupa e brumosa, proprio come ti aspetteresti da una mattinata invernale padana.

Un dinosauro meccanico arancione dal lungo collo masticava lentamente, con le possenti ganasce, i vecchi muri gloriosi di lavoro e di storia, causando un sinistro fragore e nubi di polvere. Un altro dinosauro più piccolo, giallo, arrancava in salita sulle macerie, lanciando a intermittenza biiip laceranti”.

Queste le prime righe dell’incipit del romanzo.

E’ un inizio un po’ particolare, la descrizione di un luogo, ma l’autrice utilizza subito similitudini ed immagini che forse sono più usuali nelle favole o nelle storie di fantascienza.

Solo con le parole successive: “Il maresciallo Adelio Rusconi tirò un profondo respiro, si strinse nelle spalle rabbrividendo, e osservò con una smorfia schifata la nuvola di vapore del suo fiato.”, l’ambientazione cambia in quanto viene introdotto il personaggio principale: il maresciallo Rusconi.

E poche righe dopo si appalesa anche il suo assistente: “il brigadiere Tommaso Lo Monaco, detto Totò”.

Le prime descrizioni dei due carabinieri sono quindi sul campo ma la Viganò si sofferma più sulla loro gestualità, sulla loro corporeità che sul loro ruolo.

E così procede durante tutto il libro che ci narra si di ben quattro indagini diverse, ma senza mai abbandonare questo stile di racconto.

Il lettore nell’affrontare la lettura in realtà vede i personaggi prendere vita, agire e se ne innamora, si appassiona, gioisce, prova per così dire sensazioni più simili ad un romanzo rosa che ad un romanzo giallo.

Eppure le ricerche ci sono, le indagini pure ed anche i risultati.

Nella quarta di copertina troviamo la seguente descrizione:

Un romanzo giallo con quattro indagini del maresciallo Rusconi, ambientate tra Legnano e Milano, basate su storie di donne vittime o carnefici, simbolo di una realtà attuale, quando la violenza psicologica può sfociare nell’esasperazione e nella follia con conseguenze estreme. In un crescendo drammatico, dalle oscure passioni della prima indagine si passa alla seconda, centrata su un personaggio femminile che si agita in una gabbia dorata, tra i giochi di potere di una relazione disturbata. Un’altra vicenda complessa metterà il maresciallo di fronte alle mille sfumature della mente femminile; in ultimo, una catena di efferati delitti scuoterà la provincia lombarda, rivelando retroscena d’amore e morte. Attraversando queste esperienze, anche la vita del maresciallo subirà un’evoluzione verso una maturità più consapevole. Un giallo classico, in cui la definizione dei personaggi e la ricerca della verità hanno un ruolo centrale nella narrazione.”

E se posso concordare con il valore psicologico e come appena sottolineato sulla minuziosa descrizione dei personaggi, e se parimenti è fuori da ogni dubbio che il romanzo può rientrare sicuramente nel genere giallo, ritengo però che, proprio per la complessità dei sentimenti e  delle relazioni, la lettura possa essere affrontata anche dai non amanti del genere e quindi da tutti coloro che amano le storie intessute di risvolti psicologici.

Il romanzo è narrato in terza persona e suddiviso in quattro parti: le quattro indagini.

Per acquistare “Sinfonia nera in quattro tempi” si può ordinare nelle librerie o richiedere a:

http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/sinfonia-nera-in-quattro-tempi-9788892616998.html

Il libro infatti ha appena cambiato editore.

Isabella Grassi

Sinfonia nera in quattro tempi di Tiziana Viganò

Intervista con l’autore…Gero Giardina

Gero Giardina intervistato dalla nostra carissima Isabella Grassi

Salve a tutti!

Sbirri di Gero Giardina

Questa sera, per farvi chiudere nel migliore dei modi la settimana vi propongo la nuova intervista realizzata dalla nostra impagabile inviata in terra parmense Isabella Grassi che per l’occasione ha intervistato per noi Gero Giardina, autore del romanzo “Sbirri” edito da Falvision Editore:

Sbirri di Gero Giardina

Oggi ho intervistato Gero Giardina, autore al suo primo romanzo giallo dal titolo “Sbirri” edito da Falvision Editore (Febbraio 2016).

Il libro verrà presentato da Giovanni Bertani, altro giallista della cui opera “Il Grisbì”  (Forme Libere Editore, 2015) ho già scritto su queste pagine, a “I Sapori del Giallo”, rassegna  di letteratura poliziesca e gastronomia, che si terrà a Langhirano (PR), ai primi di settembre, insieme ad altri romanzi tutti appartenenti al genere giallo, tra cui lo stesso Bertani.

Come di consueto diamo subito spazio all’intervista.

 

Si descriva in tre parole.

  1. Politicamente scorretto;
  2. Diretto
  3. trasparente

 

Cosa l’ha spinta a scrivere?

La voglia di raccontare me stesso attraverso alcune esperienze professionali e la voglia di dire alla gente qual è la vera qualità di vita di un poliziotto. La gente è abituata alle fiction e non conosce cosa c’è dietro una indagine grande o piccola che sia. I poliziotti di strada, quelli che vivono la quotidianità, non sono diversi e meno dotati di quelli che svolgono indagini di alto livello. Vivono e lavorano solo in contesti diversi.

Descriva i momenti che dedica alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Per una vita ho scritto e descritto fatti criminosi che riguardavano la gente: le vittime, gli autori e le persone che a vario titolo entravano nel cast criminologico. Ma i miei lettori erano giudici e avvocati.

Mettermi a scrivere un libro è stato per me uno sfogo. Oggi lo faccio perché mi rendo conto che non ho più né briglie, bavagli e neanche museruole e quindi, lo sfogo della scrittura è per me, e credo anche per tutti coloro che vi si dedicano, uno strumento di libertà senza eguali. Poi, c’è anche lo sfogo emotivo e mentale che mi fa stare bene.

Durante la scrittura del suo romanzo come ha creato i suoi Personaggi e l’Ambientazione? Si è rifatto a esperienze personali direttamente?

E’ nato così, per sfogo. Poi mi sono appassionato e strada facendo, ho ripercorso fatti e situazioni che hanno ricalcato la realtà. Anche alcuni personaggi sono stati presi in prestito (in parte) dal mio vissuto personale e professionale. Per ovvii motivi, ho dovuto romanzare tanti accadimenti, soprattutto per renderli meno duri e cruenti agli occhi del lettore comune.

Come descriverebbe la sua tecnica di scrittura?

Ho iniziato a scrivere le prime pagine di “Sbirri” nel 2001 e ho terminato la stesura e le varie correzioni nel 2010. Per tutto quel periodo ho dovuto rinunciare a leggere opere letterarie meritevoli di dedizione, ma ho temuto di rimanere contaminato dallo stile di altri autori.

Ho tenuto conto dell’esigenza del lettore e quindi ho utilizzato un linguaggio, a tratti “paesano” e soprattutto descrittivo, parlando in prima persona ed al presente, per rendere scorrevoli i fatti narrati e le numerose pagine – poi ridimenzionate per esigenze editoriali che da 345 sono state ridotte a 256 – per non  generare sbadigli e soprattutto per indurre il lettore a rinunciare al decalogo di Pennac.

Ritengo di esserci riuscito, anche perché, rileggo quelle pagine e mi diverto e  sorrido ancora.

Descriva in tre parole il libro o il personaggio principale.

  1. scorretto
  2. graffiante
  3. divertente

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo romanzo?

Non c’è un perché che giustifichi la lettura di un libro. Ritengo che con l’occasione d’incappare nella lettura di “Sbirri”, si coglie l’occasione di scoprire fatti nuovi in sistemi ritenuti assiomatici. “Sbirri” sorprende, non tanto nelle storie narrata, ma nei retroscena che sostengono quei fatti e soprattutto il carattere e il lato umano e divertente dei protagonisti.

E’ un libro che, sebbene sia diretto a tutti, si scopre, invece che, paradossalmente indirizzato ad ognuno dei lettori. Ogni lettore, si ritrova ad essere co-protagonista, insieme al Commissario Alfredo Burgio, di quei fatti, belli e/o brutti, narrati.

Perché un romanzo di genere?

Non proprio tutto di genere, ma nei tratti essenziali, viene fuori la presenza femminile che induce a riflettere. Dalla “femmina”, ma nell’accezione più positiva e paesana del termine, viene fuori un’immagine di donna forte, paziente e risolutiva: Elettra, la compagna di AlfredoBurgio; Carla la moglie di Cosimino; la mamma di Alfredo; Giorgia moglie del suicida, Elsa, capo dei malavitosi; Adele, ladra al soldo del SISMI. Tutte hanno offerto un contributo risolutivo nel contesto romanzesco ed Elettra ne è la porta bandiera.

Faccia una breve descrizione della sua opera, che non sia meramente riassuntiva.

L’opera offre un quadro cognitivo, a volte rusticano e soprattutto realistico di ciò che avviene negli ambienti delle Forze dell’Ordine e nella vita, anche privata dei poliziotti che, quotidianamente e quasi sempre in sordina, affrontano i disagi logoranti che mettono in seria discussione i rapporti con la propria famiglia e con la gente. Il protagonista, forte di una esperienza formatasi sul campo, riesce a comprimere e mediare esigenze di vita e quelle professionali facendo leva sul rapporto che intrattiene con chi lo collabora.

Come tutti i poliziotti da strada, si impegna contemporaneamente su più fronti e grazie anche a tutta una serie di circostanze, forse fortunate, ottiene i risultati voluti.

Lui fa i conti con i superiori, con i collaboratori, con la propria compagna e con la madre.

Ad ognuno di loro dà e da ognuno di loro riceve un qualcosa.

Sa trovare, non sempre senza sacrificare qualcosa di suo, il bandolo di aggrovigliate matasse e mette al primo posto l’altruismo e il suo innato senso del dovere.

Cosa pensa che la lettura del romanzo lasci al lettore?

A mio parere, questa è una letteratura molto casereccia, che vuole portare il lettore su di un piano di apprendimento leggero, spicciolo ed immediato, senza impegnarlo più di tanto e obbligarlo a prendere manuali di diritto o dizionari per capirne il significato di ciò che scrive. La conoscenza di termini o di opzioni investigative reali, non sono alla portata di chiunque, neanche fra gli addetti ai lavori e pertanto, anche grazie attraverso la spiccata capacita dell’autore di descrivere cose, luoghi e persone, lascia il lettore, anche il meno attento, impregnato di quel gergo non propriamente forbito, ma, comunque esaustivo e lo lascia soddisfatto ed anche sicuramente più maturo nel bagaglio lessicale.

 

Salutato l’autore, vi presento ora il romanzo.

 

Sbirri di Gero Giardina

FalVision Editore

Febbraio 2016

* * *

“Sono le otto della sera: la mia scrivania è sommersa da una vagonata di fascicoli d’indagine  e di cartacce stropicciate e dà l’impressione di essere una tavola da sparecchiare. Mi angoscia l’idea di dover dare una rassettata, dopo una giornata come quella di oggi, non ho voglia di alzare un dito. Mi chiedo come possa fare ‘quello’ a tenersi la scrivania in ordine: Cosimino mio collega e stretto collaboratore, è bravo a fare morire le sue carte sui tavoli degli altri, compreso il mio. Il perché è semplice: lui se ne fotte”.

Queste le prime righe dell’incipit del romanzo.

Il lettore si trova immediatamente catapultato nel commissario di Polizia  e precisamente sulla scrivania del Commissario Alfredo Burgio.

L’autore con queste poche righe ci trasmette immediatamente il carattere del commissario e del suo vice: Cosimo Gelfusa e nel proseguo anche il rapporto con il capo, la cui voce viene definita “inqualificabile” ed il tono non cambia neppure quando ci consegna alcune informazioni sul carattere e sull’atteggiamento.

Il romanzo appare ben presto come la raffigurazione di un mondo diviso in due: da un lato gli sbirri e dall’altro chi comanda. Si delinea un mondo che è appartenuto a Gero Giardina.

La terza di copertina illustra la carriera di ex poliziotto che ha visto l’autore girare per tutta Italia da Bolzano alla Sicilia assumendo diversi incarichi occupandosi volta in volta di terrorismo, di antimafia e di pubblica sicurezza.

Questo è il suo romanzo d’esordio.

Gero accompagnerà il lettore attraverso storie di microcriminalità, in un mondo parallelo a quello della vita di tutti i giorni.

Sbirri racconta infatti le vicende del poliziotto protagonista Burgio, con precisi riferimenti sia geografici che temporali tali da offrire un’idea netta e immediata del susseguirsi degli eventi.

Appare ben descritta la psicologia di ogni singolo personaggio.

Il romanzo è narrato in prima persona, come fosse una vera e propria autobiografia, una parte della vita professionale e privata del commissario.

Si appalesa fin da subito il senso del dovere, la sua completa dedizione al lavoro, la sua voglia di cambiare il mondo.

La sua vita privata entra nel romanzo, e viene utilizzata dall’autore per dare umanità al personaggio, ma anch’essa appare serva del dovere, come interpretazione dello spaccato della società odierna.

Destinato ad un pubblico adulto, per la precisa e dettagliata descrizione delle scene appartenenti alla malavita.

Consiglio la lettura a tutti coloro che vogliono avere uno spaccato della criminalità ed agli amanti del genere giallo ma soprattutto a coloro che amano essere coinvolti dalla tensione per arrivare a  completare la lettura del testo in un fiato solo.

Isabella Grassi

Sbirri di Gero Giardina

Viaggio verso Itaca

Un reportage dalla nostra Isabella Grassi

Salve a tutti!

Non vi ruberò che pochi secondi. Giusto il tempo per annunciarvi che quello che seguirà è un nuovo, straordinario e imperdibile articolo opera della nostra inviata da Parma Isabella Grassi!

Buona lettura!

La barca vela, le isole Ionie, il mare aperto, l’incontro con gli  animali marini e la riscoperta della geografia dei mitici luoghi omerici di Odisseo altrimenti noto come Ulisse.

Per accompagnare la lettura nell’articolo sono inseriti alcuni brevi stralci dell’Odissea.

“Musa, quell’uom di multiforme ingegno

Dimmi, che molto errò, poich’ebbe a terra

Gittare d’Ilion le sacre torri;”

(Libro I, 1-3).

Questo viaggio è durato solo 7 giorni e non 10 anni, come quello del re di Itaca, ma sia per gli incontri marini che per i luoghi visitati mi ha fatto rivivere le pagine di Omero.

Questo il diario di bordo.

Domenica 31 Luglio, mollati gli ormeggi  dopo aver approntato la cambusa, siamo partiti  con Ary, un Bavaria 50 ed il suo skipper Stefano, per l’avventura. La navigazione ci ha subito regalato un primo incontro con il mondo marino: l’avvistamento delle giocose stenelle, ma per poter vedere la regina del mare che mentre nuota sembra danzare abbiamo dovuto attendere il giorno seguente.

manta 1Lunedì 1 Agosto, nel pomeriggio mentre eravamo in manta 2navigazione a vela in mare aperto verso la costa W di Cefalonia è avvenuto infatti l’avvistamento di una manta gigante.

Le emozioni che hanno pervaso noi tutti sono state molto intense. I bambini  a bordo hanno imitato il suo intercedere e sembrava quasi che una musica fantastica ne accompagnasse le movenze.

Sarà stato per la navigazione a vela, sarà stato perché gli avvistamenti sono avvenuti nel tardo pomeriggio allorché una leggera foschia ricopre la superficie marina ma mai come in queste occasioni la mente corre alla mitologia che ci è stata tramandata. Non riesce infatti difficile concepire come tali creature possano aver ispirato i mostri marini, fatto sorgere miti e credenze che con il passare dei secoli sono giunte fino a noi.

“Sporge le teste, riguardando intorno

Se delfini pescar, lupi, o alcun puote

Di que’mostri maggior che a mille a mille

Chiude Anfitrite nei suo gorghi e nutre.”

(Libro XII, 125-128).

Così la mente corre verso i mostri marini che Ulisse ha incontrato nella navigazione verso la Sicilia, come Scilla e Cariddi, o al suo incontro con le sirene nel golfo di Napoli. Seppure è vero che per la mitologia greca tali creature erano alate, è pur vero che quando si pensa alle sirene si pensa alla mitologia nordica che le vede invece creature del mare dotate di pinne e con  corpo di donna.

“Un dolce canto cominciâro a sciorre:

O molto illustre Ulisse, o degli Achei

Somma gloria immortal, su via, qua vieni,

Ferma la nave; e il nostro canto ascolta.”

(Libro XII, 240-243).

Martedì 2 Agosto, dopo Punta Atheras altri animali marini solcavano l’acqua. Pronti a cogliere ciò che  Poseidone stava offrendoci  abbiamo effettuato un altro avvistamento, quello dei tonni nel momento della caccia in branco. Animale forse meno nobile e meno fantastico ma che ha un suo non so che quando viene immortalato in un fortunato scatto fotografico.

Dopo una notte movimentata, causa onde, è continuato il viaggio.

“Come la figlia del mattin, la bella

Dalle dite di rosa Aurora, surse,”

(Libro II, 1-2).

Mercoledì 3 Agosto, nel  primo pomeriggio siamo ripartiti alla volta della pietrosa Itaca. Nello spirito di avventura che ha accompagnato il viaggio ci siamo fermati presso una piccola spiaggia a NE di Itaca (sopra Ag. Nikolaos) per rifornimento legna.

Come novelli naufraghi abbiamo raccolto legna accompagnati dallo sguardo di capre selvatiche che ci belavano attorno ma che con la loro diffidenza non si sono mai avvicinate.

Tentato lo sbarco alla baia di Filiatro causa affollamento, siamo proseguiti fino alla spiaggia sotto punta Skinari, ma abbiamo trovato anche questa affollata.

E qui l’agosto dei nostri giorni ci ha catapultato nuovamente alla realtà, rompendo la poesia epica allorché abbiamo avvertito la presenza di navi da crociera.

Mai come in quei momenti ho desiderato di possedere l’otre con i venti di Eolo, per  allontanarle da Itaca come   era successo ad Odisseo ed ai suoi compagni.

“Così prevalse il mal consiglio. L’otre

Fu preso e sciolto; e immantinente tutti

Con furia ne scoppiâr gli agili venti.”

(Libro X, 62-64).

In mancanza di tale magico oggetto,  ci siamo inoltrati fino alla spiaggia posta sotto la Fonte Aretousa, dove scaricata la legna alcuni di noi hanno apprestato il fuoco, altri preparato la carne e la verdura e così dopo il tramonto e sulle bianche pietre dell’isola di Itaca che rifrangevano le  ultime luci del sole abbiamo realizzato una splendida nonché romantica grigliata in spiaggia.

Anche in questo caso la carne di maiale con la quale erano stati realizzati gli spiedini in greco souvlaki faceva ritornare alla mente la maga Circe che nella vicina isola di Ea (promontorio del Circeo) tramutava gli uomini in porci.

“Disse; ed Arete alle sue fanti ingiunse

Porre il treppiede in su le braci ardenti.

Quelle il treppiede in su le ardenti brace

Posero, e versâr l’onda, e le raccolte

Legne accendeanvi sotto; il cavo rame

Cingean le fiamme e si scaldava il fonte,”

(Libro VIII, 575-580).

E le costine di  capra rimembravano l’antro di Polifemo e le pecore che permetteranno ad Ulisse e ai suoi compagni di scappare.

“Sorta l’aurora, e tinto in roseo il cielo,

Fuor della grotta i maschi alla pastura

Gittavansi; e le femmine non munte,

Che gravi molto si sentían le poppe,

Rïempian di belati i lor serragli.

Il padron, cui ferían continue doglie,

D’ogni montone, che diritto stava,

Palpava il tergo, e non s’avvide il folle

Che dalle pance del velluto gregge

Pendean gli uomini avvinti.”

(Libro IX, 561-570)

Difficile per una mente di ex liceale trovandosi ad Itaca non ricordare queste avventure.

Ma altre sorprese erano in arrivo dopo la notte trascorsa nella caletta.

Giovedì 4 Agosto, abbiamo abbandonato Itaca solo per il tempo di un bagno e di un pranzo per un breve trasferimento ad Atokos, isolotto poco distante.

Nel pomeriggio con navigazione a vela abbiamo raggiunto il capoluogo di Itaca Vathi, dove ogni pietra appare dedicata ad Odisseo ed alle sue avventure e trascorsa  la notte nel suo regno.  

Venerdì 5 Agosto, abbiamo lasciato definitivamente Itaca con navigazione verso le Formiche (Formikoula).

E qui c’è stato un avvistamento che rimarrà per sempre nelle nostre memorie: quello della foca monaca. È un animale fantastico e l’averlo incontrato in immersione a distanza ravvicinata con i suoi occhi fermi ad osservarti e vederla poi allontanarsi con le sue movenze sinuose dopo averti quasi salutato è stata una emozione indescrivibile.

Anche in questo incontro la mente è andata all’immagine della sirena per la grazia dell’animale.

Nel pomeriggio la barca ha veleggiato fino alla punta NE di Meganisi, con le sue splendide acque cristalline, ed abbiamo pernottato nella baietta sotto faro Fanari.

Un episodio ci ha catapultati nella realtà odierna allorché mia figlia Eleonora è caduta dentro l’osteriggio aperto ed il cellulare le è caduto in acqua. Il mostro moderno della tecnologia è stato sconfitto dalla natura e dalla sua storia.

Sabato 6, il cellulare affondato nelle poseidonie è stato recuperato. Rientro quindi alla base con un bagaglio di esperienze e ricordi. Il mostro moderno (il cellulare), è stato sconfitto ma come nella tradizione antica il suo corpo è stato restituito ed è rientrato in patria.

Ancora una volta il mito ha prevalso.

“Obbedì Ulisse e s’allegrò nell’alma.

Ma eterno poi tra le due parti accordo

La figlia strinse dell’Egíoco Giove

Che a Mentore nel corpo e nella voce

Rassomigliava, la gran Dea d’Atene.”

(Libro XXIV, 692-696).

Finito un viaggio reale comincerà forse un viaggio immaginario tra le pagine di Omero.

I brani qui citati sono tratti da “Odissea” nella versione di Ippolito Pindemonte, Grandi Tascabili Economici Newton.

Isabella Grassi

Un’estate di sconti per flower-ed

Sconto del 15% e spedizione gratuita su tutti i libri cartacei

Salve a tutti!

Ritorno nuovamente tra voi per presentarvi l’estate di sconti della flower-ed, la casa editrice nativa digitale diretta magistralmente da Michela Alessandroni. Visto che ci tengo che possiate essere informati in maniera completa ed esaustiva sulle offerte estive di casa flower-ed riporterò qui di seguito l’email ricevuta dalla casa editrice:

Un’estate in formazione

Lettori miei adorati, eccoci giunti alla newsletter di agosto. Non mi dimentico di voi nemmeno in piena estate! Gli ultimi mesi sono stati pieni pieni di lavoro, soprattutto nell’ambito dei corsi di formazione. Mi avete scritto in tanti chiedendomi di portare in aula i corsi che erano presenti on-line e di erogare on-line quelli ideati per l’aula. E così ho scelto di riformulare lofferta e di declinare nelle due diverse modalità alcune delle tematiche trattate.
Siamo arrivati a realizzare ben dieci corsi diversi: tre in aula che partiranno a ottobre (le iscrizioni sono aperte!) e sette on-line (vi potete iscrivere anche ora perché sono corsi individuali).
Ma non finisce qui. La formazione personale e professionale è cominciata per flower-ed già da un bel po’ di tempo, praticamente dagli inizi dell’attività, con la pubblicazione deimanuali in e-book. Per tutto il mese di agosto potete acquistarli a 1,99. L’offerta riguarda sia la collana di Editoria & Scrittura sia quella di Bon Ton, su flower-ed.it e in tutte le librerie on-line.

La poesia di Wordsworth

Uno dei momenti più appassionanti del lavoro editoriale è per me quello della ricerca: sfogliare con pazienza e attenzione i vecchi volumi, riscoprire tesori preziosi da riportare alla luce per voi. Come avrete capito, ci sono bella novità per Windy Moors. Chi ci segue su Facebook e Instagram lo sa già: il 22 agosto uscirà il quinto volume della collana, un saggio dedicato al poeta inglese William Wordsworth, e presto ne seguiranno altri.

Tutti i libri di carta sono in promozione


Per chi acquista i libri cartacei su Lulu c’è il 15% di sconto e la spedizione con posta ordinaria gratuita. Basta inserire il codice AUGSHIP16 nel carrello. L’offerta è valida fino al 14 agosto. Eccovi i link diretti ai nostri titoli:Giorgina Sonnino, Tre Anime Luminose fra le nebbie nordiche. Le Sorelle Brontë
Giorgina Sonnino, Il pensiero religioso di una poetessa inglese del secolo XIX. Emilia Giovanna Brontë
Lurabel Harlow, Louisa May Alcott. Un ricordo
Mara Barbuni, Elizabeth Gaskell e la casa vittoriana
Ersilia Caetani Lovatelli, Il Salotto di Ersilia
Enrico Annibale Butti, L’Anima. Memorie di Alberto Sàrcori
Cesare Causa, La Fata Risplendente. Racconto fantastico
Felice Calvi, Un castello nella campagna romana. Leggenda del settimo secolo
Michela Alessandroni, Aramei. Le oscure origini di un popolo
Mattia Spirito, Dopo il tramonto

Quest’estate come non mai avrete solamente l’imbarazzo della scelta e quindi vi lascio alle vostre attente riflessioni.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che mi avete voluto dedicare e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia!🙂

SCOPRIAMO L’ARTISTA… CON NOI STEFANO LABBIA

Intervista al giovane poeta Stefano Labbia

Salve a tutti!

Dopo un po’ di tempo tornano le nostre interviste ad artisti non ancora illustri ma di grande potenziale. Oggi incontreremo Stefano Labbia, un giovane poeta del quale in un articolo apparso tra queste pagine non molti giorni fa ho presentato la silloge poetica uscita il mese scorso. La raccolta di poesia s’intitola Gli orari del cuore ed è pubblicata dalla Casa Editrice Leonida. Ma ora basta perdersi in chiacchiere. È ora di dare tutti un caloroso benvenuto a Stefano Labbia!

Per cominciare ti chiedo di presentarti un po’ in modo che i nostri amici possano conoscerti meglio

Salve a tutti, sono un giovane autore, classe 1984, nato a Roma. Scrivo da sempre: poesie, racconti, storie… Da poco, un paio d’anni, ho iniziato a scrivere anche sceneggiature e piéce teatrali.

Qual è stato il fatto che ha fatto scattare in te l’interruttore che ti ha portato verso la poesia?

La poesia è, secondo definizione, l’espressione metaforica di contenuti umani in corrispondenza di peculiari schemi ritmici e stilistici. È un mezzo, un modo immediato di condivisione, è varia e variabile. Percorre anima e corpo il lettore che la gusta, la assapora, la mormora o la legge in silenzio. Parla di vittorie e sconfitte, è dolce e amara, è seria e satirica. Dà uno schiaffo e porge l’altra guancia. Dà coraggio, e affossa. Io volevo esprimere questo e molto altro scrivendo. La poesia era l’unico metodo per poterlo fare.

Quali sono i tuoi poeti favoriti e quali (se ce ne sono) quelli che più hanno contribuito a ispirarti?

Senza dubbio Dante Maffia, che ho avuto la fortuna di conoscere ed avere come insegnante alle Scuole Superiori. Poi  Edgar Allan Poe, Pablo Neruda, Khalil Gibran, Garcìa Lorca…

A quanti anni hai cominciato a scrivere poesie?

Una delle mie prime poesie credo risalga al 1998, ossia a quando avevo 13 anni.

Ora parlaci un po’ del tuo libro.

Gli Orari del Cuore è una raccolta di liriche che ho composto dall’adolescenza alla maturità, in un cammino fatto, come quello di tutti, del resto, di salite e discese, di successi e cadute. In amore e nella vita in generale. Proprio per questo, mi dicono, sia facile riconoscersi in esse, leggendole: ognuno di noi ha avuto esperienze (o si prepara ad averle) belle o meno belle che siano. Li dentro, vi sono le mie. Trent’anni di risate, amore, sentimento, battaglie e lotte, scontri e appunti. È stato un bel viaggio.

Grazie infinite per la cortesia e in bocca al lupo per tutto!

Gli orari del cuore

Presentazione della silloge di Stefano Labbia da luglio in libreria

Salve a tutti!

Stasera rivesto i panni del presentatore per annunciarvi l’uscita in libreria, a partire dal mese di luglio, della silloge di Stefano Labbia intitolata “Gli orari del cuore” edita dalla Casa Editrice Leonida. Allo scopo di presentarvela al meglio riporto qui di seguito il comunicato stampa inviatomi dall’autore:

COMUNICATO STAMPA

IN USCITA A LUGLIO IL SILLOGE DI STEFANO LABBIA – “GLI ORARI DEL CUORE” EDITO DA CASA EDITRICE LEONIDA.

Gli orari del cuore di Stefano Labbia

La casa editrice Leonida annuncia l’uscita del volume “Gli Orari del Cuore” scritto dall’autore e poeta Stefano Labbia.

Prima raccolta di liriche del giovane scrittore, classe 1984, di origine brasiliana ma nato nella Capitale d’Italia, che ha composto e raccolto le poesie scritte di suo pugno tra l’adolescenza e la maturità.

Amore, satira politica, vita e città che hanno avuto un’importanza nella crescita dell’autore, si intrecciano in maniera perfetta e vengon da lui così soavemente descritte da risultare profonde e vivide agli occhi di chi legge.

Dicono di lui: “con le sue composizioni, Stefano Labbia rende il sentimento del suo oscuro sentire – attorno a cui si affastellano brani di memoria, considerazioni e interrogativi continui – così tangibile, da donare ogni volta parte di sé nelle sue liriche. Tutto tra apparizioni di luoghi, persone, natura incontaminata e paradisiaca, emozioni ritrovate o perdute per sempre, evitando qualunque forma di retorica, caratteristica dei poeti del millennio in cui viviamo.”

La prefazione del volume è a firma del filosofo Valerio Di Lorenzo, che introduce caparbiamente la poetica dell’autore.

La scheda del libro:

Il libro è in vendita sul sito della Casa Editrice Leonida (http://www.editrice-leonida.com/), presso le librerie su territorio italiano e nei principali store online.

Per maggiori informazioni è possibile contattare la Casa Editrice Leonida al seguente indirizzo mail: leonidaedizioni@libero.it o scrivendo a: Leonida Edizioni – via S. Nicola Strozzi, 47 – 89135 Gallico di Reggio Calabria.

Certo di avervi fatto venir voglia di procurarvene una copia e di gustarvela come merita vi ringrazio tutte e tutti per l’attenzione e la  pazienza e vi do l’arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia!🙂

Gli orari del cuore di Stefano Labbia

Una belva a spasso per Berlino

Il secondo, imperdibile, capitolo della serie firmata da Fabio Geda e Marco Magnone

Salve a tutti!

Berlin 2 - L'Alba di AlexanderplatzDi ritorno dalla strepitosa vacanza minorchina ricomincio la serie dei nostri incontri raccontandovi (non troppo per non guastarvi la lettura!) quello che è il secondo capitolo della serie Berlin scritta a quattro mani da Fabio Geda e Marco Magnone. In questa seconda parte della grande saga berlinese ritroviamo i vari gruppi che avevamo già iniziato a conoscere e amare nel primo capitolo intitolato “Berlin 1 – I fuochi di Tegel” impegnati, chi più chi meno, come vedremo più avanti, a far fronte comune contro una creatura inquietante e misteriosa che si aggira per Berlino aggredendo animali ma anche ragazzi dei gruppi che si stanno spartendo Berlino dopo l’avvento del morbo che si è portato via prima tutti gli adulti e che ora si porta via i ragazzi non appena raggiunti e superati i diciassette-diciotto anni.

Berlin 2 - L'Alba di AlexanderplatzIl nuovo capitolo s’intitola “Berlin 2 – L’alba di Alexanderplatz” e si svolge nelle due parti di Berlino con il culmine dell’azione, non credo di rovinare la sorpresa a nessuno di voi, nella piazza principale dell’ex Berlino Est, Alexanderplatz, appunto. A far fronte comune saranno i ragazzi di Gropiusstadt, le ragazze dell’Havel e alcuni dei ragazzi che si sono stabiliti nell’ex Reichstag.  Tutti assieme, anche se non sempre andando d’amore e d’accordo, affronteranno avventure e pericoli fino a giungere, passando per i cunicoli della ferrovia sotterranea berlinese in Alexanderplatz. In “Berlin 2 – L’alba di Alexanderplatz” ci troviamo al cospetto, per così dire, delle rinnovate e non sempre ben viste nuove gerarchie e leadership dei vari gruppi. A Gropiusstadt l’elezione di Jakob a nuovo leader non è molto gradita al mancato nuovo capo, Buchner Due che non manca mai di far dell’ironia e, spesso e volentieri, del sarcasmo sul nuovo capo del gruppo e sulle sue decisioni. A Tegel troviamo alla guida del gruppo Wolfrun la pazza e i suoi sogni espansionistici che, in questo caso, godono dell’appoggio, anche se non privo di distinguo, degli altri membri del gruppo. Al Reichstag, infine, vi è l’ingresso in campo, se così si può dire di un nuovo elemento il quale, oltre a minare seriamente il legame tra Claudia e Timo, rischia di essere fonte di guai per l’intero gruppo.

Ma ora basta così altrimenti rischio seriamente di eccedere nelle anticipazioni e di “sabotare” la vostra lettura della nuova, entusiasmante e avvincente avventura, della saga di Berlin intitolata “Berlin 2- L’Alba di Alexanderplatz“.

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla prossima occasione!

Buona notte e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia!🙂

Berlin 2 - L'Alba di Alexanderplatz

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Il mio mondo è fatto di disegni e fotografie, filastrocche, poesie e racconti che invento per gli adulti e per i bambini - Favolesvelte è anche un libro edito da Golem Edizioni, nato dalle 365 storie in 365 giorni pubblicate in questo blog nel corso del 2014 - Spot stories of a psychotherapist/Valeria Bianchi Mian - Licenza Creative Commons FAVOLESVELTE - SPOT STORIES di Valeria Bianchi Mian è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

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