Le ragazze vogliono la luna

Il 28 febbraio 2017 in tutte le librerie il romanzo di Janet McNally

Salve a tutti di nuovo!

E sono tre! Anche in questo caso sono qui per presentarvi un libro; un libro, per la precisione, in uscita in tutte le librerie italiane martedì prossimo 28 febbraio 2017. Si tratta del romanzo di Janet McNally intitolato “Le ragazze vogliono la luna” e che sarà edito da De Agostini Planeta.

Per presentarvi come si deve questa che promette di essere un’entusiasmante lettura, riporto di seguito il comunicato che ho ricevuto dalla casa editrice:

Oggi vogliamo parlarvi di un romanzo speciale, ricco di emozioni, sorprese e forte di un’alta qualità letteraria.
Siete pronti a scoprire di cosa sto parlando?

le ragazze vogliono la lunaÈ ormai arrivato il tempo di Le ragazze voglio la luna di Janet McNally!

Ambientato in una calda estate newyorkese, il libro racconta le avventura di Phoebe, una ragazza forte e intraprendente che cela da molto tempo numerosi segreti.

Segreti che hanno messo in crisi il rapporto con Tessa, la sua migliore amica, e che hanno mandato all’aria l’unica possibilità con il ragazzo per cui ha una cotta colossale.
Eppure Phoebe è abituata a convivere con questa realtà, tutti nella sua famiglia hanno qualcosa da nascondere.
Sua sorella Luna se ne è andata a Brooklyn per inseguire un sogno, suo padre Kieran, famosa star del mondo della musica, se ne è andato e basta.
E poi sua madre, una bugiarda di professione.

Un giorno la nostra protagonista decide però che è arrivato il momento di mettere a posto tutti i tasselli mancanti della sua vita, e comincerà così un viaggio indimenticabile, tra musica indie, notti insonni e amori impossibili.

Perché in fondo, chi di noi non ha segreti?
Janet McNally, con queste pagine, riesce a toccare con grande efficacia un tema che coinvolge proprio tutti: la ricerca della verità e di noi stessi.

Questo romanzo ha tutte le caratteristiche per essere letto tutto d’un fiato!
Voi cosa ne pensate?

Colgo l’occasione per annunciarvi che le copie digitali in anteprima sono pronte: la data di pubblicazione ufficiale del libro è prevista per il 28 febbraio ma, come sempre, noi vi informiamo sempre in anticipo!

Pronti a una nuova ed entusiasmante lettura?

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che, una volta ancora, avete voluto concedermi e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Perché non cento?

Presentazione silloge poetica di Alessandro Pagani

Salve a tutti di nuovo!

Come vi avevo annunciato poco fa rieccomi tra voi per occuparmi nuovamente di Poesia. Prima in veste di presentatore di eventi ed ora sempre in veste di presentatore ma di libri e più precisamente di una silloge poetica. Si tratta della prima silloge scritta da Alessandro Pagani, un poeta alquanto promettente. La raccolta s’intitola, come anche questo articolo, “Perché non cento?” ed è edita da Alter Ego Edizioni Per presentarvela al meglio utilizzerò il materiale, scheda libro e biografia nonché l’immagine di copertina con la quale adornerò questo articolo, ricevuti dall’autore stesso.

Cominciamo quindi con la scheda libro:

Copertina di "Perché non cento?" di Alessandro PaganiAutore: Alessandro Pagani

Titolo: Perchè non cento?

Casa Editrice: Alter Ego / Augh – ISBN 9788893430005

Collana: Nuvole

Data di uscita: Aprile 2016

Prefazione: Vincenza Fava

Genere: Poesia

Periodo: Contemporaneo

Prezzo: Euro 9,90

Link per l’acquisto: http://www.aughedizioni.it/prodotto/perche-non-cento/

FB: https://www.facebook.com/perchenon100

 

Alcuni brevi estratti, ed una poesia:

  1. L’orario è ora rio / per l’arrivata / perla a riva / torna all’amata / parlavi d’amore / ma d’ore ti priva / chi usa domani / chiuso di mani…….
  2. Indi via è l’invidia, alla base del testo,: “Oh te…..Remo…..otteremo il gesto”? Periremo remando, se Re mando al suo trono, torno Rom o lottando, io tramando il suo dono.
  3. Io mi dico maledico ma le dico: “Lei mi celia, mia Alice, lei mo modica e lo dice”! Poi mi cala il di lei calice, in quel dì di lode a Cadice; io mi dico: “Lì c’è il docile”! Rimettendo a posto il focile.
  4. Luci di stelle lucide stelle / si desta d’ali d’estate il lido / lui dista cieli di steli decisi / celesti distese e stili delusi / scelti da illuso stolto e colluso / coll’uso si tedia solo l’ottuso / so tutto orsù sorridi sol tu / tu sol tanto io poco do / Re mi fa sol-e suona medesimo / andiamo mes enfants: Luigi XIV

 

Biografia autore:

Alessandro Pagani è nato nel 1964 a Firenze. Appassionato di poesia da sempre, ha fatto parte negli anni ’80 del movimento artistico underground fiorentino “Pat Pat Recorder”. Nel 1988 inizia un percorso come musicista con svariati gruppi tra i quali gli Stropharia Merdaria, Parce Qu’Il Est Triste, Hypersonics (con cui ha partecipato ad Arezzo Wave), Subterraneans e successivamente con i Valvola, insieme ai quali fonda l’etichetta discografica Shado Records, attiva sino al 2007. Attualmente è batterista della desert rock band Stolen Apple, con la quale ha fatto uscire l’album di debutto “Trenches”.

“Perchè non cento”? edito da Alter Ego, è la sua prima pubblicazione, dopo il libretto autoprodotto del 2011 “Le Domande Improponibili” (tutto quello che avreste voluto sapere sulle risposte, e non avete mai osato chiedere).

Sinossi:

Perchè non cento“? è il primo libro di Alessandro Pagani, edito da Alter Ego / Augh di Viterbo ed uscito il 31 Marzo 2016. Un libro che gioca con il caleidoscopico mondo delle parole tra combinazioni e scambi di lettere, calembours, rime, sonetti, anagrammi ed assonanze fonetiche, in un puzzle originale composto da 99 poesie atipiche che sorprendono. Risultato di una ricerca libera che punta ad un nuovo modo di scrivere nella reinterpretazione del linguaggio per combinare originalità, estro e sperimentazione : frutto di un’arte highbrow o lowbrow? In realtà niente di tutto questo, la poesia di Pagani è uno schietto ed istintivo inno alla vita e alle sue infinite sfaccettature, contenente vena umoristica, gusto genuino per la parodia, svolte imprevedibili delle emozioni, in un susseguirsi di celebrazioni ritmiche ed intuizioni iperboliche, come nella poesia  Ah, lì c’è Alice:

 

Io mi dico maledico ma le dico:

“Lei mi celia, mia Alice,

lei mi modica e lo dice”!

Poi mi cala il di lei calice,

in quel dì di lode a Cadice:

io mi dico: “Lì c’è il docile”!

Rimettendo a posto il focile.

 

Ma lì c’era Lucio il trucio,

che mi fece un gran bel bucio,

e di dolo dolsi a fuga,

sul gran lido dell’acciuga.

 

E mi brucio per la lei.

 

Sarda: alice degli Dei.

 

L’autore non teme la grande tradizione letteraria, nè la cultura popolare, come nei richiami danteschi “nel mezzo del camin di nostra baita / mi ritrovai una merla poco scura“, od il verso rifatto dalla Canzona di Bacco “perciò ricorda la gioia è una scelta / come passante che prende la via / questa la somma del sommo volere: / chi vuol esser lieto / che lieto ne sia” o come nei proverbi ristrutturati: “rosso di sera / comunista al tramonto / che succede se fai / prima dell’oste il conto“. Senza dimenticare versi brillanti quali: “aprite i limoni / e troverete sole amaro“, oppure musicali come: “e nota bene sopra no / leggi tra i vibrati / me lo dia il suo no / se ci siamo accordati“…..Tutti richiami ad uno studio sul mero significato della parola poesia, che non deve essere per forza legata ad uno schema testuale ormai stereotipato basato su esperienze ovvie ed eccessi culturali: la poesia è istinto, emozione cosciente che diventa incosciente, la parola messa al posto giusto in un luogo incomprensibile, il semplice e misterioso intreccio alchemico tra fantasia e logica: lì dove ogni pensiero lascia la mediocrità, e diventa sogno.

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Poesia in movimento: perchè non cento? E’ uscito il primo libro di Alessandro Pagani dal titolo “Perchè non cento”? edito da Alter Ego/Augh di Viterbo: novantanove poesie atipiche legate tra loro attraverso giochi di parole, rime, anagrammi, versi liberi e assonanze fonetiche, alla ricerca di nuove forme di scrittura caratterizzate da guizzi romantici, concessioni goliardiche ed intuizioni iperboliche, in un diverso linguaggio poetico. “Se fossi fuoco brucerei lo mondo, se fossi vento lo tempesterei, se fossi acqua l’annegherei, se fossi Dio, con questo tempaccio…..fuggirei anch’io”. Il nuovo Cecco Angiolieri? Ai poster, manifesti e locandine, l’Ade senz’Enza, che perse il phon.

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“Perchè non cento”? edito da Alter Ego / Augh Edizioni di Viterbo (data di uscita 31 Marzo 2016), è la prima pubblicazione di Alessandro Pagani: 99 poesie accomunate da giochi di parole, doppi sensi, anagrammi, versi liberi, concessioni goliardiche ed intuizioni iperboliche, alla ricerca di nuove forme di scrittura caratterizzate da improvvisazioni ritmiche e contaminazioni sperimentali: frutto di un’arte high-brow o low-brow? In realtà niente di tutto questo, perchè ci troviamo di fronte ad una poesia atipica ma e allo stesso tempo legata alla tradizione, alla rima, alla canzone, al sonetto, allo stilnovo e alle avanguardie del Novecento. Tutto nacque un’estate di alcuni anni fa nei giardini dei Campi Lunghi di San Felice a Ema presso Firenze, quando nelle lunghe passeggiate con la fidata Lona – pastore tedesco – mettevo a frutto le mie esperienze poetiche confrontandomi tra il presente incerto del mondo ed il futuro dell’uomo, in un’altalena di ricordi personali e destini comuni ancora da rivelare. Senza mai perdere di vista il ‘gioco’ (la conoscenza enigmistica nell’opera ha un ruolo fondamentale), ho cercato, nelle mie composizioni, di fantasticare  dentro quei territori che l’uomo conosce e allo stesso tempo ancora sottovaluta nel suo significato più recondito, come l’amore  sofferto e mai raggiunto, la morte e i suoi misteri, la natura violata dalle ferocie del nostro tempo, in una personale ricerca di nuovi traguardi pseudo-letterari, fino all’arduo e affascinante tentativo d’immaginare la conquista di  terre poetiche ancora da percorrere. Spingendomi in un limbo poetico inesplorato il cui orizzonte non è necessariamente  la fine, ma l’inizio di un nuovo modo di pensare, libero da vincoli e luoghi comuni che possa avvicinare la distanza tra la felicità dell’anima e l’uomo, mi sono immaginato in un’esclusiva trama che ha come personaggi le parole, le sue trasformazioni, e le riguardanti emozioni. Quelle stesse suggestioni per le quali il lettore sorrida nelle chiusure delle composizioni: eppure un attimo dopo lo stesso sarà richiamato ad un’esplorazione più attenta – e talvolta grottescamente malinconica – dei doppi sensi delle frasi e delle combinazioni del linguaggio; e quello che prima sembrava avere un chiaro significato, riporta poi a differenti acrobazie del cuore. Sta a chi legge decifrare le stesse, per fare  tesoro del fascino che una composizione poetica può regalare. Perchè la poesia possiede una delle magie più rare: quella di far volare ogni fantasia. E sebbene sia quest’ultima che guida ogni estro creativo, le mie  poesie  in fase di atterraggio lasciano un messaggio concreto e di certo non banale: dove vive passione, creatività, e fame di conoscenza, non esiste mediocrità.

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Finalmente qualcosa di diverso e inaspettato, un modo di scrivere fresco e frizzante che reinterpreta lettere e parole. Oltre a poesie molto belle maggiormente ‘tradizionali’ , questo scrittore esordiente combina originalità, estro e sperimentazione in un risultato godibile e non banale. Consigliato.

RECENSIONI LIBRO:

http://www.comunicati-stampa.net/com/perch-non-cento-di-alessandro-pagani.html

http://www.comunicati-stampa.net/az/az-41426/Alessandro_Pagani

http://www.comunicati.net/comunicati/arte/letteratura/388361.html

http://www.informazione.it/c/41BBE43C-E812-490D-BBAF-92E65CB5E639/Perche-non-cento

http://www.chimiconsigliaunlibro.it/index.php?option=com_fabrik&view=table&tableid=54&calculations=0&resetfilters=0&Itemid=147&lang=it

http://www.libridaleggere.net/perche-non-cento/

http://gossip.libero.it/focus/35386620/perch%C3%A8-non-cento-di-alessandro-pagani/alessandro-pagani/?type=

http://www.wuz.it/biografia/475134/Pagani-Alessandro.html

http://www.lineefuture.it/perche-non-cento-le-poesie-di-pagani/

http://www.sevenblog.it/perche-non-cento/

http://www.liberaillibro.com/perche-non-cento/

http://peccati-di-penna.blogspot.it/2016/04/segnalazioni-10.html

http://www.prosaepoesia.net/lettere-allautore/lettori-e-scrittori/#presentazionepagani

http://www.mebook.it/file/view/123137/perche-non-cento

http://www.neteditor.it/content/241386/perch%C3%A8-non-cento

http://www.pennadoca.net/wordpress/?p=561

http://peccati-di-penna.blogspot.it/2016/04/segnalazioni-10.html

http://www.ilblogdeilibri.com/2013/09/mi-consigli-un-libro/#comment-3083

http://libropatia.blogspot.it/

http://www.lucidamente.com/34604-cerco-un-verso-diverso/

http://www.nove.firenze.it/perche-non-cento-di-alessandro-pagani.htm

http://www.tzetze.it/2016/05/perch_non_cento_di_alessandro_pagani/

http://www.italiaartmagazine.it/alessandro-pagani-perche-non-cento-libro-di-poesi-edito-da-alter-ego-augh-edizioni/

http://www.poesie.reportonline.it/poeti-emergenti/poesie-di-alessandro-pagani/index.html

http://ventodilibri.blogspot.it/2016/06/cosa-ci-porta-il-vento-32-segnalazione.html

http://www.antologica.it/2016/07/perche-non-cento/

http://www.azioneculturale.eu/2016/07/perche-non-cento-le-poesie-umoristiche-alessandro-pagani/

http://www.margutte.com/?p=18609

Per completare questa presentazione passiamo ora ad occuparci dell’autore con alcune brevi note biografiche:

Alessandro Pagani è nato nel 1964 a Firenze. Appassionato di poesia da sempre, ha fatto parte negli anni ’80 del movimento artistico underground fiorentino “Pat Pat Recorder”. Nel 1988 inizia un percorso come musicista con svariati gruppi tra i quali gli Stropharia Merdaria, Parce Qu’Il Est Triste, Hypersonics (con cui ha partecipato ad Arezzo Wave), Subterraneans e successivamente con i Valvola, insieme ai quali fonda l’etichetta discografica Shado Records, attiva sino al 2007. Attualmente è batterista della desert rock band Stolen Apple, con la quale ha fatto uscire l’album di debutto “Trenches”.

“Perchè non cento”? edito da Alter Ego, è la sua prima pubblicazione, dopo il libretto autoprodotto del 2011 “Le Domande Improponibili” (tutto quello che avreste voluto sapere sulle risposte, e non avete mai osato chiedere).

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione e arrivederci alla terza segnalazione di giornata!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura, magari proprio in compagnia di “Perché non cento?” di Alessandro Pagani edito da Alter Ego Edizioni!

Con simpatia! 🙂

Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Francesco Graziano” VI Edizione

Aperte le iscrizioni alla VI Edizione del Premio Graziano

Salve a tutti!

Francesco Graziano

Dopo una settimana, giusta giusta, dall’ultima mia incursione tra queste pagine eccomi di ritorno per presentarvi la VI Edizione del Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Francesco Graziano”, organizzato dall’Associazione Culturale ilfilorosso. Sarà possibile inviare le proprie poesie fino al 30 aprile 2017.

Allo scopo di fornirvi le informazioni più complete ed esaustive sull’edizione 2017 del Premio Nazionale di Poesia e Narrativa “Francesco Graziano” cede idealmente la parola al comunicato inviatomi dall’Associazione Culturale ilfilorosso:

Il premio si articola in quattro sezioni:
Sezione A: Poesia edita in lingua italiana: si partecipa inviando una raccolta edita di poesie.
Sezione B: Raccolta inedita in lingua italiana: si partecipa inviando una raccolta inedita di poesie.
Sezione C: Poesia inedita a tema libero in lingua italiana: si partecipa inviando una sola poesia inedita.
Sezione D: Narrativa breve a tema libero in lingua italiana: si partecipa inviando un solo racconto breve inedito, senza nessun vincolo di contenuto. La prosa può appartenere a generi diversi: racconto, fiaba, dialogo, lettera ed ogni altra forma di narrazione. Il testo non dovrà superare le 10.000 battute (4 cartelle, spazi compresi).

I premi assegnati sono i seguenti:
Sezione A: Poesia edita in lingua italiana:
Primo premio: euro 300; diploma di merito con valutazione della giuria; abbonamento annuale alla rivista ilfilorosso;
Secondo premio: euro 200; diploma di merito con valutazione della giuria; abbonamento annuale alla rivista ilfilorosso;
Terzo premio: euro 100; diploma di merito con valutazione della giuria; abbonamento annuale alla rivista ilfilorosso.
Sezione B: Raccolta inedita in lingua italiana: la silloge che risulterà vincitrice verrà pubblicata gratuitamente da ilfilorosso editore e l’autore ne riceverà in omaggio 30 copie. Il volume, dotato di codice ISBN proprio, cucito, con fogli da 100 gr e copertina da 300 gr, verrà inserito nel catalogo de ilfilorosso editore che provvederà anche alla prima presentazione.
Sezione C: Poesia inedita a tema libero in lingua italiana:
Primo premio: euro 150; diploma di merito con valutazione della giuria; pubblicazione gratuita sull’antologia di poesie dedicata al premio “F. Graziano”, edita da ilfilorosso editore; abbonamento annuale alla rivista ilfilorosso;
Secondo premio: euro 100; diploma di merito con valutazione della giuria; pubblicazione gratuita sull’antologia di poesie dedicata al premio “F. Graziano”edita da ilfilorosso editore; abbonamento annuale alla rivista ilfilorosso;
Terzo premio: manufatto artistico; diploma di merito con valutazione della giuria; pubblicazione gratuita sull’antologia di poesie dedicata al premio “F. Graziano” edita da ilfilorosso editore; abbonamento annuale alla rivista ilfilorosso.
L’antologia di poesia dedicata al premio “F. Graziano” edita da ilfilorosso editore conterrà la poesia dell’autore vincitore e quelle degli autori finalisti e segnalati dalla giuria. Il volume avrà le seguenti caratteristiche: codice ISBN proprio, cucito, con fogli da 100 gr e copertina da 300 gr e sarà disponibile nel corso della cerimonia di premiazione al prezzo di copertina.
Sezione D: Narrativa breve a tema libero in lingua italiana:
Primo premio: euro 150; diploma di merito con valutazione della giuria; pubblicazione gratuita in un’antologia di racconti dedicata al premio “F. Graziano”, edita da ilfilorosso editore; abbonamento annuale alla rivista ilfilorosso;
Secondo premio: euro 100; diploma di merito con valutazione della giuria; pubblicazione gratuita in un’antologia di racconti dedicata al premio “F. Graziano”, edita da ilfilorosso editore; abbonamento annuale alla rivista ilfilorosso;
Terzo premio: manufatto artistico; diploma di merito con valutazione della giuria; pubblicazione gratuita in un’antologia di racconti dedicata al premio “F. Graziano”, edita da ilfilorosso editore; abbonamento annuale alla rivista ilfilorosso.
L’antologia di racconti dedicata al premio “F. Graziano” edita da ilfilorosso editore conterrà la prosa dell’autore vincitore e quelle degli autori finalisti e segnalati dalla giuria. Il volume avrà le seguenti caratteristiche: codice ISBN proprio, cucito, con fogli da 100 gr e copertina da 300 gr e sarà disponibile nel corso della cerimonia di premiazione al prezzo di copertina.
Le quote di partecipazione (spese di segreteria) per ciascuna sezione sono:
Sezione A: Poesia edita in lingua italiana: euro 20.
Sezione B: Raccolta inedita in lingua italiana: euro 20;
Sezione C: Poesia inedita a tema libero in lingua italiana: euro 10;
Sezione D: Narrativa breve a tema libero in lingua italiana: euro 10.
È ammessa la partecipazione a tutte le sezioni, previo versamento delle rispettive quote.

Per consultare il bando integrale con la giuria, le modalità di partecipazione e la data di premiazione:

http://ilfilorosso.it/?p=524

Grazie infinite a tutte e tutti voi per la pazienza e l’attenzione che mi avete nuovamente voluto dedicare e arrivederci, a molto presto, con il mio prossimo articolo!

Buona fine pomeriggio e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

L’amore ai tempi dei libri

Consigli di lettura per innamorati e non

Salve a tutti!

Oggi, nel giorno di San Valentino, la Rizzoli ci propone una serie di letture “per tutti i gusti e per tutti i lettori”, innamorati, felicemente accoppiati oppure no. Perché, citando il titolo di un libro di Raymond Carver, l’amore non ha una sola faccia e un solo significato ma, anzi, dobbiamo sempre spiegare, nel miglior modo possibile “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore?

Battute e citazioni a sproposito a parte cedo ora la parola alle proposte di casa Rizzoli:

Se non visualizzi correttamente questa mail, clicca qui

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DI COSA PARLIAMO
QUANDO PARLIAMO D’AMORE
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A chi è innamorato e a chi ha il cuore infranto,
a chi vuole ridere e a chi ha bisogno di un po’ di poesia,
a chi sta vivendo una favola e a chi la sogna soltanto:
a tutti, un buon San Valentino.

Grazie davvero di cuore per la pazienza e l’attenzione che mi avete nuovamente dedicato e arrivederci alla prossima occasione!

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura, magari proprio con una di queste proposte targate Rizzoli!

Con simpatia! 🙂

Sopravvissuti agli Anni ’90. Come?

Da marzo 2017 in libreria il libro curato da Mattia Bertoldi

Salve a tutti!

Per cominciare al meglio questa nuova settimana voglio presentarvi un nuovo libro, in uscita nelle librerie a partire da marzo 2017.

Si tratta del libro curato da Mattia Bertoldi intitolato “La dura legge di Baywatch” edito da Booksalad.

Per presentarvi al meglio questa nuova uscita riporto di seguito il comunicato stampa ricevuto via e-mail dall’Ufficio stampa di Booksalad:

Sopravvissuti agli anni ’90. Come? 

Ce lo racconta Mattia Bertoldi in La dura legge di Baywatch
Da marzo 2017 in libreria 

Chi si ricorda, degli anni ’90, i mini e i floppy disc, i primi videoclip di Videomusic, le serie televisive di Friends, Baywatch, e ancora, le sale giochi, le schede telefoniche o le boy band? Se a questi soli pensieri si prova un mix tra nostalgia e sollievo, allora questo è il libro giusto – anzi il librogame giusto – per ritrovare lo spirito dei sopravvissuti alla grande transizione analogico-digitale, quando per “scaricare una fotografia da Internet ci voleva mezz’ora”.

Mattia Bertoldi, lui che è nato nel 1986 e in quegli anni era adolescente, con La dura legge di Baywatch. Tutto quello che avete amato negli anni ’90, (Booksalad, marzo 2017, isbn 9788898067510), ha raccolto i suggerimenti di decine di suoi coetanei e ci racconta con sorprendente ironia e un pizzico di rimpianto la musica, la tv, l’intrattenimento, le letture, le mode e le tecnologie degli anni ’90. 
In un percorso strutturato come un librogame, soppiantato in quegli anni dai giochi di ruolo elettronici, si chiede come sia stato possibile divertirsi, amare, studiare, comunicare senza Wikipedia, Google, Netflix e gli smartphone. E, senza prendersi troppo sul serio, rivendica con orgoglio di avercela fatta, di essere uscito indenne da quel decennio, nonostante tutto.
Noi degli anni ’90 siamo stati gli ultimi esemplari della nostra specie a provare i limiti della tecnologia digitale, gli ultimi ad aver assaggiato musicassette e mini disc, in un’epoca in cui gli MP3 erano ancora un miraggio per i più; ad aver seguito delle serie televisive senza l’aiuto di Internet, pronti a spaccare il videoregistratore se solo ci fossimo dimenticati di puntarlo per catturare su VHS l’ultimo episodio della stagione perché… esatto, niente streaming e niente riassunti su Wikipedia. Siamo anche stati gli ultimi a subire la maledizione di Baywatch, e questo è un segno che ci porteremo dietro per tanto, tanto tempo. E nessun remake potrà toglierci questo. 
Mattia Bertoldi, nato nel 1986 a Lugano, ha vissuto più o meno alla grande tutti gli anni Novanta. Sognava il chiodo di pelle di Max Pezzali ed era innamorato di Xena e Buffy. Ancora oggi tifa per i Chicago Bulls, ascolta Gigi D’Agostino e ha paura dei vermi giganti del sottosuolo per colpa di Tremors. Finalista al Premio Chiara Giovani nel 2011, ha esordito con il romanzo Ti sogno, California, edito da Booksalad nel 2012, e dal 2016 è membro di comitato dell’ASSI, Associazione Scrittori della Svizzera italiana. Il suo sito: http://mattiabertoldi.com/

Grazie infinite per la pazienza e la cortesia che anche stavolta mi avete voluto accordare e arrivederci alla prossima occasione!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! 🙂

Spazio al personaggio… Roberto Bonati

Un’incursione  nel mondo della musica jazz in compagnia della nostra Isabella Grassi

Salve a tutti!

Roberto Bonati dirige

 Per chiudere in gloria questa nuova settimana vi propongo di fare un’incursione nel mondo della musica jazz in compagnia della nostra insostituibile Isabella Grassi che oggi, per la sua rubrica “Spazio al personaggio” incontra per e con noi Roberto Bonati.

Ora è tempo che ceda la parola alla nostra carissima Isabella Grassi e al suo graditissimo ospite, al quale vi invito a dare il vostro più caloroso benvenuto!

Spazio al personaggio, una piccola incursione nel mondo della cultura, del teatro, dello sport, della musica e di quanto ci rende piacevole la vita, a cura di Isabella Grassi.

Oggi il viaggio si sposta nel mondo di una musica che amo particolarmente: il jazz e  a fare da testimonial a questa incursione è Roberto Bonati, un musicista d’eccezione.

Di lui in verità ho già avuto modo di parlarvi in quanto è il Roberto Bonati (nda: che ho avuto l’onore di avere ospite a casa mia il 30 dicembre di un paio d’anni fa, mentre festeggiavo con un gruppo d’artisti la vigilia dell’ultimo dell’anno)  che ha creato nel 1996 e in questi anni ha portato avanti con coerenza il Parma Jazz Festival del quale si è appena conclusa la ventunesima edizione.

A chi segue questo blog e la mia rubrica verrà sicuramente in mente l’articolo che ho dedicato a questa manifestazione lo scorso autunno quando lo ho presentato parlando della conferenza stampa cui avevo partecipato.

In quella occasione feci presente come Roberto definì gli obiettivi del Festival come obiettivi di produzione, di formazione e di ospitalità, di come il “suo” Festival non dovesse essere mera rappresentazione, e neppure una semplice esposizione del panorama artistico contemporaneo, ma  soprattutto progettualità.

L’associazione Parma Jazz Frontiere  sviluppa la progettualità del festival con la collaborazione della Casa della Musica, della Fondazione Teatro Regio e della Associazione Remo Gaibazzi, oltre che in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Arrigo Boito”, il Department of Music and Dance dell’Università di Stavanger, l’Academy of Music and Drama di Göteborg, il Norwegian Academy of Music di Oslo, il Liceo Musicale “Attilio Bertolucci”  e il  Liceo Artistico “Paolo Toschi”.

Ma tornando a Roberto Bonati ed alla sua musica, in questo spazio voglio farvelo conoscere meglio e presentarvi in particolare la sua ultima fatica: un cd dal titolo “Nor sea, nor land, nor salty waves. A nordic story”, Roberto Bonati e Bjergsted Jazz Ensemble. Un progetto commissionato a Roberto.

Copertina Cd

Ma prima di approfondire questo lavoro, com’è nato, quali sono le sue motivazioni vi voglio parlare di lui, dando il consueto spazio all’intervista che è avvenuta nella sala di casa a quel medesimo tavolo dove qualche anno fa lo conobbi e festeggiammo l’antivigilia di fine anno a casa mia, insieme ad una ventina di altri artisti di Parma.

Parlami di te e della tua carriera artistica,

La passione per il contrabbasso, strumento al quale mi sono dedicato, è nata allorché appena diciottenne un amico mi ha fatto ascoltare in un vecchio mangiacassette (nda, quanti di noi ancora si ricordano com’è?), India  di John Coltrane in una versione con due contrabbassi. Fu amore a primo ascolto.

Ho iniziato a studiare questo strumento in una scuola civica di Milano, mi sono diplomato ed ho studiato direzione d’orchestra a New York e nella Repubblica Ceca.

Pur essendo determinato nello studiare jazz, mi sono laureato in Storia della Musica, e suonato in jazz Club di Milano, ma ho lavorato e suonato anche in orchestre di musica classica.

Ho suonato con Anthony Moreno e Mario Piacentini in trio.

Sul finire degli anni 80 ed i primi anni 90 ho suonato con Gianluigi Trovesi  e collaborato con Giorgio Gaslini.

Di questo periodo ricordo il mio primo insegnamento al Conservatorio Arrigo Boito di Parma nel 1994, l’uscita nel 1995 dell’album Silent Voices con il mio quartetto: io al contrabbasso, Riccardo Luppi al sax, Stefano Battaglia al pianoforte, Anthony Moreno alla batteria, e la nascita del Parma Jazz Festival nel 1996.

Ma gli anni a seguire sono stati pieni di cambiamenti ed esperienze. Il 1997 è stato caratterizzato da una mia personale esperienza concertistica per solo contrabbasso, il 1998 ha segnato la nascita dell’orchestra Parma Frontiere, con 6 produzioni e 4 dischi. Ricordo come temi affrontati Moby Dick, Macbeth, Le Mille e una Notte.

Il finire degli anni 90 mi vede fare concerti di contrabbasso classico in giro per l’Italia.

Nel frattempo consolidavo l’ attività di insegnamento, e ora sono docente al Conservatorio Arrigo Boito di Parma  di  Composizione Jazz e Contrabbasso, e sono il responsabile del Dipartimento Nuove  Tecnologie e Linguaggi Musicali.

Dirigo anche l’orchestra del corso di Improvvisazione Jazz, e ne seguo la produzione.

E’ del 2006 l’uscita del mio disco “Un sospeso silenzio” dedicato a Pasolini.

Una carriera lunga, ed eclettica la tua Roberto. Ma parlaci ora del CD  di cui accennavo prima; “Nor sea, nor land, nor salty waves. A nordic story”, parlaci di com’è nato, e di cosa questa esperienza ti ha lasciato.

Nel 2012 ho cominciato a collaborare con la Norvegia e la Svezia, in particolare con Oslo, Stavanger e Goteborg.

Questo CD, che è uscito con etichetta Parma Frontiere, è nato da un lavoro commissionatomi dall’Università di Stavanger per l’Orchestra Bjergsted Jazz Ensemble, con 18 musicisti ed una cantante.

Il tema affrontato in quest’opera è l’Edda poetica della mitologica nordica, e il parlato è nell’antico linguaggio islandese.

Il CD si compone di otto brani e chi lo ascolta passerà attraverso la creazione del mondo.

Il titolo né mare, né terra, né onde salate… diviene premonitore e dalla voragine del  nulla…  

Chi ascolta passerà attraverso una muta creazione, ululare di lupi e canti di cigni, attraverso un vento tribale, un finale ricolmo di sangue e un notturno con una situazione da the “day after”, e infine la rinascita con l’ottava composizione intitolata eagle.

Il verde ricresce, la terra risorge dal mare, i torrenti si riempiono d’acqua, e l’aquila vola in alto sulle montagne a caccia di pesce. Questa l’immagine finale. Sono molte le situazioni come dire drammaturgiche in cui viene coinvolto chi ascolta questo CD, una elaborazione intensa, ricca di significati e di significanti. Ma parlaci un po’ degli esecutori, degli artisti coinvolti nella sua realizzazione.

Come detto l’orchestra è formata da giovani e talentuosi musicisti che si sono formati nella università di Stavanger, infatti si tratta di giovani musicisti che sono o sono stati studenti a Stavanger. Il primo concerto di quest’opera si è tenuto nel marzo 2015 e l’Università ha  voluto che lo ripresentassi durante il Gran Galà tenutasi la stessa estate in occasione del settantacinquesimo dell’Università.

Si è poi registrato la primavera scorsa e ne è uscita questa coproduzione tra Parma Frontiere e l’Università di Stavanger.

Verrà presentato a breve qui a Parma presso la libreria Feltrinelli di Via Farini, mia città Natale mentre  si dovrà attendere Aprile per la presentazione a Roma in collaborazione con l’ambasciata norvegese.

Il CD è ordinabile presso i rivenditori di musica, o acquistabile sugli store online come amazon ed ibs, e si possono sentire un paio di brani sul mio profilo sul sito  soundcloud.com.

Vorrei approfittare di te per fare due chiacchiere sul jazz. In particolare vorrei sapere da te qual è il rapporto tra jazz scritto ed improvvisazione.

Si, è importante capire questo rapporto. Se oggi abbiamo una musica jazz, è perché c’è stata una storia del jazz. Abbiamo musicisti polivalenti, che hanno effettuato un percorso sia attraverso la musica occidentale classica, che attraverso i linguaggi del jazz.

La composizione può essere una idea breve ma forte, dalla quale far nascere l’improvvisazione oppure, al contrario può essere una cornice molto spessa che deve necessariamente contenere una musica molto rigorosa.

Possiamo quindi dire che il jazz ha una doppia anima?

Nel jazz la tradizione orale è molto importante e come tale la scelta che viene effettuata dai vari compositori diviene un elemento costitutivo attraverso il quale si attua una composizione vera e propria. Ecco allora che l’esecuzione proprio per questa sua oralità di trasmissione diviene non una mera organizzazione di elementi musicali ma un vero e proprio atto creativo che mette in campo una grande varietà di tecniche compositive.

Nel jazz abbiamo una grande varietà di tecniche compositive.

Qual è il tuo metodo di lavoro quando sei tu a dover dirigere?

Personalmente prediligo mettere le persone in condizione di poter aggiungere, di poter creare insieme, non metto in campo un’idea definitiva. Ritengo importante che le differenze emergano, che si cerchi di creare un distinguo, che si persegua l’idea artistica e si rifiuti l’omologazione.

Pur tuttavia serve sempre ricordare che anche nell’improvvisazione serve che tutti i materiali esecutori abbia una visione chiara d’insieme, non vi deve essere caos ma unione di sforzi.

Come vedi il futuro del jazz?

Temo che purtroppo anche il jazz si stia omologando. Vi è una forte mitologia jazzistica che by Counterflix” href=”#85746324″> tende a far continuamente rivivere come stereotipi i jazzisti di sessanta anni fa.

Ritengo che si debba si guardare al passato, ai maestri, a coloro che hanno creato il jazz, ma che si debba al tempo stesso utilizzare la lente del cannocchiale della storia. Occorre quindi effettuare una lettura contemporanea e quindi dinamica degli eventi passati che sono ormai statici.

Non so quindi rispondere alla domanda su quale sia il divenire del jazz oggi in quanto manca l’idea compositiva della musica pur avendo il nostro tempo dei musicisti che per il percorso effettuato sono molto preparati.

Per fare un esempio concreto tornando al CD di cui si è parlato, vi è musica folkloristica, tribale, spiritual, ritual, canti popolari islandesi, vi è una visione sciamanica.

Possiamo quindi intravvedere nell’opera elementi evocativi ed al tempo stesso una vera e propria invocazione.

Chi si approccia all’ascolto troverà un’unione tra diverse culture. Partendo dall’Edda poetica, che è la tradizione mitologica del nord Europa che potremmo avvicinare ai miti omerici, tramite questa fusione di diversi apporti ha unito in sé la cultura europea classica.

È questa la vittoria del jazz: permettere l’incontro tra le diverse culture e per questa sua caratteristica ritengo che possa fare molto per la nostra società, per i suoi aspetti di partecipazione corale, educativi e sociali.

Saluto Roberto Bonati e lo ringrazio per la sua preziosa esposizione nonché partecipazione al mondo del jazz e concludo dicendo che mentre scrivevo questo articolo ho ascoltato il CD un paio di volte e che vi ho trovato e provato emozioni molto forti.

Da quasi uno spavento iniziale, un’angoscia, attraverso il canto in una lingua sconosciuta, i suoni e le armonie degli strumenti ho spiccato il volo e fatto un viaggio alla scoperta del mondo.

Ho sentito l’alternarsi di stili, di colori e sono tornate alla mia mente immagini di documentari scientifici e di carattere culturale, ma anche immagini tribali vissute direttamente nei miei viaggi, e ho veramente immaginato sul finale un’aquila che vola.

Grazie Roberto per questo prezioso contributo.

Isabella Grassi

Febbraio Flower-ed

Piccola grande coccola al mio ego!
Un grazie immenso alla splendida Romina Angelici per il magnifico articolo!
Da leggere e da gustare dall’inizio alla fine!

Pink Magazine Italia

garland
Il prossimo 27 febbraio uscirà per la prima volta in italiano A garland for girls di Louisa May Alcott grazie alla casa editrice Flower-ed.

La traduzione, affidata alle amorevoli cure di Riccardo Mainetti e una copertina così evocativa, oltre che raffinata, confezionano un libro unico.

Si tratta di una raccolta di storie scritte da Louisa May Alcott “per giovani ragazze”, nell’anno che precedette la sua morte avvenuta il 6 marzo 1888. Lei stessa dichiara nella prefazione: “Scritti durante un periodo di isolamento forzato”, facendo riferimento alla malattia che, contratta nell’ospedale militare di Georgetown, non l’aveva mai completamente lasciata.

Sono racconti ispirati e basati sui fiori in quanto ai fiori sono intitolati e in base alle loro caratteristiche si stabilisce un parallelo con le protagoniste delle singole storie. Inoltre sono arricchiti da citazioni e riferimenti ad altri libri e autori (poeti, scrittori, filosofi) che confermano non solo la passione, ma…

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